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Graccanvs

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Graccanvs

GUARDIA DI FINANZA

Nascondeva nel caveau 331 monete antiche

Da Roma a Novara per scoprire un «tesoretto» milionario di monete antiche nascosto nel caveau di un imprenditore piemontese. L’uomo è stato denunciato dal Nucleo regionale di polizia tributaria del Lazio della guardia di finanza. Gli investigatori hanno recuperato 331 pezzi, in oro, argento e bronzo, risalenti alla seconda metà del IV e V secolo a.C. trafugati da tombaroli campani e rivenduti a mercanti d’arte senza scrupoli.

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bertone

C'è un'imprecisione in quanto riporti: non sono un imprenditore..... :P

E comunque, hanno trovato solo una piccola parte della mia collezione: tutto il resto non lo troveranno mai!!! :ph34r:

Ciao

bertone

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Silla

Questi sono i sequestri che la GdF deve fare , mica quelli ai danni di picoli collezionisti ... Quindi un plauso ai ns tutori del patrimonio storico.

Chissà quali meraviglie conteneva il caveau ? Qualcuno sà se andranno a Musei oppure all' asta ? <_<

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Giovenaledavetralla

Dovrebbero andare al museo. :)

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Graccanvs

Al museo, al museo. Al rogo i plutocrati!

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Guest Fid

Ogni moneta di una certa rarità dovrebbe essere a disposizione ed alla vista di tutti.I pezzi unici è meglio che non staiano in mano ai privati.Penso che sarebbe utile avere delle collezioni numismatiche pubbliche fruibili e reclamizzate sulle riviste di settore,certamente sarebbe altrettanto utile trovare una migliore dislocazione in più musei da nord a sud

Modificato da Fid

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picchio
Ogni moneta di una certa rarità dovrebbe essere a disposizione ed alla vista di tutti.

Dovrebbero essere pubblicate per il sapere comune, concordo.

I pezzi unici è meglio che non staiano in mano ai privati.

Giusto i privati non sono in grado di capirle e di valorizzarle, molto meglio fargli fare la fine della collezione Reale, così che dopo una ventina d'anni si scopre che il pezzo unico in questione non c'è più.

Penso che sarebbe utile avere delle collezioni numismatiche pubbliche fruibili e reclamizzate sulle riviste di settore, certamente sarebbe altrettanto utile trovare una migliore dislocazione in più musei da nord a sud.

Perfetto, esattamente come il CNI che è stato fatto da un privato (magari importante, ma sempre privato). Proprio come ha invece fatto lo Stato Italiano che ha ricevuto in dono (improprio perchè è stata donata al popolo italiano) la più importante collezione privata mai riunita, che l'ha tenuta in condizioni deprecabili e misconosciute in balia degli eventi per 40 anni. Che non ha mai trovato fondi e voglia per la pubblicazione di un catalogo e che espone a palazzo Massimo le stesse monete da anni, tra l'altro con un sistema di luci criticabile, lenti che non sono più governabili, e la visione della moneta da un lato solo.

Le pochissime collezioni fruibili agli occhi di tutti fanno parte di Fondazioni (Private) che hanno investito in acquisizioni e che hanno dedicato tempo e denaro alla numismatica, Carige, Banca Intesa o Agricola Mantovana con l'acquisisto della Gavazzi, Verri e Magnaguti.

Ben vengano, oggi esistono cataloghi e documentazione, fotografie testi etc.

Esiste un catalogo della collezione numismatica del Museo Archeologico di Napoli ? Le tolgo il dubbio subito: non esiste. E' il museo che certamente al mondo dispone della maggior massa di monete della Magna Grecia, peccato solo che non si sappia cosa ci sia, cosa c'è stato e cosa ci sarà.

Un privato prima o poi vende, se non lui i figli o i nipoti e queste monete vengono pubblicate e studiate nei cataloghi d'asta. Riprendono a vivere e non è un dono a pochi eletti, è il dono di tutti- I cataloghi hanno fatto buona parte della storia della numismatica, permettono confronti, indici di rarità.

In alcuni fortunati casi collezioni private vengono anche esposte, se non altro il giorno della vendita.

Ha mai provato a chiedere di vedere monete depositate presso un museo e non esposte ? Ha idea della trafila di rimbalzi cui va incontro se Lei non è un accademico.

Giusto mettiamole nei musei e dimentichiamoci del problema.

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Guest Fid

Concordo in buona parte con ciò che ha scritto e riconosco sicuramente il valore storico e l'importanza dei privati al fine sia di non disperdere il patrimonio numismatico sia di divulgare sapere scientifico(non a caso io stesso consulto continuamente il testo dello Sparh a cura del Banco di Sicilia)

Non vorrei però che il miei ragionamenti di prima siano travisati ed apparire eccessivamente contrari allo spirito del collezionismo,per questo li riporto qui sotto e li esplicito per darne un idea più chiara:

"I pezzi unici è meglio che non stiano in mano ai privati"

Certamente le sue obiezioni sono ragionevoli ma c'è privato e privato,una fondazione è comunque un istituzione vincolata e regolamentata da norme dello stato che ne garantiscono l'elevazione culturale e la tutela dei beni ,oltretutto è imposta una costituzione per atto pubblico ed un regime di pubblicità,viceversa nel caso considerato in questa discussione (tesoretto milionario di monete antiche nascosto nel caveau di un imprenditore piemontese) certe garanzie vengono sicuramente a mancare.Ora lungi da me fare un accusa alla categorie dei collezionisti,della quale faccio parte, ma mettiamo caso che un tombarolo venda una moneta della più alta rarità ad un collezionista che ne riconosca il valore.Il collezionista in questione, anche perchè consapevole dell'acquisizione illecita, tenderà a nasconderla agl'occhi di tutti e conservarla nella propria collezione,successivamente trascorsi imprecisati anni gli eredi potrebbero decidere di non vendere la collezione del de cuius.Diventa possibile che nell'arco di tantissimi anni una moneta sia sotratta alla conoscenza della comunità scientifica.E' giusto ciò?

"Penso che sarebbe utile avere delle collezioni numismatiche pubbliche fruibili e reclamizzate sulle riviste di settore"

Le critiche nei confronti dell'amministrazione statale dei musei e delle sovraintendenze sono sacrosante,possediamo un patrimonio inestimabile allo "scoperto" ma è molto probabile che ciò che si cela negli scantinati e nei settori non aperti al pubblico sia di un valore notevolmente superiore.

Non a caso nel mio ragionamento di prima avevo utilizzato il termine"fruibile" in quanto è mia personale opinione che i tesori numismatici risultano scomparire o perdersi nel dimenticatoi in prevalenza nei casi in cui non passano all'esposizione ordinaria al pubblico,viceversa è rendendoli visibili che si da un contributo alla comunità scientifica ma sopratutto permettere ciò sarebbe come donare a tutti un pezzo inestimabile che, se vogliono, possono ammirare da pochi centimetri

Modificato da Fid

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Newton

Scusa Fid, ma non capisco. Partiamo dal principio che una moneta non possa essere acquistata dal tombarolo.

Faccio questa premessa perchè l'acquisto dal tombarolo, in quanto illegale, non può e non deve essere preso in considerazione.

Ora, partendo dall'ipotesi di acquisto lecito, quale sarebbe la differenza fra il privato che tiene la moneta nel suo caveau e lo stato che la tiene nella cantina del museo?

Bisogna secondo me essere realisti, oggi in Italia un privato, se detiene una moneta, non la sottrae alla comunità scientifica, per il semplice fatto che non esiste una comunità scientifica che, strumenti alla mano, attende con ansia di studiare quella moneta.

Credo che uno stato serio, prima di fare leggi draconiane dove proclama in sintesi "è tutto mio!" dovrebbe anche dimostrare di saper apprezzare il valore di quel patrimonio di cui rivendica la proprietà.

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Guest Fid

Sono d'accordo,infatti il mio ragionamento ha un senso solo se parliamo di pezzi estremamente rari o unici ma sopratutto ,come ho scritto prima, che la moneta sia altamente fruibile nei musei o nelle collezioni pubbliche.Nel caso in cui vi siano queste due possibilità: 1.moneta unica in possesso di un privato collezionista 2.moneta unica esposta quotidianamente in un museo ,secondo me è da ritenere più utile il secondo caso in quanto la moneta con maggiore probabilità avrebbe una dislocazione più raggiungibile e visibile

In Italia esistono musei che espongono collezioni numismatiche importantissime con pezzi rarissimi e mi auguro che aumentino sempre di più gli spazi espositivi numismatici e che vi sia un maggiore propensione a realizzarli

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Guest Fid

Non conosco bene come funzioni l'opearato di molte case d'aste fuori dai confini nazionali ma ricordo bene che indagini nei confronti di tombaroli delle mie parti (Sicilia) si spostavano anche in altri continenti dove il nostro patrimonio culturale,storico e numismatico veniva venduto e disperso.Questo è sicuramente un altro ragionamento ma credo che sia decisamente allarmante

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Giuseppe

Se lo stato avesse cura del patrimonio numismatico in suo possesso e lo valorizzasse adeguatamente sarei d'accordo per i musei, ma data la situazione concordo con Picchio; la funzione di studio e divulgazione in Italia mi sembra chiaramente di gran lunga più espletata dai privati che dagli enti preposti, salvo alcune lodevoli eccezioni.

Oltretutto mi risulta che monete sequestrate siano anche poi sparite da qualche museo (e ci sta anche per le altre) e non ne rimane che una descrizione sommaria.

Altro appunto: il discorso del commercio delle monete di illecita provenienza non ritengo sia tanto grave per il fatto della detenzione della moneta in se quanto per l'impossibilità, a quel punto, di stabilirne l'esatta provenienza ed il contesto del ritrovamento che potrebbero dare informazioni assai più importanti dal punto di vista storico-archeologico di quanto lo potrà mai dare la moneta da sola.

Comunque è chiaro che esistono i "tombaroli" perchè qualcuno poi gli acquista la merce (monete ma anche e soprattutto il resto), ma in altre nazioni si è già da tempo risolto egregiamente questo problema in altro modo, vedi Inghilterra.

Se si accetta che le monete (ed il resto) ritrovati possano anche essere trattenuti dal privato, salvo la parte veramente "unica" o di rilevante interesse, e si retribuisse adeguatamente quanti prelevato penso che tanti problemi sarebbero risolti, compresa l'individuazione dei siti di provenienza.

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Guest Fid

Penso che se alcuni musei nazionali garantissero l'esposizione e l'integrazione di monete rarissime sarebbe un gran bel contributo per la numismatica

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picchio
Penso che se alcuni musei nazionali garantissero l'esposizione e l'integrazione di monete rarissime sarebbe un gran bel contributo per la numismatica

Però così non è.

Ribadisco che tanta conoscenza della monetazione è "fruibile" da tutti proprio per l'interessamento, la passione e non ultima la conoscenza di privati.

Senza alcuna vena polemica le chiedo in tutta sincerità quante collezioni numismatiche Lei ha avuto modo di vedere esposte in un museo, ed al confronto quanti cataloghi d'asta ha ricevuto o si è comprato con "pubblicate" monete rarissime.

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alteras

Purtroppo è così, molte collezioni e ritrovamenti finiscono per rimanere chiusi in casse negli scantinati dei musei (lo so per esperienza, io in un museo, anche se di altro genere ci lavoro). E non esiste neppure un vero e proprio elenco nazionale dei pezzi posseduti da questi enti. Questo porta anche ed inevitabilmente ad un'incertezza per quanto riguarda l'effettiva rarità di un pezzo.

Pensate che alcuni collezionisti della mia città e di quelle nei dintorni, venuti a mancare di recente, hanno devoluto l'intera collezione ai musei. Pensate sia possibile vederne qualche pezzo?

A quel punto, ritengo, sia meglio una commercializzazione... (ovviamente non mi riferisco a pezzi unici)

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Guest Fid
Penso che se alcuni musei nazionali garantissero l'esposizione e l'integrazione di monete rarissime sarebbe un gran bel contributo per la numismatica

Però così non è.

Ribadisco che tanta conoscenza della monetazione è "fruibile" da tutti proprio per l'interessamento, la passione e non ultima la conoscenza di privati.

Senza alcuna vena polemica le chiedo in tutta sincerità quante collezioni numismatiche Lei ha avuto modo di vedere esposte in un museo, ed al confronto quanti cataloghi d'asta ha ricevuto o si è comprato con "pubblicate" monete rarissime.

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infatti sono d'accordo con lei,lo Stato inconsapevolmente ha relegato la tutela di molti sui beni unici alla cura (si spera sensata)di privati cittadini,il valore ed i meriti di molti di questi sono indiscutibili e sicuramente molto è stato fatto tramite i cataloghi d'asta ai fini della conoscenza numismatica(malgrado sia probabile che questo contributo nasca anche da materiale illecitamente sottratto in italia)

Di principio però rimango dell'idea che un bene di inestimabile valore è giusto che sia tutelato inanzitutto dalla collettività ma sopratutto possa essere percepito come un bene fruibile in quanto patrimonio unico e di tutti.La cosa ovviamente acquisisce un risalto maggiore dal momento in cui si parla di un bene prodotto della nostra cultura.Personalmente mi rattrista pensare che una rarità possa finire in una collezione privata in un angolo remoto del globo ed è per questo che mi auguro maggior vigore da parte dello Stato ma sopratutto una migliore gestione dei beni archeologici.

Probabilmente se ci fosse una tutela migliore dei nostri beni,con una migliore catalogazione ed un maggior "utilizzo", la soluzione migliore per tutelarli sarebbe quella di metterli a disposizione di tutti in un apposita galleria numismatica di un museo.Nel primo messaggio avevo fatto un particolare riferimento a pochi musei sparsi su tutto il territorio proprio perchè se ci fosse la volontà di poche sovraintendenze e di pochi musei si potrebbe fare un lavoro egregio e a certe garanzie ci sarebbe un richiamo naturale di molte rarità possedute dai collezionisti.Sono sicuro che molti collezionisti nel tempo potrebbero essere propensi a donare un proprio pezzo pregiato se avessero la ragionevole certezza che questo bene possa essere valorizzato,curato,salvaguardato da una struttura pubblica che lo rende a tutti visionabile,penso che casi interessanti ce ne siano diversi ed io posso testimoniare il buon lavoro fatto nella mia città con l'apertura di una delle più grandi esposizioni di monete greche della magna grecia di inestimabile valore

Modificato da Fid

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Graccanvs

Concordo con quanto detto da molti di voi.

Il problema è proprio questo: l'assenza di uno Stato, o almeno uno degno di questo nome.

Vi ricordo, come esempio simbolico, che qualche anno fa un ex presidente del consiglio (non facciamo nomi in periodo elettorale) è rimasto a pietire per 4 GIORNI fuori dalla tenda (LETTERALMENTE!) un incontro col leader libico Gheddafi, pur avendo portato in gentilissimo e prezioso omaggio (ufficialmente "una restituzione"...DE CHE?) la Venere di Leptis Magna (VERGOGNOSAMENTE SOTTRATTA AL POPOLO ITALIANO).

UN FURTO A DANNO DEL NOSTRO POPOLO PER OTTENERE IN CAMBIO UNA UMILIAZIONE...

QUESTA E' UNA REPUBBLICA DELLE BANANE, NON UNO STATO CHE E' UN'ALTRA COSA...

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