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numizmo

Lettera aperta(sic!) al Ministro Ornaghi

295 risposte in questa discussione

Inviato (modificato)

salve, oggi mi hanno segnalato una "lettera aperta" ( così mi è stata definita) che sta' girando sul web, indirizzata all'attuale Ministro per i BBCC Lorenzo Ornaghi, a firma Scarlett Matassi, che, come recita la sua home page su linkedin, è un : Libero professionista Pubbliche relazioni e comunicazioniVedi anche : http://it.linkedin.c...assi/21/6a0/96bReputando io l'argomento trattato particolarmente interessante e pregnante per l'attuale situazione contingente, ho pensato di postarlo in questa sezione, reputandola la piu' affine. In ogni caso, chiunque dello staff e' liberissimo di riposizionarla dove meglio le si attagli.Considerato che nella stessa lettera l'autrice dichiara la sua intenzione di diffondere la lettera tramite organi di stampa e altro, ed essendo la detta lettera già reperibile sul web, credo che postarla quì sia solo di aiuto all'autrice e alle sue intenzioni.

SCARLETT MATASSI

Roma, 25 luglio 2012

All’Onorevole Ministro

per i Beni e le Attività Culturali Professor Lorenzo Ornaghi

Oggetto: un esempio di spreco di danaro pubblico: il decreto di vincolo e acquisizione di beni privati emesso in data 14 maggio 2012 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per le Antichità, Servizio II, contraddistinto dal numero di protocollo 86, avente ad oggetto l’acquisto coattivo di un fondo di 20 monete classiche in argento. Segnalazione e richiesta di spiegazioni. Onorevole Ministro,il tema della revisione della spesa pubblica è in questi giorni al centro dell’azione politica del governo di cui Lei fa parte. Così quantomeno si legge sui giornali e si ascolta in televisione. Se ho ben capito, punto nodale della questione spending review sarebbe tagliare in modo non recessivo gli sprechi di spesa, vale a dire tagliare al fine di “..recuperare risorse per spendere nuovamente ma meglio e generando in questo modo crescita “ (Gustavo Piga su Il Foglio di sabato 14 luglio 2012). A fronte di tale premessa – che poi sarebbe anche l’auspicata promessa che il Governo Monti oggi consegna al popolo italiano – mi corre l’obbligo di segnalarLe un caso in cui un atto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali si traduce in un palese spreco di denaro del contribuente. Vediamo qui all’opera personale dello Stato chiamato a prendere decisioni su una materia, la numismatica classica, di cui mi pare evidente abbia una conoscenza alquanto superficiale. Ecco il caso. La Direzione Generale per le Antichità del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha disposto con decreto del 14 maggio 2012, numero di protocollo 86 il vincolo e l’acquisto coattivo da parte dello Stato di un piccolo fondo di monete classiche per le quali si chiedeva un certificato di libera esportazione. Parliamo di venti monete in argento, di area prevalentemente greco-sicula, in medio stato di conservazione, non rare che lo Stato italiano pagherà circa 11.000 euro. L’importo di cui si parla, certamente modesto rispetto alle cifre degli sprechi milionari giornalmente sciorinate dagli organi di stampa, potrebbe portare a minimizzare un episodio invece interessante in quanto emblematico del modo in cui lo Stato, spesso in assoluta buona fede, anzi, nella convinzione di far bene, getta dalla finestra danari che avrebbero potuto essere impiegati per realizzare spese realmente necessarie. Supportata dal parere di autorevoli esperti di numismatica classica, ho maturato la convinzione che quegli 11.000 euro siano stati spesi male per le seguenti ragioni: 1) le venti monete oggetto del decreto di vincolo e acquisto sono certamente assai antiche e provenienti da un’area geografica carica di storia, ma mi pare che questo non possa bastare a qualificarle come “beni di interesse nazionale”. Da ciò discende l’inutilità dell’apposizione di un vincolo statale e, a maggior ragione, dell’impiego di danaro pubblico per farle entrare nel patrimonio dello Stato.2) Ad ogni modo, comunque la si voglia pensare in merito al punto precedente, è certo che le monete saranno acquistate ad un prezzo esorbitante rispetto al valore che esse hanno sul mercato numismatico. La vicenda di cui Le parlo sta suscitando un certo scalpore nella comunità degli studiosi e degli appassionati di numismatica classica. I “competenti” della materia raccontano con divertita ma anche risentita indignazione l’ennesima alzata d’ingegno degli “incompetenti” del Ministero. Io ne ho sentito parlare da un gruppo di archeologi numismatici che stimo molto e ai quali ho chiesto di fornirmi riscontri concreti. Ne è scaturita una ricerca di cui vorrei darLe superficialmente conto, fermo restando che siamo tutti a Sua disposizione per spiegazioni più dettagliate, anche in contraddittorio con i responsabili della contestata decisione. AD ECCEZIONE DI UNA, LE MONETE DEL FONDO VINCOLATO E ACQUISTATO COATTIVAMENTE SONO COMUNI E PRESENTI IN NUMERO COSPICUO NELLE COLLEZIONI STATALI Analizzando i risultati delle vendite delle principali case d’asta internazionali, i ricercatori hanno accertato che, negli ultimi sette anni, monete delle stesse serie di quelle che qui interessano sono state poste frequentemente all’incanto. Se la ricerca avesse preso in considerazione la residua e maggioritaria parte del mercato numismatico (commercianti, fiere, convegni, vendite on line, aste elettroniche) avremmo avuto la conferma di un dato ben noto a qualsiasi appassionato di numismatica classica e cioè che monete del tipo di quelle acquistate dal MIBAC circolano sul mercato in numero cospicuo. Parliamo di una circolazione di centinaia di pezzi e dunque di oggetti non rari. Un secondo filone della ricerca ha indagato le collezioni numismatiche pubbliche appurando che lo Stato già possiede numerosi esemplari delle monete in questione.L’indagine ha preso in esame le collezioni catalogate, ma, poiché la maggior parte delle collezioni numismatiche pubbliche sono da anni in attesa di catalogazione, possiamo immaginare quanti esemplari analoghi siano presenti nei fondi non ancora censiti.Corro anzi il rischio di dilungarmi per fornirLe alcuni dati numerici spettacolari e, mi pare, di assoluto interesse per comprendere i termini del problema.Parto da un’informazione fornita da una fonte ministeriale, il Portale Numismatico dello Stato. Secondo il Portale su quattro milioni di monete greco-romane presenti in 455 collezioni numismatiche pubbliche, solo 914.776 sono state catalogate.Lo Stato però non possiede solo quattro milioni di monete classiche, quattro milioni sono quelle che è riuscito a contare. Le 455 raccolte numismatiche di cui sopra rappresentano meno di un decimo delle collezioni numismatiche classiche di proprietà pubblica. Questo significa che nove decimi delle istituzioni pubbliche del nostro paese proprietarie di monete greco-romane non potrebbero dire quante ne posseggono, perché non solo non le hanno catalogate ma nemmeno computate.Un caso tra tutti è quello dei leggendari fondi del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, celebri per la “sterminata quantità di pezzi numericamente indefinita”. Sulla base dei dati che emergevano dalla ricerca, abbiamo chiesto ai più autorevoli studiosi di numismatica classica come valutassero l’iniziativa di vincolo ed acquisto di cui al decreto oggetto di questa mia segnalazione, ricevendo una valutazione pressoché univoca: tipologie di monete già copiosamente presenti nelle collezioni pubbliche catalogate e di cui con sicurezza si troveranno almeno altre centinaia di esemplari negli ingenti fondi non ancora censiti. Solo uno dei venti pezzi acquistati presenta un interesse tale da giustificare l’apposizione di un vincolo. A fronte di quanto premesso Le domando, Signor Ministro, - se procedere all’acquisto di ulteriori doppioni fosse davvero necessario e in qual modo l’apposizione di un qualsivoglia vincolo su 19 delle 20 monete in questione possa aver contribuito alla tutela del patrimonio artistico nazionale. - Le domando altresì se non sarebbe stato più utile impiegare quei danari per contribuire a soddisfare esigenze tanto più impellenti. Ad esempio esigenze come la manutenzione e catalogazione della sterminata quantità di monete ammassata nei depositi museali e, in taluni casi, a rischio di depredazioni e degrado. IL PREZZO AL QUALE E’ STATO EFFETTUATO L’ACQUISTO E’ DI GRAN LUNGA SUPERIORE A QUELLO DI MERCATO Come dimostrano le tabelle allegate alla presente, il prezzo dell’acquisto coattivo stabilito dal MIBAC è di 11.000 euro circa a fronte di un valore di mercato di 4.000 euro circa. Lo stato ha pagato al triplo del suo valore commerciale un blocco di monete piuttosto comuni e di cui possiede centinaia, forse migliaia di esemplari analoghi. Comprendere la ratio che sottende tale scelta è francamente impossibile. Infatti, anche ammettendo che vi fosse l’assoluta necessità di rimpinguare le già straripanti collezioni numismatiche statali con dei pezzi di pregio non eclatante e, per di più, già posseduti, perché acquistarli coattivamente da un privato a 11.000 euro anziché acquistarli sul mercato al loro giusto prezzo? L’INCOMPETENZA PRINCIPALE FONTE DELLO SPRECO DI DENARO PUBBLICO Incompetenza è, a mio parere, la parola chiave per comprendere le ragioni di un palese errore di valutazione tradottosi in uno spreco di danaro pubblico. Leggo di autorevoli studi internazionali secondo i quali ben l’83% degli sprechi sarebbe addebitabile all’incompetenza del personale dello Stato che prende decisioni di spesa e solo il 17% dipenderebbe da fenomeni di corruzione. Chiunque, trovandosi nella necessità di confrontarsi con l’apparato statale italiano, riesca a non farsi travolgere dalla disperazione e dalla voglia matta di gridare al ladro, sa bene che le cose stanno così. I funzionari che, in un momento di grave crisi economica, dilapidano 11.000 euro del tartassato popolo italiano, sono sicuramente persone integerrime e professionalmente valide ma di numismatica sanno poco, sono, in quella materia così specialistica, “incompetenti”. Verrebbe naturalmente da obiettare che sarebbe stato sufficiente consultare degli esperti e far precedere la delicata decisione di vincolo e spesa da una ricerca analoga a quella effettuata dai miei amici numismatici.Ove però tale ricerca fosse stata fatta, sarebbe doveroso renderne noti i termini e cioè: - chi sono gli autorevoli esperti di mercato consultati per capire quale fosse il giusto prezzo del bene;- quali responsabili di musei, studiosi, testi specialistici sono stati consultati per stabilire che quelle monete rivestono un interesse e hanno un pregio tale da legittimare la decisione del vincolo e, addirittura, dell’acquisto coattivo. La informo che trasmetterò questa lettera per conoscenza alla Presidenza del Consiglio e altre cariche dello Stato, membri del Parlamento e organi di stampa. Nella speranza di un Suo cortese riscontro mi è gradito esprimerLe l’espressione della mia stima. Scarlett Matassi

Modificato da numizmo
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Inviato (modificato)

Quanto espresso dall'autrice della lettera è pienamente condivisibile; un unico appunto: chi avrà giudicato quelle monete di elevato valore antiquario, visto che di valore archeologico qui non si può parlare essendo monete di collezioni (completamente avulse dal contesto di origine), non necessariamente deve essere ignorante di numismatica, piuttosto lo è del mercato antiquario di cui la numismatica è parte. Forse forse non sarebbe stato un errore incaricare della valutazione un professionista (nel senso di mercante) piuttosto che un archeologo.

Modificato da BiondoFlavio82

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Supporter

Lettera interessante, anche se presenta delle deduzioni-riflessioni opinabili.

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Inviato (modificato)

Ciao.

"Ecco il caso. La Direzione Generale per le Antichità del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha disposto con decreto del 14 maggio 2012, numero di protocollo 86 il vincolo e l’acquisto coattivo da parte dello Stato di un piccolo fondo di monete classiche per le quali si chiedeva un certificato di libera esportazione...."

Se questo è il caso, dobbiamo però anche ricordare che è innanzitutto l'aspirante esportatatore che deve valutare il valore venale delle monete che intende esportare.

Questa valutazione potrebbe essere stata fornita da un esperto attraverso una perizia. Non sappiamo, nel caso concreto, nè di quali monete si stia parlando nè di come sia stato determinato il valore di 11.000 euro del lotto.

Art. 68, commi I e III, del Codice Urbani:

Attestato di libera circolazione

1. Chi intende far uscire in via definitiva dal territorio della Repubblica le cose e i beni

indicati nell'articolo 65, comma 3, deve farne denuncia e presentarli al competente ufficio

di esportazione, indicando, contestualmente e per ciascuno di essi, il valore venale, al fine di ottenere l'attestato di libera circolazione.

3. L'ufficio di esportazione, accertata la congruità del valore indicato, rilascia o nega con motivato giudizio, anche sulla base delle segnalazioni ricevute, l'attestato di libera circolazione, dandone comunicazione all'interessato entro quaranta giorni dalla

presentazione della cosa o del bene.

Art. 70, commi I e II, del Codice Urbani:

Acquisto coattivo

1. Entro il termine indicato all'articolo 68, comma 3, l'ufficio di esportazione può proporre al Ministero l'acquisto coattivo della cosa o del bene per i quali e' richiesto l'attestato di libera circolazione, dandone contestuale comunicazione alla regione e all'interessato, al quale dichiara altresì che l'oggetto gravato dalla proposta di acquisto resta in custodia presso l'ufficio medesimo fino alla conclusione del relativo procedimento. In tal caso il termine per il rilascio dell'attestato e' prorogato di sessanta giorni.

2. Il Ministero ha la facoltà di acquistare la cosa o il bene per il valore indicato nella

denuncia. Il provvedimento di acquisto e' notificato all'interessato entro il termine

perentorio di novanta giorni dalla denuncia. Fino a quando non sia intervenuta la notifica

del provvedimento di acquisto, l'interessato può rinunciare all'uscita dell'oggetto e

provvedere al ritiro del medesimo.

E' pur vero che l'Ufficio Esportazione deve accertare la congruità del valore dichiarato ma poi l'art. 70 comma II stabilisce che "il Ministero ha la facoltà di acquistare la cosa o il bene per il valore indicato nella denuncia".

Fermo restando che nulla sappiamo, fatta eccezione per quello che leggiamo dalla lettera, sull'opportunità per lo Stato di acquisire quel lotto di 20 monete; laddove, però, ipotizzassimo anche solo per un momento, che sussista un interesse statale alla loro acquisizione, dovremo anche pensare che l'eventuale contestazione del valore venale dichiarato dall'aspirante esportatore (constestazione che, in mancanza di accordo fra le parti, richierebbe il ricorso ad un iter giudiziario non certo privo di costi per il Ministero e comportante pur sempre una certa alea per lo Stato in termini di risultato finale...), possa aver indotto comunque il Ministero ad acquisire le monete per l'importo dichiarato dal proprietario.

Un'ultima veloce considerazione: parliamo di 11.000 euro che, per carità....in periodo di "spending review" (ma anche se non si parlasse di "spending review") sono soldi dei contribuenti italiani che è opportuno spendere con oculatezza sempre e comunque.

Mi pare però che gli sprechi da stigmatizzare siano ben altri (vedi le risorse dello Stato impegnate nei numerosi procedimenti penali a danno di onesti collezionisti che si concludono con un nulla di fatto......).

Comunque, prima di giungere a conclusioni affrettate, sarebbe interessante a questo punto conoscere il punto di vista del MIBAC sulla vicenda.

Non ci si può formare un convincimento "maturo" se manca del tutto la versione di una delle 2 parti. (Sarebbe anche interessante conoscere come l'aspirante esportatore ha valutato in euro 11.000 il valore delle sue monete, a dire della mittente della "lettera aperta", sovrastimandole quasi del triplo...... :clapping: )

Saluti.... :hi:

Michele

Modificato da bizerba62

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In verità, insieme alla lettera aperta ci sono due schede di analisi dei costi e valori delle monete in oggetto, ma sono file pesanti e non sò come allegarli, oltretutto si parla di monete che non rientrano nei miei campi di interesse, quindi non potrei ,neanche volendo, dare giudizi su quanto dedotto o riportato nelle tabelle stesse. Se qualcuno mi spiega come allegarle lo faccio volentieri per solo rigore di cronaca.Commenti e giudizi li esprimeranno gli esperti del settore.

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Non ci si può formare un convincimento "maturo" se manca del tutto la versione di una delle 2 parti. (Sarebbe anche interessante conoscere come l'aspirante esportatore ha valutato in euro 11.000 il valore delle sue monete, a dire della mittente della "lettera aperta", sovrastimandole quasi del triplo......

bella domanda...

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chissa perche ho il sentore che le monetine siano una bella raccolta di litre ....

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Inviato (modificato)

chissa perche ho il sentore che le monetine siano una bella raccolta di litre ....

se mi dite come si puo' fare , inserisco anche le tabelle cosi' vi togliete la curiosita'.....

Per lo staff:

Ma la questione di questi accenti si potrebbe risolverla?

E' scpmodo scrivere senza

Modificato da numizmo

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Boh. Io questa "lettera aperta" non sono neanche riuscito a trovarla sulla rete.

Eppure, se l'autrice è una professionista della comunicazione (come risulta dal suo profilo) mi pare strano che una "lettera aperta" al Ministro non la si faccia "girare" con tutti i mezzi....primo fra tutti il web.

Ho digitato su un motore di ricerca "lettera aperta Ministro Ornaghi + il nome dell'autrice", ma l'unico risultato che mi viene fuori è questa discussione.

Diciamo che se le intenzioni sono di divulgare il più possibile il contenuto della lettera, sotto il profilo della comunicazione siamo un pò carenti.

Mah.

Saluti.

michele

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Inviato (modificato)

Boh. Io questa "lettera aperta" non sono neanche riuscito a trovarla sulla rete.

Eppure, se l'autrice è una professionista della comunicazione (come risulta dal suo profilo) mi pare strano che una "lettera aperta" al Ministro non la si faccia "girare" con tutti i mezzi....primo fra tutti il web.

Ho digitato su un motore di ricerca "lettera aperta Ministro Ornaghi + il nome dell'autrice", ma l'unico risultato che mi viene fuori è questa discussione.

Diciamo che se le intenzioni sono di divulgare il più possibile il contenuto della lettera, sotto il profilo della comunicazione siamo un pò carenti.

Mah.

Saluti.

michele

io l'avevo trovata....a parte questo, leggendo in calce ,la stessa autrice dichiara l'intenzione di sottoporla alla stampa, sarà un fisiologico ritardo dovuto a notizie piu' pregnanti, vista la situazione generale e le concomitanti olimpiadi...attendiamo fiduciosi..ma, in ogni caso, la questione piu' interessante non mi pare che siano i risultati di diffusione della lettera, quanto, casomai, il contenuto della stessa...non trovi? mi pare che pensare ad altro sia un modo di voler perdere di vista la questione centrale per perdersi in questioni di lana caprina..

Modificato da numizmo

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"la questione piu' interessante non mi pare che siano i risultati di diffusione della lettera, quanto, casomai, il contenuto della stessa...non trovi?"

Certamente, ma mi limitavo ad osservare che ai contenuti di quella "lettera aperta" non giova il fatto che la medesima non sia sufficientemente divulgata.

Osservavo Inoltre che una trasmissione carente, sotto il profilo della comunicazione, non si addiceva alla professione dell'autrice.

Detto questo, sui contenuti della lettera (che sono quelli che contano...) al momento non possiamo dire nulla.....non so se l'intervento precedente di numa nuna: ("chissa perche ho il sentore che le monetine siano una bella raccolta di litre .) voglia significare qualcosa..in positivo o in negativo.... rispetto alla questione trattatata nella lettera......al momento se non ce lo dice Lui perchè ha quel sentore....noi siamo destinati a rimanere in attesa di sviluppi.......ed a sospendere, cartesianamente, il giudizio.

M.

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concordo perfettamente in questi termini,sarebbe opportuno che numa ci rendesse partecipi della sua ipotesi in modo più completo e sarebbe bello che qualcuno della controparte, dato che leggono usualmente le varie discussioni,intervenisse e ci illustrasse anche la sua versione della faccenda, così potremmo fare delle considerazioni equilibrate.

Altrimenti ogni giudizio o presa di posizione resta viziata.

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Proprio così....

:hi:

M.

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In verità, insieme alla lettera aperta ci sono due schede di analisi dei costi e valori delle monete in oggetto, ma sono file pesanti e non sò come allegarli, oltretutto si parla di monete che non rientrano nei miei campi di interesse, quindi non potrei ,neanche volendo, dare giudizi su quanto dedotto o riportato nelle tabelle stesse. Se qualcuno mi spiega come allegarle lo faccio volentieri per solo rigore di cronaca.Commenti e giudizi li esprimeranno gli esperti del settore.

Ma se ci sono costi e valori ci sara' anche indicata la tipologia delle monete: puoi indicarle?

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Inviato (modificato)

pura logica

1.si parla di 20 monete tutte provenienti da un-area magno-greco/sicula per un valore stimato tra i 4000 (originario) e gli 11.000 euro (esercitato) ovvero un valore medio compreso tra i 200 e i 550 €

2. si parla di diverse zecche e non di una serie attribuita ad un unica zecca

3. si parla di monete di solo argento

4. quindi il basso valore per ciascuna moneta e la diversita di zecche riconduce ad una possibile (o probabile ) serie trasversale che esclude i nominali maggiori suscettibili di ben altre valutazioni

5. si potrebbe pensare anche a stateri o didrammi in bassa conservazione ma :

a) la serie dovrebbe essere un insieme omogeneo di un collezionista che non ha raccolto cocci rotti qui e la bensi ha usato un certo criterio per mettere insieme questa raccoltina

b) se fosse un insieme eterogeneo a che pro chiedere una licenza di esportazione che ha il preciso scopo di esitare , tramite asta internazionale , l-insieme per valorizzarne al meglio il valore venale ?

ergo : basso valore pro-moneta, insieme omogeneo, provenienza geografica coerente, insieme appetibile per una casa d-aste ...

ecco el mie conclusioni. Sicuramente sbagliate ma mi sono divertito lo stesso a usare gli ozie estivi per lavorare d-immaginazione

Modificato da numa numa

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1

Reggio, obolo o litra, argento, D/Testa leone frontale; R/REC retrogrado

Û 207,00

Û 129,60

Û 77,40

2

Reggio; emilitra o emiobolo; argento; D/Testa di leone frontale; R/Lettera H.

Û 207,00

Û 101,67

Û 105,33

3

Messana; trionkion; argento; D/Lepre a destra e T nel campo in basso; R/MES e tre globetti.

Û 373,00

Û 134,75

Û 238,25

4

Selinunte; litra; argento; D/Protome di toro a sinistra; R/Quadrato Incuso.

Û 373,00

Û 130,83

Û 242,17

5

Siracusa; litra; argento; D/Testa di Atena a sinistra, indossa elmo corinzio; R/XIII. Rara.

Û 249,00

Û 184,33

Û 64,67

6

Siracusa; dionkion; argento; D/Testa di Aretusa a destra; R/Due globetti.

Û 290,00

Û 169,50

Û 120,50

7

Siracusa; emilitra; argento;D/Testa di Aretusa a sinistra; R/ΣY-PA, Ruota divisa da quattro raggi; sotto due delfini.

Û 498,00

Û 236,67

Û 261,33

8

Himera; emidracma; argento; D/Figura maschile cavalca capra a destra; R/Nike stante a sinistra, regge nastro.

Û 788,00

Û 186,75

Û 601,25

9

Himera; litra; argento; D/Mitilo aperto; R/Ruota.

Û 332,00

Û 150,75

Û 181,25

10

Himera; litra; argento; D/Testa di Kronos a destra; R/Fulmine tra due chicchi.

Û 664,00

Û 225,00

Û 439,00

11

Laos; triobolo; argento; D/Toro androcefalo stante a destra; R/LAS.Toro androcefalo stante a sinistra.

Û 248,00

Û 122,75

Û 125,25

12

Segesta; litra; argento; D/Testa frontale di ninfa, leggermenete a sinistra, intorno corona d'alloro; R/ΣEΓE, Cirneco stante a sinistra, sopra testa di gorgone.

Û 1.244,00

Û 338,86

Û 905,14

13

Catania; litra; argento; D/Testa di sileno a destra; R/KATANAI_N, Fulmine alato Non comune.

Û 1.230,00

Û 344,60

Û 885,40

14

Catania; trionkion; argento; D/Testa di Apollo a destra; R/Lira, intorno tre globetti.

Û 415,00

Û 154,00

Û 261,00

15

Solus; litra; argento; D/HERMAS Testa a sinistra; R/Arco, pesce, faretra, clava e due globetti. Rara.

Û 2.074,00

Û 590,25

Û 1.483,75

16

Mozia; emilitra; argento; D/Testa di Apollo frontale; R/Quattro globetti; intorno corona di alloro.

Û 415,00

Û 193,00

Û 222,00

17

Mozia; trias; argento;D/Testa del dio fluviale a destra; R/Quattro globetti.

Û 415,00

Û 209,00

Û 206,00

18

Taranto; obolo; argento; D/Cantaro. Due globetti; R/Cantaro; a destra tripode.

Û 166,00

Û 75,50

Û 90,50

19

Metaponto; emiobolo; argento; D/Spiga; a destra topolino; R/Testa di toro frontale.

Û 166,00

Û 96,75

Û 69,25

20

Camarina; litra; argento; D/Testa di Ercole a destra con leont_; R/Testa elmata di Atena a destra.

Û 373,00

Û 220,33

Û 152,67

Legenda:

la prima cifra é l'importo di acquisto, la seconda il valore di mercato e la tera la differenza tra le due...

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bingo ! :pleasantry:

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Inviato (modificato)

Parere personale: trovo che i moduli per l'esportazione, cartacei o elettronici non fa differenza, siano parecchio lacunosi.

Si chiede ad esempio di indicare un valore.....perché ?

1) non si pagano tasse su quella cifra

2) potrei anche non conoscere il valore commerciale dell'oggetto (e magari proprio non mi interesserebbe saperlo), perché quindi costringermi ad andare da un Professionista per pagare una stima ?

3) qualunque cifra io indichi é soggetta - giustamente - ad una revisione da parte di chi di dovere

4) la culturalità del bene non dovrebbe essere legata al suo valore, almeno così ci hanno sempre detto (tant'é che ci impongono di presentare domanda anche per oggetti che hanno un irrisorio valore, fosse anche solo 1 euro)

Se uno volesse pensar male potrebbe pensare ad un' esca, per acquistare a poco ciò che vale tanto, nel caso uno sbagliasse ad indicare il valore, ma leggendo la lettera in oggetto direi che la pratica va in senso opposto alla teoria.....

Modificato da Alberto Varesi

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Inviato (modificato)

Grazie ad ad Alberto Varesi.

A naso il prezzo di mercato e' bassino: e' anche strano che il prezzo d'acquisto sia costantemente superiore al valore di mercato. Ovviamente mancano le conservazioni che potrebbero farlo variare di oltre un ordine di grandezza, anche se di litre si parla.

Boh. Io questa "lettera aperta" non sono neanche riuscito a trovarla sulla rete.

Eppure, se l'autrice è una professionista della comunicazione (come risulta dal suo profilo) mi pare strano che una "lettera aperta" al Ministro non la si faccia "girare" con tutti i mezzi....primo fra tutti il web.

Ho digitato su un motore di ricerca "lettera aperta Ministro Ornaghi + il nome dell'autrice", ma l'unico risultato che mi viene fuori è questa discussione. [...]

Concordo in pieno!

Modificato da Giov60

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Scusate se penso male, ma ho il dubbio che qualche combine ci possa anche stare, mi ricorda qui palazzi valore 10 e venduti a 50 con spartizioni della differenza come se fossero fette di torta.

a pensar male si fa peccato ma ........................

Maurizio

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Ciao Alberto.

"Legenda:

la prima cifra é l'importo di acquisto, la seconda il valore di mercato e la tera la differenza tra le due..."

Giusto per capire:

1. la prima cifra è quella relativa a quanto pagato dallo Stato per l'acquisto coattivo di ciascuna moneta?

(ma è anche il "valore venale" che l'aspirante esportatore, ai sensi dell'art. 68 comma I, ha indicato nella sua richiesta)?

2. Il secondo importo è il valore di mercato. Ma determinato come? Leggo della strane cifre.......non "tonde" ma con decimali che fanno pensare ad un valore medio....com'è stato determinato?

Saluti.

michele

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Ciao Alberto.

"Legenda:

la prima cifra é l'importo di acquisto, la seconda il valore di mercato e la tera la differenza tra le due..."

Giusto per capire:

1. la prima cifra è quella relativa a quanto pagato dallo Stato per l'acquisto coattivo di ciascuna moneta?

(ma è anche il "valore venale" che l'aspirante esportatore, ai sensi dell'art. 68 comma I, ha indicato nella sua richiesta)?

Si, è il valore indicato contestualmente alla richiesta di esportazione SUE

2. Il secondo importo è il valore di mercato. Ma determinato come? Leggo della strane cifre.......non "tonde" ma con decimali che fanno pensare ad un valore medio....com'è stato determinato?

E' stato determinato ( attingo dalle tabelle che NON sono riuscito ad allegare) facendo la media sulle vendite di monete analoghe per conservazione preso le maggiori case d'asta europee.

Saluti.

michele

Ripeto, ci sono delle tabelle in allegato alla lettera che illustrano quanto sopra, con dati e cifre, direi anche in modo molto esaustivo, ma non si riescono a caricare perche', almeno a me, appare l'avviso di " too long message" qualche suggerimento o via alternativa?

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perche non erano litre ? :search:

piuttosto c-e'da chiedersi perche lo Stato (se tutti questi documenti sono veri ) esercita il diritto di prelazione per acquistare un lotto simile, tutto sommato di modesto interesse. E vero che la cifra complessiva e altrettanto modesta (anche se superiore di molto ai presunti valori di acquisto) , ma perche comunque spendere questi soldi per queste monete di cui ve ne sono a bizzeffe nelle collezioni pubbliche e non si preservano i fondi per catalogare (questo si sarebbe importante !) le centinaia di migliaia di monete ancora incatalogate e sconosciute che abbiamo nei vari fondi presso i pubblici musei ? mah ...

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"Si, è il valore indicato contestualmente alla richiesta di esportazione SUE"

Grazie della conferma.

Ho un'ultima curiosità, se siete in grado di soddisfarla. Il "valore venale" delle monete indicato dall'aspirante esportatore al SUE, come è stato determinato?

Sulla base della stima di un commerciante/perito numismatico/casa d'aste ecc. (che si esprime anche sullo stato di conservazione delle monete), allegata alla domanda?

Oppure è una semplice autodichiarazione del richiedente, che fa tutto da sè e indica sia il prezzo che lo stato di conservazione?

Conoscere questo aspetto mi interesserebbe particolarmente......

M.

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