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L. Licinio Lucullo

Denario di C. Renius

Molte sono le connessioni tra Giunone e capre, caproni e caprifichi. Ad esempio, sono dette None Caprotine perchè in questo giorno (7 Luglio) nel Lazio le donne sacrificavano una capra a Giunone Caprotina sotto un caprifico. Inoltre appare indubbia l'identificazione di questa Giunone Caprotina di Luglio, colla Giunone di Febbraio dal manto di pelle caprina e che, sotto il nome di Sospita, salvatrice, richiamerebbe il nome di Tutula, la "schiava salvatrice". Infine, Juno Sospita Mater Regina veniva rappresentata come una dea guerriera armata di lancia e ancile, ricoperta da un vello caprino (l'egida dei greci) la cui protome figurava sulla testa della Dea a guisa di singolare cappuccio: chiamata da Festo "Amiculum Junonis", questa pelle di capra avrebbe posseduto virtù apotropaiche oltre che fecondatrici. Si tratta della Juno Infera Caprotina o Lanuvina importata da Lanuvium e divenuta romana insieme ai Lanuvini cui Roma concesse la cittadinanza nel 338 a.C.. Interessante notare che un'epigrafe rinvenuta proprio a Lanuvium (CIL, X, 6493) riporta il nome di un certo C. Reni C. f. Laetus, forse da identificare con il monetario, non altrimenti noto

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