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L. Licinio Lucullo

Denario con Quirino

Inviato (modificato)

Per il D/ si accenna all'associazione Quirino-Romolo e, concordemente con le fonti, alle problematiche riguardanti questa figura che fonde un antico dio funzionale al divinizzato fondatore ("Romulum quem quidam eundem esse Quirinum putant" sono le parole di Cicerone al fine di citare, primo tra le fonti note, un'associazione evidentemente viva nel periodo tardo repubblicano ma nondimeno caratterizzata da tratti fumosi). Alteri ci riassume le interpretazioni proposte dai numismatici, partendo dal ritratto di Romulus-Quirinus ed illustrando pareri discordanti: Bernoulli identifica il D/ con la statua togata di Romolo sul Campidoglio; Cr. vede nel ritratto, concordemente alla legenda, il solo dio (sabino) Quirino. Per quanto riguarda la figura di Quirino è il Brelich a fornirci un validissimo quadro riepilogativo che ci induce, inequivocabilmente, a collocare questa divinità nel sistema religioso proprio della Roma arcaica. Il tempio di Quirino è infatti tra i più antichi di Roma ed al culto della divinità era preposto un particolare sacerdote, il flamen Quirinalis, terzo in ordine di rango dopo il flamen Dialis e il flamen Martialis. La tradizione attribuisce a Numa Pompilio l'istituzione dei tre flamines maiores, così come le particolari prescrizioni cui dovevano sottostare. La notevole importanza attribuibile alle divinità della triade arcaica è altresì avvalorata dal destino riservato alle sole tre spoglie opime conquistate dai Romani, consacrate la prima a Giove Feretrio, la seconda a Marte e la terza a Quirino. Circa la funzionalità specifica del terzo dio della triade, grazie a Stazio e a Livio siamo a conoscenza di un rapporto, piuttosto enigmatico, tra Quirino e le armi sacre utilizzate dall'antico collegio sacerdotale dei Salii e, grazie a Varrone, ad Ovidio, a Festo e a Plutarco, ci è noto che i Quirinalia, celebrati il 17 febbraio, rappresentavano la data ultima per la celebrazione dei Fornicalia, antica cerimonia propria delle singole curie. Purtroppo null'altro ci è stato riportato circa la festività di febbraio; nei rituali dedicati a Quirino è tuttavia attestato il ruolo del flamen Portunalis, un flamine minore che, in un'imprecisata occasione, doveva ungere le armi del dio; un certo rapporto tra il terzo dio della triade arcaica e Portumno pare anche essere confermato dal fatto che i Portunalia del 17 agosto cadono a sei mesi esatti dai Quirinalia del 17 febbraio. È importante provare a capire la natura di Quirino: dio della guerra, come suggerirebbero sia i legami col collegio dei Salii che l'oggetto dell'azione del flamen Purtunalis? Oppure dio agricolo, rappresentante della terza funzione duméziliana, come suggerirebbero sia il legame Quirinalia-Fornicalia che l'azione del flamen Quirinalis in occasione di altre festività?

Amisano ricorda che l’esponente più importante di questa gens fu il padre del monetario, che accusò Cesare al termine del suo primo consolato costringendolo a fuggire da Roma, e che rivolgendosi a lui Catullo, che doveva avere per le mani questa moneta, lo chiamò “obbrobrio di Romolo”.

Modificato da L. Licinio Lucullo

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