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Le monete e la zecca di Brescia

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Pierpiero

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La zecca di Brescia nel periodo comunale ha iniziato
l’attività nel corso della seconda metà del XII secolo.
Alla tesi tradizionale che vorrebbe la data di apertura
della zecca nel maggio del 1184 si affianca ora una
nuova ipotesi, secondo la quale la produzione monetale
dovrebbe essere anticipata di qualche decennio.
Lo studio dei ripostigli contenenti monete bresciane
e della documentazione d’archivio ha consentito di rivedere
alcune datazioni e seriazioni proposte da parte
degli studiosi, anche in anni recenti, riguardanti, sia la
moneta bresciana, sia quella di città come Cremona e
Mantova, facenti parte della stessa area monetaria.
Esempio emblematico della trasversalità dei fenomeni
monetari anche in epoca medioevale è la svalutazione
dei denari emessi dalle zecche italiane nel periodo
compreso tra il X ed il XV secolo. Interessante è il caso
del denaro bresciano, che dall’inizio della sua produzione
fino al 1250 vide ridursi la quantità di argento
contenuta in ogni moneta di circa la metà.

La zecca di Brescia, dopo l'avvento dei Visconti nel 1337,

riapre sotto il controllo di Pandolfo III Malatesti tra il 1406 e il

1421, battendo una serie monetale tra le più interessanti nel

panorama dell'Italia settentrionale.





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