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  1. Sono appena tornato da Vicenza Numismatica. Mi spiace sinceramente di non aver potuto ascoltare Elledi (continuo a chiamarlo in tal modo), ma altri obblighi mi reclamavano. La prima cosa fatta (e forse l'unica) è stata l'acquisto di Stato e collezionismo: indagine sulla Numismatica. A casa non ho resistito, e ho letto quanto lo scarso tempo a disposizione mi ha concesso. Una prima impressione: libro ottimo e ben costruito. Ricco di notizie e di prospettive (ovviamente proseguirò la lettura). Tra i tanti pregi: la promessa di una edizione successiva con la collaborazione dei feed-back dei lettori. Ma le foto con indicato "collezione reale" sono tutte prese da esemplari presenti nella collezione stessa? Spero anche che arrida buona fortuna al titanico progetto dell'opera futura (totale 4 volumi)!
  2. Ho visto a volte dei 5 centesinmi del Regno (io ne possiedo una di VEII della zecca Napoli ) piegati a scodella tipo le orecchette (la pasta) o le monete scifate bizantine, e mi sono chiesto a quale funzione o ricorrenza facciano riferimento. Qualcuno ne sa qualcosa? ho sentito dire che ....prima voi però
  3. E' da un po' di tempo che mi pongo questa domanda e non sono riuscito a trovare delle risposte certe. La domanda è: quali aurei del Regno e, in particolare, quali aurei di Vittorio Emanuele III e di Umberto hanno effettivamente circolato? E per circolazione intendo l'utilizzo quotidiano per acquisire o vendere della merce o dei servizi. Grazie per le eventuali risposte! :)
  4. Nell'asta che chiude il 15 Settembre di InAsta, ho trovato una monetina che non conoscevo. E' riportata come 1 centisimo 1904 ma dal Montenegro viene riportata come emessa nel 1901. Un gettone emesso per la visita del Presidente Francese con la sua effige e quella del Re Vittorio Emanuele III. Come riportato dal Montenegro ha poi circolato come moneta da 1 centesimo,anche se di peso superiore e in Bronzo. InAsta n° 4944 http://www.inasta.com/index.asp?page=1&amp...&intPage=45 Mi sarebbe piaciuto averlo tra le mani! :rolleyes:
  5. L'ART NOUVEAU NELLE MONETE DI VITTORIO EMANUELE III l'Art Nouveau «C'est à la Nature toujours qu'il faut demander conseil», proclame l'architecte Hector Guimard en 1899, définissant ainsi la nouvelle esthétique du mouvement art nouveau, due à l'influence du japonisme et du symbolisme. Les créateurs sont séduits par les qualités linéaires de la plante et par son expression d'une force organique. C'est ainsi que dans le mobilier le piétement est généralement fait de courbes tendues et évasées vers l'extérieur, que le plan est souvent galbé, que la mouluration est souple et qu'enfin le décor sculpté ou celui des bronzes appliqués, bien intégrés à la structure, sont de type végétal: iris, ombellifères, nénuphars, parfois plus stylisé, et inspiré alors des tiges plutôt que des fleurs. Noyer, chêne et surtout poirier, acajou ou tamarin sont les bois préférés. Malgré le désir affiché de réaliser un art pour tous et de permettre une certaine industrialisation de la fabrication, les pièces uniques ou de petite série sont surtout le travail d'habiles artisans (ébénistes, sculpteurs, marqueteurs), donc coûteuses et réservées à une élite fortunée. Encyclopédie Hachette. L'Art Nouveau (Arte Nuova, in francese), fu uno stile artistico, diffuso in Europa e negli Stati Uniti, che interessò le arti figurative, l'architettura e le arti applicate, tra il 1890 e il primo decennio del Novecento. ______________________________________________________________________________ Da Wikipedia: Stile Liberty - stile artistico, meglio noto come Art Nouveau, che interessò le arti figurative, l'architettura e le arti applicate, tra il 1890 e la prima guerra mondiale. Il movimento, conosciuto internazionalmente soprattutto con la denominazione francofona, assume localmente nomi diversi, ma dal significato di fondo affine, tra i quali: Style Guimard, Style 1900 o Scuola di Nancy (Francia), Stile Liberty (dal nome dei magazzini inglesi di Arthur Lasenby Liberty, che vendevano oggetti esotici), Modernismo o Stile floreale in Italia, Modern Style in Gran Bretagna, Jugendstil ("Stile giovane") in Germania, Nieuwe Kunst nei Paesi Bassi, Styl Młodej Polski (Stile di Giovane Polonia) in Polonia, Style sapin in Svizzera, Sezessionstil (Stile di secessione, vedi la secessione viennese) in Austria, Modern in Russia e Arte Modernista o Modernismo in Spagna. saluti, N.
  6. Salve a tutti,volevo cortesemente sapere come venivano confezionate le monete del regno.(spesso trovo su vendita asta .... per gli spiccioli 5c spiga o 10c ape moneta fdc da rotolino?????).razie a tutti Massimo.........
  7. Anche questa biga proviene dallo stesso venditore E secondo me e' in simile conservazione :) 10 Lire I Tipo (Biga) 1926
  8. A volte il noto sito d'aste tira fuori delle Chicche difficile da vedere! Dandoci quella piccola soddisfazione d' illusione di averla posseduta per il tempo che non superano la nostra offerta! http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewIt...em=390061563131 Per poche ore è stata mia :rolleyes:
  9. Leonardo Bistolfi Iniziò ad esporre nel 1895 alla I Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, alla quale negli anni seguenti, fu costantemente presente, e che nel 1905 gli dedica un’ampia retrospettiva, la prima riguardante uno scultore italiano.La sua opera più famosa "La morte e la Vita", fu esposta all’ XI Biennale Veneziana nel 1914. Altrettanto importante il monumento al pittore Segantini. L’ultima opera da lui eseguita, fu il "Monumento a Carducci" a Bologna. Riconosciuto come il maggiore scultore del Simbolismo italiano, Bistolfi ebbe con Genova e la Liguria un rapporto molto intenso: la sua attività e la sua partecipazione, per un periodo di oltre venti anni, alle vicende culturali liguri hanno dato un sostanziale apporto al processo di adeguamento della scultura allo stile e ai contenuti della nuova arte. Nonostante avesse raggiunto una discreta notorietà già dagli inizi degli anni Novanta, solo al volgere del secolo Bistolfi entrò in contatto con l’ambiente artistico e con la committenza genovese che, tra il 1899 e il 1902, affidò allo scultore la realizzazione di due monumenti funebri a Staglieno: la Tomba Bauer, completata nel 1904, e la Tomba Tito Orsini, collocata nel 1906. Le due opere, emblematiche della nuova concezione simbolista della morte, oscillante tra inconfessate pulsioni religiose e laica "religione" del mistero, trovarono ampia eco nella scultura funeraria ligure per tutto il primo quarto del XX secolo e oltre. Morì a La Loggia (Torino) il 2 settembre 1933. Nella monetazione del Regno d’Italia, è ricordato nei modelli della moneta da 20 Centesimi "Libertà librata"
  10. A pagina 222 del volume IX serie quinta LXIII della Rivista italiana di numismatica, l'autore, Carlo Panciera Zoppola, parla di questa lamina, che ritiene probabilmente unica, che riporta in alto la data 14 marzo (per ricordare l'attentato fallito del 14 marzo 1912 contro il re). Venne a suo tempo ceduta all'avv.CELATI dal Cav.VITI Giovanni, incisore presso la Regia Zecca, nel 1924. Anche in questo caso emerge una testimonianza di un evidente abuso: chi dava il diritto al VITI di cedere, a qualsiasi titolo, una lamina di proprietà esclusiva dello Stato?
  11. Salve, è possibile sapere qualche notizia a riguardo di questa moneta del ventennio, in quale circostanza fu coniata e perchè? Grazie :)
  12. Come da titolo lo scopo di questa discussione è raccogliere tutti quei decreti regi che trattano direttamente o indirettamente la numismatica. Mi riferisco in particolare ai decreti che stabiliscono la coniazione dei vari tipi monetari battuti durante il Regno d'Italia e che ne stabiliscono le caratteristiche tecniche (peso, metallo, dimensioni) e il tipo (cosa andrà raffigurato sulla moneta). Sono graditi naturalmente anche i decreti di demonetazione (cioè i decreti che stabiliscono il ritiro dalla circolazione di determinati tipi monetari) nonchè qualsiasi altro decreto a tema numismatico anche a titolo di curiosità. La ricerca può partire da originali in vostro possesso o anche, suggerisco, da google book su cui si trovano molte raccolte di leggi del Regno. Potete anche indicare link a vecchie discussioni del forum in cui eventualmente appaiono tali decreti. FONDAMENTALE è che siano IMMAGINI di COPIE CARTACEE REALI (non quindi testi semplicemente trascritti) in modo da avere per il futuro riferimenti certi e sicuri su ogni tipologia di moneta. (Per la serie "Carta canta" ) Queste immagini potranno quindi essere valutate ed eventualmente anche inserite sul CATALOGO di LAMONETA in corrispondenza delle varie schede. Con il tempo si spera riusciremo ad avere una raccolta completa di tutti i decreti che hanno reso possibile la creazione di tutte quelle belle monete di cui molti di noi sono accaniti collezionisti. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- INDICE DEI REGI DECRETI A TEMA NUMISMATICO FINORA RACCOLTI Aggiornato al 16/01/2013 - Un ringraziamento a @@Giovanna per la realizzazione dell'indice. Decreto Governo di Toscana 29 Novembre 1859 n.223 Per commemorare l’evento della proclamazione del Regno, fu affidato alla Zecca di Firenze, l’ incarico di coniare monete da Cinque Lire in argento con datazione 1861. ----- Post 124# Regio Decreto del 29 Dicembre 1861 N.407, approva il regolamento per l' Ufficio dei Saggi----- Post 112# Regio Decreto del 2 Maggio 1861 n. 16, stabiliva le caratteristiche delle impronte delle nuove monete d’oro e d’argento. ----- Post 124# Regio Decreto del 2 Maggio 1861 n. 17, stabiliva le caratteristiche delle impronte delle monete di bronzo. ----- Post 124# Regio Decreto del 23 Maggio 1861 n.39, sancì la chiusura della Zecca di Bologna, che di fatto continuò a coniare. I dati ufficiali, non riportano coniazioni nel 1861; risultano coniazioni di monete in bronzo per un ammontare pari alla somma delle monete coniate nel 1861 e nel 1862. Disposizione ministeriale 31 Maggio 1861 Fu chiusa la Zecca di Firenze. ----- Post 124# Regio Decreto del 20 Ottobre 1861 n.288, stabilì che la fabbricazione di monete in oro e argento doveva avvenire su appalto a seguito di pubblici incanti. ----- Post 124# Regio Decreto del 21 Ottobre 1861, fu approvato il capitolato per gli appalti sulla fabbricazione di monete in oro ed argento. ----- Post 124# Regio Decreto del 9 Novembre 1861 n.326, dispose che la fabbricazione di monete d’oro e d’argento doveva avvenire nelle zecche di Milano, Torino, e Napoli. ----- Post 124# Regio Decreto del 8 Dicembre 1861 n.368, autorizzava l’emissione di monete d’oro e d’argento. Legge 6 Agosto 1862, n 737 fu aumentato il contingente di altri 4 milioni di lire per monete da 10 e 5 centesimi. Legge 24.08.1862 nr.788 relativa all’unificazione del sistema monetari nazionale che fissò i criteri da adottare per la coniazione delle monete in oro, in argento e nei metalli inferiori. ----- Post 124# e Post 125# Regio Decreto del 12 Dicembre 1861 n.370, determina le ritenenze a farsi delle Zecche dello Stato per la fabbricazione delle monete e per l' affinazione e partizione dei metalli ----- Post 135# Regio Decreto del 5 Ottobre 1862 n.871, in cui è fissato il diametro e le dimensioni delle monete indicate nell'art.1 della legge 24 Agosto 1862 e sono date altre disposizioni in esecuzione della medesima per le emissione di tagli da 10 centesimi ---- Post 2# e post 124# Regio Decreto del 2 Agosto 1863 n.1382, fissava le caratteristiche della nuova serie denominata Serie Valore per l’indicazione del valore che ogni moneta ha sulle impronte del rovescio ----- Post 124# Regio Decreto del 2 Agosto 1863 n.1392, con il quale è stabilita una nuova impronta delle monete divisionarie d'argento (N.d.R. Serie argento "Valore") ---- Post 2# e Post 151# Regio Decreto del 23 Ottobre 1865 n. 2585, fu approvato lo statuto della Banca D’Italia che nascerà dalla fusione della Banca Nazionale con sede a Firenze e la Banca Nazionale Toscana. 23 Dicembre 1865: Nasce la Convenzione Monetaria Latina. Legge 21 Luglio 1866 n.3087: viene resa esecutiva in Italia la convenzione monetaria latina per disciplinare l’intercircolazione delle monete in oro ed argento negli stati aderenti. ----- Post 124# Regio Decreto del 17 Ottobre 1867 n.3969, che autorizza la fabbricazione e l'emissione di monete di bronzo per un valore nominale di venti milioni di lire ---- Post 27# Regio Decreto del 17 Ottobre 1867 n.3970, col quale la coniazione delle monete di bronzo, di cui nel decreto 17 Ottobre 1867 n.3969, viene limitata a dieci milioni di lire nominali ---- Post 27# Regio Decreto del 17 Febbraio 1870 n.5527, si dispose la soppressione delle zecche di Torino, Napoli e Genova e l'istituzione della sola zecca di Milano per la fabbricazione delle sole monete d’oro e d’argento. ----- Post 124# Regio Decreto del 30 Settembre 1878 n. 4514, determinò le impronte per le nuove monete con l’effige di Umberto I ----- Post 124#, Post 141# e Post 233# Regio Decreto del 13 Dicembre 1883 n.1792 Serie 3^, approva il Regolamento per il servizio delle Zecche. Regolamento del 12 Aprile 1884, menzionato ma non rintracciato ufficialmente. ----- Post 125# Regio Decreto del 10 Agosto 1890 n.7049, per le monete decimali speciali da avere corso esclusivamente nel territorio dell'Eritrea ---- Post 54# Regio Decreto del 25 Gennaio 1891 n.81, fu autorizzata l’emissione del Tallero per la colonia Eritrea. ----- Post 124# Regio Decreto del 28 Giugno 1892 n.330, la Zecca di Milano fu definitivamente chiusa. ----- Post 124# Regio Decreto del 4 Agosto 1893 n. 451, fu autorizzata l’emissione di 100 milioni di esemplari di monete da 10 Centesimi (Umberto I) ----- Post 124# Legge 10 Agosto 1893 n. 449, istituì la Banca d’Italia con la fusione della Banca Nazionale del Regno, la Banca Nazionale Toscana e la Banca Toscana di Credito. ----- Post 124# Regio Decreto del 25 Gennaio 1894 n. 81, portante alcune disposizioni per la coniazione nelle zecche del Regno delle monete speciali per la Colonia Eritrea ----- Post 143# Regio Decreto del 21 Febbraio 1894 n. 49, autorizzò l’emissione di monete da 20 centesimi (Umberto I), emissione di buoni di cassa da due lire e di monete di nichelio da centesimi 20 ----- Post 16# e 124# Regio Decreto del 26 Aprile 1894, n. 161, fissava le caratteristiche per la moneta da 20 centesimi (Umberto I), stabiliva i segni ed i distintivi caratteristici delle nuove monete di nichelio da centesimi 20. In cui si fa riferimento ad un regio decreto precedente "che ordina la fabbricazione ed emissione di monete in lega di nichelio e di rame da 20 centesimi" ---- Post 2#, Post 16# e Post 124# Regio Decreto del 22 Luglio 1894 n. 339, convertì il R.D. n.451 del 1893 ----- Post 124# Regio Decreto del 13 Ottobre 1894 n. 459, autorizzò l'emissione delle monete da 5 centesimi di Umberto, Legge 16 Febbraio 1899 n.45, veniva conferito al governo la facoltà di proibire l’esportazione all’estero di monete d’argento. ----- Post 124# CONVENZIONE DI BUON VICINATO E DI AMICIZIA COL REGNO D'ITALIA, 28 Giugno 1897 (ARTICOLO 38 che è quello che riguarda i rapporti monetari N.d.R ) ---- Post 82# CONVENZIONE ADDIZIONALE, alla Convenzione 28 Giugno 1897 di amicizia e buon vicinato fra il Regno d'Italia e la Repubblica di San Marino 16 Febbraio 1906 ---- Post 83# MONETE D'ARGENTO ITALIANE ED ESTERE A CORSO LEGALE IN ITALIA Regio Decreto del 8 Febbraio 1900 N° 95 Editore Antonio Vallardi - Milano - Novembre 1910 ----- Post 180# Regio Decreto del Marzo 1901 n.92, vengono fissate le caratteristiche delle monete della prima serie del regno di Vittorio Emanuele III. Mancherà in seguito il decreto che autorizza la circolazione. ----- Post 124# e Post 253# Regio Decreto del 7 Luglio 1901 n.302, dispose la demonetazione delle monete da 5 e 10 cent. precedenti il 1894 per la coniazione dei 25 cent. in nichel. (Vittorio Emanuele III) ----- Post 124# Regio Decreto del 13 Febbraio 1902 n.54, che autorizza la fabbricazione ed emissione di monete di nichelio puro da centesimi 25 per un valore nominale di 30 milioni di lire ---- Post 47# e Post 124# Regio Decreto del 6 Marzo 1902 n.77, che approva il capitolato per la fornitura dei tondelli da servire per la coniazione di 30 milioni di lire in monete da 25 centesimi di nichelio puro ---Post 48# Regio Decreto del 20 Novembre 1902 n.508, che autorizza la demonetazione di pezzi di bronzo da centesimi 10 sfigurati e logori e la relativa riconiazione in pezzi da centesimi 2 e 1---- Post 25# Regio Decreto del 2 Giugno 1904 n.417, per la costruzione in Roma di un fabbricato ad uso della regia zecca e per l'alienazione del fabbricato demaniale in cui ora essa ha sede ---- Post 31# Regio Decreto del 10 Ottobre 1904 n. 584, decretava la fusione di 3.000.000 pezzi di monete da 10 centesimi per ottenere il metallo utile alla coniazione delle monete da 2 e da 1 centesimo del tipo “valore” ---- Post 124# Capitolato per la fornitura di tondelli, da servire per la coniazione delle monete di nichelio puro da centesimi 20, in esecuzione della legge 9 Luglio 1905 N.363 ---- Post 3# Regio Decreto del 30 Novembre 1905 n.575, riguardante il riparto delle monete divisionali d'argento ---- Post 106# Regio Decreto del 28 Gennaio 1906 n. 233, che disciplina la vendita di monete di bronzo tratta della vendita di 14 milioni di monete di bronzo di Umberto I e relativa sostituzione con i pezzi della serie libertà librata da 20 cent. ---- Post 11# Regio Decreto del 12 Gennaio 1908 N. 14, che approva il nuovo tipo delle monete d'argento dello Stato (N.d.R. Serie "Quadriga Lenta") ---- Post 20# Regio Decreto del 12 Gennaio 1908 n. 14, furono approvate le caratteristiche delle monete in argento “Quadriga veloce” ----- Post 124# Regio Decreto del 23 Gennaio 1908 n.22, che autorizza la fabbricazione e l'emissione di nuove monete di nichelio puro da centesimi 20 e ne stabilisce il tipo. (N.d.R 20 Centesimi "Libertà Librata") ---- Post 2# e Post 124# Regio Decreto del 9 Febbraio 1908 n.48, che approva il capitolato per la fornitura dei tondelli di nichelio puro occorrenti per le nuove monete da centesimi 20 ---- Post 5# Regio Decreto del 13 Febbraio 1908 n.54, che determina il ritiro delle monete di nichelio puro da centesimi 25 ---- Post 7# Regio Decreto del 29 Ottobre 1908 n.629, stabiliva le caratteristiche delle nuove monete da 5, 10 cent. e da L.20 approvando i modelli del canonica. ----- Post 124# Regio Decreto del 19 Novembre 1908 n.271, vengono stabilite le dimensioni della moneta da 10 cent. del 1908 ----- Post 124# G.U. del Regno del 19 Novembre 1908 n.271, con decreto di emissione delle monete da 5, 2 ed 1 centesimo ----- Post 124# Regio Decreto del 1 Aprile 1909 n.209----- Post 155# Regio Decreto del 2 Settembre 1909, n. 684, dispose la coniazione di 4 milioni di monete da L.2, e di 5 milioni da L.1 (Quadriga veloce) ----- Post 124# Regio Decreto del 6 Gennaio 1910 n. 4, che approva il Regolamento per la Regia Zecca. ----- Post 125# Regio Decreto del 5 Maggio 1910 n.258, autorizzò i tipi della serie delle monete d’oro “Aratrice” costituita da tagli di L.10, 20, 50 e 100. ----- Post 124# e Post 247# Regio Decreto del 19 Gennaio 1911 n.53, approvazione della normativa per le coniazioni delle monete da L. 2 e da cent. 10 commemorative del cinquantenario della proclamazione del Regno ----- Post 124# Regio Decreto del 25 giugno 1911 n.761, approvazione della normativa per le coniazioni delle monete da L.50 e da L.5 commemorative del cinquantenario della proclamazione del Regno ----- Post 124# e Post 239# Regio Decreto del 6 Aprile 1911 n. 352, che aumenta l'ammontare delle monete d'oro da L. 50 istituite per commemorare il Cinquantesimo Anniversario della Proclamazione del Regno d'Italia. ----- Post 116# Regio Decreto del 15 Agosto 1913 n.1102, che autorizza la R.zecca a coniare monete d'argento e di bronzo per la Somalia Italiana ----- Post 129# Regio Decreto del 4 Gennaio 1914 n. 5, approvò la tipologia delle monete d’argento da L.5,2,1 e cent. 50 denominate “Quadriga Briosa” ----- Post 122#, Post 124#, Post 209# e Post 226# Regio Decreto del 4 Gennaio 1914, n. 17, riguardante la demonetazione di pezzi di bronzo da centesimi 10 di vecchio conio e la riconiazione in pezzi da centesimi uno e due. ----- Post 210# Regio Decreto del 5 Gennaio 1914 n.5 ----- Post 163# Regio Decreto del 11 Gennaio 1914 n. 29, riguardante la nomina a facente parte della Commissione permanente tecnico-artistica monetaria dell'on. Felice Barnabei, dell'ing. Mario Lanfranco, del cav. Attilio Motti. ----- Post 211# Regio Decreto del 1 Febbraio 1914 n. 122, riguardante l'autorizzazione per la coniazione di nuove monete in argento. ----- Post 213# Regio Decreto del 1 Giugno 1914 n. 29, venne costituita la Commissione Tecnico Artistica Monetaria ----- Post 124# Regio Decreto 14 Giugno 1914 N.810 ----- Post 225# Regio Decreto del 27 Settembre 1914, n. 1173, riguardante l'autorizzazione per la coniazione di nuove monete in argento da L.2 e da L. 1 ----- Post 124# e Post 215# Regio Decreto del 7 marzo 1915 n. 332, di approvazione del capitolato di appalto per la fornitura alla R. Zecca dei tondelli inerenti la coniazione di monete di nichelio di cent. 10 (anche in esecuzione della Legge n. 659 del 9 luglio 1914). ----- Post 124# Regio Decreto del 11 Luglio 1915 n.1146, viene autorizzata l’emissione di monete per la Somalia nei valori da 1 Rupia e ½ Rupia Decreto Luogotenenziale del’ 1 aprile 1917: “Allo scopo di scoraggiare la gente che tesaurizzava le monete in argento anche se il loro valore intrinseco era ancora inferiore di un quinto al valore nominale, vennero previste pene severe per chiunque ne facesse incetta a danno di monete aventi corso legale nel Regno” ----- Post 124# Regio Decreto del 09 Dicembre 1915 n. 1802, riguardante la demonetazione di pezzi di bronzo da centesimi 10 di vecchio conio e la riconiazione in pezzi da centesimi uno e due. ----- Post 217# Decreto Ministero del Tesoro del 15 Giugno 1916, che approva le Istruzioni sui servizi e sul funzionamento della Regia Zecca. ----- Post 125# Regio Decreto del 1 Ottobre 1917, vengono ritirate dalla circolazione le 1 lire “Aquila Sabauda” ----- Post 124# Decreto Luogotenziale del 1 Ottobre 1917 n. 1550, (richiamato dall'art. 4 del R.D. n. 1631 di cui sopra), con cui si disponeva il cambio delle monete divisionali d'argento con i buoni di cassa, con la previsione di severe sanzioni per chi si fosse tenuto le preziose monete in argento. ----- Post 121# Regio Decreto del 30 Dicembre 1917 n. 2111, (pubblicato nella G.U. n. 71 del 2 marzo del 1918) autorizza la coniazione delle monete di nichel di cent.20. ----- Post 124# Decreto Ministeriale del 11 Aprile 1918, vengono fissate le caratteristiche della moneta da 20 centesimi “esagono” le cui impronte furono studiate dall’incisore capo della Zecca Attilio Motti per adattarle ai riconi delle monete di taglio equivalente del 1894 ritirate nel 1908. ----- Post 124# Regio Decreto del 21 Maggio 1918 n. 856, viene autorizzata la coniazione del nuovo Tallero italiano per la colonia eritrea su richiesta dei privati. ----- Post 124# Decreto Luogotenenziale 31 Dicembre 1918 n. 2067 veniva autorizzata la fabbricazione di monete da dieci centesimi in ferro-nichel, con una percentuale di nichel compresa tra il 25% ed il 27%. ----- Post 124# Regio Decreto del 31 Maggio 1918 N.856. ----- Post 228# Decreto Luogotenenziale G.U. del 4 Luglio 1918 n. 157, viene autorizzata la coniazione del nuovo Tallero italiano per la colonia eritrea in 510.000 esemplari con titolo 835 ----- Post 124# Decreto Luogotenenziale del 15 Settembre 1918 n. 1467, esteso anche per le colonie, sospese definitivamente la coniazione di monete da cent 1 e 2 disponendo l’arrotondamento nei pagamenti a centesimi 5 di lira a causa dell’inflazione. ----- Post 124# Decreto Luogotenenziale del 31 Dicembre 1918 n.2067. ----- Post 166# e Post 221# Regio Decreto del 4 Settembre 1919 N.1618. ----- Post 230# Regio Decreto del 13 Luglio 1919 n. 1219, autorizzava la coniazione e l’emissione della moneta da 5 centesimi ----- Post 124# e Post 220# Regio Decreto del 4 settembre 1919 n. 1618, autorizzava l’emissione della moneta da 10 centesimi ----- Post 124# Regio Decreto del 15 dicembre 1921 n.1829, venivano fissate le caratteristiche della moneta “Buono da 1 Lira” ----- Post 124# Regio Decreto Luogotenenziale del 10 Agosto 1920 n. 1139, dispose l’aumento del contingente per le monete da 50 cent. da 10 a 25 milioni di lire. ----- Post 124# Regio Decreto del 8 Ottobre 1920 N.1591. ----- Post 232# Regio Decreto 17 Aprile 1921 n.796, approvò il Regolamento sui servizi e sul funzionamento della Regia Zecca di Roma e dell’officina Governativa Carte Valori di Torino. ----- Post 125# Regio Decreto Luogotenenziale del 21 Gennaio 1923 n. 215 : Art. 1 - Sostituzione dei buoni di cassa cartacei ed autorizzazione a coniare buoni di cassa di nichel nei tagli di L. 1 e 2 per cento milioni di lire, oltre a monete di Cent. 50 di nichel. Art. 2 - Diminuzione di altrettanta somma per ritiro di biglietti di Stato di L. 5 e 10. Art. 3 - Autorizzazione a ritirare monete di nichel di Cent. 20 di cui al D.Lgt. 30 dicembre 1917, n. 2111, (tipologria «esagono») per sostituirle con le monete di nichel di Cent. 20 di cui al R.D. n. 22 del 23 gennaio 1908 (tipologia «donna librata»). Art. 4 - Autorizzazione a coniare monete di bronzo nei tagli di Cent. 5 e 10 per l'importo complessivo di L. 10 milioni indipendentemente dalla Sostituzione di monete di bronzo di vecchio tipo. ----- Post 124# Regio Decreto del 14 Giugno 1923 n.1537, autorizzò l’emittenza delle monete in nichel “Buono da 2 Lire” ----- Post 124# e Post 223# Regio Decreto del 21 Ottobre 1923 n.2267, istituzione di monete d'oro commemorative dell'Instaurazione del Governo Nazionale e dell’Anniversario della marcia su Roma. (100 Lire "Fascione" e 20 Lire "Fascetto" N.d.R) ----- Post 61# e Post 124# Regio Decreto del 11 Ottobre 1925 n.1829, istituzione di una moneta nazionale d'oro commemorativa del 25° anniversario dell'avvento al trono del Re" (Autorizzava l’emissione di n.5.000 pezzi delle 100 Lire "Vetta D' Italia" N.d.R) ----- Post 60# e Post 124# Regio Decreto del 7 Settembre 1926 n.1506, prevedeva che in sostituzione dei biglietti di stato da L.5 e 10, venissero emesse monete d’argento di pari valore nominale. ----- Post 124# Regio Decreto del 16 Settembre 1926 n. 1631, fabbricazione ed emissione di monete in argento da lire 5 e da lire 10 ----- Post 121# e Post 124# Regio Decreto del 30 Settembre 1926 n.1651, venivano fissate le caratteristiche delle monete in argento da 5 e 10 lire. ----- Post 124# Regio Decreto del 23 Giugno 1927 n. 1148, sanciva il riordinamento della circolazione monetaria e l’autorizzazione ad emettere una moneta d’argento da L.20 con le caratteristiche di cui al R.D. 1916 del’ 8 Settembre 1927. ----- Post 124# Regio Decreto del 8 Settembre 1927 n. 1916, stabiliva per le monete da 20 lire in argento, opera di G. Romagnoli, un titolo di 800 millesimi. un peso di 15 grammi, un diametro di 35,5 mm ed il contorno godronato. ----- Post 124# Regio Decreto del 21 Dicembre 1927 n. 2325, autorizzava l’emissione delle 100 lire d’oro Italia su prora. Il decreto portò la parità aurea della lira a gr. 0,0719 ----- Post 124# Regio Decreto del 21 Dicembre 1927 n. 2325(1), cessazione del corso forzoso e convertibilità in oro dei biglietti della Banca d'Italia (2) (3). ---- Post 101# Regio Decreto del 24 Maggio 1928 n. 1301, fu autorizzata l'emissione di una nuova moneta da venti lire, il cui contingente di 25 milioni di pezzi faceva parte di quello delle precedenti che nel frattempo era stato aumentato a 36 milioni e 250 mila pezzi. Questa moneta aveva le stesse caratteristiche dell'altra tranne il titolo che era di 600 millesimi ed il peso che era di 20 g ----- Post 124# Regio Decreto del 8 Aprile 1929 n. 627, convertito in legge n.1440 in data 26 Luglio 1929, imponeva la godronatura del bordo delle monete da 50 cent. in nichel ----- Post 124# Regio Decreto del 18 Luglio 1930 n. 1148, ( n.1445, in Gazz. Uff., 26 Agosto, n. 199), caratteristiche delle nuove monete auree italiane da lire cento e lire cinquanta. Autorizzò la coniazione di una nuova serie di monete d’oro da L.50 (littore) e da L.100 (Italia su prora), che saranno emesse “per conto di privati” con le caratteristiche di cui al R.D. n. 280 del 30 marzo 1931. ----- Post 101# e Post 124# Regio Decreto del 30 Marzo 1931 n. 280, determinò le caratteristiche delle monete d’oro da L.50 e da L. 100 autorizzate dal R.D. 1148 del 18 Luglio 1930, da coniarsi per conto di privati e la cui emissione sarà completata nel 1934. ----- Post 124# e Post 206# Decreto Ministeriale 15 Giugno 1935 - GU 163 del 15 Luglio 1935, cessazione Corso Legale (31 Dicembre 1936) - Termine Cambio (31 Dicembre 1937) delle 20 Lire Argento e 10 Lire Argento. ----- Post 179# Regio Decreto Legge del 9 Luglio 1936 n. 1674 - GU 216 del 17 Settembre 1936, convertito nella Legge 4 Gennaio 1937 n. 15 - GU 22 del 28 Gennaio 1937. Riordino della monetazione di Stato - Emissione nuove monete d’Argento, di Nichelio e di Bronzo. ----- Post 179# Regio Decreto Legge del 9 Luglio 1936 n. 1674, convertito in legge n.15 del 4 Gennaio 1937 per il riordinamento della circolazione monetaria, ed a seguito della conclusione della guerra d’Etiopia, autorizzava la fabbricazione e l’emissione della cosiddetta “serie imperiale” ----- Post 124# Regio Decreto del 3 Settembre 1936 n. 2510 - GU 106 dell’8 Maggio 1937, emissione, caratteristiche tecniche, caratteristiche artistiche delle 100 Lire 1936 e 50 Lire 1936. ----- Post 179# Regio Decreto del 3 Settembre 1936 n. 2511 - GU 106 del’8 Maggio 1937, emissione, caratteristiche tecniche, caratteristiche artistiche, corso legale (9 Maggio 1937) delle 20 Lire argento, 10 Lire argento, 5 Lire argento, 2 Lire nichelio, 1 Lira nichelio, 0,50 Lire nichelio, 0,20 Lire nichelio, 0,10 Lire bronzo e 0,05 Lire bronzo. ----- Post 124# e Post 179# Regio Decreto del 5 Ottobre 1936 n. 1745, si autorizza l’emissione delle 100 lire Littore e si ridusse la parità aurea della lira a gr. 0,04677 d’oro. Legge n.15 del 4 Gennaio 1937 per il riordinamento della circolazione monetaria, ed a seguito della conclusione della guerra d’Etiopia, autorizzava la fabbricazione e l’emissione della cosiddetta “serie imperiale” ----- Post 124# Decreto Ministeriale del 18 Gennaio 1937 - GU 18 del 23 Gennaio 1937, proroga Cessazione Corso Legale (31 Dicembre 1937). Proroga Termine Cambio (31 Dicembre 1938) delle 20 Lire Argento e 10 Lire Argento. ----- Post 179# Regio Decreto del 23 Settembre 1937 n.1738, autorizzazione alla fabbricazione ed alla emissione della moneta imperiale d'oro da lire 100 (100 Lire "Littore" N.d.r.) ---- Post 65# Regio Decreto del 23 Settembre 1937 n. 1738 - GU 245 del 20 Ottobre 1937, emissione, caratteristiche tecniche, caratteristiche artistiche delle 100 Lire dal 1937. ----- Post 179# Regio Decreto del 23 Dicembre 1937 n. 2200 - GU 7 dell’11 Gennaio 1938, contingente delle 20 Lire Argento, 10 Lire Argento, 5 Lire Argento, 0,10 Lire Bronzo e 0,05 Lire Bronzo. ----- Post 179# Decreto Ministeriale del 10 Gennaio 1938 - GU 12 del 17 Gennaio 1938, cessazione corso legale (31 Dicembre 1945), termine cambio (31 Dicembre 1947) delle 5 Lire Argento, 0,10 Lire Bronzo e 0,05 Lire Bronzo. ----- Post 179# Regio Decreto Legge del 7 Febbraio 1938 n. 907 - GU 153 del’8 Luglio 1938, convertito nella Legge 5 Gennaio 1939 n. 11 - GU 20 del 25 Maggio 1939 Emissione nuove monete di acmonital in sostituzione di quelle di nichelio. ----- Post 179# Regio Decreto del 20 Aprile 1939 n. 606 - GU 99 del 26 Aprile 1939, emissione, caratteristiche tecniche, caratteristiche artistiche, contingente e corso legale (21 Aprile 1939) delle 2 Lire acmonital, 1 Lira acmonital, 0,50 Lire acmonital, 0,20 Lire acmonital. ----- Post 179# Regio Decreto del 22 Maggio 1939 n. 727 - GU 127 del 31 Maggio 1939, nuove caratteristiche tecniche per le 0,10 Lire e 0,05 Lire Bronzo (Bronzo all’alluminio). ----- Post 179# Regio Decreto Legge del 24 Giugno 1940 n. 743 - GU 158 dell’8 Luglio 1940, convertito nella Legge 25 Settembre 1940 n. 1401 - GU 245 del 18 Ottobre 1940, cessazione corso legale (31 Luglio 1940) , termine cambio (31 Agosto 1940) delle 2 Lire nichelio e 1 Lira nichelio. ----- Post 179# Relazione della Regia Zecca, 25 Esercizi Finanziari dal 1° Luglio 1914 al 30 Giugno 1939, XVII ---- Post 102# Regio Decreto del 24 Giugno1940 n.743 Art.2, puniva chi avesse fatto incetta di monete di nichelio di conio nazionale, anche se fuori corso, con la reclusione fino a 5 anni ed una multa non inferiore a Lire 5.000. (3.000 per il post 124#). Se dopo la cessazione del corso legale ed il periodo per presentarle al cambio, si veniva trovati in possesso di monete di nichelio era prevista un'ammenda che andava da lire 500 a lire 5000 ---- Post 124# e Post 267# Decreto Ministeriale del Giugno 1940 n.743, il nichelio ed il bronzo venivano abbondantemente utilizzati dall’industria bellica di quegli anni, tanto da diventare metalli sempre più rari. Venne disposta la cessazione del corso legale di tutte le monete in circolazione in nichelio, tranne i 20 centesimi battuti dal 1936 al 1938, a partire dal 1 Luglio 1940 ----- Post 124# Regio Decreto Legge del 21 Ottobre 1940 n. 1460 - GU 256 del 31 Ottobre 1940, proroga termine cambio (31 Ottobre 1940) delle 2 Lire nichelio e 1 Lira nichelio. ----- Post 179# Decreto Ministeriale del 15 Novembre 1940 - GU 272 del 21 Novembre 1940, cessazione corso legale (31 Dicembre 1940), termine cambio (31 Gennaio 1941) delle 0,50 Lire nichelio. ----- Post 179# Decreto Ministeriale del 15 Ottobre 1941 - GU 251 del 23 Ottobre 1941, anticipo cessazione corso legale (31 Ottobre 1941) - nuovo termine cambio (30 Novembre 1941) delle 5 Lire argento. ----- Post 179# Decreto Ministeriale del 28 Novembre 1941 - GU 291 dell’11 Dicembre 1941, nuovo termine cambio(28 Febbraio 1942) delle 5 Lire argento. ----- Post 179# Decreto Ministeriale del 10 Marzo 1942 - GU 76 del 2 Aprile 1942, cessazione corso legale (30 Aprile 1942), termine cambio (30 Giugno 1942) delle 0,20 Lire nichelio. ----- Post 124# e Post 179# Decreto Legislativo Luogotenenziale del 8 maggio 1946 n. 419, riordinamento della circolazione monetaria dello Stato. ---- Post 39# Decreto Luogotenenziale del'8 Maggio 1946, prevedeva la coniazione di monete da lire 1,2,5,10. Si precisava che con altri decreti si sarebbero fissate le caratteristiche, il contingente ed il giorno di entrata in vigore delle nuove monete. Firmato da Re Umberto, De Gasperi, Corbino e Togliatti. ----- Post 124# Decreto del capo provvisorio dello Stato De Nicola 6 settembre 1946 n.298, emissione della prima serie repubblicana da lire 1,2,5,10 per il 21 dicembre 1946. 30 giugno 1947 : Cessano di avere corso legale tutte le vecchie monete del Regno in bronzo, acmonital, rame e argento" ----- Post 124# Decreto Ministeriale 19 Dicembre 1946, cessazione corso legale delle 2 Lire acmonital, 1 Lira acmonital, 0,50 Lire acmonital, 0,20 Lire acmonital, 0,10 Lire e 0,05 Lire bronzo. ----- Post 179# Decreto Legislativo del Capo Provvisorio dello Stato 18 Maggio 1947 n. 470 - GU 139 del 21 Giugno 1947, cessazione corso legale (30 Giugno 1947) - termine cambio (31 Luglio 1947) delle 20 Lire argento, 10 Lire argento, 5 Lire argento e 0,20 Lire nichelio-rame (1917). ----- Post 179#
  13. Regio Decreto del 5 Ottobre 1862 N.871 Con questo decreto vengono determinati i diametri delle monete indicate nell' articolo 1 del Regio Decreto del 24 Agosto 1862 N. 788 postato in una precedente discussione : http://www.lamoneta.it/index.php?showtopic=45144 Confrontando con quelli presenti sul catalogo Gigante 2009 ho ravvisato alcune minime differenze : 100 Lire oro diametro 34 mm. per il Gigante invece nella Legge e' scritto 35 mm. 50 Lire oro diametro 27,5 mm. per il Gigante invece nella Legge e' scritto 28 mm. Per il 10 Lire oro diametro fissato a 19 mm. rispettato solo per una parte della tiratura del 1863 , la rimanente presenta 18,5 - 19,5 mm. di diametro Sul Gigante e' segnalato al 27c un 10 lire R5 con diametro di 18,65 mm. con T/ liscio Mentre nel 1861 troviamo un diametro di 18 mm. Ed infine nel 1865 il diametro di 18,5 mm.
  14. Nell'esame di alcuni documenti e articoli vari, mi sono accorto che già Vico d'Incerti nel suo saggio Le monete discutibili del Regno di Vittorio Emanuele III, pubblicato nel 1953!!!!!!! (se qualcuno potesse postarlo, farebbe cosa molto gradita), scriveva in merito a questa moneta: " a moderarne il valore concorre anche il dubbio che coi coni originali, ma in maniera probabilmente abusiva, siano stati coniati nella stessa Zecca, nel 1926, altri esemplari identici ai primi e da essi non individuabili: ne sarebbero prova l'annotazione 1926? RICONIATURA che ho visto sulla scheda relativa ad uno degli esemplari del Museo della Zecca di Roma".La stessa osservazione viene poi riportata dal Simonetti nel suo lavoro sulla monetazione di casa Savoia e da Luigi Franzoni (Panorama Numismatico nr.158 del dicembre 2001). Nello stesso periodo poi io stesso acquisii, in copia conforme l'inventario del Museo della Zecca (per disposizione della Magistratura) dove effettivamente risultava quanto già osservato dal D'Incerti nel lontano 1953. Non è da ritenersi colpevole una tale dimenticanza, ovviamente per esigenze di mercato?
  15. Al fine di studio e su richiesta di alcuni utenti interessati all' argomento della circolazione monetaria durante il Regno D'Italia (in particolare fra il 1914-1939) , posto alcune tabelle riassuntive La fonte e' il solito volume sulle Relazioni della Regia Zecca (1914-1939) Tabella Generale riassuntiva per la monetazione in argento , nichelio , acmonital e bronzo
  16. InAsta nr.29 del 10.03.2009.Lotto nr.5005. Viene descritta la moneta in Acmonital, definita RRR con nota "Annullamento di Zecca". Si tratta di una moneta "obliterata", cioè annullata, da destinare alla rifusione. Inutile dire che si tratta di un pezzo trafugato all'epoca per essere poi immesso sul mercato. Ogni commento appare superfluo. Mi chiedo, al di là della curiosità, che valore numismatico si possa attribuire ad un pezzo della specie...
  17. Buongiorno a tutti, leggendo sui libri in mio possesso vengo a conoscenza del fatto che il Carboneri parla di una emissione di 32.661 esemplari di 20 lire con data 1892. Poichè il marengo con questa data è sconosciuto, ed essendo il 1891 abbastanza comune, si presume che la Zecca abbia utilizzato il conio del 1891 per entrambe le date (1891 e 1892). Secondo voi è possibile che per differenziare le due annate sia stato deciso di utilizzare un conio leggermente "modificato"? Cioè fare in modo che l'uno risulti come ribattuto? Se fosse così tutti gli esemplari con 1 ribattuto rappresenterebbero la data 1892. Questo potrebbe anche spiegare il motivo per cui esistono molti esemplari con 1 ribattuto (o entrambi gli 1 ribattuti) coniati nell'anno 1891. Infati fatta eccezione per il 1893 dove è certificata l'esistenza di molti esemplari con 1 ribattuto, nelle altre annate è rarissimo. Cosa ne pensate? Può essere verosimile o è fantascienza? Saluti, Sebastiano
  18. Rispondendo alla richiesta di alcuni utenti del forum, vi propongo alcuni brani tratti dalla Relazione della Regia Zecca dove viene trattato il tema della monetazione in nichelio A voi i commenti Al fondo vi allego due tabelle riassuntive Molteplici e gravi difficoltà tecniche di varia indole si dovettero invece affrontare e superare per l'adozione del nichelio puro nella fabbrica- zione di nuove monete da cent. 50, L. 1 e L. 2. Non si trattava, infatti, qui di migliorare, rimo- dernare vecchi tipi di monete cambiandone soltanto le impronte, così come era avvenuto per le vecchie monete da cent. 20 di nichelio misto, già ritirate dalla circolazione e poi riu- tilizzate per attenuare la rarefazione delle monete di bronzo, ma di procedere alla creazione di un originale sistema di monetazione con un metallo la cui lavorazione presupponeva una particolare attrezzatura d'impianto. Il problema della sostituzione delle monete di argento di piccolo taglio si affacciava in quasi tutte le Nazioni, costrette a sospendere il corso legale delle monete stesse, sia per la diminuzione del valore intrinseco delle rispettive unità mone- tarie, sia per il forte aumento del prezzo dell'ar- gento. Il Governo Italiano, come si è avuto occa- sione di accennare, aveva provveduto in un primo momento^ mediante l'emissione dei Buoni di cassa cartacei; ma l'espediente non poteva che avere carattere provvisorio a causa della scarsa praticità e del rapido logorio di questi piccoli biglietti. Soluzioni diverse del problema furono adottate dall'Inghilterra e dalla Francia. L'Inghilterra nel 1920 ridusse il titolo delle sue monete di argento da 925 a 500 millesimi. Questa misura trova la sua causale nel carattere tradizionalista del popolo inglese; è tuttavia da notare, dal punto di vista tecnico, che la lavora- zione e la coniazione dell'argento a basso titolo incontra non lievi difficoltà, e, per di più, che la sot- tilissima pellicola di argento puro, che, mediante l'imbianchimento, si ottiene alla superfìcie dei tondelli si logora molto facilmente, così da dar luogo al rapido annerimento delle monete; viene in tal guisa a mancare il fine che si vuole conseguire, cioè quello di conservare alla mo- neta la apparenza dell'argento ad alto titolo, mentre d'altra parte il costo di essa rimane notevolmente elevato. La Francia, utilizando i risultati delle ricerche di una Commissione scientifica nominata nel 1909 dal Ministro per le Finanze con l'incarico di studiare tutte le questioni riguardanti il pro- getto di sostituire alla moneta di bronzo una moneta di alluminio, adottò per i suoi — jetons mannaie. — da 50 centesimi, da i franco e da 2 franchi il bronzo di alluminio di Sainte-Claire Deville, il quale doveva offrire, insieme ad un bei colore giallo simile a quello dell'oro, una buo- na resistenza alla corrosione, conservando inal- terata la superfìcie. In pratica, oltre ad incontrare gravi difficoltà per la coniazione, si constatò che le monete di bronzo di alluminio annerivano rapi- damente coll'uso, e che, quando erano nuove, non si distinguevano dalle falsificazioni in ottone. L'Italia dal canto suo si attenne al partito di estendere l'impiego del nichelio puro nella mo- netazione. Per valutare l'opportunità e la conve- nienza di questo criterio non sarà inutile un rapido sguardo a quanto si era fatto in proposito nell'anteguerra anche in alcuni altri Stati. Il nichelio, identificato come elemento circa due secoli or sono, era da molto tempo adoperato dai Cinesi in una lega contenente rame e zinco, conosciuta col nome di « pei-tung » o « pak- tong » (rame bianco). Nella prima metà del sec. XIX si incominciò a produrre in Europa il nichel in forma di metallo puro; subito dopo, leghe analoghe al «pak-tong» vennero preparate e messe in commercio coi nomi di «argento tede- sco » e di « argentana ». Nel 1850 la Svizzera iniziò una serie di esperienze con lo scopo di introdurre nella monetazione tale lega, modifi- candola con aggiunta di argento, in ossequio alla idea allora prevalente che anche le monete di bronzo dovessero avere un valore intrinseco non molto inferiore al nominale. Le prove condotte durante venticinque anni mostrarono che que- ste leghe complesse sono difficilmente lavorabili, tanto che nel 1879 la Svizzera adottò per le sue monete da io e da 5 centesimi una lega più sem- plice, composta di 75 parti di rame e 25 parti di nichel, la quale aveva nel frattempo dato buoni risultati nel Belgio, negli Stati Uniti ed in Ger- mania. Per la moneta da 20 centesimi la Svizzera non volle impiegare la lega stessa sempre per la ragione che la differenza tra il valore intrinseco ed il nominale sarebbe stata troppo forte ; per diminuire tale differenza, adottò nel 1881 per la detta moneta il nichelio puro, che aveva in quel l'epoca un prezzo assai elevato. Così il nichelio puro fece la sua prima apparizione nella mone tazione, dimostrando all'uopo eccellenti qualità L'Italia nel 1894 introdusse nel proprio siste ma monetario una moneta da cent. 20 in lega rame-nichel 75-25 e nel 1902 una moneta da 25 centesimi in nichelio puro. Nel 1908 il rinnova mento dei tipi monetar! secondo criteri più con soni alle tradizioni dell'arte italiana incominciò con l'emissione di una nuova moneta da 20 cen tesimi di nichelio puro. Le due monete antece denti furono ritirate e la nuova, che reca nel diritto il volto dell' « Italia agricola » di Leonardo Bistolfì, ebbe tale successo che la sua coniazione sospesa alla fine del 1914 fu, subito dopo la guerra, ripresa con tondelli forniti dalla industria nazionale. Le coniazioni furono proseguite inin terrottamente durante gli esercizi dal 1919-30 al 1922-232) fino a raggiungere la quasi totalità del contingente, aumentato a lire 45.000.000. •Frattanto l'Amministrazione del Tesoro, su bito dopo l'armistizio, aveva tentato un'altra espe rienza di monetazione col nichelio puro, coniando la nuova moneta da 50 centesimi del diametro di 24 millimetri. 3) II diritto di questa moneta reca l'effigie Sovrana su modello dello scultore Roma- gnoli. Per l'altro verso la R. Commissione arti stico-monetaria volle che lo stesso artista traesse l'ispirazione dal rovescio di un medaglione ro mano di Antonino Pio, recante Cibele su una quadriga tirata da leoni. In luogo di Cibele si stabilì di porre una figura muliebre rappresen- tante la giustizia con nel fondo della moneta la parola AEQUITAS» a differenza del medaglione di Antonino Pio che era anepigrafo. Il primo contingente autorizzato fu di io milioni di lire» ed i corrispondenti 20 milioni di pezzi furono dalla R. Zecca coniati tutti durante l'esercizio 1919-20. Il suc- cesso delle nuove monete si affermò» senza indugio» pieno ed incontrastato» co- sicché subito se ne aumentò il contingente fino all'im- porto di 25 milioni di lire; la coniazione relativa fu ese- guita dalla R. Zecca durante gli esercizi 1920-21 e 1921-32. Successivamente tale contingente venne raddoppiato. Sul totale dei 50 milioni di lire autorizzati la R. Zecca ne ha finora comato per un valore di L. 37.685.665» im- piegandovi 452 tonnellate di tondelli» che» come quelli per le monete da 20 centesimi» sono stati forniti dall' industria privata già pronti per la stampa. In origine il contorno di tali monete era liscio. Quando» come si dirà in seguito» vennero isti- tuite monete di argento da L. 5» il loro diametro di mm. 23» quasi uguale a quello delle monete da cent. 50» provocò l'osservazione che le due spe- cie di monete» ambedue di color bianco» potes- sero facilmente confondersi. All'inconveniente fu ovviato disponendo il ritiro di tutte le monete da cent. 50 per modificarne il contorno in modo da poterle facilmente distinguere alla vista ed al tatto dalle monete di argento da L. 5. La modificazione è consistita nella godronatura o scanalatura del contorno» la quale viene eseguita dalla R. Zecca mediante passaggio delle monete in speciali macchine orlettatrici munite di due cuscinetti zigrinati. Ognuna di queste macchine a doppio effetto esegue la godronatura di 9000 monete all'ora. Al 30 giugno 1934 la R. Zecca ne aveva godronate n. 61.899.029 per il valore di L. 30.949.514» 50» che furono rimesse in circo- lazione» mentre si deformarono quelle poche che si riscontrarono in cattivo stato. Al 31 dicembre I933-XII ne risultarono deformate n. 112.540 per l'importo di L. 56.285. Il successo dell'impiego del nichelio puro» tanto, da principio» nelle piccole monete da cen- tesimi 20» quanto in quelle più recenti» di diametro maggiore» è ben comprensi- bile quando si pensi che la superfìcie di queste monete si mantiene indefinitamente inalterata; il nichelio puro» infatti» non solo è assoluta- mente inossidabile a temperatura ordinaria ed anche a temperatura molto più elevata» ma nemmeno si scurisce sotto l'influenza delle im- purità atmosferiche delle grandi città. In ciò il nichel puro è superiore e al bronzo» e al rame- nichel» ed anche all'argento» il quale si ricopre facilmente di una patina scura. Appunto per tali qualità» insieme con la capa- cità di prendere una lucentezza gradevole all'oc- chio e di riflettere una elevata percentuale della luce incidente sulla superfìcie lucida» il nichelio da lungo tempo era adottato come rivestimento galvanico. La sua resistenza all'usura è molto superiore a quella del bronzo e dell'argento» come fu dimostrato con apposite esperienze; la durezza pure molto elevata e la buona resistenza all'urto ed alla torsione preservano le monete di nichel puro da quelle deformazioni che non raramente si verifìcano per cause accidentali nelle monete di bronzo e di argento. Aggiungesi ancora che la durezza del nichel rende quasi impossibile ai falsar! la produzione di monete con falso conio» mentre le imitazioni ottenute per fusione di altri metalli si ricono- scono senza alcun dubbio col sussidio di una semplice calamità. Finalmente il nichelio puro conserva integro il suo valore commerciale quando si voglia pro- cedere a demonetazioni» ad esempio» per cam- biare le impronte o modificare i tipi monetar!; ed anche perché esso è immediatamente utiliz- zabile per altri scopi. Per questo fatto» oltre che per la durezza già citata, la monetazione di nichel risulta poco costosa, malgrado il prezzo del me- tallo. Ultima e non meno importante considera- zione è che il nichelio, che entra come elemento essenziale negli acciai per artiglieria, viene anche a costituire, impiegato nella monetazione, una importante riserva per il caso di guerra. A tutti questi vantaggi si contrappone soltanto la maggiore difficoltà di coniazione, difficoltà che aumenta naturalmente col diametro delle monete. Tenute presenti e prudentemente valutate tutte queste circostanze, l'Amministrazione del Tesoro decise di attenersi al nichelio puro per la creazione di una nuova moneta metallica da sosti- tuire al buono di cassa cartaceo da L. i. Per tale nuova moneta furono determinati il diametro in 26,5 millimetri ed il peso in 8 grammi, mentre il pezzo da cent. 50, già esistente come innanzi si è detto, aveva il diametro di 24 millimetri ed il peso di 6 grammi. È da rilevare in proposito che fino al 1920, epoca nella quale la nostra Amministrazione iniziò i suoi studi e le sue espe- rienze per sostituire i Buoni di cassa cartacei da i lira con buoni metallici, nessun Paese aveva coniato monete di nichelio puro con diametro superiore ai 23 millimetri. All'inizio del 1921 la R. Commissione tecnico- artistico monetaria diede al prof. Romagnoli l'incarico dell'esecuzione dei modelli, indican- dogli come soggetto, per il diritto, la figura del- l'Italia recante nella mano destra un ramoscello di ulivo, e, per il rovescio, lo Scudo Sabaudo con leggenda. I modelli furono consegnati nel mese di set- tembre dello stesso anno alla R. Zecca, la quale intraprese subito i lavori di preparazione dei pun- zoni e del materiale necessario per la coniazione. Contemporaneamente si dovette pensare alla , provvista dei tondelli. Tenuto conto della ten- denza ad estendere l'impiego del nichelio puro nella monetazione in modo tale da far prevedere che questo metallo dovesse in avvenire costituire un elemento permanente e di entità rilevante e nella circolazione, apparve evidente l'opportu- mtà, per varie ragioni, di non continuare a rivoi- gersi all'industria straniera, come in precedenza si era fatto per i tondelli da 20 e da 50 centesimi. Si è già accennato alle difficoltà di lavorazione opposte dal nichelio puro. La fusione di esso esige, infatti, forni capaci di raggiungere la tem- peratura di 1600° C°, mentre i metalli anterior- mente adibiti ad uso monetario non richiedevano più di 1300° C". Occorre poi un macchinario pesante per la laminazione prima a caldo e poi a freddo dei lingotti, i quali pesano da 40 a 60 chi- logrammi, mentre le verghe in cui si gettano le leghe di uso monetario pesano da 2 a 4 chilo- grammi. Il macchinario di Zecca era quindi inadatto alla lavorazione del nichelio puro che nel 1931 risultava del tutto nuova anche per l'industria italiana. Fino a quell'epoca, invero, gli stabilimenti metallurgici del nostro Paese avevano avuto soltanto occasione di preparare leghe di rame e nichel, la cui fusione e lamina- zione sono molto più facili che non quelle del nichel puro. L'Amministrazione del Tesoro, che su pro- posta della Direzione della Zecca, aveva in quel- l'epoca già fatto eseguire dall'industria nazionale un primo esperimento di preparazione dei ton- delli da 20 centesimi, decise di affidare ad essa l'intera lavorazione per i tondelli da i lira. Natu- ralmente le ditte italiane, per mettersi in grado di assolvere l'incarico ricevuto, non scevro di gravi difficoltà d'indole tecnica, dovettero sotto- porsi ad un non lieve tirocinio. Il risultato fu sotto ogni riguardo ottimo, non soltanto ai fini della monetazione, ma anche per il progresso dell'industria italiana, la quale si rese così capace di liberarsi dalla soggezione all'estero anche in tale importante settore. Furono allora consegnate a tré ditte metallurgiche, che si erano attrezzate per tale lavorazione e che erano state chiamate m gara, 880 tonnellate di nichelio, commercial- mente puro, residuato dalla guerra, e che, essendo di varia provenienza e conservato in numerosi magazzini dello Stato sparsi lungo la penisola, richiese da parte del laboratorio chimico della Zecca molteplici analisi. Alle suddette 880 ton- nellate le ditte dovettero aggiungere una certa quantità di nichel di nuovo acquisto, nonché di maggiore purezza, ad evitare che le successive rifusioni delle cesaglie, provenienti dalla lavora- zione, contribuissero ad incrudire il metallo e ad abbassarne il titolo per introduzione di impurezze di varie origina rendendone più difficile la lavorazione. Per quanto riguarda la coniazione devesi osser- vare che essa pure presentò difficoltà non indiffe- renti, specialmente a causa della durezza del metallo, in rapporto al forte rilievo delle im- pronte e, nel diritto, per il grande sviluppo della figura d'Italia, che in tré punti tocca la cornice della moneta. Le difficoltà erano accresciute, come si è gia’ accennato dalle dimen- sioni del diametro, nonché dalla godronatura dell’ orlo che fu ritenuta necessaria per bene distinguere moneta da quella da 50 centesimi allora coniata col bordo liscio. Si deve alla grande maestria dell'Incisore capo della R. Zecca prof. Motti, che studiò e trovò la forma dei coni più adatta ai rilievi ed alla distribuzione delle impronte, come pure alla buona volontà ed alla abilità di tutto il personale tecnico della R. Zecca, se ogni difficoltà fu felicemente superata. La coniazione fu iniziata alla fine del dicem- bre 1931, subito dopo, cioè, l'emanazione del provvedimento I) che autorizzava l'emissione di 100 milioni di monete di nichelio puro da L. i contro ritiro di uguale contingente di Buoni di Cassa cartacei dello stesso taglio. La prima emissione fu fatta nel gennaio 1932 con monete recanti il millesimo 1922. Durante il semestre gennaio-giugno 1922 ne furono coniate per 45 milioni di pezzi. Tale produ- zione (7.500.000 al mese) supera di gran lunga quelle di monete di argento eseguite dalla R. Zecca dal 1912 fino alla guerra mondiale, e fu resa possibile dalla messa in marcia delle nuove presse monetarie descritte nella prece- dente relazione, e dal fatto che, come già si è detto, i tondelli erano forniti dall'industria privata. È da notare, tuttavia che l'intensificata attività delle officine di stampa richiese all'Offi- cina meccanica uno sforzo considerevole per la preparazione dei conii che, per la durezza del nichelio in rapporto anche alla dimensione delle nuove monete, erano resi inutilizzabili in pro- porzione molto maggiore che nella monetazione dell'argento. Durante l'esercizio 1922-23 vennero coniati 52.865.776 pezzi da L. i, e nell'esercizio 1923- 24, con la coniazione di altri 2.134.224 pezzi, si esaurì il quantitativo corrispondente al suindi- cato valore nominale di 100 milioni di lire Frattanto un nuovo provvedimento legislativo ave- va autorizzato l'emissione di monete di nichelio puro da L. 2, da L. i, e da cent. 50 per complessivi 100 milioni di lire contro diminuzione, per altrettanta som- ma, del contingente in circolazione dei biglietti di Stato da L. 5 e da L. io. Con successivo prov- vedimento ministeriale2) venne stabilito il reparto dell'importo complessivo di 100 milioni di lire fra i vari tagli di monete, assegnando 25 milioni alle monete da cent. 50, 25 milioni a quelle da L. i e 50 milioni a quelle da L. 2. Dei 25 milioni di monete da cent. 50 si è già parlato nell'apposita sede. I 25 milioni di monete da L. i furono coniati nell'esercizio 1923-24 per 20.822.776, e nel suc- cessivo esercizio 1924-25 per i residui 4.177.224. Si noti che in questo stesso esercizio — in base ad altra disposizione autorizzativa fu- rono coniati altri 6.689.776 pezzi da L. i in conto della sostituzione dei buoni cartacei dello stesso taglio. In pari tempo venivano iniziati gli studi e le prove per la moneta di nichelio puro da L. 2. All'uopo furono stabiliti il diametro di mm. 29 ed il peso di gr. io e si ritenne opportuno impiegare metallo di maggiore purezza, con- tenente, cioè, il 99 di nichelio, allo scopo di diminuire, per quanto possibile, le difficoltà della coniazione e di ottenere la massima bianchezza di superfìcie. Per le impronte furono prescelti i modelli dello scultore Pietro Morbiducci recantiI) nel diritto l'effigie Sovrana e nel rovescio il Fascio Littorio. L'Incisore capo della R. Zecca prof. Attilio Motti, che eseguì il lavoro di incisione dei punzoni e dei conii con la consueta perizia e paziente minuzia, richiese per i particolari del Fascio Littorio il consiglio del senatore Giacomo Boni. La dottrina dell'insigne archeologo, che si compiacque di eseguire di persona il disegno, permise al prof. Motti di ottenere un Fascio perfettamente conforme alla tradizione romana. La coniazione delle monete di nichelio da L. 2 fu iniziata nell'esercizio 1923-34, durante il quale si stamparono tutti i 25 milioni di pezzi stabiliti in sostituzione di biglietti di Stato da 5 e io lire. In conto, poi, della sostituzione integrale dei buoni cartacei da L. 2 se ne coniarono 34.883.000 pezzi nello stesso esercizio 1923-24 per un valore di L. 69.766.000; altri 29.570.921 pezzi nel successivo esercizio 1924-25 per un valore di L. 59.141.842, ed infine 8.585.853 pezzi nell'esercizio 1925-26 per un valore di lire 17.171.706. La coniazione delle monete di nichelio puro fu sospesa nell'esercizio 1926-27 e venne ripresa nel successivo esercizio 1927-28, nel quale si coniarono 3.250.100 pezzi da L. i ed 1.631.500 pezzi da L. 2. Finalmente nell'esercizio 1928-29 si coniarono ancora 16.745.500 pezzi da L. i, mentre dall'esercizio successivo fino a quello 1933-34, non si coniò più che un minimo numero di esemplari, tanto da L. i quanto da L. 2, per i numismatici.
  19. Periodo di sostituzione per alcuni esemplari della mia collezione 20 Centesimi Esposizione di Milano 1906 Vittorio Emanuele III D/ ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE MILANO 1906 in caratteri incusi su un nastro svolazzante attorno alla testa di fronte dell’Italia. R/ In alto su un nastro VALEVOLE NELL’INTERNO DELL’ESPOSIZIONE nel campo CENT/20 e in basso DAL/COMITATO/CONVERTIBILE AL PORTATORE/IN MONETA LEGALE DURANTE L’ESPOSIZIONE . A sinistra lungo il bordo S.JOHNSON-MILANO e lungo il bordo a destra CA in monogramma e INC T/ Liscio Diametro 27,50 , peso grammi 9,08/86 (sul simonetti viene riportato gr.14,78 per un esemplare presente nella Collezione Rocca ? ) Simonetti 292 ; Gigante 2 pag.288 Questi Gettoni sono stati coniati anche in oro (100 esemplari numerati venduti a 100 lire ciascuno) e in argento (1000 esemplari numerati venduti a 10 lire ciascuno) Qui trovate un esemplare in argento : http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GVE3/0 Incisore Angelo Cappuccio ; Modelli Egidio Boninsegna (segnala Fabio Gigante nel suo catalogo che :”Prima di questa nota la Direzione della Johnson dichiaro’ , per iscritto nella confezione di un recente riconio di questo gettone, che il volto femminile raffigurato al dritto era quello di Cerere e che l’ autore dei modelli era Giannino Castiglioni anziché Egidio Boninsegna. Secondo l’ articolo pubblicato sulla Rivista Italiana di Numismatica nel 1906 riguardo a questo gettone il volto femminile raffigurato al dritto sarebbe quello di Minerva tra le due statue dell’ arte e dell’ industria. Sempre sul Gigante e’ riportata una interpretazione data dal sig. Cesare Johnson secondo la quale il volto rappresenta l’ Esposizione Milanese e le due statuette sono quelle dell’ industria italiana e svizzera unite dal Traforo del Sempione aperto nello stesso anno 1906 Nelle Pagine 287-288 del Simonetti troviamo questo appunto : “ Si tratta di monete non ufficiali , a circolazione in un ambito limitato. Esemplari analoghi , con circolazione più o meno estesa , furono usati durante il Regno di Vittorio Emanuele III nel campo di prigionia di Genova ; pezzi monetali furono anche fatti coniare dalla gestione operaia della FIAT di Torino durante l’ occupazione del 1920 e dalla gestione comunista della Cooperativa di Lanzo Torinese. Durante la prima guerra mondiale circolarono anche come, sostitutivo della moneta spicciola che non si poteva coniare per la penuria di metallo, dei dischi di alluminio con coperchio in materia plastica contenenti francobolli di valori diversi. Anche durante la seconda guerra mondiale furono localmente in uso delle monete private” Qui trovate alcuni esemplari di Gettoni di Necessità http://numismatica-italiana.lamoneta.it/cat/W-NEC
  20. Vi posto per la mia e vostra curiosita' la recensione del Primo Volume del Corpus Nummorum Italicorum redatta dalla RIVISTA ITALIANA DI NUMISMATICA nel 1911 RIVISTA ITALIANA DI NUMISMATICA E SCIENZE AFFINI PUBBLICATA PER CURA DELLA SOCIETÀ NUMISMATICA ITALIANA E DIRETTA DA FRANCESCO ed ERCOLE GNECCHI ANNO XXIV - 1911 - VOL. XXIV MILANO Tip.-Editrice L. F. Cogliati Corso P. Romana, N. 17 I9II. Corpus Nummorum Italicorum. Primo tentativo di un Cata- logo Generale delle Monete medievali e moderne co- niate in Italia o da Italiani in altri paesi. — Volume I, Casa Savoia. — Roma, Tipografia della R. Accademia de' Lincei proprietà del cav. V. Salviucci, 1910, in-4° pag. viii-532 e XLII tavole. Nelle precedenti annate di questa Rivista è contenuta, per così dire, la cronistoria dell'opera colossale ideata dal nostro Augusto Presidente Onorario, del primo volume della quale salutiamo ora la comparsa con gioia e compiacenza vivissime. Dal primo annunzio del concetto di essa manife- stato dall'allora Principe di Napoli, quando nel 1897 si recò a Milano con gli Augusti suoi Genitori ad inaugurare la nuova sede della nostra Società nel rinnovato Castello Sfor- zesco (anno X, 1897, pag. 536, 542 e anno XI, 1898, pag. 327), alle notizie successive dell'assunzione a suoi collaboratori del prof Costantino Luppi (anno X, 1897, pag. 543 e a. XI, 1898, pag. 328), e, dopo la morte di questo, del generale Giuseppe Ruggero (a. XII, 1899, pag. 456), fino al riassunto della comunicazione del dott. Serafino Ricci alla riunione della Società per il progresso delle Scienze in Napoli in- torno a questo primo volume allora d'imminente pubblica- zione (anno XXIII, 1910, pag. 531). Sono adunque tredici anni di lavoro assiduo di preparazione consistente nella esatta e diligente catalogazione delle monete della raccolta Reale che ascendono al numero cospicuo di oltre sessantamila, e nello spoglio delle pubblicazioni numismatiche per ricavarne le varianti o i tipi mancanti ad essa. Non sono troppi, data la mole del lavoro, ma parvero tali alle attese impazienti dei più che non si rendono esatta ragione delle grandi dif- ficoltà di certi lavori e del tempo enorme che viene assor- bito dalle ricerche e dai raffronti diligenti e minuziosi. D'altra parte le impazienze dell'attesa sono ben giustifi cate dalla vera necessità in cui si trovano gli studiosi di una guida sicura specialmente se si pensa ai problemi faticosi che inceppano il regolare cammino degli studi di numisma- tica italiana, alla soluzione dei quali non piccolo contributo deve portare la nuova opera. Non vi è infatti persona che si sia occupata, anche incidentalmente, di numismatica, la quale non abbia dovuto constatare le deficienze veramente enormi che si riscontrano ad ogni pie sospinto. Si possono esse compendiare nella mancanza di un materiale abbondante scientificamente e diligentemente descritto: scarsezza e, alle volte, mancanza assoluta degli elementi illustrativi di tale materiale e cioè degli studi sulla denominazione delle monete e sui sistemi monetari: finalmente, conseguenza dell'una e dell'altra di queste mancanze, nessuna sistemazione e distri- buzione razionale del materiale monete. Non è certo cosa agevole assumere 1' ufficio di esami- nare in quale misura la nuova opera viene a colmare le la- cune lamentate, perchè qualunque osservazione può parere intempestiva di fronte alla mole vastissima del lavoro com- piuto e, forse, anche irriverente, non tanto per la Persona dell'Autore in sé che è al di sopra di qualsiasi critica, quanto per la competenza indiscussa che Egli Ka acquistato nel campo della numismatica italiana. Noi siamo i primi a rico- noscere e proclamare questa competenza del nostro Augusto Presidente Onorario e, senza ombra di adulazione, la rite- niamo superiore a quella di qualsiasi altro degli studiosi viventi : chi ci conosce poi sa bene come non possiamo es- sere sospettati di avere la più lontana idea di mancare ai riguardi e al rispetto dovuto; però crederemmo di venir meno all'ufficio assunto non esprimendo interamente il nostro pensiero perchè convinti che dal cortese dibattito delle opi- nioni può derivare un vero vantaggio alla scienza che tutti proseguiamo con eguale affetto e passione. Il Corpus Nummorum Italicorum, come indica la parola, presupponeva uno studio completo della materia in modo da lasciare ben poco ancora alla soluzione dei problemi accen- nati. Però, durante il lavoro di preparazione, alla mente del- l'Autore dovettero affacciarsi in tutta la loro imponenza le varie questioni, a risolvere le quali sarebbero necessari studi lunghi e diligenti cui non possono certo bastare le forze e la vita di un uomo. Forse per questo al titolo vasto e compren- sivo vediamo aggiungersi il sotto titolo di : Primo tentativo di Catalogo Generale delle Monete medievali e moderne coniate in Italia o da Italiani in altri Paesi, pieno di mo- destia, anche soverchia, dato il valore vero del libro, e che disarma completamente la critica. Intanto si può subito af- fermare fin da questo primo volume che la promessa conte- nuta nel titolo viene oltrepassata, e l'opera, più che un ten- tativo, risulta un vero e grande catalogo delle monete ita- liane destinato a riempire interamente la prima delle defi- cienze da noi accennate, quella cioè della mancanza del materiale scientificamente e scrupolosamente descritto. Questo volume contiene la descrizione delle monete emesse dai Prin- cipi di Casa Savoia del ramo principale e dei rami di Acaia e di Vaud. Sono 4354 le monete descritte accompagnate dalla riproduzione in fotocalcografia di 713 pezzi compren- denti i diversi tipi e le loro principali varianti : la nostra affermazione non parrà dunque esagerata di fronte a questo numero così rilevante. Le monete sono raggruppate sotto il nome del Principe che le emise, a cominciare da Amedeo IV {1232-1253) fino al regnante Vittorio Emanuele III, disposte cronologicamente quelle che portano l'indicazione della data, le altre a seconda della specie. Ad ogni moneta fu data la de- nominazione che portava all'epoca in cui fu emessa in quanto fu possibile allo stato attuale delle cognizioni. La descrizione è minuziosa e precisa, accompagnata dalle indicazioni di dia- metro e di peso, così che con l'aiuto delle numerose riprodu- zioni, è agevole identificare qualsiasi pezzo con tutta rapidità e precisione, ciò che è lo scopo e l'ufficio principale del libro. Dopo questa esplicita dichiarazione, a quanto saremo per dire non potrà darsi significato diverso da quello di apprez- zamenti diretti a dimostrare quale sarebbe l'ideale da rag- giungere, pur riconoscendo l'impossibilità materiale di con- seguirlo allo stato presente degli studi. L'ignoranza dei principali sistemi monetari è aggravata dalla ignoranza dei nomi che avevano le monete all'epoca delia emissione, perchè molte delle denominazioni con le quali vengono generalmente indicate nei cataloghi di vendita e anche in quelli scientifici, sono posteriori ; desunte talune dall'aspetto e dalle figurazioni, altre addirittura cervellotiche: così che anche in questa parte pare che tutto abbia congiu- rato a farci perdere quel tenue filo conduttore che potrebbe essere il nome vero della moneta per riannodarla al sistema monetario del quale faceva parte. Di questa incertezza si vede il riflesso nel volume che stiamo esaminando, dove non poche volte alla denominazione segue un punto interro- gativo o non risponde la qualità della moneta di cui non è noto l'intrinseco. L'approfondire e risolvere anche solo taluna di tali difficoltà avrebbe voluto dire perdere anni di tempo in ricerche di esito non sempre sicuro, e ciò male avrebbe risposto alle impazienze di chi attendeva e a quelle ben le- gittime dell'Autore che da siffatte lunghe indagini vedeva sempre più allontanato quel principio di esecuzione del suo piano grandioso che era in cima ai suoi pensieri. Del resto questa deficienza può considerarsi insita nel concetto stesso dell'opera che si proponeva di raccogliere in un sol corpo la descrizione delle monete italiane quali esse sono note al presente senza sottoporle a nuovi studi, perchè in tal caso il lavoro si sarebbe dovuto ideare ed eseguire diversamente. Non insisteremo quindi su questo particolare per dire invece qualcosa del sistema adoperato per la classificazione del materiale. Esso risponde al sistema adottalo da S. M. il Re per l'ordinamento della sua raccolta, che viene esposto in poche parole nelle brevissime " Avvertenze Generali „ con le quali si apre il volume : " ordinamento regio- nale ; e per ogni regione, le singole zecche, ovvero i luoghi a nome dei quali vennero battute le monete, son disposti in ordine alfabetico „. Non si contende che tale sistema non sia facile e pratico, e sopra tutto utile in specie ai ne- gozianti, ma a chi lo esamina, pur non avendo vaste cogni- zioni in materia, si addimostra subito mancante di una so- lida base scientifica e razionale. Senza fermarci a considerare come esso perpetui le varie significazioni della parola zecca, abusivamente introdotte nell'uso numismatico, la prova evi- dente di questa nostra affermazione ci viene data dallo stesso Augusto Autore che è stato costretto a cominciare l'opera sua con una eccezione. Non già una di quelle piccole ecce- zioni che confermano, come suol dirsi la regola, ma con una eccezione che investe e infirma tutta l'essenza del sistema adottato, perchè dimostra come nella razionale distribuzione delle monete debba entrare un altro elemento che non sia il semplice luogo dove o per il quale la moneta fu battuta, ma l'autorità che la improntava ed emetteva. E questa una antica e vessata questione e ci verrà perdonato se volemmo farne cenno a proposito di un'opera che, ideata in fondo con un concetto diverso da quello da noi vagheggiato, finisce poi non solo a non pregiudicarla in senso contrario al no- stro, ma viene in certo modo a darci ragione. Ci permettiamo pertanto di esprimere il rammarico che la eccezione non sia stata completa in modo da darci tutta riunita in questo volume la serie intera delle monete Sabaude, alcune delle quali invece dovranno cercarsi nei volumi suc- cessivi. Nelle * Avvertenze speciali „ vengono enumerate le monete che furono escluse dalla serie principale, e sebbene tali esclusioni sembrino coerenti al sistema enunciato nelle " Avvertenze Generali „, pure alcune non sono, a parer no- stro, bastantemente giustificate, data sopra tutto l'inclusione di altre. Troviamo per esempio a pag. i6 sotto il n. i de- scritta la moneta di Aimone che porta per esteso il nome dell'officina monetaria di Ponte d'Ain. mentre non vi tro- viamo tutte le monete, che sono le prime e più antiche della serie Sabauda, col nome di Susa; né vale il dire che la mo- neta di Susa ha carattere a sé, perché Susa in tanto ebbe moneta in quanto la emisero i Principi di Savoia che vi ave- vano dominio, e non emise mai moneta propria senza il nome del Principe. Le cifre accennate di sopra della quantità delle monete descritte costituiscono la prova migliore dell'enorme lavoro compiuto e di quello anche più grande già preparato per i volumi successivi. Siccome nelle " Avvertenze „ è detto che il contributo portato dai Musei e dai Raccoglitori privati ai quali vennero di mano in mano comunicate le bozze di stampa, è stato all' incirca dell'uno e mezzo per cento di mo- nete nuove e del venti per cento di varietà, così è certo che l'ottanta per cento dell' intero lavoro è pronto fin da ora. Di fronte a questo risultato i tredici anni di preparazione non furono troppi davvero e noi non possiamo lesinare la lode all'attività veramente prodigiosa data alla grande opera dall'Autore e dal suo egregio e fido cooperatore il generale Giuseppe Ruggero, bellissimo esempio di energia giovanile. Quanto alla parte materiale, l'esecuzione tipografica è perfetta sia per la eleganza e nitidezza della stampa che per la eccellente qualità della carta impiegata. Forse sarebbe stata desiderabile una maggiore varietà nei tipi usati per ri- produrre le leggende delle monete; il bisogno di tale varietà è specialmente sentito nei periodi di transizione da una ad altra forma di scrittura, quando le leggende sono composte di lettere appartenenti a forme diverse non solo, ma alle volte è diversa perfino la forma di una stessa lettera nella medesima leggenda. Si hanno per tal modo delle varianti di cui non è possibile rendersi ragione con la uniformità del carattere adottata. Le tavole sono abbastanza nitide ; osser- viamo però che in generale le monete, anche se di buona conservazione, vi appariscono meno belle di quello che sono effettivamente. Non sappiamo se ciò debba attribuirsi al si- stema di riproduzione, come ha osservato G. F. Hill ; siamo in ogni modo persuasi che, come in alcune tavole tale deca- dimento è meno sensibile, così possa sparire del tutto nei volumi successivi. Di questi daremo conto brevemente ai nostri lettori di mano in mano che vedranno la luce senza più tornare sulle questioni di massima accennate in questa recensione del primo volume. E le abbiamo accennate non già per vana mania di critica, ma per far rilevare agli studiosi che l'apparizione di questo atteso e desiderato lavoro non deve attenuare ma attivare le loro energie per dare alla numismatica italiana quel definitivo assetto scientifico che è nei desideri di tutti. Assetto che servirà non soltanto agli studi storici ma eziandio e più a quelli economici, che sono di pratica ed efficace applicazione. Quando l'opera sarà compiuta, e ci auguriamo di vederne il compimento, gli studiosi non avranno più da lamentare la più grande delle deficienze della numismatica italiana e quella più difficile a colmarsi, e ben pochi saranno i pezzi che po- tranno ancora aggiungersi al Catalogo delle monete italiane raccolte nel Corpus Nummorum Italicornm, monumento ira- perituro della dottrina, dell'attività e della munificenza del nostro Augusto Sovrano e Presidente Onorario. N. P.
  21. Salve, apro questo post come suggeritomi da Pier ed Incuso per fornire dei dati di misurazione riguardanti lo spessore delle mie monete (per lo più del Regno) in Oro. Per cominciare spiego che per effettuare una misurazione con il Calibro elettronico utilizzo due foglietti di carta con cui rivesto la moneta a mò di panino, onde evitare di rigare la stessa con l'acciaio dell'utensile. In seguito appunto la misura come da esempio : Marengo spessore compresa carta mm 1,47 di seguito misurati i due foglietti ne sottraggo lo spessore mm 0,21 ecco che posso giudicare con margine di errore piuttosto ridotto che il mio Marengo misura mm 1,26 Per quanto riguarda le monete periziate basta compiere lo stesso procedimento misurando sia la moneta all'interno della plastica che solo la plastica. Ecco i miei dati : 5 Lire 1863 MB spess. mm 0,5 10 Lire con diametro da mm 18,5 FDC spess. mm 0,75 Marengo del 1847 spess. MB/BB mm 1,26 Marengo del 1859 MB spess. mm 1,22 Marengo del 1862 BB spess. mm 1,23 Marengo del 1882 SPL spess. mm 1,24 100 Lire 1923 BB spess. mm 2,39 Per ora è tutto ciò che posso fornirvi e spero di essere stato utile .
  22. Ciao a tutti e buon 2009 !!! Vorrei raccogliere attraverso questa discussione il maggior numero di pareri,personali o tratti da citazioni,riguardo alla non certa origine del motto dell'ordine cavalleresco della SS.Annunziata FERT , istituito da Amedeo VI di Savoia nel 1364 e usato fino all'ultimo dei regnanti di suddetta dinastia. Vi cito diverse interpretazioni tratte dal catalogo Alfa e da wikipedia : Fortitudo eius Rhodum tenuit (La sua forza conquisto' Rodi) Fides est regni tutela (La fedelta' e' la sicurezza del regno) Foedere et religione tenemur (Siamo legati dalla fedelta' e dalla religione) Fortitudo et robur taurinensis (Forza e robustezza torinese) Fors eius Roman tenuabit (con la sua fortuna distruggera' Roma) Oppure abbreviazione di : ferte',voce dell'antico francese col significato di fermezza, ferto,nome di una moneta di Amedeo VI di Savoia (unita' ponderale che corrispondeva alla quarta parte del marco,il cui nome appari' sui grossi del conte di Savoia) Altri invece,richiamandosi all'ordine cavalleresco-amoroso che in origine ebbe l'ordine del Collare,credono che il motto alluda al proposito del cavaliere di sopportare (lat.fert=porta,sopporta) ogni pena per la dama alla quale e' legato dai lacci d'amore .... Chiunque sia in possesso di altre interpretazioni puo' farlo qui sotto,in modo da avere una piu' completa gamma di interpretazioni,conoscenze,citazioni storiche ecc..... B) Ciao Andrea
  23. Vi propongo questa discussione aperta da dux-sab anche qui , limitando l' ambito al solo Regno D'Italia
  24. Invito chi vuole a postare qualche esemplare in rame rosso in modo da creare una bella galleria e a raccontarci come preserva queste monete Personalmente preferisco conservarle in oblo adesivi o pinzati inseriti in appositi fogli plastificati (6x6) Ape del 1923
  25. 20 lire 1928 ORO PROVA , Collezionabile? La moneta è in vendita nella prossima asta della Tedesca Lanz, che si svolgerà a New York a Gennaio... base 72000 $ Ecco la descrizione ITALY KINGDOM 20 lire 1928 ORO PROVA, Rome. VITTtEMtIIItREt. Helmeted head left. Rv: MEGLIO·VIVERE· / VN·GIORNO·DA· / LEONE· CHE· / CENTO·ANNI· / DA·PECO- / RA MCM XVIII MCMXXVIII on fasces. ITALIA above lion's head, L. / 20 / R at left, ORO PROVA near rim. Pagani prove e progetti 202.?? 32,26g. Exceedingly rare. Very fine hair­lines on obverse otherwise virtually uncirculated. A piece of 20 lire struck in gold in the size and weight of the large 100 lire to go along with the 1925 issue. A presentation piece ordered by the King and offered personally by Vittorio Emanuele III to the "Marescialli d'Italia" to celebrate the 10th anniversary of the victory in WWI. Mintage below 15. One of the true rarities in the Kingdom of Italy series. http://www.sixbid.com/nav.php?p=viewlot&am...=98&lot=215 La chiedo a Babbo Natale nella letterina

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