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  1. Oggi vorrei condividere con voi un articolo molto interessante che ho letto su Academia.edu dal titolo: “Una rarissima moneta datata di Costantino I”, a firma di Nicola Tammaro. Questo articolo parla per l’appunto di una rara moneta di Costantino I, riscoperta dopo alcuni secoli di oblio. Ecco come e’ andata. Nel 1987, lo studioso svizzero Pierre Strauss, mentre era in visita al Museo della moneta di Lisbona, rimase colpito da un nummo confuso in mezzo ad altri bronzetti e facente parte della collezione dei Reali portoghesi. Si trattava di questa moneta: Era un bronzo della zecca di Londinium per Costantino in occasione del suo secondo consolato (anno 312). Tale moneta manca nel RIC, pur essendo citata dal Cohen. D/: CONSTANTINVS PF AVG, busto laureato e corazzato di Costantino I, a destra. R/: P•M•TR•P•C-OS•II•P•P•, personaggio giovanile diademato, seduto a sinistra su due corni dell’abbondanza (su una sedia curule), con il braccio sinistro poggiato su uno dei corni e con la mano destra che regge uno scettro. Una stella nel campo sinistro del rovescio, PLN in esergo. Come era arrivata a Lisbona? La moneta era in possesso di dell’Abate Charles d’Orleans de Rothelin, (1691-1744) la cui ricca collezione (alla morte di questi) fu acquistata da Filippo V di Spagna. Ma la moneta non soggiornò a Madrid. Infatti, finì a Lisbona grazie agli stretti legami esistenti in quel tempo tra i reami di Spagna e Portogallo: la figlia primogenita del re di Spagna Filippo V aveva sposato Giuseppe I del Portogallo. Tre secoli dopo, nell’ottobre del 2012, una seconda moneta analoga fu trovata da un metaldetectorist della contea di Norfolk (Gran Bretagna) e fu acquisita ed esposta dal Museo del Castello di Norwich: Questa l’immagine della moneta con una ottima definizione che ho scaricato dal sito del PAS (Portable Antiquities Scheme). Esiste anche un terzo esemplare, da collezione privata: Secondo l’autore, i tre nummi provengono dal medesimo conio. Nell’articolo segue poi una analisi delle emissioni *|//PLN di cui questa moneta fa parte. Questo il link all'articolo di Academia.edu: https://www.academia.edu/14325378/UNA_RARISSIMA_MONETA_DATATA_DI_COSTANTINO_I Questa la pagina del PAS: https://finds.org.uk/database/artefacts/record/id/534674 Buona serata. Stilicho
  2. "Two Enigmatic Issues of London: The Rare Stars over T/F and ‘Right Star over I/I Mintmarks." - Clooke / Toone View File Indagine su due emissioni monetali non comuni della zecca di Londinium. Submitter Illyricum65 Submitted 22/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  3. "Les Deux Emissions Londiennes PLN* et *PLN." - H. Huvelin View File Articolo su due emissioni londinesi a nome di Costantino. Submitter Illyricum65 Submitted 22/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  4. Buongiorno, non so voi ma in questo ultimo periodo non trovo grossi affari sul web. Ovvero riscontro meno esemplari interessanti e a prezzi mediamente più alti. Ma forse è una mia sensazione... più si colleziona e più si diventa selettivi nella scelta. Proprio negli ultimi giorni ho scovato un lotticino di epoca costantininiana acquistato dalla terre galliche del nord. Tipi tutto sommati comuni ma con un buon rapporto prezzo/qualità (6 € a esemplare mi pare un ottimo prezzo) e contraddistinti dalla provenienza da zecche galliche e britannica tranne una. In genere sono varianti non comunissime, a dispetto dei tipi. Ve le presento, anche se le foto non rendono giustizia (sono ben leggibili e con patina bruna superficiale). Prima le due londinesi, le cui emissioni rappresentano sempre uno dei miei interessi. - Londinium RIC VII 48, IMP LICINIVS P F AVG Busto laureato e corazzato rivolto a destra/ SOLI INVICTO COMITI, Sol radiato stante verso sinistra, globo nella mano sinistra e destra sollevata. MLN in esergo, S F nei campi. 315-316 d.C. Rated R 2 secondo il RIC, S secondo il Clooke Toone (14 esemplari censiti nei 4 hoard di riferimento). - Londinium RIC VII 30 var. (assenza di P o P F prima di AVG) Toone 37; Bourton on the Water hoard 1432; Sarzeau hoard 1831, IMP CONSTANTINVS AVG Busto laureato e corazzato rivolto a destra/ GENIO POP ROM, Genio stante verso sinistra, torre o modius in testa, reggente cornucopiae nella mano sinistra e patera nella destra. MSL in esergo, S F nei campi. 314 d.C. Rated R 4 secondo il RIC, R secondo il Clooke Toone (1 esemplare censito nei 4 hoard di riferimento).
  5. DE GREGE EPICURI Ancora una costantiniana, non particolarmente rara ma interessante. Questa pesa 6,0 g. e misura 25 mm. Zecca di Londinium. Al D: IMP CONSTANTINUS PF AUG, con busto corazzato. Al rovescio, MARTI PAT-RI PROPUG, e in esergo PLN. Marte nudo verso destra, con elmo, scudo e lancia.C'è una evidente usura, che al D coinvolge purtroppo parte del volto, mentre al R è più uniforme. Questo rovescio è tipico della zecca di Londra, e forse anche di qualche zecca gallica, ora non ricordo. Non azzardo il RIC.
  6. gpittini

    COMITI AUGG NN

    DE GREGE EPICURI Vedo che dopo Verona tutto tace, come mai? Nulla di romano da postare? Rompo il ghiaccio, ma anche questa arriva da Nizza (questa volta ho dovuto saltare VR). Pesa 3,7 g. e misura 21 mm. Al D. CONSTANTINUS PF AUG. Al rovescio, il Sole con grande corona radiata, in piedi a sinistra, con un globo nella destra. Legenda: COMITI AUGG NN (al compagno dei nostri augusti). Una stella nel campo destro, in esergo: PLN. Dopo i disastri delle precedenti classificazioni, non dico la mia ipotesi di RIC, e attendo le vostre... Questa comunque non è comune.
  7. Ciao, il titolo riporta per brevità "L'insostenibile leggerezza dell'essere..." ma nella sua completezza avrebbe dovuto essere "L'insostenibile leggerezza dell'essere...ovvero l'insostenibile importanza dei dettagli" ... vogliate scusarmi la licenza poetica. Recentemente ho acquisito per pochi euro, al fine di ampliare la parte di collezione dedicata alla zecca di Londinium, un esemplare abbastanza comune come tipologia. Come noto ai più, la serie SOLI INVICTO COMITI è una delle più comuni della produzione costantiniana e si differenzia per zecca di produzione e per i simboli presenti nei campi del rovescio; inoltre abbiamo varie differenziazioni date da particolari specifici delle legende del diritto. L’acquisto di questo esemplare è stato un po’ una scommessa perché veniva proposto genericamente come “monete costantiniana” dal venditore francese e la qualità dell’immagine proposta (vedi sotto) era tutt’altro che ottimale. Ero certo solamente che: - si trattasse di un SOLI INVICTO COMITI - che presentasse la sigla PLN in essergo - fosse presente la stella nel campo sinistro del rovescio - che la somma richiesta per l’acquisto era una piccolezza in termini economici… Ero abbastanza certo che si trattasse di un RIC 284 Londinium che fa rating “C” e la sua buona disponibilità è confermata dal Clooke-Tonee che ne annovera ben 19 esemplari sui 20 rinvenuti negli hoard di riferimento; d’altra parte era un esemplare comunque assente nella collezione e poteva ampliare la varietà di esemplari della stessa. D’altra parte in un primo momento, convinto della sua relativa buona disponibilità non avevo nemmeno verificato sui testi ed ho deciso di procedere all’acquisto.
  8. Illyricum65

    Costantino CONCORD MILIT

    Ciao a tutti. Nel novero dei miei interessi numismatici rientra sempre la Britannia, la monetazione collegata a questa area, la zecca di Londinium e la produzione londinese a titolo di Costantino e la sua discendenza. Pertanto continuo a monitorare le offerte del mercato collegate a questi temi. Relativamente comuni sono le SOL INVICTO, i GENIO POPVLI ROMANI e le BEATA TRANQVILITAS anche se tra queste, per il collezionista più attento, vi sono esemplari più comuni e varianti più rare. Spesso raggiungono comunque valutazioni discrete, nonostante una certa disponibilità per i tipi più comuni, probabilmente per un buon interesse da parte dei collezionisti anglosassoni. Oggi ho aggiunto al vassoio dedicato il segunte esemplare, acquistato da venditore professionale inglese. CONSTANTINVS PF AVG, busto corazzato e laurato rivolto a destra / CONCORD MILIT, Concordia stante verso sinistra, reggente due stendardi. Stella in campo destro, PLN in essergo. 23 mm, 4.72 g. RIC VI 195. Il venditore la attribuisce al 310-312 d.C., il Clooke Toone all'anno seguente ovvero al 311-312. Sempre lo stesso testo la segnala come "Comune" ( per la tipologia è nettamente la serie più rappresentata con 31 esemplari presenti negli hoard di riferimento ) anzichè "Scarce" come segnalata dal venditore professionista (che probabilmente si sarà affidato al rating del RIC con le consuete incongruenze). Dalla sensazione personale posso dire che in considerazione della qualità di conservazione (che mi pare discreta) mi ritengo abbastanza soddisfatto: è un tipo che passa talvolta sul mercato ma non con una frequenza alta. Il C-T la attribuisce alla terza riduzione di Londra a 72 pezzi/libbra per un peso teorico di 4.48 g impostati su tondelli di 21-22 mm di diametro per cui i dati fisici sono perfettamente compatibili. Si tratta di una emissione prodotta nel periodo immediatamente precedente la discesa in Italia di Costantino, in veste di Augusto delle Gallie e dell'Hispania, contro Massenzio. Guidava un esercito costituito da 90.000 fanti e 8.000 cavalieri provenienti da truppe barbare sconfitte, Germani, popolazioni celtiche e britanniche. Mi piace pensare che il messaggio della moneta fosse indirizzato proprio a queste ultime milizie: le truppe britanniche e quelle galliche costituirono lo "zoccolo duro" dell'esercito costantiniano. Se non erro a conferma del fatto che il messaggio fosse destinato a quelle milizie che lo appoggiarono all'inizio della sua carriera dopo la morte del padre Costanzo Cloro va segnalato il fatto che le CONCORD MILIT sono state emesse solo a Londinium: probabilmente un suo omaggio ai fedeli soldati romano-britannici. Ciao Illyricum
  9. Ciao, come promesso di seguito posto le emissioni londinesi che coprono l'arco temporale 312-325 AD. 325 d.C. come termine perchè corrisponde alla chiusura della zecca ufficiale (tranne alcune occasioni successive) collocabile nel tardo 325- inizio 326. Permangono comunque dubbi sul motivo per il quale si sia provveduto alla sua chiusura. Forse venne considerata ormai inutile (la produzione non fu mai cospicua come quella della vera zecca imperiale del Nord, ovvero Treveri, sede imperiale a tutti gli effetti (vi si insediò dapprima Costanzo I poi Costantino) verosimilmente perchè meno periferica rispetto a quella britannica. Se andiamo a vedere un hoard britannico collocabile poco dopo il 330 d.C. e nel dettaglio il Grassmoor Hoard http://www.lamoneta.it/topic/108636-grassmoor-hoard/?hl=grassmoor presenta una percentuale di monete londinesi attestato attorno al 2% mentre dovremmo avere un dato numerico maggiore dopo anni e anni di produzione monetale. Sulla base di questo dato ritengo credibili le ipotesi che Londinium svolgesse un compito assimilibile ad una zecca "provinciale" e che il suo volume di produzione fosse tutto sommato ridotto. Un'altra idea che mi era balenata per motivare la chiusura era un appoggio da parte della città a Crispo durante il "fattaccio" che lo porta alla morte (datata 326 d.C.). Ma al di là della suggestione rappresentata dalla data e da un certo "feeling" tra il delfino di Costantino e in genere il popolo romano non riscontro alcun dato che possa dare credito a questa fonte (visite, campagne militari). E inoltre perchè nelle ultime emissione compaiono Fausta e Helena, prima assenti? Per contro a Danum/Doncaster erano insediati degli equites appellati "Crispiani": si trattava di militari provenienti da una località balcanica come proposto da alcuni studiosi o di truppe lì insediate da Crispo a controllo delle strade verso il nord come supposto da altri? Dal primo terzo secolo era prassi comune insediare in territori lontani piccoli gruppi militari che portavano il nome dell'Imperatore che ne aveva decretato l'invio o l'utilizzo nel settore... Ma tutto ciò sono solo riflessioni personali non comprovate con sicurezza dalle fonti storiche scritte. Certamente Londinium (e la Britannia) fino ad un certo punto non fu dimenticata da Costantino (lo dimostrebbero a mio avviso le emissioni ADVENTVS con quelle del 311-312 forse collegate al reclutamento di milizie per la successiva "campagna d'Italia" contro Massenzio). Poi verosimilmente il suo interesse regionale mutò... Ma ecco le schede promesse...
  10. Ciao, in questi giorni avevo allentato la presenza sul Forum perchè stavo preparando una discussione. Poi i recenti avvenimenti di portata mondiale hanno distolto la mia attenzione dal progetti. Oggi ho terminato la schedatura, un occhio al PC e un'orecchio agli avvenimenti e ai resoconti TV. Quindi il dilemma. Posto? Non posto? Come non restare scossi di fronte a quanto accaduto in questi giorni? Tutto sembra così futile davanti alla morte di un centinaio di giovani che volevano (solo e lecitamente) divertirsi. Dicono "... bisogna continuare nelle nostre comuni occupazioni per non darla vinta agli estremisti... per dimostrare che non ci pieghiamo...". Per cui non prendetemi per cinico, insensibile o menefreghista. Con un pensiero a Parigi e quanto accaduto, agli amici del Forum che lì risiedono e a quanto accade ed accadrà nel prossimo futuro ho deciso di postare questo mio piccolo lavoro. Perchè la Vita continua. E nessuno deve toglierci la voglia di Viverla, nei piccoli gesti quotidiani cosiccome nei nostri interessi. Non dimenticando o sottovalutando quanto accade attorno. E nemmeno dimenticando le perdite umane. Ma celebrando la Libertà nei piccoli gesti che ogni giorno compiamo. Nel dettaglio mi ero proposto di creare delle tabelle Powerpoint riassumenti le emissioni della zecca di Londinium nel periodo 206-325. anno della chiusura. Ho utilizzato il testo "The London mint of Constantius and Constantine" di Cloke/Toone : se ne era parlato al link: http://www.lamoneta.it/topic/138703-the-london-mint-of-constantius-constantine/?hl=london Ho raccolto alcuni esemplari fotografici che non rappresentano chiaramente la totalità delle emissioni ma solo dei campioni rappresentativi del periodo descritto. La prima parte va dal 296 al 312 d.C., ovvero il periodo che va dalla Tetrachia (e per la Britannia il reintegro nei territori imperiali dopo la parentesi "Impero Britannico" di Carausius e Allectus) e all'inizio della produzione ufficiale all'ascesa di Costantino come Augusto dell'Occidente. Successivamente posterò, qualora l'interesse sia stato buono, la fase successiva (313-325 d.C.).
  11. Complice il mio ultimo acquisto, mi piacerebbe discutere con gli appassionati e non della zecca di Londinium di un piccolo enigma numismatico. E' cosa nota che la zecca britannica chiuse i battenti intorno al 325 con le le serie PROVIDENTAE AVGG e CAESS per Costantino I e figli e le SECVRITAS e SALVS REIPVBLICE a nome di Elena e Fausta. Già da qualche anno il segno di zecca era passato da PLN a PLON,cui fu anche momentaneamente aggiunto un crescente. A pagina 116 del RIC VII ,tra le note a piè pagina, si cita, inoltre, un unico esemplare della serie PROVIDENTIAE AVGG avente PLON dot come mintmark. Se è vero che una rondine non fa primavera, una singola moneta non è sempre sufficiente distinguere una emissione inedita, soprattutto se la differenza sta in un "pallino". Devo infatti ricordare che dal processo di incisione dei conii potevano risultare dei piccoli buchi, in modo particolare al centro del conio, che sulla moneta diventavano proprio dei pallini; gli anglosassoni li chiamano "centering dot", punti di centraggio dei conii. D'altra parte, sono numerosi gli esempi di mintmark caratterizzati dalla presenza di un dot, e parlo di un vero e proprio simbolo, voluto dall'incisore.. non di un casuale residuo di lavorazione dei conii... Nel corso degli anni sono emersi numerosi ulteriori esemplari col suddetto segno di zecca (PLON dot) e nasce spontanea la domanda: siamo di fronte a una sorta di costante "incidente" di conio o a una vera e propria nuova emissione?
  12. Ciao, incalzato dal "socio" Sir @@grigioviola nella sua ultima messe di monete britanniche,vi presento l’ultima moneta giuntami da Londinium. Non proviene dall’Inghilterra come si potrebbe pensare ma da una collezione privata della Gallia continentale attualmente dismessa. Una moneta abbastanza godibile, con discreti dettagli e con alcune concrezioni superficiali di malachite che le conferiscono a mio avviso un piacevole aspetto di genuinità e di… vetustà . Constantinus I, Londinium, RIC VII, 53 – CT (Cloke-Toone) 8.06.006. IMP CONSTANTINVS AVG - Busto corazzato e laureato rivolto a destra / SOLI INVINC-TO COMITI – Sol stante a sinistra, chlamys sulla spalla sinistra sollevante la mano destra e reggente un globo nella sinistra. S P tra i campi, MLN in esergo. Datata al tardo 314 d.C. Una moneta della tipologia SOL INVICTO e quindi abbastanza comune e tipica per il periodo. L’ho acquistata chiaramente perché è proveniente da Londinium, perché contraddistinta dal segno di zecca MLN e per il prezzo vantaggioso. Come già descritto nella discussione http://www.lamoneta.it/topic/126420-costantino-zecca-di-londinium/?hl=londinium le emissioni londinesi di Costantino presentano normalmente il segno di zecca PLN, per un periodo abbandonato in favore di MLL, MSL e quindi, appunto, MLN. Successivamente a quest’ultima riprende il segno PLN che si mantiene fino al 320 d.C. quando viene sostituito da PLON.
  13. Illyricum65

    Costantino elmato

    Ciao, personalmente apprezzo molto i ritratti di imperatori calzanti l’elmo. Recentemente si è sviluppata una discussione sul tema. Rappresentano bene a mio avviso la vera natura del regnante romano: applicare la PAX romana, esportare il “roman way of live”, mettere le mani su materie prime. Difendersi da coloro che insidiano o penetrano nei territori imperiali e in questi ultimi mantenerne il controllo contro eventuali usurpatori. Già queste poche considerazioni offrirebbero molti spunti di discussione. Per esempio esistono imperatori che hanno puntato sulla stabilizzazione delle frontiere (Adriano, Antonino Pio). E la “romanitas” per quanto dura in certi casi apportava anche civiltà basata sui principi della cultura greco-romana ellenistica. Con tutti i suoi pro e contro. Nella mia mentalità cerco sempre di andare oltre, di mettermi nelle vesti di chi in un territorio ci viveva da sempre, con le sue credenze, usi e costumi. E rifiutava imposizioni più o meno pesanti da parte di un “invasore”. Ne sono esempio i Britanni del Nord e i Germani. Comunque l’imposizione della Pax romana quasi sempre veniva per mezzo della guerra; non di rado Marte è “pacificatore”, quasi un ossimoro a ben rifletterci. Portare la pace schiacciando militarmente l’avversario. Ma dopo questo un po' prosaico prologo veniamo al dunque. Ho acquisito in questi giorni un nummus costantiniano da Londinium. Di buona qualità a mio avviso, con un pregevole ritratto elmato e un rovescio un po’ stanco ma comunque pienamente leggibile. In una collezione tematica su Londinium ci sta bene. RIC VI, Londinium, RIC 231. D: CONSTANTINVS AV-G, laureate and helmeted, cuirassed holding spear over right shoulder, shield on left arm (ritratto BB secondo il RIC). / PRINCIPI IV-VENTVTIS, Prince standing facing head left, cloak hanging from left shoulder, right holding globe, left reversed spear. Stella in campo dx. PLN in exe. AD 310-312. Rated “S”. Che ve ne pare? So che il sovrano elmato nel periodo tetrarchico è abbastanza diffusa e Costantino elmato rappresenta a mio avviso la dimostrazione “muscolare” agli altri Tetrarchi e manifestazione di forza indirizzata al popolo. Infatti è una tipologia abbastanza diffusa a Londinium e a Treveri, i primi territori dove regna. Non è finita qui ma posto un prosieguo dopo qualche vostro gradito commento. Con l’amico @@Nikko ho già avuto un breve scambio epistolare… lo prego di non rivelare il contenuto dello stesso per non inibire ulteriori commenti da altri utenti ;) ... ma lo invito comunque, come utente esperto del periodo, a postare in seguito le sue considerazioni. Ciao Illyricum :)
  14. Ciao, di seguito illustro alcune mie riflessioni che ho formulato dopo aver ricevuto l’ultimo acquisto relativo alla zecca di Londinium e aver confrontato due follis prodotti dalla medesima zecca britannica a distanza di pochi anni. Perché continuo a tener d’occhio le emissioni di Londinium e quando si presenta un’occasione propizia e il prezzo è interessante amplio la collezione tematica… RAPIDO PROLOGO: Nel caos politico che contraddistingue la situazione della Britannia della fine III secolo abbiamo vari protagonisti che contradistinguono e caratterizzano le varie fasi. Dapprima l’Impero Gallico e i suoi regnanti, del quale fece parte l’isola e successivamente, dopo un periodo di rientro nell’Impero Centrale, quello cosiddetto Britannico con protagonista Carausius in primis (fine 286 – inizio 287?) e quindi Allectus (293?). In questo periodo probabilmente circolavano in Britannia monete dei Gallici, imitative, carausiane e allettane. Sembra che già l’anno seguente l’autoproclamazione di Carausius ad Augusto Massimiano (Marcus Aurelius Valerius Maximianus Herculius), legittimo Cesare della regione, avesse in programma un’invasione poi procrastinata probabilmente a causa dell’invasione continentale dei territori gallici da parte dei Franchi (forse “aiutata” dallo stesso Carausius al fine di creare un secondo fronte continentale che distogliesse l’attenzione dalla situazione britannica). Nel periodo Carausius batte moneta a Londinium, Rouen e forse in altre zecche non ben identificate (Colchester? Zecche ausiliarie londinesi?) nel tentativo di ottenere il riconoscimento formale da parte dell’Impero Centrale. La situazione rimase immutata fino al 293 quando Massimiano occupò i territori gallici dell’Impero Britannico e cominciò la pianificazione della riconquista dell’isola: primo step era quello della creazione di una flotta che consentisse il trasporto delle truppe d’invasione senza subire d’altra parte il potere navale, fino a quel momento appannaggio di Carausius. Il compito in realtà fu delegato ad un altro personaggio romano: Flavius Valerius Constantius detto Chlorus ovvero il padre del futuro imperatore Costantino. Fu lui che nel 296 fisicamente sbarcò in Britannia alla volta di Londinium con un contingente militare dopo la sconfitta e l’uccisione di Allectus (avvenuta a sua volta in realtà per mano del Prefetto del Pretorio Iulius Asclepiodotus [Asclepiodoto]). Fin qui sembra tutto abbastanza chiaro (si fa per dire, in quanto anche le date sono spesso incerte e le biografie dei personaggi coinvolti sono spesso confuse e delineate a sommi tratti specie per i “britannici”). Massimiano assurge quindi al titolo di Augusto all’inizio del 286 (aprile?) principalmente per evitare di proporsi come Cesare contro Carausius che si è incoronato Augusto: quindi da un punto di vista formale Massimiano avrebbe avuto un ruolo di minore rilevanza rispetto all’usurpatore, sebbene la sua investitura a Cesare fosse ufficiale e conferitagli da Diocleziano. Che nell’occasione non ebbe alcun problema a conferirgli l’onoreficenza massima certo della lealtà di Massiminiano nei suoi confronti, sebbene non fosse presente all’investitura (Diocleziano era impossibilitato a presenziare alla cerimonia in quanto si trovava tra Bisanzio, dove è documentata la sua presenza il 22 marzo 286, e Tiberiade, che visitò dal 31 maggio al 31 agosto). In fondo era quello che Diocleziano auspicava come fine ultimo della Tetrarchia: egli come Augusto curava gli interessi della Pars Orientalis e si trovava nei suoi territori, Massimiano come Augusto della Pars Occidentalis svolgeva i suoi compiti istituzionali nei territori assegnati. E nelle loro funzioni Diocleziano e Massimiano si facevano aiutare dai due Cesari Galerio e Costanzo Cloro. Mentre Costanzo guidava la Britannia, Galerio si scontrava nei settori orientali dell’Impero contro i Sasanidi. E attorno al 300 lo stesso Costanzo omaggia il collega Galerio sulle monete emesse dalla zecca di Londinium: Obv.- MAXIMIANVS NOB CAES; busto laureato e corazzato verso destra. Rev.- GENIO POPV-LI ROMANI; Genio stante verso sinistra reggente patera e cornucopia. Essergo: / . RIC VI Lon 15 26mm; 7.8 g. Se paragonato con i parametri della discussione http://www.lamoneta.it/topic/120627-la-zecca-di-londinium/?hl=%2Blondinium+%2Billyricum#entry1372098 risulta leggermente sottopeso con caratteristiche del ritratto riferibile a Londinium, stilisticamente affine ai ritratti di Carausius e Allectus. RIC Volume VI (Londinium), Group I, (ii), Class II, (a), No. 6-16, c. 300 onward, 11.0-9.5 gm, 28/26 mm. Sulla base delle caratteristiche del ritratto (in realtà qui alquanto sfumate) degli “specialisti” anglosassoni del periodo ma l’hanno classificato come sopra descritto. E l’emissione è databile ad un generico “dal 300 in poi” con una probabile datazione attorno proprio al 300 d.C.

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