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L. Licinio Lucullo

Denario di T. Deidius

Risposte migliori

L. Licinio Lucullo

L'interpretazione del R/ è ancora incerta (come pure se il guerriero di destra impugna una spada o un bastone). Per il Crawford il monetario del 113 o 112 sarebbe T. Didius T. f. Sex. n., tribuno della plebe nel 103, praetor nel 101 e console nel 98. Il R/ rappresenterebbe un combattimento fra due gladiatori, uno armato di frusta e l'altro armato di bastone. Anche il Banti nel suo Corpus parla di gladiatori. Secondo l'altra teoria il R/ alluderebbe ad un episodio delle guerre servili che sconvolsero la Sicilia e l'Italia, più probabile la prima guerra del 135 -132 che fu capitanata dal siro Euno, dal cilicio Cleone e dal fratello Comano. I comandanti militari romani che progressivamente riportarono l'ordine nell'isola insanguinata furono i consoli C. Fulvio Flacco, Calpurnio Pisone e Publio Rupilio. Non ci sono notizie di alcun Didius che si sia messo in luce nelle guerre servili: forse il monetario ha voluto commemorare le gesta di qualche suo antenato, comandante in sottordine. Il B. vede nel R/ del denario T. Didius, praetor in Sicilia nel 138, che col flagellum colpisce un capo degli schiavi. Interessante è l'analisi critica data dal Bernareggi su questa moneta (Eventi e personaggi sul denario della Repubblica Romana): "Il D/ e il R/ sono in stretta correlazione tra di loro. La testa di Roma galeata ha un'aria tranquilla, è imponente per la sua serenità. Una guerra di schiavi non può evidentemente creare preoccupazioni alla potenza romana. Il R/ completa questa visione distaccata e sprezzante della contingenza sanguinosa. Il soldato romano non userà la sua spada contro il servo riottoso; basterà che alzi lo scudiscio e questi sarà soccombente: le ginocchia gli verranno meno, il braccio alzato per colpire gli ricadrà all'indietro, cercherà solo di difendere il volto dai colpi prima di cadere prostrato. Forse nella realtà le cose non andavano nel senso giusto, ma l'effetto suggestivo è immediato, l'efficacia propagandistica di questo denario è notevolissima". Questa visione soccombente della figura di destra è presente anche nell'Alteri: "Un guerriero romano, armato di scudo e spada, sta colpendo colla frusta o lo staffile un guerriero armato anch'egli di scudo e spada, ma che si difende senza contrattaccare". Gianfranco Casolari nel suo "I Denarî della Repubblica Romana" aggiunge ulteriori particolari: T. Deidius fu magistrato monetario circa nel 116-110, Tribunus del popolo nel 103, Praetor nel 101 e Proconsole nel 99-100 in Macedonia (ritornò a Roma col trionfo). Fu poi Console nel 98 e Proconsole nel 97-93 in Spagna. Il rovescio del denario rappresenterebbe il Praetor T. Deidius, padre del magistrato monetario, che nel 135, col flagellum colpisce un capo degli schiavi armato di spada. Oltre all'episodio descritto il Praetor T. Deidius compì innumerevoli episodi di valore. Da notare che nelle sue due emissioni il nome di questa gens cambia. Nel denario in questione si legge chiaramente T. DEIDI, mentre nel denario Concordia/Villa Pubblica (S. 901) la legenda è T. DIDI IMP. VIL. PUB., dunque non Deidius ma Didius.

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