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IGNORED

Aureo di Sesto Pompeo con padre e fratello


L. Licinio Lucullo

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È l'unico ritratto monetale di Sesto, erede dell'influenza e del seguito paterni.

Stabilitosi in Spagna nel 44 come capo repubblicano, fu nominato dal Senato praefectus classis et orae maritimae; quattro mesi dopo tuttavia il titolo gli fu revocato e venne proscritto. Ricevutane notizia, salpò da Marsiglia per la Sicilia, da dove bloccò l'Italia e accolse i proscritti. Ottaviano inviò contro di lui una squadra navale al comando di Salvidieno Rufo, fu tuttavia sconfitta; per questa battaglia assunse il titolo di imperator iterum e continuò la sua lotta sino alla morte, nel 36. Questo rimarchevole aureo fornisce i ritratti più realistici di Pompeo e dei figli, nonché molti richiami agli eventi del 43-42: al D/ la corona civica (premio tradizionale per aver salvato la vita di un Romano, forse riferita ai proscritti accolti da Sesto) e il titolo per la sconfitta di Salvidieno; al R/ il titolo revocato dal Senato nel 43, il lituo per l'appartenenza al collegio augurale e il tripode per l'appartenenza di Cneo ai quindecemviri sacris faciundis. Sesto e Gneo avevano già rappresentato il padre sui denarî del 45-44 e Ottaviano usava le monete per pubblicizzare la sua discendenza dal Divo Giulio, ma con il ritratto di padre e figli si compie un ulteriore passo avanti: Sesto fu quindi il primo Romano a utilizzare immagini dinastiche sulle monete. Nel 42 Antonio, Ottaviano, Lepido, Bruto, Cassio e Sesto Pompeo combattevano tutti per la supremazia; questo aureo, destinata a onorare esplicitamente la famiglia, equivaleva a vantare un pedigree, oltre che e a suscitare la nostalgia dei Pompeiani. Antonio andrà oltre: privo di ascendenze, promosse fratello, figlio e tre delle quattro mogli

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