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gpittini

Massimino Daia e i cristiani.

Risposte migliori

gpittini

DE GREGE EPICURI

Nei numerosi convegni e seminari dedicati all'Editto di Milano è stato in genere trascurato un elemento importante di storia politica. Cioè che tale editto (autori a pari merito Costantino e Licinio) era volto anche o principalmente a contrastare Massimino e la sua politica, spingendo i cristiani (molto numerosi ed influenti in Oriente) contro di lui.

Massimino era e rimase pagano. Organizzatore abile e capace, cercò di restaurare i culti della religione classica, e favorì in ogni modo i filosofi e gli insegnanti pagani. La sua politica verso i cristiani fu però molto oscillante, passando da un'ampia tolleranza (con decreti che precorrono l'Editto di Milano) a periodi di persecuzione, ispirati alla linea di rigore del primo Galerio, suo zio. Dal punto di vista temporale è difficile districarsi; M.A.Levi tende a pensare che le persecuzioni siano partite dopo la tolleranza, altri pensano il contrario. Io inizierei con le persecuzioni, citando Eusebio di Cesarea (I Martiri di Palestina, 9.2) che le colloca nel 3° anno della "persecuzione generale":

"In ogni luogo furono pubblicati nuovamente i decreti di Massimino contro di noi: i governatori delle province ed il comandante dell'esercito, con regolamenti, lettere e pubblici bandi esortavano i magistrati di ogni città, gli strateghi e i tabularii a far applicare l'editto imperiale, che ordinava di riedificare rapidamente i templi abbattuti degli dei e di procurare con la maggior diligenza che dappertutto gli uomini, con le spose, i servi ed i figli lattanti, sacrificassero agli dei e gustassero veramente le carni delle vittime sacrileghe. Nell'editto s'imponeva pure che le stesse merci che si vendevano in piazza si contaminassero con le libagioni dei sacrifici, e che sulla soglia dei bagni pubblici fossero poste delle guardie, che costringessero coloro che andavano là per purificarsi a contaminarsi con i sacrifici sacrileghi".

Faccio un break mostrandovi un follis ridotto di Massimino. Intorno al busto: IMP MAXIMINUS PF AUG ed al rovescio: IOVI CONSERVATORI AUGG NN, Giove con vittoriola. In esergo: dot TS dot B dot. Pesa 3,9 g. e misura 25 mm.

post-4948-0-80241100-1370518639_thumb.jp

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gpittini

Massimino però ci ripensa, forse per accortezza politica, forse seguendo il mutato atteggiamento di Galerio poco prima della morte. CIto ancora Eusebio, questa volta dalla Historia Ecclesiastica (9,X,7-11 "Copia dell'editto del tiranno Massimino, tradotto dal latino in greco"):

"L'imperatore Cesare Gaio Valerio MASSIMINO, Germanico, Sarmatico, Pio, Felice, invitto Augusto... Quando ci fu noto in passato che col pretesto dell'ordine dato dai divinissimi Diocleziano e Massimiano, nostri predecessori, di abolire le assemblee dei cristiani, erano state fatte da parte degli ufficiali molte estorsioni e spogliazioni e che col passar del tempo questo continuava ancora contro i nostri provinciali, ai quali cerchiamo di assicurare l'assistenza più conveniente, e i cui beni personali venivano invece dilapidati, noi abbiamo inviato lo scorso anno una lettera, stabilendo che ....chi volesse seguire la pratica di tale culto non fosse ostacolato nel suo proposito..."

"E' permesso, a chi vuol far parte di questa setta e praticare questo culto, di accostarsi come ciascuno vuole o meglio gradisce, al culto che ha scelto secondo la propria consuetudine. E' anche consentito che costruiscano le case del Signore".

"..ed abbiamo determinato che, se in seguito all'ordine dei nostri predecessori, case o terreni appartenenti prima di diritto ai cristiani sono passati alla proprietà del fisco o del demanio...sia che poi fossero stati venduti oppure donati a terzi, tutto ciò va restituito ai cristiani."

Se confrontate alcuni passaggi, sono identici (o quasi) a certi passi dell'editto milanese del 313.

Altro break ed altra moneta, peraltro simile. Qui però la titolatura è MAXIMINUS PF AUG, e si tratta di testa e non di busto. Al Rov. IOVI CONSE-RVATORI, Giove con globo in mano. Corona a sinistra ed A a destra; in esergo SMTS.

post-4948-0-51770700-1370519717_thumb.jp

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gpittini

Rovescio. La moneta pesa 4,8 g. e misura 23,5 mm.

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gpittini

Il castigo divino però si prepara, nonostante questa tardiva clemenza. Massimino viene sconfitto da Licinio il 30.4.313, presso Adrianopoli, e fugge vergognosamente, vestito da servo. Ed ecco la morte nell'autunno 313, descritta da Lattanzio (De mortibus persecutorum, cap. XLIX), che è sempre più truce e talebano di Eusebio:

"Prima volle mangiare in abbondanza, e bevve quanto potè...e dopo bevve il veleno; l'azione di questo però, forse per il gran cibo nello stomaco, non potè avere un effetto immediato, ma produsse uno stato di malattia simile al colera, perchè più a lungo, protraendosi la vita, provasse la pena dei tormenti... Dopo tanti terribili strazi finì col dare il capo nel muro , e gli occhi gli uscirono dalle orbite; ed allora, privo della vista, cominciò a vedere Iddio circondato dai suoi ministri, pronto a giudicarlo...Così, fra le grida strazianti strappategli dal dolore, pel sentirsi come dilaniare dalle fiamme, con una morte vergognosa esalò l'anima rea".

Altre versioni dei fatti considerano Massimino morto di semplice malattia.

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profausto
Supporter

Bel sunto, scorrevole , grazie Gianfranco

Beh ! pero' è crudo anche Eusebio , anche se termina con toni piu' sereni e concilianti

quando scrive......

.." E come il calore ancora più violentemente lo consuma nel profondo del suo midollo, i suoi occhi scoppiarono, e cadendo dalle orbite lo rende cieco. Allora ancora respirando e facendo confessione libera al Signore, ha invocato la morte, e alla fine, dopo aver riconosciuto che egli giustamente sofferto queste cose per la sua violenza contro Cristo, egli rese lo spirito. :cray:

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