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Illyricum65

Culti arcaici e monete imperiali

Risposte migliori

Illyricum65

Ciao,

posto questa breve discussione su alcune monete imperiali collegate a culti arcaici romani.

Testimonianze numismatiche del perdurare di culti e tradizioni del periodo monarchico e repubblicano: gli ancilia.

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Per i Romani marzo era, in base a quanto stabilito da Romolo, il primo mese dell’anno. La motivazione a ciò va ricercata nel risveglio della Natura (così importante nelle fasi iniziali per una cultura fondata su agricoltura e pastorizia) ma anche dalle antiche ricorrenze sacre dedicate a Marte e che aprivano il periodo dedicato alle guerre (da marzo a ottobre). Le cerimonie erano celebrate da sacerdoti detti Salii, il cui nome derivava dal latino salire, cioè saltare, in quanto durante le cerimonie religiose avanzavano con passo saltellante.

La tradizione mitica latina riporta che in età monarchica, durante una processione indetta per bloccare una pestilenza fosse caduto dal cielo uno scudo bilobato (detto ancile) inviato da Marte e che in seguito a ciò l’epidemia cessò. Numa Pompilio, il regnante del momento, venne informato dalla ninfa Egeria che il possesso dello scudo avrebbe garantito a Roma la vittoria nelle guerre intraprese: fece costruire quindi altri 11 scudi identici per rendere impossibile l’identificazione di quello divino al nemico e li fece custodire nella Regia nel Foro Romano, affidandoli appunto ai citati Salii. Gli scudi sacri entrarono tra i “pignora imperii”(pegni del comando), che il popolo romano doveva custodire, per potersi assicurare il predominio sul mondo conosciuto. Altri “pignora imperii” erano l’ago della Madre degli Dei, la quadriga in terracotta del Tempio di Giove, le ceneri di Oreste, lo scettro di Priamo, il velo di Iliona e il Palladio troiano.

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Disegno schematico di unoscudo bilobato.

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Due dischi in bronzo pertinenti a uno scudo bilobato, dalla tomba 1036 di Casale del Fosso Veio 750-730 aC Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

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Illyricum65

Ma torniamo ai Salii: erano dodici giovani (scelti tra le famiglie patrizie) consacrati a Marte Gradivo, preposti all’apertura e alla chiusura del periodo dell’anno (marzo-ottobre) dedicato alla guerra. Risiedevano nella Curia Saliorum, distinti in due collegi: i Salii Palatini e i Salii Quirinales, presieduti da un Magister a sua volta affiancato da un Praesul. I primi 12 rappresentavano appunto Marte, i secondi il dio Quirinus nel periodo da novembre a febbraio.

Il primo marzo i Salii, vestiti con una ricca armatura, portavano in processione le lance sacre (hastae Martiae) e gli scudi, intonando canti in latino arcaico (Carmen Saliare) e percuotendo con le aste le difese, per risvegliare lo spirito guerriero romano. Il loro attributo più comune era l’apex, un copricapo simile ad una sorta di caschetto sormontato da un asticciola di legno d’olivo e con due stringhe laterali (apicule) usate per il fissaggio mediante un nodo sotto il mento.

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In epoca repubblicana compaiono sul rovescio di un denario di Giulio Cesare.

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Illyricum65

Gli scudi sacri vennero presentati durante il periodo imperiale sulle due versioni di un denario augusteo: si differenziano per il dritto, costituito da un ritratto di Augusto in un caso e da un suo ritratto equestre corazzato e reggente una patera. Il rovescio invece è costituito in entrambi i casi da un apex posizionato tra due ancilia.

post-3754-0-88140100-1371322217_thumb.jp

Augustus AR Denarius. P. Licinius Stolo, moneyer. Rome, 17 BC. AVGVSTVS TR POT, bare head of Augustus right / Apex between two studded ancilia; P STOLO above; III VIR below. C. 438; BMC 74; RIC 343; CBN 296. 3.65g, 18mm, 8h.
Extremely Fine. Rare.

http://www.coinarchives.com

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Augustus AR Denarius. P. Licinius Stolo, moneyer. Rome, 17 BC. AVGVSTVS TR • POT Augustus, laureate, wearing cloak and short tunic, on horseback riding right, holding patera in right hand / Flamen’s cap (apex flaminis) between two studded oval shields (ancilia) and pinched in the middle; P STOLO above; III VIR below. C. 439; BMC 76; RIC 344; CBN 300-1. 3.81g, 18mm, 1h.

VF, toned, porosity, bankerU+2019s mark on obverse, a few scrapes, minor test cuts on edge

Sale: Triton XI, Lot: 776 Very rare.

http://www.cngcoins.com

Sono rappresentati anche nei fregi del lato ovest dell’Ara Pacis.

post-3754-0-54320000-1371322293_thumb.jp

Poi per circa 150 anni gli ancilia spariscono...

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Illyricum65

Dopo il periodo di “oblio numismatico” gli ancilia ricompaiono su monete riferibili alla fase iniziale del regno di Antonino Pio. E’ verosimile ritenere che l’Imperatore, in seguito a tumulti (non ben riportati storicamente) avvenuti nei pressi del Vallo Adrianeo abbia deciso di abbandonare la politica militare di Adriano puntando invece alla conquista della regioni britanniche del nord corrispondenti all’attuale Scozia (139 d.C.). Conquistate le Lowlands scozzesi preferì attestarsi nei territori conquistati, costruirvi dei forti militari e un nuovo secondo Vallum più avanzato, detto Vallo Antonino.

« [Antonino Pio] attraverso Quinto Lollio Urbico, un suo legato, vinse i Britanni e costruì un secondo vallo dopo aver ridotto all'obbedianza i barbari »

(Historia Augusta, Vita di Antonino Pio, 5.4.)

Quindi nel 143-144 d.C. fu riconosciuta o Antonino Pio la seconda acclamazione ad Imperator (=Generale Vittorioso) con l’emissione dei monete a legenda IMPERATOR II (bronzi e denari) nella maggior parte rappresentanti la Vittoria che regge una corona con simboli di pace (palma).

http://www.forumancientcoins.com/monetaromana/corrisp/a823/a823.html

Ma questa iconografia non è l’unica utilizzata: esiste anche una versione con gli ancilia probabilmente ringraziante Marte per il divino appoggio.

post-3754-0-70189300-1371322530_thumb.jp

Antoninus Pius, AD 138-161, AE As, D: ANTONINVS AVG PIVS P P TR P III, Laureate head right / R: ANCILIA IMPERATOR II / S - C Two ancilia–oval shields with rounded projections above and below RIC 0736a, Mint of Rome, weight 9,51 g, axis h 6,

VF, dark green patina, minor roughness, flan flaw on reverse at edge.

Sale: CNG 76, Lot: 1476 From the Alain Lagrange Collection. Ex Virgil M. Brand Collection (Part 7, Sotheby’s, 25 October 1984), lot 575 (part of).

Tratto da: www.cngcoins.com

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Illyricum65

Queste sono altre tipologie della serie IMPERATOR II:

post-3754-0-69435100-1371322652_thumb.jppost-3754-0-78119600-1371322661_thumb.jp

Antonino Pio (138-161). Sesterzio, ca. 140-144. D/ ANTONINVS AVG PIVS P P TR P COS III. Testa laureata a destra. R/ IMPERATOR II BRITANNIA (in esergo) S-C. Britannia, seduta a sinistra su una roccia, tiene stendardo e lancia e appoggia il gomito su scudo. RIC 745. C. 119. AE. g. 23.66 mm. 33.00 RR. Lievi tracce di pulitura. Bel BB+.

http://www.deamoneta.com

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Antonino Pio (138-160) Sesterzio – Testa laureata a d. – R/ IMPERATOR II, la Fede stante a d. – RIC 716 AE (g 26,46) Campi ritoccati
BB+

Nomisma, asta 46, 27-28 ottobre 2012

post-3754-0-93045600-1371322733_thumb.jppost-3754-0-85477000-1371322745_thumb.jp

Asse di Antonino Pio 138-161 d.C. Testa di Antonino verso destra ANTONINVS AVG PIVS P P TR P COS III r/ Lupa che Allatta i Gemelli IMPERATOR II S C tra le lettere SC una galea romana. Peso 10,45 g Diametro 28 mm RIC.734

http://www.deamoneta.com

post-3754-0-63166200-1371322803_thumb.jp

Antoninus Pius AR denarius from Rome mint. 143 AD. ANTONINVS AVG PIVS P P TR P COS III Laureated bus right. IMPERATOR II, winged caduceus between crossed cornucopiae. RIC 112. Co. 451. 3,58 gm., 17 mm. Nice silver tone.

http://www.vcoins.com

post-3754-0-08604100-1371322918_thumb.jp

Antoninus Pius Denarius.

Minted: Rome

Size: 18mm Weight: 3.24 grams

Obverse: ANTONINVS AVG PIVS P P TR P COS III, laureate head right

Reverse: IMPERATOR II, Victory standing front, head left, holding wreath and palm.

http://www.vcoins.com

Queste sono solo alcune, come già detto all'inizio. Ci sono comunque altre iconografie con legenda IMPERATOR II. Quanto agli ancilia... dopo Antonino Pio scompaiono senza testimonianze e non si sa nemmeno se e quando termini il culto dei Salii. Probabilmente decadrà nel periodo post-costantiniano...

Ciao

Illyricum

:)

PS:

Testi e siti utilizzati ove non specificato::

Feste e scudi sacri di F.Cenci, Archeo, numero 338, arile 2013, pag.110 e segg.

Wikypedia

http://www.forumancientcoins.com/monetaromana

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Afranio_Burro

come sempre molto interessante :)

da notare che ci sono molti esempi, nel mondo antico, di oggetti sacri "piovuti" dal cielo.. avevo fatto una piccola ricerca personale, se la ritrovo la posto: hai visto mai che saltano fuori altre rappresentazioni numismatiche! :P

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Druso Galerio

non e' un culto propriamente romano ed arcaico,ma quanto ad oggetti caduti dal cielo, mi pare di aver visto monete di Eliogabalo con sopra la pietra nera di Emesa,anch'essa tradizionalmente di provenienza celeste.

Riguardo invece le vecchie divinita',ci sono rappresentaxioni di Ops, dea protettrice delle coltivazioni e quasi uno "spirito del raccolto" in monete di Antonino Pio e Pertinace.Ora purtroppo scrivo col cellulare e non riesco a postare le immagini :-( .

Modificato da Druso Galerio

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Illyricum65

Ciao,

Opi, Ops è in effeeti una delle divinità legate ai primordi della civiltà romana, dove erano prevalenti le divinità legate alla sfera agricola...

Opi, anche detta Ops, Openconsiva o Consiva, è la divinità romana associata nel culto a Saturno e a Conso, forse sposa di quest'ultimo, da cui la denominazione Consiva.

La tradizione romana le attribuisce origini sabine, in quanto culto introdotto a Roma daTito Tazio, il re sabino che secondo la leggenda avrebbe regnato su Roma con Romolo.

Alla sua protezione era affidato il grano mietuto e riposto nei granai. Le furono dedicati due santuari, uno sul Campidoglio e l'altro nel Foro, e in suo onore si celebravano le feste tradizionali degli Opiconsivia il 25 agosto e degli Opalia il 19 dicembre. È raffigurata con una cornucopia.

(da Wiky)

post-3754-0-99619800-1371374609_thumb.jp

Sestercio. Acuñada el 140-144 d.C. ANTONINO PIO. Anv.: ANTONINVS AVG.PIUS.P.P.TR.P.COS.III.Busto laureado a derecha. Rev.: OPI. AVG.(S.C). La Fuerza sedente a izquierda portando cetro. Pátina marrón. C-569. MBC.

(www.icollector.com)

post-3754-0-43471400-1371374531_thumb.jp

PERTINAX: December 31, 192 – March 28, 193 A.D.
Silver Denarius (18mm, 3.47 grams) Rome, January - March 193 A.D. Superb artistic style. Rare.
IMP CAES PHELVPERTINAVG - Laureate head right.
OPIDIVINTRPCOSII - Ops seated left, holding two corn grain ears.
Reference: RIC 8a, BMC 19, S 6045, C 33.

(www.vcoins.it)

E' presente anche nella monetazione traianea

post-3754-0-79366400-1371374947_thumb.jp

Trajan, 98-117 AD. AE Sestertius, 34 mm, 28 g. Rome mint, 103-111 AD. Obv: The emperor with an aegis at the chest. Rev: SPQR OPTIMO PRINCIPI Ops seated to left with sceptre, at her feet a globe on which sits the sceptre. Cayon 196. Mis-identified in RIC 518 as Securitas. Woytek 246. Choice aEF. Green patina. Very rare.

(www.vcoins.com)

Ciao

Illyricum

:)

Modificato da Illyricum65

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Mirko8710

non e' un culto propriamente romano ed arcaico,ma quanto ad oggetti caduti dal cielo, mi pare di aver visto monete di Eliogabalo con sopra la pietra nera di Emesa,anch'essa tradizionalmente di provenienza celeste.

http://www.lamoneta.it/topic/72088-elagabalo-denario-sol-invictus/ :)

Dato che ho scritto, ringrazio Illy per l'excursus.

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Illyricum65

Cioa,

per il tema sull'ancile e altri oggetti sacri "caduti dal cielo" vi rimando a :

http://www.unito.it/unitoWAR/ShowBinary/FSRepo/X033/Allegati/sacre_impronte.pdf

in primo luogo nel testo di Lelia Cracco Ruggini, "OGGETTI CADUTI DAL CIELO NEL MONDO ANTICO:VALENZE RELIGIOSE E POLITICHE" pag. 95 e segg.

Ciao

Illyricum

:)

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Illyricum65

... dal Mito al profano... un omaggio di Caligola (da zecca ispanica) ad un condottiero illustre: Publio Cornelio Scipione Africano, trionfatore della battaglia di Zama (202 a.C.)

post-3754-0-81253900-1371496606_thumb.jp

Espagne, Caligula, as, Caesaraugusta, 37-41
A/G CAESAR AVG GERMANICVS IMP. Tête nue à gauche.
R/CCA/ SCIPIONE ET MONTANO/ II VIR. Prêtre conduisant un attelage de boeufs à droite.
TB+,
Bronze, 28,5 mm, 12,35 g, 11 h.
RPC.374

Ciao

Illyricum

:)

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Druso Galerio

Tra le altre divinità più antiche che continuarono ad apparire sulla monetazione imperiale c'è anche Cerere, da sempre divinità della terra e dell'abbondanza, cara alla plebe di Roma e venerata in un tempio già nel V secolo a.C., identificata poi con la greca Demetra.

qui un esempio, un denario di Antonino Pio dedicato alla divinizzata consorte Faustina:

http://www.wildwinds.com/coins/sear5/s4582.html

tra l'altro Cerere compare su diverse monete almeno fino alla seconda metà del III secolo (Gallieno e Claudio II Gotico).

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Druso Galerio

Discorso simile anche per Vesta, il cui fuoco sacro fu mantenuto acceso fino a quasi gli ultimi anni dell'Impero e avrebbe avuto origine in tempi antichissimi.

Il suo tempio compare su monete famose, ma la dea stessa è raffigurata su coniazioni di Caligola, Plotina (moglie di Traiano), Sabina (moglie di Adriano), Julia Domna e diversi altri personaggi (esempi tratti da wildwinds.com):

-Gaius Caligula AE As. Struck 37-8 AD. C CAESAR AVG GERMANICVS PON M TR POT, bare head left / VESTA above, S C across field, Vesta seated left, holding patera and sceptre. Cohen 27.

-Plotina, AV Aureus. PLOTINA AVG IMP TRAIANI, diademed, draped bust right / CAES AVG GERMA DAC COS VI PP, Vesta seated left, holding palladium and sceptre. RIC 730 (Trajan); Sear 3371; BMC 525 (Trajan); Vagi 1314; Cohen 2.

-Sabina AV Aureus. SABINA AVGVSTA, diademed & draped bust right / VES-TA, Vesta enthroned left, holding palladium & sceptre. Cohen 78.

- Julia Domna Denarius. Rome mint, 195 AD.. IVLIA DOMNA AVG, draped bust right / VESTA, Vesta seated left, holding palladium and scepter. RSC 221.

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cliff

Discussione molto interessante, grazie Illy per lo spunto!

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Illyricum65

Ciao,

volevo ricollegare il discorso "Cerere/Ceres" ad una "discussione in evidenza":

http://www.lamoneta.it/topic/78837-estate-il-trionfo-di-ceres-e-proserpina/

e Cerere/Faustina a questa:

http://www.lamoneta.it/topic/71857-cerere-e-faustina-madre/

da cui traggo queste righe:

Cerere (Ceres in latino, Demetra in greco) era la divinità della terra e della fertilità, nume dei raccolti ma anche dea della nascita, delle istituzioni e delle costumanze familiari e sociali, così come delle comunità agricole. Presente anche nelle religioni delle popolazioni italiche fu in seguito identificata con la greca Demetra; in età romana il suo culto era di solito associato a quello di Liber e Libera.

e aggiungo un breve cenno su Liber/Libera (tratto da Wiky)

Liber (detto anche Liber Pater) era il dio italico della fecondità, del vino e dei vizi. Dopo la soppressione da parte del Senato romano dei culti di Bacco, gli italici seguirono nuovi usi riferiti a quest'ultimo, certo più quieti dei baccanali.

Nonostante non vi fossero meri luoghi di culto nell'Urbe per Liber, i giorni seguenti il 17 marzo si festeggiavano i Liberalia, con feste e divertimenti (e riposo nei campi, in quanto Liber era dio agreste). In quei giorni non lavorativi, gli adolescenti avevano diritto a divenire adulti, secondo le regole del tempo, con l'assegnazione della toga virilis (toga praetexta) e del praenomen.

Liber, secondo le testimonianze giunte fino ad oggi, aveva come compagna la dea Libera.

Quest'ultima è associata a Proserpina.

Quindi un altro culto che trova radici nella cultura italica e che, se non ben testimoniato durante la prima età imperiale risulta essere ben attestato e diffuso nel III secolo d.C. se è vero che è presente nella monetazione di Settimio Severo e Gallieno (foto tratte da Acsearch)

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Septimius Severus, AD 193-211. Gold Aureus (7.2g) minted at Rome, AD 197. Laureate, draped and cuirassed bust of Severus right. Reverse: LIBERO PATRI. Bacchus (Liber) standing slightly right, head turned left, crowning himself, and holding a thyrsus; behind him at his feet, a leopard prances left, head back. Sear 6212; Calicó 2482 ( this coin ); Biaggi 1081 ( this coin ); cf. RIC 99 ( obverse portrait ). Crisp details throughout with underlying luster present. Very rare. Extremely Fine. .
This rare and beautiful aureus type datable to AD 197 features on the reverse a figure of Liber, the name by which the Romans usually referred to the god Dionysus. Here he rests on his usual attribute, a thyrsus, a staff surmounted by a pinecone and wreathed with tendrils of vine or ivy; his attendant panther is shown at his feet. Liber was one of the guardian deities of Lepcis Magna, the birthplace of Septimius Severus, so it was highly appropriate to accord him the title of Pater (Father).

post-3754-0-10821500-1371739846_thumb.jp

Septimius Severus, 9 April 193 - 4 February 211 A.D.
Silver denarius, RIC IV 32, RSC III301, VF, Rome mint, 2.966g, 16.8mm, 180°, 194 A.D.; obverse L SEPT SEV PERT AVG IMP III, laureate head right; reverse LIBERO PATRI, Liber (Bacchus) standing left, in right ocnochoe over panther, thysus in left; excellent portrait
.

post-3754-0-49989800-1371740005_thumb.jp

GALLIENUS. 253-268 AD. Antoninianus (21mm - 3.36 g). Rome mint. GALLIENVS AVG, radiate head right / LIBERO P CONS AVG, panther walking left; B. RIC V 230; Göbl 713b. EF, glossy brown patina, nice broad flan.

Ciao

Illyricum

:)

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Illyricum65

Direi che per sapere qualcosa su Liber non vi potete esimere dal leggere questa discussione dell'anno scorso iniziata dal nostro Rapax.

http://www.lamoneta....o/#ipboard_body

:good: :good: :good: :good:

Ciao

Illyricum

:)

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Druso Galerio

Ecco un’altra divinità “arcaica”, stavolta lo stesso Giove nel suo attributo di “Statore”, cioè “che blocca”.

Livio nella sua Storia di Roma (I, 12) narra di una battaglia di re Romolo contro i Sabini successiva al famoso ratto con cui erano state a questi ultimi sottratte le mogli. Il corso della lotta divenne presto sfavorevole ai Romani, tanto che i guerrieri capeggiati da Romolo si ritrovarono a fuggire per la via Sacra nel tentativo di raggiugere la cima del Campidoglio.

E’ allora che Romolo avrebbe pregato Giove di “fermare” appunto la fuga dei Romani, promettendo in cambio la dedica di un tempio. Il prodigio avvenne, e le sorti della lotta si capovolsero, tanto che la vittoria arrise ai Romani.

A quanto pare, diversamente da altri culti antichi, quello di Giove Statore deve essere rimasto in qualche modo vivo anche in età imperiale, visto che il dio si ritrova su monete tanto degli Antonini quanto dei Severi e anche per buona parte del III secolo:

Antoninus Pius sestertius. IOVI STATORI S C, Jupiter standing front holding sceptre and thunderbolt. RIC 607

RIC_0607.jpg

Severus Alexander Denarius. 231 AD. IMP SEV ALEXAND AVG, laureate head right / IOVI STATORI, Jupiter standing front, head turned right, holding thunderbolt and sceptre. RIC 202, RSC 92.

RIC_0202.jpg

Gordian III AR Antoninianus. IMP GORDIANVS PIVS FEL AVG, radiate draped bust right / IOVI STATORI, Jupiter standing right with scepter & thunderbolt. RIC 84, RSC 109.

RIC_0084.jpg

Claudius II AE Antoninianus. IMP C CLAVDIVS AVG, radiate, draped, cuirassed bust right / IOVI STATORI, Jupiter standing left, head right, holding sceptre and thunderbolt. RIC 52; Cunetio hoard 1928, Appleshaw hoard 151; Cohen 124; Sear5 11341.

RIC_0052.jpg

Aurelian Ant "Jupiter" Aurelian AD 270-275 AE Antoninianus

Obv: IMP AVRELIANVS AVG - Radiate bust right, draped Rev: IOVI STATORI - Jupiter standing left, holding thunderbolt and scepter, P in ex. Serdica mint: AD 270-272 = RIC Vi, 268

3.03g.

RIC_0268.jpg

Probus AE Antoninianus. Rome mint, 276 AD. IMP C M AVR PROBVS AVG, radiate, cuirassed bust right / IOVI STATORI, Jupiter standing facing, head right, holding sceptre & thunderbolt, XXIZ in ex. RIC 152

RIC_0152.jpg

Tutte le immagini sono tratte da Wildwinds.com

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