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dabbene

VENEZIA SCUDO DELLA CROCE, VENEZIA

Risposte migliori

dabbene
Supporter

Credo che sia divulgativo e utile per tutti, tornare o ritornare a rotazione su monete che indubbiamente hanno la loro valenza sia per una zecca specifica, ma anche per il collezionista.

Certo questa, lo Scudo della Croce da 140 soldi di Venezia, è una di quelle ambite, da chi colleziona Venezia, i grandi nominali e comunque monete di grande impatto.

Tenere in mano uno Scudo Della Croce e rigirarselo è una bella sensazione che auguro prima o poi possa capitare a ogni collezionista.

La moneta è conosciuta ai più, ma anche a beneficio di chi si è appena affacciato alla numismatica, sarebbe bello vedere insieme qualche punto importante e magari, perché no, vederne qualcuna.

La moneta viene coniata inizialmente dal Doge Nicolò Da Ponte ( 1578 - 1585 ), anche se non si conoscono i documenti che decisero la coniazione di due nominali d'argento grossi, come lo Scudo della Croce e la Giustina Maggiore.

Di certo uno dei motivi fu quello di allinearsi alle monete correnti europee che utilizzavano grandi nominali e anche per l'afflusso di argento che arrivava copioso in Italia in quel periodo.

Pare che sia stato il 1578 il primo anno di coniazione, così risulterebbe da alcune memorie di zecche, il suo valore era di 7 lire o 140 soldi ; quello in oro lo si deve invece al Doge Gritti.

E' per Venezia il momento della vittoria di Lepanto, i veneziani esultavano, queste monete seguono un momento di tripudio per loro.

Ma la moneta, su cui spero aggiungerete osservazioni, mi sembra rimanga nei suoi tratti iconografici immobile nel tempo, probabilmente non si volle toccare una moneta che funzionava, che era conosciuta, che aveva delineato l'identità della città evidentemente.

La simbologia è essenziale ma forte, la croce fogliata grande, da cui prende il nome, con rosa al centro e foglie di vite agli angolo, all'esergo le iniziali del massaro, al diritto ; al rovescio, il leone in soldo sopra scudo ornato di fogliame, all'esergo il valore 140.

Quindi la croce, simbolo cristiano, il leone simbolo per antomasia veneziano, il doge è in leggenda col suo nome al diritto, al rovescio in leggenda si richiama San Marco.

Quindi c'è tutto, manca a differenza di altre zecche del periodo il busto del regnante che trova ormai riscontro in molte monetazioni.

Quello che posto è un bell'esemplare tratto dall'Asta Varesi 58 del 28 aprile 2011, lotto 226, è lo scudo di Pasquale Cicogna ( 1585 - 1595 ), sigla FD ( Fanti Dandolo ), argento, peso 31, 70 gr., Paolucci 11, CNI, 141, esemplare più che gradevole direi.

Ovviamente ci conto sull'ampliamento delle riflessioni in merito, anche per le conoscenze personali e di tutti, il fine ultimo è poi questo,

saluti,

Mario

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Modificato da dabbene
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Giov60

Per quanto riguarda le alte conservazioni non si tratta di una moneta facile, salvo (forse) per gli scudi dell'ultimo doge, Ludovico Manin.

Posto l'immagine di un magnifico esemplare di Alvise IV Mocenigo, 1763-1778, centodiciottesimo doge (massaro Domenico Gritti), moneta comunque rara anche se non rarissima. Pesa g. 31.88 e presenta una patina delicata e fondi lucidi, eccezionalmente in assenza dei soliti segni di ribattitura. :)

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417sonia
Supporter

Buona serata @@Giov60!

è semplicemente FAVOLOSA. Complimenti. Questa è restata com'è uscita dalla zecca. :shok:

Indubbiamente lo scudo della croce è stato creato per competere con gli altri scudi europei, con i ducatoni ed i ducati; insomma, monete di grosso modulo che circolavano e Venezia non poteva escludersi, considerato anche l'immenso commercio che, nonostante la sua "decadenza", la caratterizzava.

Lo scudo della croce, con i suoi divisionali, fu una moneta longeva e la sua emissione terminò con la caduta della serenissima.

A disposizione ho una frazione.

Alvise Mocenigo II (1700 - 1709)

Ottavo di scudo della croce, pari a Soldi 17 e 1/2

La particolarità di questa è che manca delle iniziali del Massaro

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segue altro lato

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417sonia
Supporter

segue

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Classificata dal Montenegro al nr. 2247

Peccato per il salto di conio che ha rovinato il 17 1/2......

saluti

Luciano

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dizzeta

Ecco, lo sapevo.

Mi costringi a “svelare” i misteri delle mie monete ancora irrisolti …e allora vediamo se riesci/riuscite ad aiutarmi un po’.

Del mio “Scudo della Croce”, acquistato solo per la sigla del massaro …che poi la mia (ZD o dizzeta che dir si voglia), mi hanno detto che è piuttosto rara, sembra infatti che il massaro ZD abbia siglato le sue monete sotto questo doge per un paio di mesi soltanto quando era già sostituito dal massaro ufficiale nominato dal doge Francesco Contarini (doge 95°) nel momento della sua elezione (8/9/1623) quando Zuane Dolfin (ZD) aveva già terminato il suo mandato (dal 14/11/1622 al 20/3/1623) ma venne richiamato per affiancare il successore (Zan Battista Contarini= IBC) e per i primi due mesi coniò le monete con la sua sigla per poi far proseguire il nuovo massaro.

Esiste un documento di zecca datato 20/11/1623 dove si dichiara che:

...e cosi' debbano i provveditori sopra ori et arzenti ordinando che quelle monete dell'illustrissimo Dolfin Zuane vengano lasciate libere de circolare nel dominio e delli tutti mercati ...”

Insomma mi ripromettevo di indagare un po’ su questa faccenda …ma le mie possibilità sono molto limitate.

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Modificato da dizzeta

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417sonia
Supporter

Ciao @dizeta

In effetti il Montenegro censisce gli scudi della croce di questo doge, tutti R e tra i massari ci mette anche il ZD.

Non conosco però i motivi per i quali fu richiamato in servizio....vedo se trovo qualche cosa....

saluti

luciano

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dabbene
Supporter

Ognuno ha il suo massaro...o suoi massari :blum: , vedo per esempio addirittura tre LM, vedo anche che è una moneta comunque che rimane stabile nel peso nel tempo, con minime variazioni di diametro, anche come titolo d'argento.

Cambia il nome del doge in leggenda, qualche piccola variante tipo VEN, VENE, VENET, rosette, globetti, ma per il resto mi sembra decisamente immobilizzata, che circolante aveva ?

Mario

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dizzeta

Ognuno ha il suo massaro...o suoi massari :blum: , vedo per esempio addirittura tre LM ...

Cambia il nome del doge in leggenda, qualche piccola variante tipo VEN, VENE, VENET, rosette, globetti, ma per il resto mi sembra decisamente immobilizzata, che circolante aveva ?

Che la mia mania delle sigle sia contagiosa?

...ne ho un altro con la sigla ZA - V (Zan Antonio Venier massaro dal 4/10/1621 al 14/11/1622, ...al quale segue ZD, il Dolfin di prima, e ...V è l'iniziale di mia moglie) ... era Doge Antonio Priuli e nella legenda del dritto si legge MARC al posto di MARCVS.

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Arka

Per rispondere a Dabbene nel settecento lo scudo non circola più. Il suo destino è legato al valore di sette lire dichiarato, ma non più attuale, come era capitato alla giustina da 124. Viene ancora coniato perchè è una delle monete che vengono lanciate al popolo in occasione dell'elezione del nuovo doge. Lo spende solo chi ne ha veramente bisogno, altrimenti viene tesaurizzato.

L'unica moneta pesante che continua a circolare fino alla fine della Serenissima è il ducatello.

Arka

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dizzeta

Anch'io voglio rispondere a dabbene! ...lasciatemelo fare, anche se dirò banalità trovate in rete che conoscono tutti, ...per me è una conquista!

da: Le Monete della Repubblica Veneta di V. Padovan su questa "spettacolare" moneta:

"Con lo scudo della Croce si effettuava in argento lo Scudo d'oro del Gritti, per egual prezzo di quello, il quale da lire 6 e soldi 15, suo primo valore, era montato fino a 7 lire. Crebbe dipoi grado grado col crescere della GIustina, talchè al cadere della Repubblica veniva speso per 12 lire e 8 soldi."

Modificato da dizzeta

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Giov60

Per rispondere a Dabbene nel settecento lo scudo non circola più. Il suo destino è legato al valore di sette lire dichiarato, ma non più attuale, come era capitato alla giustina da 124. Viene ancora coniato perchè è una delle monete che vengono lanciate al popolo in occasione dell'elezione del nuovo doge. Lo spende solo chi ne ha veramente bisogno, altrimenti viene tesaurizzato.

L'unica moneta pesante che continua a circolare fino alla fine della Serenissima è il ducatello.

Arka

Da dove hai appreso questa interessante notizia?

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sixtus78

ecco quindi che quanto detto da Arka spiega la conservazione media molto piu' alta degli scudi del XVIII secolo rispetto a quelli del precedente. complimenti a tutti i possessori di queste belle monete.

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dabbene
Supporter

E' molto interessante in effetti quello che dice Arka, anche io avevo notato una spendida conservazione in molti pezzi del 1700.

Per lo Scudo della Croce si verificherebbe quindi nel 1700 un po' quello che accadeva alle Lire del Giuramento a Milano da Maria Teresa in poi dove venivano lanciate al popolo il giorno dell'incoronazione.

Queste poi venivano quasi tutte usate e circolavano, come si può vedere dalla frequente usura di questi pezzi, il loro valore era però inferiore allo Scudo di Venezia e penso che la tesaurizzazione fosse occasionale in questo caso.

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Arka

Le notizie su Venezia si trovano sul Papadopoli. Difficile dire qualcosa di nuovo sulla zecca di Venezia, soprattutto sull'era moderna, dopo di lui...

Arka

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dabbene
Supporter

Anche qui ci sono dei bei fondi..., siamo però con Francesco Erizzo ( 1631 - 1646 ), peso della moneta gr. 31,55, è una variante per leggende non contemplata tra quelle del Montenegro,

D/ rosetta FRANC triangolo ERIZZO triangolo DVX triangolo VEN rosetta, all'esergo D . B

R/ . SANCTVS . MARCVS . VENET . all'esergo stelletta 140 stelletta

Indubbiamente ha il suo bel fascino,

Mario

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dabbene
Supporter

Segue dal post precedente il rovescio,

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picchio

@@Arka

nulla di nuovo, Papadopoli ha detto se non tutto quasi ... i lavori che sono successivi sono dei compendi o sunti alla sua opera.

Sulle consercazioni aggiungo che gli scudi in alta conservazione battuti nel '700 non sono così rari, mentre le prime emissioni quasi introvabili soprattutto per il '500

,

Serie Ss

Repubblica Serenissima di Venezia Doge XCII - Giovanni Bembo (1615-1618)

Scudo della croce da 140 soldi o 7 lire (1615) LV Venezia

Argento grammi 31,779, diametro 41,36 mm

D/ IOANNES ° BEMBO ° DVX° VEN , nel campo croce fogliata con rosa al centro e accantonata da quattro foglie di vite; in esergo L°V (Leonardo Vendramin, Massaro nel 1615).

Rv: SANCTVS MARCVSVENET•, leone in soldo sopra scudo ornato di fogliame; In esergo 140

Moneta Rara con patina scura originale.

Riferimento: Paolucci 8, Gamberini 654, CNI 19, Papadopoli 22, Davenport 4237 Ex asta Rauch 87, n. 2673

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417sonia
Supporter

Ciao @dizeta

In effetti il Montenegro censisce gli scudi della croce di questo doge, tutti R e tra i massari ci mette anche il ZD.

Non conosco però i motivi per i quali fu richiamato in servizio....vedo se trovo qualche cosa....

saluti

luciano

Ciao @dizeta

Mi spiace, ma torno a mani vuote :unknw: non ho trovato nussun accenno riguardo al massaro Zuane Dolfin, se non che in alcuni casi ha usato le iniziali I D, invece di Z D (ma questo l'avrai trovato anche tu)

saluti

luciano

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dizzeta

...non ho trovato nussun accenno riguardo al massaro Zuane Dolfin, se non che in alcuni casi ha usato le iniziali I D, invece di Z D ...

Mille grazie! Non Importa resterà uno dei tanti misteri che, in fondo, sono il sale della numismatica.

Saluti DZ ...anzi ZD

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417sonia
Supporter

Buon pomeriggio

Complimenti, molto belle tutte, dovrei avere un cesto di "mi piace" :nea:

Rileggendo il Papadopoli (la memoria è quella che è....) in particolare gli ultimi tre dogi, Mocenigo IV, Renier e Manin, emerge che la zecca è veramente messa male, è un univoco grido di dolore quello che emerge; gran disordine, valore dell'argento che galoppa e che di fatto impedisce la coniazione dei grossi moduli; non vale la pena, perchè emetterli significava lavorarli in perdita.

Lo zecchino viene ancora coniato, ma malamente e pieno di difetti, tant'è che le lamentele sono molte, colpa della poca attività che non fa esercitare le nuove maestranze e quelle vecchie....sono appunto vecchie. Anche il tallero per il Levante viene ancora coniato, ma i sudditi ottomani preferiscono quelli austriaci, quindi si decide la revisione dell'iconografia.

Dall'elenco delle monete gettate dal Manin il giorno della sua investitura, recuperato dall'archivio di famiglia, emerge che dal pozzetto, tra le altre, gettò 100 scudi "intieri" per un valore di L. 1240; quindi, come giustamente osservato, il ragguaglio a 7 lire, ormai era utopico.

saluti

luciano

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dabbene
Supporter

Nel sito di Rolando Mirko Bordin, che è poi anche sul forum si legge sul massaro Zuanne Dolfin :

" Zuanne Dolfin non è citato nei documenti dell'archivio di Stato di Venezia.

Al contrario, nell'archivio di Stato di Brescia, lo si trova citato in un decreto datato 28 settembre 1623, sopra i provveditori alle monete, come responsabile di zecca, ricoprente la carica immediatamente all'elezione del Doge.

E' documentato che il massaro Zuanne Dolfin, venne affiancato in aiuto al massaro - Zan Batista Contarini per tempo determinato.

Le monete con le sue sigle appariranno sui banchi di cambio nella città di Venezia, solamente per circa due mesi.

Il doge Francesco Contarini viene eletto il giorno 8 settembre 1623 e Zuanne Dolfin è responsabile di zecca avente carica temporanea.

Per decreto esecutivo Zuanne Dolfin già conia monete all'entrata in zecca del massaro Zan Battista Contarini ( 8 settembre 1623 - elezione del doge ), e risulta come detto operante solamente tre mesi dopo circa.

Il motivo è dovuto dalle sue assenze croniche, per terminazione di altre cariche importanti per lo stato.

In questo breve periodo, come detto circa tre mesi, sono coniate monete con le sigle - ZD - in argento, di medio e grande modulo, come gli scudi da 140 soldi..., ma non sappiamo il quantitativo, questo, stabilito per decreto esecutivo.

In riconoscimento dell'operato del massaro Zuanne Dolfin nel senato viene deciso che, non vi saranno nuovi ordini per decreto di immediato ritiro per la rifusione delle monete.

Nella citazione del documento datato 20 novembre 1623 è riportato questo scritto : " E così debbano i provveditori sopra ori et arzenti ordinando che quelle monete dell'illustrissimo Dolfin Zuanne vengano lasciate libere de circolare nel dominio e delli tutti mercati...".

Quindi illustrissimo e molto impegnato questo massaro, ora ne sappiamo di più grazie a Rolando Mirko Bordin,

buona serata,

Mario

Modificato da dabbene
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Arka

Mi sembra che questa notizia sia tratta dal ''Dizionario degli Italiani''...

Arka

P.S. Ma probabilmente mi sbaglio. Facendo una ricerca in internet sul suddetto dizionario il nome Zuanne Dolfin non è presente.

Modificato da Arka

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dabbene
Supporter

Qualche buona riflessione anche su questa moneta significativa mi sembra sia uscita, anche diversi splendidi esemplari come esempio, penso che possa far venire la voglia a qualcuno di studiare, approfondire, collezionare questa moneta.

In attesa di qualche ulteriore osservazione o moneta, metto anche questa discussione in " Archivio : una moneta, una storia " in alto nelle importanti, spazio che ho riservato ad alcune discussioni che meritano di essere conservate in uno spazio accessibile e alla portata di tutti, anche se non da essere inserite tra le " importanti ".

Spazio che si sta incrementando sempre più, anzi se qualcuno avesse segnalazioni per il passato su discussioni che presentino una moneta specifica, me le segnali pure,

Mario

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bordinrolandomirko

un po' in ritardo ma un buon saluto a tutti voi.

Ho letto con piacere i vostri commenti sulle vostre monete, ma in particolare modo sull'argomento riguardante lo scudo da 140 soldi.

Per non ripetere quello che ho gia' scritto, se volete avere un chiarimento andate sul mio sito.

Rolando Mirko Bordin Numismatico.

Sono sicuro che troverete la risposta giusta al vostro quesito.

Alla voce Francesco Contarini troverete nel settore -ZECCA- gli ordini di coniazione delle monete.

Alla voce Francesco Contarini -MASSARI- troverete la descrizione della rarita' del MASSARO.

Alla voce -RARITA' DELLE MONETE VENETE ATTRAVERSO LE SIGLE DEI MASSARI ALL'ORO E ALL'ORO E ALL'ARGENTO, TROVERETE LE MOTIVAZIONI DELLE RARITA' AL NOME DEL MASSARO.

(LA VERA RARITA' DELLE MONETE).

PS:

Gli scudi da 140 soldi detti della Croce sono coniati fino alla fine della Repubblica di Venezia e circolano continuamente ma con valore al cambio diverso in lire.

Nella speranza di esservi stato in qualche modo utile

Cordialmente

R.M.Bordin

Modificato da bordinrolandomirko
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