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caiuspliniussecundus

Tetradrammi e Cistofori

Risposte migliori

caiuspliniussecundus

Scusate, volevo una delucidazione, che cosa differenzia esattamente un tetradramma provinciale (in mistura) rispetto ad un cistoforo?? per certi imperatori vi sono emissioni di entrambi (sto pensando ad Adriano) Tetradrammi ad Alessandria, cistofori a Nicomedia e Pergamo. E' la zecca ?? Oppure la lingua usata? greco per i tetradrammi, generalmente latino nei costofori ?? dato che anche il cistoforo è coniato in zecche periferiche, come mai non viene classificato nella monetazione "provinciale"? Infatti in genere nelle aste li trovi nella monetazione imperiale.

I pesi sono simili, più leggero forse il cistoforo (11 gr un cistoforo di Adriano, 12-14 gr una TD) ma di lega migliore. Non ho mai fatto un conto preciso, ma mi sembra che come contenuto d'argento più o meno debba essere lo stesso...

Caius

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tacrolimus2000

Caius,

la circolazione delle monete nelle provincie è estremamente variegata sia per tipologia che per standard di peso; normale che convivano anche per lo stesso imperatore tipologie diverse, con origini diverse e che si sviluppano in aree geografiche tanto eterogenee.

Credo che i cistofori coniati dopo Augusto vengono considerati monete romane perchè all’epoca di Marco Antonio e poi sopratutto di Augusto, diventano di fattura e stile dipicamente romana.

Come sai, le prime emissioni di cistofori si hanno in Asia Minore a Pergamo, probabilmente nel 180 a.C. sotto Eumenes II e sulla base di uno standard di 12.6 g. Il nome deriva dall’iconografia della cista mistica che originariamente era rappresentata su di essi, quindi moneta “che porta una cista”.

Nel 130 a.C. i cistofori vengono acquisiti come tipologia monetale dai romani a seguito dell’annessione del regno di Attalo II ed il cistoforo è tariffato a 3 denari (peso 11-12 g).

L’iconografia quindi cambia e scompare la cista e compaiono il ritratto imperiale al dritto e le divinità al rovescio con uno stile più vicino alle tipologie imperiali che alle greco imperiali; non va sottovalutato che, come poi hai notato anche tu, le legende sono quasi esclusivamente in latino (ma io non credo che questo sia il motivo prevalente, visto che tipicamente le colonie romane delle provincie usano legende in latino, ma sono considerate emissioni provinciali romane alla stessa stregua delle emissioni romane nelle zecche ellenistiche).

Per quello che riguarda la corrispondenza tra cistofori e tetradracme, il secondo volume del RPC riporta un paio di tabelle. Sulla base del contenuto d’argento delle monete circolanti nelle provincie (limitatamente al periodo dei Flavi), Walker propose la sequente tabella di equivalenze:

1 denario = 1 dracma della Licia = 1 dracma alessandrina

2 denari = 1 didracma di Caesarea

3 denari = 1 cistoforo (Asia minore)

4 denari = 1 tetradracma siriana = 1 tetradracma di Tarsus

Le analisi di Walker portano ad una sostanziale eguaglianza tra dramma siriana e denario (per il periodo dei Flavi).

Carrandice offre una visione leggermente diversa:

1 denario = 1 dracma della Licia = 1 dracma alessandrina

2 denari = 1 didracma di Caesarea

3 denari = 1 cistoforo (Asia minore) = 1 tetradracma siriana

4 denari = 1 tetradracma di Tarsus

Carrandice quindi pone cistofori e tetradracme siriane di egual valore ed equivalenti a 3 denari. Credo sia questa l’opinione più condivisa.

Le differenze interpretative derivano dai risultati leggermente diversi ottenuti; esse non derivano dall’affidabilità della tecnica analitica scelta, fluorescenza a raggi X (XRF), spettrofotometria ad assorbimento di massa (AAS) o attivazione neutronica (NAA), ma dalle tecniche di campionamento e pretrattamento dell’esemplare in relazione alle proprietà dell’argento che tende a migrare verso l’esterno della moneta quando in lega.

Luigi

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crivoz

La risposta di Tacrolimus2000 rasenta la perfezione per cui non c'e' nulla da aggiungere.

In effetti i Cistofori per stile sono romani...anzi alcune hanno dei ritratti stupendi.. di una bellezza e di un fascino che tante monete imperiali non hanno. Pensate all'espressione e allo stile di Claudio ed Agrippina nel Cistoforo con le teste affiancate di Ephesus ( http://www.coinarchives.com/a/lotviewer.ph...cID=121&Lot=869 ) e confrontateli con quello dei denari del periodo coniati a Roma per Claudio, Agrippina o Nerone giovane...

Per questo motivo penso che il Cohen li abbia catalogati nella sua "Description....". In piu' erano in latino...

Oltre ai Cistofori il Cohen riporta anche diverse dracme (o multipli)...che ne so...la dracma di Germanico e Augusto della Cappadocia oppure la rarissima didracma di Germanico con al rovescio GERMANICUS ARTAXIAS, coniata in Armenia secondo il Cohen, Cappadocia secondo le ultime attribuzione...

Sono monete comunque caratterizzate da stile eccelso...a tal punto che la dracma viene sovente battuta nelle aste come denario...

Per chi volesse sognare un po' (e' una delle mie monete da sogno... :( ):

Germanico didracma :

http://www.coinarchives.com/a/lotviewer.ph...ucID=21&Lot=178

questa invece e' piu' raggiungibile....

Augusto e Germanico dracma :

http://www.coinarchives.com/a/lotviewer.ph...cID=52&Lot=1034

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Aristofane

Aggiungo solo una notazione annedottica: nelle sue lettere all'amico Attico, Cicerone si lamenta più volte che alcuni pagamenti effettuatigli dai pubblicani provinciali, fossero in cistofori e non in denari... :D

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