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Psycopis

Zecca di Orvieto

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Psycopis

Buongiorno a tutti,

ho cercato un po' sul forum, e a meno di sviste, non si parla di Orvieto.

Visto che mi piacerebbe approfondire... mi consigliate quelche link, libro, ....

Riporto un link trovato su internet:

ORVIETO REPUBBLICA (1256-1265) Denaro. D/ Grande V R/ Croce. CNI 2 Mi g 0,52 Rarissima

Grading/Stato: MB/BB [http://numismaticavaresi.bidinside.com]

Ciao!

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Liutprand

In effetti è una zecca molto rara e i contributi sono tutti molto datati.

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dabbene

Guarda vado a memoria perché non ho la bibliografia precisa dove sono, c'è un contributo della Travaini dove si parla di queste monete e altri come ha detto Liutprand datati ; parliamo di una moneta coniata in un breve periodo storico, che ha sue caratteristiche come quella da te postata, moneta molto rara e coniata in un momento di autonomia, moneta dell'identità acquistata direi come in altri casi.

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adolfos

In molti anni ne ho avuta tra le mani solamente una.

Sarebbe interessante dare una spiegazione al significato della V :).

Ciao

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miroita

In molti anni ne ho avuta tra le mani solamente una.

Sarebbe interessante dare una spiegazione al significato della V :).

Ciao

Credo che derivi da VRBS VETVS . Ci troviamo in età comunale e sul D/ troviamo appunto VRBS VETVS con nel campo la grande V , mentro al R/ troviamo SCA MARIA con nel campo la croce patente (SCA = SANTA).

La zecca sembra abbia durato solo pochi anni emettendo denari in mistura.

Riaperta poi sotto Giulio II con l'emissione di quattrini.

Edited by miroita
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adolfos

l'ipotesi di Miro mi sembra ragionevole.

Tuttavia ricordo di avere letto qualcosa riguardo un famoso avvenimento tra Guelfi e Ghibellini........

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Psycopis

Un altro denaro di Orvieto tratto da:

Angelo Finetti, La Zecca e le monete di Perugia nel Medioevo e nel Rinascimento, Volumnia Editrice Perugia, pagina 41

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miroita

Allego un'immagine a più alta risoluzione della prima moneta postata da Psycopis. Questa è presa da INASTA n. 44 del 19.5.2012.

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lollone

Io questo denaro lo adoro, mi piacerebbe averne uno prima o poi.

Bella discussione.

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adolfos

Mi sembra di avere letto qualcosa riguardo il significato della V riferito a Vittoria per ricordare una famosa battaglia vinta dalla parte guelfa di Orvieto contro una fazione ghibellina di qualche Comune che non ricordo.

Ma forse è solo l'effetto del caldo.....e comunque non è poi non è basilare per gli interrogativi di Psycopis.

Saluti

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miroita

Ritengo che la V sia sempre collegata alla città di Orvieto.

Infatti, al tempo dei romani la città si chiamava Vulsinii. La città fu sconfitta dai romani e completamente distrutta, e i sopravvissuti all'eccidio furono portati sulle rive del lago di Bolsena dove sorse la città Vulsinii novi (attuale Bolsena). Dopo diversi spostamenti da un territorio ad un altro, a seguito di continue invasioni, gli abitanti ricostruirono la città dandole il nome di Urbs Vetus (città vecchia).

Come possiamo vedere la V la ritroviamo sempre nella storia della città.

Le lotte tra guelfi (famiglia Monaldeschi) e ghibellini (famiglia Filippeschi) ed altri mi sembra sia della metà circa del 1300.

Se riteniamo che la monetazione Orvietana sia del 1256-1265, in pieno periodo di splendore del Comune, la V di vittoria non avrebbe una giustificazione temporale. Ma posso anche sbagliare.

Edited by miroita
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adolfos

@@miroita

E allora è colpa del caldo che mi fa brutti scherzi :D

Grazie miro

Ciao

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Psycopis

Ritengo che la V sia sempre collegata alla città di Orvieto.

Infatti, al tempo dei romani la città si chiamava Vulsinii. La città fu sconfitta dai romani e completamente distrutta, e i sopravvissuti all'eccidio furono portati sulle rive del lago di Bolsena dove sorse la città Vulsinii novi (attuale Bolsena). Dopo diversi spostamenti da un territorio ad un altro, a seguito di continue invasioni, gli abitanti ricostruirono la città dandole il nome di Urbs Vetus (città vecchia).

Come possiamo vedere la V la ritroviamo sempre nella storia della città.

Le lotte tra guelfi (famiglia Monaldeschi) e ghibellini (famiglia Filippeschi) ed altri mi sembra sia della metà circa del 1300.

Se riteniamo che la monetazione Orvietana sia del 1256-1265, in pieno periodo di splendore del Comune, la V di vittoria non avrebbe una giustificazione temporale. Ma posso anche sbagliare.

Ciao,

le lotte tra Monaldeschi e Filippeschi iniziarono nei primi anni del XIII secolo e si protrassero per vari decenni. Anche io escluderei la V di Vittoria.

Invece potrebbe indicare Volsini ma bisognerebbe trovare qualche riferimento bibliografico o archivistico.

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miroita

Ciao,

le lotte tra Monaldeschi e Filippeschi iniziarono nei primi anni del XIII secolo e si protrassero per vari decenni. Anche io escluderei la V di Vittoria.

Invece potrebbe indicare Volsini ma bisognerebbe trovare qualche riferimento bibliografico o archivistico.

I miei libri di storia parlano del XIV secolo, con la sconfitta nel 1313 e l'espulsione dalla città della famiglia Filippeschi.

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Psycopis

I miei libri di storia parlano del XIV secolo, con la sconfitta nel 1313 e l'espulsione dalla città della famiglia Filippeschi.

Ciao, senza entrare nei dettagli, Daniel Waley in "Orvieto medioevale" attribuisce all'inizio del XIII secolo l'incremento di notorietà in orvieto dei Filippeschi e dei Moneldeschi. Nel sito del comune di Orvieto, http://www.comune.orvieto.tr.it/i/389FDC32.htm, "Dopo la grande battaglia fra Guelfi e Ghibellini del 1313 fu ordinato che si demolissero tutti i palazzi e le case dei ghibellini. Fu una data di devastamenti memorabili." tra cui probabilmente le dimore dei Filippeschi.

Nel mentre ho trovato questa discussione nel forum: http://www.lamoneta.it/topic/94684-la-zecca-di-orvieto-1157-1513/ ed acquistato il libro di cui si parla per vedere se ci sono scritte informazioni interessanti.

Ciao!!

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adolfos

@@Psycopis

Se non lo avessi già consultato ti consiglio di leggere:

Michele Chimienti, Le decime pontificie per la storia...........pp. 179-181 in L'Agontano "Una moneta d'argento per l'Italia medievale" 2001

Ciao

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dabbene

Avendo un attimo di tempo volevo riprendere questa discussione che merita ancora qualche approfondimento, in base alle fonti esistenti scarne e che comunque meriterebbe qualche studio.

Il primo che parlò di denariis urbenitanis fu Fumi L., 1984, in Codice diplomatico della città di Orvieto, sono delle carte del 1257 in cui si parla di pagamenti che potrebbero essere stati i denari battuti a Orvieto.

C'è poi la lista di monete databili al 1280 della Columbia University di aritmetica della Biblioteca Marciana che parla di orvitani vechi, il che confermerebbe due cose che c'erano dei denari nuovi e altri in circolazione prima.

Chi riesce a darci maggiori informazioni comunque è A. Lisini , 1904, " Sulla vera epoca in cui Orvieto ha battuto moneta "che sono riuscito a reperire in SNI.

Risulta che in una quietanza rilasciata da m. Bernardo Rossi da Parma al Comune di Orvieto il 28 gennaio 1265, la somma fu pagata in " buoni denari orvietani ed aretini piccoli, usuali ".

Di conseguenza il Lisini sostiene che l'officina monetaria abbia lavorato almeno dal 1256 al 1265.

Per la data di partenza ci sono documenti senesi del 1257 e 1258 dove si parla di essi, in particolare, vengono citati de denariis Urbenitanis.

Quindi si può pensare che la zecca abbia lavorato per pochi anno a metà del XIII secolo circa.

Il Lisini li inserisce nell'ambito dei denari provisini simili a quelli coniati a Cortona, Arezzo, Siena.

Poi abbiamo la storia del racconto del Cavaliere Olivieri, già citata, a proposito di un sigillo degli zecchieri orvietani, avuto in dono da un amico nel secolo XIV.

Le monete che certamente rappresentano un piccolo e breve momento di identità cittadina, come spesso è capitato nella storia numismatica medievale, magari ne vedremo qualche altro pezzo per vedere se ci sono differenze l'una dall'altra e, pur rimanendo il tipo base immutato, forse magari qualcosa potremo anche trovare che le differenzi.

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adolfos

Il Lisini li inserisce nell'ambito dei denari provisini simili a quelli coniati a Cortona, Arezzo, Siena.

Ciao Mario

hai fatto bene a rivitalizzare la discussione perché merita effettivamente.

Potresti fare una telefonata a Lisini e chiedere lumi su quanto ho evidenziato sopra :D?

A parte gli scherzi mi piacerebbe leggere il discorso completo e le sue considerazioni..

Cari saluti

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dabbene

Ciao,

Lisini, p. 23 : "altro non è che una moneta di lega della specie dei denari detti provenigini o provisini simili a quelli coniati dalle zecche di Roma, di Perugia, di Viterbo, di Cortona, di Arezzo o di Siena : denari che in un numero di 240 formavano la lira :"

Contributo ricordo del 1904, certamente datato, che però è forse l'unico che analizza la datazione di questi denari dandogli una cronologia, tramite fonti scritte, che è poi quella che è attribuita oggi.

Sui provisini...non mi prendo responsabilità, poi ti passo il suo telefono eventualmente....

Mario

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istrice99

 

Avendo un attimo di tempo volevo riprendere questa discussione che merita ancora qualche approfondimento, in base alle fonti esistenti scarne e che comunque meriterebbe qualche studio.

Il primo che parlò di denariis urbenitanis fu Fumi L., 1984, in Codice diplomatico della città di Orvieto, sono delle carte del 1257 in cui si parla di pagamenti che potrebbero essere stati i denari battuti a Orvieto.

C'è poi la lista di monete databili al 1280 della Columbia University di aritmetica della Biblioteca Marciana che parla di orvitani vechi, il che confermerebbe due cose che c'erano dei denari nuovi e altri in circolazione prima.

Chi riesce a darci maggiori informazioni comunque è A. Lisini , 1904, " Sulla vera epoca in cui Orvieto ha battuto moneta "che sono riuscito a reperire in SNI.

Risulta che in una quietanza rilasciata da m. Bernardo Rossi da Parma al Comune di Orvieto il 28 gennaio 1265, la somma fu pagata in " buoni denari orvietani ed aretini piccoli, usuali ".

Di conseguenza il Lisini sostiene che l'officina monetaria abbia lavorato almeno dal 1256 al 1265.

Per la data di partenza ci sono documenti senesi del 1257 e 1258 dove si parla di essi, in particolare, vengono citati de denariis Urbenitanis.

Quindi si può pensare che la zecca abbia lavorato per pochi anno a metà del XIII secolo circa.

Il Lisini li inserisce nell'ambito dei denari provisini simili a quelli coniati a Cortona, Arezzo, Siena.

Poi abbiamo la storia del racconto del Cavaliere Olivieri, già citata, a proposito di un sigillo degli zecchieri orvietani, avuto in dono da un amico nel secolo XIV.

Le monete che certamente rappresentano un piccolo e breve momento di identità cittadina, come spesso è capitato nella storia numismatica medievale, magari ne vedremo qualche altro pezzo per vedere se ci sono differenze l'una dall'altra e, pur rimanendo il tipo base immutato, forse magari qualcosa potremo anche trovare che le differenzi.

 

Ciao Mario,

a che documenti senesi del 1257/8 ti riferisci ???????

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dabbene

Ciao,

sempre dal Lisini :" La memoria di questi danari orvietani, battuti appunto nella metà del secolo XIII, si ha in più documenti senesi degli anni 1257 e 1258 : in essi è specificatamente fatto ricordo de denariis Urbenitaniis. "

Nella nota poi viene aggiunto : " Questi documenti con la data 1257 ottobre 16, 24, e 1258 maggio 16, trovansi nel registro intitolato " Caleffo vecchio " al c. 342, 344, 347, e 424, conservato nel R. Archivio di Stato in Siena. Questi stessi documenti e l'altro orvietano, sono riassunti nell'importante pubblicazione del " Codice Diplomatico della Città d'Orvieto " fatta dal chiarissimo comm. Luigi Fumi. Ved, Vol. VIII dei Documenti di Storia Italiana pubblicati a cura della R. Deputazione di Storia Patria per le provincie della Toscana, dell'Umbria e delle Marche.

Tutta documentazione poi ovviamente da trovare e rileggere, un caro saluto,

Mario

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dabbene

E dai documenti citati dal Lisini per tornare al passo sempre del Lisini prima citato sulle similitudini con alte monetazioni, ma qui credo risponderà Adolfo, personalmente terrei per buona quelle con la monetazione senese, per i documenti, per il fatto che era già diffusa dal 1180 e conosciuta, per l'iconografia, qui la V, là la S capovolta e poi diritta, là le rosette, qui i globetti, la croce in entrambi, il VETVS, se devo vedere delle similitudini verso Siena mi rivolgerei piuttosto.....

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adolfos

Per carità non metto in dubbio la valenza di Lisini. E poi più informazioni si hanno e meglio è e dunque hai fatto bene a sottoporle.

Soltanto che vedeva provisini in ogni luogo compreso la zecca di Santa Fiora come si evince dall'articolo di M.Sozzi riguardo questa zecca pubblicato recentemente.

Cari saluti

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kregwitch

Primo di tutto, mi scuso di tracciare una vecchia discussione.

Voglio sapere dove posso trovare delle informazione sulla moneta in circolazione a Orvieto ai XII e XIIIe secoli. Quanti di soldi o di denari vale una lira (ho letto che 1 lira = 20 soldi = 240 denari, ma sembra che questo non fu il caso ad orvieto dove una libra valeva almeno 100 soldi). Visibilmente, avanti di avere i propri denardi nella seconda metà del duecento, gli orvietani usarono i denari di pisa, lucca o ancora milano. Senza arte di cambio, come si passava concretamente la vita monetaria etc. ?

Dove posso trovare tale informazioni ? Grazie per le risposte et scuzi per l'italiano.

Edited by kregwitch

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