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IGNORED

Quasi un pellerossa.


gpittini

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gpittini
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DE GREGE EPICURI

Vi mostro una seconda celtica della Gallia acquistata in agosto. Mi pare sia definita generalmente "potin au cheval" ed è dei Senones, nella Gallia Settentrionale. La caratteristica è che al D i capelli della testa sono suddivisi in diverse mèches o "grandi trecce", probabilmente come risultato di una complessa acconciatura; in effetti ricordano il casco di piume di un pellerossa. Al R. invece c'è un cavallo (detto a volte "cavallo cornuto" per una escrescenza sulla fronte) accompagnato da due grossi globetti.

Questo potin pesa 3,8 g. e misura 18 mm. Classificato da Derek Allen (BMC) al 389 e segg. e da Scheers (Museo di Lione) al 746 e segg.

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gpittini
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Rovescio.

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g.aulisio

Caro Gianfranco, talvolta ho l'impressione che sul forum siamo solo io e te ad apprezzare queste orride (bisogna ammetterlo) monete. Brutte quanto si vuole, ma che cionondimeno hanno il loro fascino. Ha ragione King John, talvolta prefigurano alcuni esiti dell'arte contemporanea.

In questo caso, poi, parliamo di Senoni, una popolazione che non é poi cosi' lontana da noi: una grossa parte, probabilmente nel corso del V-IV sec. a.C., abbandono' la Champagne, regione del nord-ovest del Francia, poco più ad ovest di Parigi, per migrare nel Bel Paese, dove si stabili' (nelle Marche e nel margine meridionale dell'Emilia Romagna). La città di Senigallia deve a loro il suo nome, e Brenno, il leggendario capo gallico che sconfsse i Romani sull'Allia, conquistando Roma nel 387 a.C., era un Senone, marchigiano.

Una parte dei Senoni (una minoranza, stando ai dati archeologici che sembrerebbero indicare un repentino spopolamento della zona in corrispondenza dell'epoca della migrazione) rimase nel territorio di origine, in Gallia, nei dintorni dell'attuale città di Sens (che non a caso é gemellata con Senigallia).

A questi, in un'epoca molto più tarda, é da attribuire il potin "à la tête d'indien" postato da g.pittini. Ne aggiungo qualche altro, di tpo differente.

Da notare che la monetazione attribuita ai Senoni transalpini non si limita ai potins: sono testimoniati anche stateri d'oro, di una curiosa forma globulare, e bronzi coniati. Ma qui abbiamo solo potins: da sinistra a destra e dall'alto in basso, "à la tête d'indien" (come quello di g.pittini), "à la grosse tête", un altro "à la grosse tête", pero' di modulo inferiore e con un rovescio differente, del quale non ho ancora trovato riscontro in bibliografia, ed infine il tipo detto "à la tête casquèe" o "au rosace".

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Dato che ho visto il riferimento ai Senoni, anche se non voglio sembrare fuori tema consiglio la lettura a tutti gli appassionati di storia-archeologia di questa serie interessantissima di pubblicazioni ad opera del prof. Vitali docente all'università di Borgogna dove viene affrontata la questione del celtismo in Italia e in modo particolare gli studi del professore si concentrano sui i Boi e i Senoni...

http://u-bourgogne.academia.edu/DanieleVitali

Buona lettura... :)

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