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RIVISTE Panorama Numismatico ottobre 2013


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In Panorama numismatico di ottobre 2013 possiamo leggere:

Curiosità numismatiche – Pag. 3.Questo mese il curatore della rubrica G.Graziosi si è interessato al contorno delle monete spesso poco tenuto in considerazione dai collezionisti


- Roberto Diegi, La raffigurazione della leggendaria fenice su alcune monete dell’antichità, dall’impero di Roma al Regno delle Due Sicilie – Pag. 7.Nell'articolo legiamo sul significato che rappresenta la raffigurazione della fenice e cosa potesse indicare sulle emissioni monetarie varie che si sono susseguite nei secoli

- Francesco Di Rauso, Le medaglie napoletane del decennio francese tra originali e postume – Pag. 15.Di Rauso ci spiega come riconoscere alcune medaglie originali di Gioacchino Murat da quelle riconiate e postume

- Mario Limido, Riflessioni riguardo la scritta sul nastro di Francesco II Sforza – Pag. 21.L'autore ha effettuato una riflessione su di una moneta milanese di Francesco II Sforza e l'ha esposta in forma scritta affinché i lettori potessero dare una propria opinione in merito

- Luciano Giannoni, Le monete del Principato di Piombino e del Principato di Lucca e Piombino. Appunti per un aggiornamento del Corpus Nummorum Italicorum – Seconda parte – Pag. 25.Si ha il seguito degli appunti

- Corrado Marino, La Francia al centro di un Impero. La grandeur francese in una banconota – Pag. 41.Attraverso una banconota francese da 5000 franchi emessa dal 1942 al 1947 ,l'autore dell'articolo,ci parla di un periodo storico in cui la Francia viveva un suo splendore imperiale e lo imponeva alle colonie

- Giuseppe Carucci, Lo zar Alessandro II il Liberatore – Pag. 45.In questo articolo viene tracciata la figura dello Zar russo Alessandro II il quale fu un grande riformatore e fra le riforme che attuò vi fu quella dell'abolizione della servitù della gleba che vigeva in Russia fino a quei tempi,inoltre fece in modo che l'istruzione fosse diffusa anche ai ceti poveri


- Fabio Robotti, I porti fluviali di Roma nelle medaglie dei papa-re – Pag. 49.L'autore ci racconta la storia romana dei porti fluviali sorti a fine secolo XVIII in seguito ai lavori che fecero in modo che il Tevere fosse navigabile e venisse sfruttato per i traffici commerciali.Questi porti fluviali resi utili per migliorare ed ampliare i commerci fluviali furono immortalati sulle medaglie dei Papi Gregorio XVI e Clemente XI

-Concorso Una moneta per i giovani. Matteo Milani, Una mezza lira del Regno Lombardo Veneto – Pag. 56 Viene pubblicato il testo di Matteo Milani che ha partecipato al concorso indetto dal gruppo numismatico"Quelli del Cordusio"e dal forum lamoneta

-Bernardino Mirra, Le nostre gloriose riviste numismatiche. XVI parte – Pag. 59.Continuano le recensioni sulle riviste che sono passate alla storia della Numismatica

- Mostre e convegni – Pag. 62

- Aste in agenda – Pag. 63

In copertina: Antoine-Jean Gros, Murat nella battaglia di Abukir, olio su tela, 1807, Musée National du Château, Versailles. Murat, medaglia 1808, bronzo. Per l’arrivo a Napoli della Regina Giulia Maria.

--Salutoni

-odjob

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Edited by odjob
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dabbene

Quello che ci fa più piacere di questo numero di PN è la pubblicazione del quarto e ultimo articolo dei giovani del forum per il Concorso " Una moneta per i giovani ".

E' la volta di Matteo Milani per la sezione monete contemporanee, ma le iniziative per i giovani non finiscono qui, continueremo, giovani, divulgazione, forum, cultura, credo che il nostro impegno dovrà continuare e che la strada intrapresa da tempo sia quella giusta, ne riparleremo prossimamente qui.....,

Mario

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dabbene

Complimenti anche a te Mario per l' ennsima "fatica".

Un caro saluto

Lorenzo

Grazie Lorenzo, quando ci vediamo Genova, Verona o che altro ? Fatti sentire,

un caro saluto anche a te,

Mario

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francesco77

Molto interessante l'articolo di Roberto Dieci sull'emblema numismatico della fenice. Sarebbe interessante sentire altri pareri da esperti di monete siciliane sull'origine della motivazione e sul perchè Carlo d'Asburgo e poi Carlo e Ferdinando III di Borbone utilizzarono la fenice per le monete della zecca di Palermo.

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Molto interessante l'articolo di Roberto Dieci sull'emblema numismatico della fenice. Sarebbe interessante sentire altri pareri da esperti di monete siciliane sull'origine della motivazione e sul perchè Carlo d'Asburgo e poi Carlo e Ferdinando III di Borbone utilizzarono la fenice per le monete della zecca di Palermo.

per esoterismo

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francesco77

Molto interessante l'articolo di Roberto Dieci sull'emblema numismatico della fenice. Sarebbe interessante sentire altri pareri da esperti di monete siciliane sull'origine della motivazione e sul perchè Carlo d'Asburgo e poi Carlo e Ferdinando III di Borbone utilizzarono la fenice per le monete della zecca di Palermo.

per esoterismo

Che fai sfotti? :crazy:

Ok, allora visto che mi hai provocato ti farò notare una cosa.

Nello studio sulla fenice è scritto (pagina 7):

" ....... L'araba fenice è diventato simbolo della morte e risurrezion; si dice infatti ""come l'araba fenice che risorge dalle proprie ceneri". Dopo aver vissuto per 500 anni, la fenice sentiva sopraggiungere la sua morte, si ritirava in un luogo appartato e costruiva un nido sulla cima di una quercia o di una palma. Qui accatastava le più pregiate piante balsamiche, con le quali intrecciava un nido a forma di uovo. Infine vi si adagiava, lasciava che i raggi del sole l'incendiassero e si lasciava consumare dalle sue stesse fiamme. ........."""

E' una semplice combinazione che queste due tipologie di piante venivano utilizzate tantissimo nell'iconografia dei sovrani o nelle medaglie in generale?

Vi invito per tanto ad osservare quali fronde racchiudo spesso le epigrafi o i nomi dei premiato al rovescio delle medaglie. Ovviamente tali simboli sono presenti in molte medaglie europee del XIX e XX secolo, non solo in quelle italiane ma anche e soprattutto in quelle francesi.

Tutto ciò è quindi un caso?

La quercia è presente ad esempio molto spesso al dritto di monete e medaglie francesi coniate durante il regno di Luigi Filippo e nelle medaglie borboniche dello stesso periodo. Sicuramente esse vennero interpretate come la leggendaria corona civica di Nerone, cioè un segno di riconoscenza nei confronti di sovrani benefattori e salvatori del popolo.

Ecco a voi qualche immagine.

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francesco77

La regina delle due Sicilie Maria Sofia di Baviera in una medaglia tedesca del 1861 coronata dalla corona civica di quercia ..... e non di alloro come scritto da alcuni studiosi .........


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francesco77

Quercia ed alloro in una mastodontica medaglia per Ferdinando II.

Ma di esempi ne potete fare tanti, vi invito a cercare monete e medaglie europee con fronde di palma e di quercia.

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417sonia
Supporter

Buona serata

arrivato questa mattina e già letto tutto :pardon:

Complimenti a Mario, Francesco e Roberto; tutti interessanti i loro scritti e bravo naturalmente a Matteo, uno dei vincitori del concorso "Una Moneta per i giovani"

Bravi tutti :clapping: :clapping: :clapping:

saluti

luciano

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Lu.Giannoni

A proposito delle fronde di quercia, ulivo o palma ricordo che tali piante - per un verso o per l'altro - hanno sempre avuto una forte simbologia. Al di là del mito dell'araba fenice, basti pensare al significato dato alle querce dalle popolazioni celtiche (il vischio sacro nasceva sulle querce) o all'olivo (la colomba con il ramoscello di Noè) e alla palma come simbolo di pace nel mondo ebraico (ingresso di Gesù in Gerusalemme); la palma poi diviene nel mondo cristiano simbolo del martirio. Sarei portato a pensare che in tutto il mondo antico - talvolta indipendentemente le une dalle altre - le popolazioni attribuissero alle varie piante significati simbolici legati sia al ciclo delle piante stesse che a loro caratteristiche intrinseche.

Tornando alla numismatica ecco due esempi di monete con foglie di palma; una è della Barcellona napoleonica (al verso), l'altra è (sempre napoleonica) della nostra Gallia subalpina.

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Edited by Lu.Giannoni
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francesco77

La prox volta che vengo giù me le devi far vedere da vicino, magari davanti ad un buon bicchiere di Aglianico.... :good:

Certo! :good:

A proposito poi delle fronde di quercia e di palma, va detto che esse sono presenti in molte monete e medaglie di zecche italiane e francesi. Sarebbe interessante approfondire l'argomento, si tratta di un simbolismo che ogni giorno passo sotto i nostri occhi.

In realtà nelle immagini che ho postato precedentemente ho solo messo in rilievo le migliori fronde di quercia, quelle più altorilevanti (sulla medaglia in galvano del 1852 ad esempio hanno rilievi di circa un centimetro) ........ ma di esempi se ne potrebbero fare diversi.

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francesco77

http://www.ilportaledelsud.org/decennio_francese.htm

Articolo sulle medaglie napoletane in versione html a colori e con ingrandimenti vari disponibili su www.ilportaledelsud.org http://www.ilportaledelsud.org/francesco_di_rauso.htm .

A voi tutti auguro buona lettura!

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Un applauso va al testo presentato dal nostro Matteo Milani che ha partecipato al concorso di "Quelli del Cordusio" e di questo forum.

L'autore,in seguito,potrebbe ampliare il testo soffermandosi maggiormente sull'araldica degli stemmi citati.

Tuttavia,mi si perdoni l'ignoranza,ma non vedo sulla moneta(1/2 Lira 1822)raffigurato il collare dell'Ordine del Toson d'Oro

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dabbene

Ciao,

da quello che intendo leggendo, il giovane autore passa dalla descrizione della moneta dove infatti non parla del collare del Toson d'Oro nelle leggende a una descrizione dello stemma del Regno del Lombardo Veneto dove invece compare, io l'ho inteso così,

Mario

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dabbene

Si, infatti non c'è sulla moneta specifica, ma poi lui inizia una dissertazione tutta sullo stemma del Regno Lombardo Veneto, che esula dalla moneta, ma che comunque è collegata all'argomentazione, quindi due aspetti diversi, sicuramente l'intento era questo,

Mario

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  • 3 weeks later...

L'articolo di apertura in"Curiosità Numismatiche"ci spinge ad osservare anche il "terzo lato di una moneta"cioè il contorno e chi colleziona e studia monete del Regno di Napoli senz'altro potrà ammettere che negli stessi nominali ,delle volte, i contorni variano

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