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dizzeta

Savoia vs Genova

Risposte migliori

dizzeta

Chiedo infinite scuse perché di solito non mi piace parlare di monete che sono attualmente in asta dato che io le posso vedere solo in fotografia mentre illustri studiosi l’hanno esamitate certamente con la dovuta perizia e scienza …ma questa volta non ce la faccio ad aspettare la conclusione dell’asta.

Ho fatto qualche ricerca per capire cosa successe a Genova tra il 1622 e il 1624 che determinò un “qualcosa” che vi dirò alla fine.

Carlo Emanuele I di Savoia salì sul trono ducale non ancora diciannovenne nel 1580. Nel 1588 avanzò la sua candidatura, tra i tanti competitori, al trono di Francia. Nel 1605 fu la volta del trono di Spagna ma la nascita del futuro Filippo IV mandò all’aria i suoi disegni, da lì a poco, nel 1608, quell’ossessione gli fece concepire uno dei suoi progetti più chimerici: strappare al Turco non solo Cipro e Rodi, ma anche Albania, Serbia, Bulgaria, Bosnia e farsi re di quelle terre, ma Papa Paolo V gentilmente ricusò la sua richiesta (anche per le proteste dei Veneziani). Dieci anni dopo, alla notizia dei primi moti in Boemia, aspirò a farsi re di quel paese ma gli fu preferito Ferdinando II. Insomma non riuscì a farsi re.

Tra i suoi punti fermi della sua versatile politica c’erano: la riconquista di Ginevra, la conquista del Monferrato gonzaghesco e soprattutto la Lombardia spagnola. Genova non entrò tra i suoi progetti che tardi, nel 1620, per istigazione francese, ma senza troppa convinzione da parte sua perché ben di più gli premeva la Lombardia, il cui possesso unito al titolo di re, l’alleato gli aveva fatto sperare.

Ma nel 1624, a Torino, discusse con gli inviati francesi della possibilità di una spedizione contro Genova ed egli fece un ultimo tentativo di persuaderli a lasciar da parte quella piccola impresa e tentare piuttosto a quella, ben più importante, di Lombardia. Ma Richelieu, che non voleva ancora una guerra aperta con la Spagna, fermamente vi si oppose. Non si doveva toccare la Lombardia se non nel caso di una eventuale difesa da altri pretendenti. Al duca non restò che marciare su Genova prendendo a pretesto l’operazione Zuccarello.

I rapporti con la Repubblica di Genova erano stati in passato contrassegnati da ripicche e scaramucce che erano d’uso tra i confini di due stati. Di mezzo poi c’erano, tra la Repubblica e il Piemonte, una miriade di minuscoli stati a far da cuscinetto, chiamati feudi imperiali, e per il possesso dell’uno o dell’altro i due vicini venivano spesso in contrasto. L’ultimo, il più vivo, era quello per il possesso del marchesato di Zuccarello, una rocca, che liberava il passaggio ad Albenga, che la Repubblica di Genova era riuscita a comperare segretamente, a dicembre del 1622, dall’imperatore Ferdinando II per l’incredibile cifra di 220.000 fiorini (un altro testo dice talleri, di cui ¾ pagati subito e l’ultimo quarto alla morte del marchese Ottavio del Carretto).

Quando Emanuele Filiberto seppe di quell’acquisto fece finta di andare su tutte le furie così che l’8 aprile 1624 scrisse una lettera minacciosa alla Repubblica.

Genova non se ne impensierì, anzi (ma questo lo ipotizzo io...tutto il resto l'ho preso da vari storici che hanno scritto la Storia di Genova) in risposta a quella lettera, con un po’ di spavalderia, coniò alcune monete con la particolare legenda “IN HOC SALVS MVNDI”, forse facendo il verso ai fiorini che coniavano i Savoia con la legenda “IN HOC EGO SPERABO”, quindi, secondo la mia ipotesi, necessariamente dopo aprile 1624.

Carlo Emanuele I, insieme con la Francia, l’anno seguente sferra l’attacco e raggiunge con azione fulminea, attraverso il Monferrato, l’oltregiogo genovese, occupa i castelli di Gavi e Capriata ad Ovada e Rossiglione, poi punta a Voltaggio dalla Bocchetta e dai Giovi, mentre i Francesi seguono di rincalzo.

Interrompo qui arrivando subito alla conclusione (altrimenti la faccio troppo lunga): per varie casualità i Savoia furono costretti a ripiegare, l’ormai insperata vittoria genovese avvenne il 10 maggio 1625, subito i piissimi genovesi accreditarono all’intervento miracoloso della Madonna tale trionfo e, con voto unanime del Senato, per memoria e ringraziamento costruirono sulle pendici dei Giovi il Santuario di N.S. della Vittoria.

Tutto questo preambolo per dire che io ho sempre pensato che la legenda “IN HOC SALVS MVNDI”, apparsa su una rarissima serie di scudi e frazioni, sia stata determinata da quegli avvenimenti tanto è vero che su quelle monete compare la data 1624 e il Pesce, nel suo libro, conferma: “coniate solo in quell’anno”.

Oggi però vedo in un’asta un esemplare con quella legenda con la data 1622! …che mi mette in crisi.

Perché mai quell’anno?

Qualche zecchiere coniando le monete nel 1624, ha approntato un conio diverso (peraltro diverso in più particolari) con data 1622? …O è semplicemente opera di un burlone?

PS: è già noto, ad esempio, il fatto che alcune "madonnine" siano state falsificate con impressa una data di qualche anno precedente alla apparizione delle monete originali ...

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Modificato da dizzeta
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Littore

Anche Agostino Schiaffino nelle sue "Memorie di Genova" parla del novembre 1624.

"In questo mese la Republica dà fuori scudi d’argento, mezzi e quarti, stampati di nuovo, ne quali si vidde alterata l’inscritione poiché, invece del “Conradus II Rex Romanorum”, si leggeva, dalla parte della croce, “in hoc salus mundi”."

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Naville Numismatics Ltd

Complimenti Dizzeta,

tematica e trattazione affascinanti.

Un saluto

Andrea Lippi

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bavastro

ciao, ipotesi plausibile.

in un certo senso lo scudo datato 1624 è una commemorativa. Gli altri pezzi della stessa serie mantengono CONRADVS REX, inoltre la rarità R4 mi fa pensare che non servisse tanto per la circolazione, quanto per la ostentazione.

Aspettiamo la fine dell'asta ed eventuali sviluppi.

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Ianva

Davvero interessante intervento di dizzeta, come sempre :). Tuttavia non ho la preparazione per intervenire in modo esaustivo, mi limiterò a seguirla per imparare qualcosa, come sempre :)

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dizzeta

Davvero interessante intervento di dizzeta, come sempre :). Tuttavia non ho la preparazione per intervenire in modo esaustivo, mi limiterò a seguirla per imparare qualcosa, come sempre :)

Oh mamma mia, imparare da me!!!???

Ogni 3 discussioni ne sbaglio 2 e la terza è: "Bellissimo" ... eppoi mi piace "volare" con la fantasia ...ma ci pensano gli amici a "gettare l'ancora" e bloccarmi quando eccedo...

Grazie dell'apprezzamento, comunque!

PS: Io sul forum mi permetto di dare del "tu" a tutti ....mi sento in famiglia, altrimenti non potrei scrivere quello che mi passa per la testa con questa "leggerezza", ...ben altre sono le persone da leggere con attenzione ...

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Ianva

@@dizzeta non essere troppo modesto, potrai essere un passionale ma la cosa non è un male (fa anche rima). Scherzi a parte, le formalità (dare del tu, come parliamo, ecc..) per me nulla hanno a che vedere con lo spessore contenutistico, anche se si tratta di sole ipotesi ;)

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dizzeta

...e ancora, tu hai scelto un nick : dolce da pensare, dilettevole da pronunciare, piacevole da ascoltare e famoso da diffondere, quel nome è miele alla bocca, melodia all'orecchio, gioia nel cuore (Nomen civitatis nostra, quod est Ianua, est nomen dulce ad meditatum, delectabile ad proferendum, iocundum ad audiendum et celebre ad divulgandum. Est etiam illud nomen in ore mel, in aure melox, in corde iubilus." - Iacopo da Varagine anno 1200).

Come potrei non essere confidenziale .....

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Ianva

Si, in effetti, con il senno di poi mi rendo conto di aver scelto un nick, diciamo, "importante". La tua citazione lo dimostra. Molti pensano che sia un esperto della monetazione genovese quando mi scrivono, ma non è così :) . In realtà non sono esperto di nulla in numismatica :blush: .

Sentiti libero di essere confidenziale in ogni forma, come vedi lo faccio anche io!

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Littore

Auster et Occasus, Septemptrio novit et Ortus quantos bellorum superavi Ianua motus. Ma anche io sono di origine ligure, e quindi di parte. :D

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dux-sab

in quale asta si trova il 1622, tanto per dargli un'occhiata.

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dizzeta

Auster et Occasus, Septemptrio novit et Ortus quantos bellorum superavi Ianua motus. Ma anche io sono di origine ligure, e quindi di parte. :D

Perdonami se "traduco"...per i miei "fans" che mi leggono sempre dalla Corsica ...

Trattasi di parte dell'iscrizione che è murata in Porta Soprana e vuol dire, più o meno,: "Il Meridione e il Ponente, il Settentrione e l'Oriente sanno su quali enormi fremiti di guerre io, Genova, abbia prevalso" ....e si riferiva a "quelli che cercano la guerra che si ritireranno tristi e battuti se si avvicineranno a quella Porta".

Ma questo valeva solo fino al XVII secolo ...perchè poi quella regola è andata in prescrizione .... anzi oggi la declamano i vigili a quelli che posteggiano fuori dalle righe in quella zona ...

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dizzeta

in quale asta si trova il 1622, tanto per dargli un'occhiata.

Asta Gadoury Monaco 2013, lotto 547 ...ma credo che lo sappiano che c'è l'incongruenza in quanto se fosse stata "regolare", secondo me, avrebbe avuto un "partenza" più elevata

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Ianva

Grazie dizzeta per la traduzione :) Farò caso quando passerò da porta soprana!

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savoiardo
Supporter

:sorry::sorry: :sorry:

purtroppo ho letto solo ora questa discussione... grazie alla segnalazione fatta sulla sezione dedicata alle sabaude...

e ringrazio della cosa fatta perché ho trovato molto interessante questa discussione!

la mia opinione personale, tendo a sottolineare personale, pone solo due opzioni alla cosa, o un errore in preparazione di conio nella data, ma più probabile un semplice recupero di conio, anche se quando veniva fatto normalmente veniva ribattuta la data...

potrebbe essere che si tratti delle prime monete battute con la legenda modificata utilizzando un conio del diritto già presente e non usato, anche se vecchio di due anni...

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matteo95
Supporter

Leggo anch'io solamente ora questa discussione ......

A mio modesto parere , a esser sincero , non mi fa affatto una bella impressione questo scudo .....( e non sarebbe l unico lotto di quell asta )

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