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L. Licinio Lucullo

Aera signata

Risposte migliori

L. Licinio Lucullo

Cominciamo con il raccogliere bqualche bella fotografia, per ricordare il fascino di questi dinosauri.

Anche se la discussione concerne gli aera signata attribuiti a Roma, cominciamo con quelli "pre-romani" (http://numismatica-classica.lamoneta.it/cat/R-AESR)

Modificato da L. Licinio Lucullo

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L. Licinio Lucullo

Il famoso ramo secco ritrovato a Bitalemi

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L. Licinio Lucullo

Il bellissmo "ramo secco" battuto da Artemide (asta XXVIII del 2010, lotto 1121, g 1.865, mm 148 x 74 x 30, aggiudicato per 12.000 euro più diritti d'asta)

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L. Licinio Lucullo

Commenta la Casa d'aste (http://www.deamoneta.com/auctions/view/17/1121):

Questo aes signatum, ben conservato e di grande fascino, è uno dei migliori esempi della produzione premonetale della penisola italica. Il suo peso di 1865 gr. lo colloca tra i più grandi in assoluto. La produzione di questa tipologia di barre risale ad un periodo antecedente al IV secolo a.C. Non è possibile stabilire una datazione più precisa, poiché l’uso di questi veri e propri ‘monumenti storici’, ha accompagnato tutta l’evoluzione della fusione del bronzo, dagli inizi sino alla produzione della moneta (secondo l’accezione moderna del termine).
In base ai reperti noti, è possibile classificare queste barre secondo criteri di raffigurazione e secondo criteri dimensionali. Le tavole di Haeberlin (Frankfurt A.M. 1910) bene illustrano le varianti e le diverse dimensioni (tavv. da 4 a 8).
Il nostro esemplare corrisponde al tipo più grande, con disegno definito ramo secco, presente sia al dritto che al rovescio. Altri manufatti, probabilmente appartenenti ad epoche più recenti, presentano la lisca di pesce ed i delfini in diverse combinazioni.
Il tipo del ramo secco è noto in due varianti. La prima può essere considerata la più antica poiché si presenta tozza e di forma irregolare, lievemente cuneiforme, con uno stile che appare piuttosto rozzo e poco curato. I rami del ramo secco hanno i versi concordi tra il diritto ed il rovescio. La seconda, probabilmente un po’ più recente della precedente, si presenta più curata nella realizazione e nello stile, uniforme nelle dimensioni, con sezioni regolari ed uguali. Netta la differenza con la prima tipologia, poiché in questo secondo caso i versi dei rami risultano contrapposti tra dritto e rovescio.
A questa seconda tipologia appartiene il nostro pezzo, che, con i suoi 1865 gr., ci risulta essere il più pesante conosciuto. Il Turlow e Vecchi (Dorchester 1979) illustra un esemplare di 1552 gr (plate 3). Haeberlin (tav. 7 n° 6) illustra un pezzo di 835.20 gr., con sezione minore coincidente con quella del nostro esemplare. Garrucci (Roma 1885) illustra un pezzo di 1110 gr. proveniente dal ripostiglio di Fabro e poi confluito nella collezione Strozzi. Di quest’ultimo esemplare è raffigurata anche la vista laterale, che si presenta lievemente curva, proprio come risulta anche nel caso del nostro esemplare. Evidentemente la tecnica di lavorazione successiva alla fusione comportava una posizione in fase di raffreddamento che provocava la lieve curvatura. Non ci stupiremmo se i due pezzi (il nostro e quello descritto da Garrucci) avessero avuto origine nella stessa officina.

L’ esemplare offerto proviene dalla dispersione della collezione Tonachini ed è stato illustrato su ‘Il collezionista’ n° 12 del 1956. Compare anche su Pagine Gialle ‘turismo’ di Marche e Umbria del 1992/1993, presentato quale magnifica testimonianza della storia antica di quella terra

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L. Licinio Lucullo

L'esemplare del museo archeologico di Bologna

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Modificato da L. Licinio Lucullo

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L. Licinio Lucullo

Passiamo alla seconda "serie" di aera signata preromani: la cosiddetta lisca di pesce.

Ne conosco un solo esemplare sicuramente e chiaramente diverso dal ramo secco, il lingotto del British Museum

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L. Licinio Lucullo

Ha una particolarità che mi ha sempre incuriosito: al retro reca una clava (ne abbiamo parlato qui, http://www.lamoneta.it/topic/90692-aes-signatum/, e qui http://www.lamoneta.it/topic/83083-aes-grave-serie-ovale/?p=1155037 ).

Mi chiedo allora: esiste un "lisca di pesce" senza clava?

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L. Licinio Lucullo

Sempre dal British, il lingotto con i crescenti.

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L. Licinio Lucullo

Trascrivo la scheda tecnica del Museo:

Department: Coins & Medals

Registration number: 1867,0212.6

Additional IDs
HSBC.1781 (Money Gallery Exhibited)

Bibliographic reference
HN Italy 212, p.38 (type)
Haeb 3, p.23

Object types
currency-bar

Denomination
aes signatum
Materials
copper alloy (scope note | all objects)
Techniques
cast (scope note | all objects)
Production place
Made in Tarquinia (all objects)
(Europe,Italy,Lazio,Viterbo (province),Tarquinia)
Place (findspot)
Excavated/Findspot Tarquinia (said to be from (according to Garrucci)) (all objects)
(Europe,Italy,Lazio,Viterbo (province),Tarquinia)
Date
275BC (about)
Period/Culture
Italic (scope note | all objects)
Authority
Issuer Anonymous (all objects)

Description
Cast copper alloy currency-bar ('aes signatum').
(obverse) Two crescents.
(reverse) Two crescents.

Dimensions
Weight: 612.04 grammes
Length: 104 millimetres
Width: 57 millimetres
Thickness: 18 millimetres

Curator's comments
Bars with crescents, from Tarquinia, Etruria, 3rd century BC.
Bars of this type have been found only at Tarquinia, suggesting that they were made there. They have been found in graves, but a monetary function is suggested by their association in the same graves with coins and from their similarity to other Italian bars.

Copper alloys were used as currency in northern and central Italy in the form of scrap and cast into bars. The earliest bars contained copper and iron, and apparently circulated from the 6th to 3rd centuries BC, mainly in Etruria. They were very brittle, and it seems likely that the iron was introduced to increase their weight. The weight was not fixed at this stage, but when the Romans started to make their own currency bars in about 300 BC, they adopted a standard of about 5 Roman pounds

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L. Licinio Lucullo

Veniamo al primo (?) lingoto con un segno apparentemente alfabetico: il lingotto atribuitoa Tarquinia.

Reca, come noto, una "A" barrata.

Ne conosco tre esemplari (tuuti e tre frammenti), rispettivamente appartenenti al British Museum (438,11 g, 61x56 mm), all'American Numismatic Society (220,98 g, 58x39 mm) e alla collezione Kircher (343,8 g, 56x56 mm).

Non esistono riscontri per la "A" barrata: per Haebrelin e McCabe è un monogramma di TA [chna], ovvero Tarquinia (i frammenti sono stati rinvenuti a Corneto); per Garrucci e Willers è III A, tres asses; per Comparette è solo una semplificazione ed evoluzione stilistica del ramo secco.

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L. Licinio Lucullo

L'esemplare del British:

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L. Licinio Lucullo

La scheda del British:

Object types
currency-bar (all objects)

Denomination
aes signatum
Materials
copper alloy (scope note | all objects)
Techniques
cast (scope note | all objects)
Production place
Made in Tarquinia (all objects)
(Europe,Italy,Lazio,Viterbo (province),Tarquinia)
Place (findspot)
Excavated/Findspot Tarquinia (all objects)
(Europe,Italy,Lazio,Viterbo (province),Tarquinia)
Date
275BC (about)
Period/Culture
Italic (scope note | all objects)
Authority
Issuer Anonymous (all objects)

Description
Cast copper alloy currency-bar (aes signatum) (incomplete).
(obverse) Letter A with (at least) three bars.
(reverse) Letter A with (at least) three bars.

Inscriptions
Inscription Type: inscription
Inscription Position: obverse and reverse
Inscription Content: A
Inscription Comment: or possibly monogram TA


Dimensions
Weight: 418.67 grammes (incomplete)
Length: 63 millimetres
Width: 56 millimetres

Curator's comments
Currency bar from Tarquinia, Etruria, 3rd century BC.
Bars of this type have been found only at Tarquinia, suggesting that they were made there. They have been found in graves, but a monetary function is suggested by their association in the same graves with coins and from their similarity to other Italian bars.

Copper alloys were used as currency in northern and central Italy in the form of scrap and cast into bars. The earliest bars contained copper and iron, and apparently circulated from the 6th to 3rd centuries BC, mainly in Etruria. They were very brittle, and it seems likely that the iron was introduced to increase their weight. The weight was not fixed at this stage, but when the Romans started to make their own currency bars in about 300 BC, they adopted a standard of about 5 Roman pounds.

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L. Licinio Lucullo

L'esemplare della collezione Kircher:

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L. Licinio Lucullo

Abbiamo chiuso con i lingotti "pre romani", veniamo a quelli attribuiti alla Repubblica.

Le foto dei lingotti migliori sono presenti nel nostro catalogo (http://numismatica-classica.lamoneta.it/cat/R-AESS).

Vorrei qui segnalarVi soltanto alcune pezzi passati in asta.

Modificato da L. Licinio Lucullo

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L. Licinio Lucullo

Cominciamo con un esemplare "curioso", offerto a oltre 56.000 euro su internet (http://monnaies.delcampe.fr/page/item/id,154611644,var,MAGNIFIQUE-AES-SIGNATUM-BRONZE-GLAIVE-FOURREAU-de-GLAIVE-,language,F.html#description).

Si presenta come una variante del lingotto spada / fodero (RRC 8/1, http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-AESS/6)

g 1.571, mm 84 x 154 x 15 (20 mm in corispondenza dei rilievi).

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L. Licinio Lucullo

Un altro frammento del RRC 5/1, rimasto invenduto per 500 euro più diritti d'asta. Asta Artemide XXXVIII (giugno 2013), lotto 131, grammi 27,78

post-13865-0-15061700-1383834182_thumb.j

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Modificato da L. Licinio Lucullo

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L. Licinio Lucullo

Attendo speranzoso commenti ...

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numa numa
Supporter

Andrew, Licinus

thanks for a fantastic discussion with very useful evidence for these important issues.

I believe much is still to be done in the field of initial marked bars, the early forms of AES SIGNATUM, while relatively more studies abound on the "Quadrilateri" bars with symbols and animals.

These latter pieces are relatively infrequent also through the market, onestep would be to list all specimens passed thorugh the auction sales along the years. I remember two magnificent pieces (one with the Eagle on thunderbolt and ROMANOM legend) auctioned at Bank Leu in the early nineties and a large fragment of the bull/bull bar at NAC a few years ago (a comolete wonderful specimen of the bull/bull was auctioned at Hirsch some 50-60 years ago (I'm travelling for work and have no access to complete references), while one of the less rare specimen , the augural chicken one has appeared at several auctions and sales in recent years.

Good job!

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L. Licinio Lucullo

I see many of my own photos above!

You are right, excuse me I didn't thank you.

I had hat them in my "dream list" for so longo, that I forgot their source! Sorry!

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