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Frattura di conio monete veneziane


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Buonasera a tutti,

ho notato che in certe monete di Venezia, ad esempio scudo della Croce, ducatone di Santa Giustina e relativi sottomultipli sono presenti molto frequentemente crepe, fratture e salti di conio. Qualcuno sa spiegarmi perchè questi errori di conio avvenivano, specialmente per questo tipo di monete?

Grazie a tutti gli esperti che gentilmente vorranno animare la discussione.

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Se il metallo non è abbastanza caldo tende a fratturarsi. Inoltre le monete di grande modulo ricevevano più colpi e quindi erano sottoposte a un carico maggiore che poteva causare più danni al tondello.

Arka

Edited by Arka
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417sonia
Supporter

Buona serata

Sui grossi moduli è certamente più facile trovare questi "difetti".

Tieni conto che, in genere, parliamo di monete battute a martello, una per una, (in questo, la zecca di Venezia, si può dire che fu tra le ultime ad usare la tecnologia) e quindi il colpo sul conio doveva essere molto forte e spesso ripetuto, anche se i tondelli erano "ricotti" e quindi più morbidi rispetto a come erano al momento in cui venivano preparati e tagliati/aggiustati.

Con la ricottura si stemperavano le tensioni che il metallo aveva acquisito nel momento in cui, da lingotto, era stato trasformato in lastra; ma poteva avvenire che la ricottura non fosse stata fatta a dovere, oppure il tondello avesse perso buona parte del calore che doveva conservare per facilitare la coniazione e quindi la battuta diventava quasi a freddo; puoi immaginarti che fatica per l'operaio e che stress per il metallo. (anche quello del conio di martello che, infatti, spesso si rompeva).

Capitava anche che una errata inclinazione del conio di martello poteva causare alla moneta scivolamenti con relativi salti di conio, "ombreggiature" nell'iconografia e nella legenda, crepe e fenditure; a volte, sui moduli più grossi, si può scorgere una specie di gradino, più o meno centrale nella faccia della moneta e da questo notare una diversa inclinazione delle due parti della superficie che vanno verso il bordo.

Tutti difetti generati da una produzione manuale che si riscontra, non solo sui grandi moduli veneziani, ma anche in altre monetazioni.

Con l'uso del torchio, la coniazione divenne più raffinata e curata e buona parte di questi difetti cessarono.

saluti

luciano

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... A proposito.. Appena ho mezz'ora libera presento al forum la mia collezione... Ho aperto questa discussione proprio perché possiedo un mezzo scudo di A. Priuli con questi errori di conio.. Grazie ancora per le cortesi, rapide e competenti risposte!

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King John

Buona serata

Sui grossi moduli è certamente più facile trovare questi "difetti".

Tieni conto che, in genere, parliamo di monete battute a martello, una per una, (in questo, la zecca di Venezia, si può dire che fu tra le ultime ad usare la tecnologia) e quindi il colpo sul conio doveva essere molto forte e spesso ripetuto, anche se i tondelli erano "ricotti" e quindi più morbidi rispetto a come erano al momento in cui venivano preparati e tagliati/aggiustati.

Con la ricottura si stemperavano le tensioni che il metallo aveva acquisito nel momento in cui, da lingotto, era stato trasformato in lastra; ma poteva avvenire che la ricottura non fosse stata fatta a dovere, oppure il tondello avesse perso buona parte del calore che doveva conservare per facilitare la coniazione e quindi la battuta diventava quasi a freddo; puoi immaginarti che fatica per l'operaio e che stress per il metallo. (anche quello del conio di martello che, infatti, spesso si rompeva).

Capitava anche che una errata inclinazione del conio di martello poteva causare alla moneta scivolamenti con relativi salti di conio, "ombreggiature" nell'iconografia e nella legenda, crepe e fenditure; a volte, sui moduli più grossi, si può scorgere una specie di gradino, più o meno centrale nella faccia della moneta e da questo notare una diversa inclinazione delle due parti della superficie che vanno verso il bordo.

Tutti difetti generati da una produzione manuale che si riscontra, non solo sui grandi moduli veneziani, ma anche in altre monetazioni.

Con l'uso del torchio, la coniazione divenne più raffinata e curata e buona parte di questi difetti cessarono.

saluti

luciano

Uauuu che competenza! Complimenti!

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417sonia
Supporter

Buona giornata @ e@@King John

:blush: ....è solo frutto di buone letture (per questo non mi stanco mai di raccomandare lo studio su buoni libri; sono indispensabili) e.....un po' più di tempo a disposizione per una risposta articolata; il ritorno a casa prima del solito, la cena non ancora pronta... oo) :rolleyes:

saluti

luciano

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Liutprand

Buona giornata @ e@@King John

:blush: ....è solo frutto di buone letture (per questo non mi stanco mai di raccomandare lo studio su buoni libri; sono indispensabili) e.....un po' più di tempo a disposizione per una risposta articolata; il ritorno a casa prima del solito, la cena non ancora pronta... oo) :rolleyes:

saluti

luciano

Forse dovremmo raccomandarlo più spesso, soprattutto ai giovani, guardare monete non basta, bisogna leggere!

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417sonia
Supporter

Sono d'accordo, gli studi sono le fondamenta della Numismatica. Chi possiede il libro di Stahl, "La zecca di Venezia nell'età medioevale"?

Buona giornata

Libro che non deve mancare in biblioteca.....

Casa editrice "Il Veltro", tra l'altro specializzata in libri di cultura veneziana.

http://www.ilveltroeditrice.it/home.html

saluti

Luciano

@@prtgzn grazie; ma....

Non è farina del mio sacco... io ho sintetizzato cose che a mia volta ho letto :pardon:

saluti

Luciano

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