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VAS ELECTIONIS


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tornese71

A pagina 446 de Il Linguaggio delle Monete, di Mario Traina, leggo che lo scudo d'oro di Paolo III con San Paolo esiste in 3 tipi, a seconda delle combinazioni tra due diverse immagini del Santo e due stemmi differenti.

Mi incuriosiscono le due diverse "pose" di San Paolo descritte da Traina:

1° tipo (abbinato a stemma a cuore):

Santo stante, la testa volta a sinistra, con spada puntata a terra e Vangelo aperto in atto di leggere.

2° e 3° tipo (abbinati rispettivamente a stemma semiovale o ovale oppure a cuore):

Santo stante, testa volta a destra, con spada eretta e libro chiuso contro il fianco.

Ora, tenendo presente che la legenda S PAVLVS VAS ELECTIONIS è tradotta da Traina in San Paolo vaso di elezione (= strumento eletto), indicando come confronto un passo degli Atti degli Apostoli (9, 15: ... vas electionis est mihi iste... egli è per me uno strumento eletto...), mi e vi chiedo:

in una lettura complessiva della moneta quale significato può essere sottinteso dal modo in cui sono stati incisi gli attributi del Vangelo (aperto o chiuso) e della spada (puntata a terra o eretta) ?

Grazie a quanti risponderanno

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fonte: mcsearch

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fonte mcsearch

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Edited by tornese71
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Epiteto dell’apostolo s. Paolo, che risale a un passo degli Atti degli Apostoli (9, 15) dove Gesù appare in sogno ad Anania per mandarlo a cercare Saulo, e di lui dice: vas electionis est mihi iste, ut portet nomen meum coram gentibus ... («egli è il mezzo che io ho eletto perché porti il mio nome tra le genti ...»).

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Quesito interessante, non so se ci sono significati impliciti nel libro e nello spadone di S.Paolo, un pò come la coda del leone di S. Marco per Veneziam ma va detto però che spessissimo ci sono monetazioni (es. i quattrini battuti a Gubbio nel XVII secolo) dove sono presenti entrambe le tipologie di rovescio, in contemporanea come nel caso di questi scudi di Paolo III.

In questo caso più che un significato "simbolico", può contare il fatto che il primo (mezza figura del santo) è opera di Benvenuto Cellini, stando alle sue memorie, ed il secondo di altro incisore. Non è escluso che oltre alle differenze stilistiche dovute alla "mano", si sia voluto anche distinguere in qualche modo i due coni con le particolarità del libro e dello spadone.

Ciao, RCAMIL.

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tornese71

Grazie a chi ha risposto e a chi vorrà intervenire in seguito.

Spiego perché ho formulato la domanda.

Diciamo che, indipendentemente dal caso specifico di queste monete, parto da una convinzione di fondo: in tempi in cui leggere era prerogativa di pochi, era importante la possibilità di riconoscere e quindi di interpretare le immagini.

Considerando le monete, sulle quali le legende erano in latino e variamente abbreviate, il discorso credo valga ancora di più. Pochi sapevano interpretare le scritte (che spesso contenevano anche errori di punzonatura) ma più o meno tutti potevano "leggere" le impronte.

Per questo - parlo sempre in generale - si poteva avere minor cura per le legende rispetto ai dettagli di ciò che veniva effigiato nel campo delle monete.

E' anche, se vogliamo, il principio alla base delle contraffazioni.

Ora qui abbiamo due monete di pari valore, battute sotto lo stesso pontificato, con medesima legenda e con impronte simili: San Paolo con i classici attributi del libro-Vangelo e spada.

E' vero che sono opera di due diversi incisori, uno dei quali Cellini, e che questo potrebbe spiegare la differente interpretazione (e resa) del Santo.

Ma a me piace pensare che possa esserci qualcosa di più, di simbolico, anche se non so spiegare cosa.

E a ben guardare, oltre alle due differenze già segnalate, ce n'è anche un'altra: nello scudo di Cellini il Santo tiene il Vangelo con la destra e la spada con la sinistra.

Nell'altro è esattamente il contrario.

Quindi abbiamo: libro aperto nella destra, spada rivolta in basso nella sinistra oppure spada eretta nella destra e libro chiuso nella sinistra.

Quest'ultimo modo di rappresentare il Santo è assai simile a questa tempera su tavola di Masaccio (fonte dell'immagine: wikipedia), di circa un secolo precedente.

Sarà un caso?

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miroita

" in una lettura complessiva della moneta quale significato può essere sottinteso dal modo in cui sono stati incisi gli attributi del Vangelo (aperto o chiuso) e della spada (puntata a terra o eretta) ? "

Credo che la cosa più importante sia non quella di andare a leggere la moneta in sé o la frase degli atti degli apostoli, quanto l'iconografia classica di San Paolo.

Paolo, dal latino "piccolo", era sicuramente di statura inferiore alla media, gracile, calvo, con gli occhi arrossati, grande naso arcuato, gambe storte e corte. (Così almeno si descrive San Paolo nelle Lettere da lui inviate alle prime comunità cristiane).

Nella realtà l'iconografia classica non ha tenuto quasi in nessun conto questi elementi salienti, rappresentandolo sempre come un gigante maestoso, lasciandogli solo la sua calvizie. Ma anche qui abbiamo delle eccellenti eccezioni, dal momento che Raffaello lo rappresenta con una folta capigliatura.

Uno gli elementi che lo hanno sempre contraddistinto è stato il libro che originariamente era rappresentato da un papiro a forma di rotulo, in riferimento proprio alle Lettere da lui scritte alle comunità cristiane. Altro elemento ricorrente è la spada, che appare verso il secolo XIII. Talvolta, addirittura due spade, sia in analogia a San Pietro con le chiavi, sia perché una delle due spade era considerata come emblema della parola di Dio mentre l'altra era considerata lo strumento del suo martirio (San Paolo morì decapitato a Roma nel 64-67 ).

Nella Monetazione, l'immagine di San Paolo, calvo barbuto e con spada e Vangelo, fu quasi sempre affiancata a quella di San Pietro, e solo con Papa Paolo III torna ad occupare un ruolo da solo in una faccia delle monete. Fanno eccezione un lato dei sampierini medievali a Roma (1174) e la legenda in una moneta di Papa Stefano II (885-888).

Indifferentemente appare con il Vangelo aperto o chiuso, appoggiato al petto o sul ginocchio, nella mano sinistra o nella destra, od altro, così come la spada che appare tenuta con la mano destra o con la sinistra, rivolta verso l'alto o puntata a terra. Il tutto nella più ampia discrezionalità dell'artista che ha voluto rappresentarlo.

(notizie attinte da fonti diverse)

Edited by miroita
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tornese71

Io preferisco credere che il Cellini abbia voluto fare qualcosa di diverso.

Se guardiamo i ducati anche di papa Paolo II vediamo San Paolo con la spada levata, e moltissime rappresentazioni ce lo mostrano così.

" in una lettura complessiva della moneta quale significato può essere sottinteso dal modo in cui sono stati incisi gli attributi del Vangelo (aperto o chiuso) e della spada (puntata a terra o eretta) ? "

Credo che la cosa più importante sia non quella di andare a leggere la moneta in sé o la frase degli atti degli apostoli, quanto l'iconografia classica di San Paolo.

[...]

Indifferentemente appare con il Vangelo aperto o chiuso, appoggiato al petto o sul ginocchio, nella mano sinistra o nella destra, od altro, così come la spada che appare tenuta con la mano destra o con la sinistra, rivolta verso l'alto o puntata a terra. Il tutto nella più ampia discrezionalità dell'artista che ha voluto rappresentarlo.

(notizie attinte da fonti diverse)

Grazie a entrambi per essere intervenuti.

In effetti è più che possibile che dietro la differente rappresentazione del santo nelle due monete non vi sia altro che la libertà espressiva degli artisti nell'interpretarlo.

Né, quindi, voglio per forza vedere dietro tali scelte qualcosa che non c'è.

Semplicemente mi chiedevo, visto che Paolo III è il papa del Concilio di Trento, quindi il promotore della risposta della Chiesa di Roma alla Riforma Luterana, se la spada levata in un caso e il libro aperto nell'altro non potessero rappresentare in qualche modo questa fermezza e volontà del pontefice nel combattere il Luteranesimo.

Il libro aperto (correggetemi se sbaglio) dovrebbe essere attributo solo degli evangelisti e dei dottori della Chiesa. E San Paolo non è né l'uno né l'altro.

La spada poi, oltre che simbolo del martirio, può rappresentare la Parola di Dio, ma se la consideriamo per quello che è - un'arma - assume una duplice accezione, a seconda che sia usata per attaccare o per difendere.

Mi rendo conto, però, che questi che vorrebbero essere ragionamenti ad alta voce, di fatto sono solo fantasie o, se preferite, suggestioni ispirate dalla bellezza delle monete in questione.

Suggestioni destinate, in assenza di prove o argomentazioni migliori, a rimanere tali.

Però (e sono sicuro che almeno su questo sarete d'accordo con me) anche questo è il bello della numismatica.

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Proprio qualche giorno fa la NAC ha venduto i due ducati di Paolo III.

http://www.sixbid.com/browse.html?auction=1042&category=21364&lot=974070

http://www.sixbid.com/browse.html?auction=1042&category=21364&lot=974071

tutti e due dati SPL ( valutazione in considerazione del tipo e anche perchè di migliori se ne vedono ben pochi)

venduti a 1200 e 800 e qui la differenza ci stà.Anzi direi che chi si è aggiudicato il Cellini ha fatto un buon acquisto.

( la mano del maestro si vede......)

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