eliodoro Inviato 10 Gennaio, 2014 #1 Inviato 10 Gennaio, 2014 Buongiorno a tutti, spinto dalla curiosità conseguente alla lettura della discussione introdotto da @@conrad59 in piazzetta, ho trovato quest'interessante articolo a firma di Claudia Perassi circa il costo della vita ed il valore del denaro nell'antica Pompei. Con un'asse si acquistava un formaggio o vino di mediocre qualità, mentre i ricchi romani spendevano capitali per schiavi come un grammaticus, ossia un filologo critico di opere letterarie. Una famiglia media spendeva sei sesterzi al giorno per la vita quotidiana. Saluti Eliodoro i-prezzi-a-pompei.pdf 3 Cita
cancun175 Inviato 12 Gennaio, 2014 #2 Inviato 12 Gennaio, 2014 Grazie @@eliodoro. Pompei è una miniera di informazioni di vita quotidiana. Ma poi per avere analoghi dettagli sui prezzi occorre saltare a Diocleziano e alle sue tabelle. Sarebbe interessante sapere, per esempio, che cosa si poteva comperare con un antoniniano prima della riforma di Aureliano. Cita
Illyricum65 Inviato 12 Gennaio, 2014 #3 Inviato 12 Gennaio, 2014 Ciao, in effetti il quadro di Pompei rispecchia l'economia di una fiorente cittadina romana e dà un'evidenza di questa realtà e non sono assoluti. Le tariffe nell'Urbe erano diverse ed i prezzi erano maggiori (per i beni di uso comune) o minori (rispetto a merci di pregio) rispetto ai centri periferici o addirittura provinciali. Per cui sono mediamente indicativi ma non assoluti in tutto l'Impero. Come giustamente asserisce Cancun abbiamo poi uno jato fino all'editto di Diocleziano che cercò di calmierare i prezzi, di stagnare l'inflazione e di limitare le variazioni locali di prezzo. Ciao Illyricum :) Cita
eliodoro Inviato 12 Gennaio, 2014 Autore #4 Inviato 12 Gennaio, 2014 Buongiorno a tutti, dell'articolo alcuni dati mi colpiscono: la presenza, nei tesoretti ritrovati nella Casa del Menandro, di denari repubblicani insieme ad aurei di Nerone e Vespasiano; la grande ricchezza nelle mani dei banchieri che anticipavano i soldi ai commercianti per gli acquisti; spese folli per l'acquisto di schiavi ( 100.000 sesterzi per ciascuno schiavo che declamava opere di un poeta greco moltiplicato per undici) rispetto alle paghe per i soldati ( 9 aurei l'anno) ; la circolazione di monete greche. Cita
cancun175 Inviato 12 Gennaio, 2014 #5 Inviato 12 Gennaio, 2014 (modificato) Buongiorno a tutti, dell'articolo alcuni dati mi colpiscono: la presenza, nei tesoretti ritrovati nella Casa del Menandro, di denari repubblicani insieme ad aurei di Nerone e Vespasiano; la grande ricchezza nelle mani dei banchieri che anticipavano i soldi ai commercianti per gli acquisti; spese folli per l'acquisto di schiavi ( 100.000 sesterzi per ciascuno schiavo che declamava opere di un poeta greco moltiplicato per undici) rispetto alle paghe per i soldati ( 9 aurei l'anno) ; la circolazione di monete greche. @@eliodoro, sul lavoro servile a Roma ti consiglio: E.Domenico Augenti "Il lavoro schiavile a Roma" Ed Quasar Lo trovi su Amazon (cartaceo) a pochi euro. Ti riserverà molte sorprese. C'erano schiavi e schiavi (e persino gli schiavi degli schiavi). C'era addirittura una gerarchia schiavile e una scuola pubblica per schiavi domestici. Nessuno stupore, quindi, che si investissero centinaia di aurei per schiavi particolarmente colti. Per quanto riguarda la circolazione di monete repubblicane, anche in questo caso nessuno stupore: il valore era quello di mercato. Le monete con alto tasso d'argento erano molto appetite e spesso tesaurizzate. Quelle a basso tasso circolavano di più: per esempio, le monete legionarie di Marco Antonio (a basso tasso d'argento) erano ancora in circolo ai tempi di Antonino Pio. Modificato 12 Gennaio, 2014 da cancun175 1 Cita
Illyricum65 Inviato 12 Gennaio, 2014 #6 Inviato 12 Gennaio, 2014 Ciao, Per quanto riguarda la circolazione di monete repubblicane, anche in questo caso nessuno stupore: il valore era quello di mercato. Le monete con alto tasso d'argento erano molto appetite e spesso tresaurizzate. Quelle a basso tasso circolavano di più: per esempio, le monete legionarie di Marco Antonio (a basso tasso d'argento) erano ancora in circolo ai tempi di Antonino Pio. Esatto. Ma non solo di denari repubblicani: se vai a vedere i bronzi noterai una buona presenza di monete bronzee repubblicane, di fattura locale o provinciali (es. balearica e massaliota). Questo per il discorso dei "small changes" cui ho accennato nella discussione http://www.lamoneta.it/topic/117288-spiccioli-romani/ Ciao Illyricum :) Cita
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