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savoiardo
Supporter

Mi è stato chiesto di identificare questa moneta

dovrebbe trattarsi di un antoniniano di Gallieno..

Oramai qualcosina riesco già a capire di queste antiche!

Ma vorrei avere la classificazione e la spiegazione del rovescio,

Se possibile anche qualche nota storica il grado di rarità ed il valore..

Questo mi permetterebbe di fare una bella figura con chi me l'ha fatta vedere!

:)

Anticipo già i grazie !!

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Legio II Italica

La seconda un Antoniano con Gallieno il rovescio in foto e' poco leggibile , pero' dovrebbe essere : Apollini Cons Aug con cavallo alato o grifone , sotto A o Delta , moneta comune , valore economico modesto 40/50 euro

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Al dritto c'è Gallienvs Avg, sul verso credo SOLI CONS AVG con pegaso e sembrerebbe A in esergo.

Se la mia identificazione dovesse essere giusta sarebbe il RIC V-1, Rome 283 (S), officina di Roma, moneta comune. Aspetta però di sentire anche altri pareri.

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profausto

La monete è stata coniata nel periodo 260- 268 ( sole reign)

A giustificazione della legenda al R/ Soli Cons Aug - alcune interpretazioni considerano l'animale al R/ non Pegasus bensi' uno dei cavalli alati che portano il carro del sole nel cielo

La tua moneta è particolarmente bella nella figura al R// e non è poi molto comune.... ( considerando mediamente i coni di Gallieno.... )

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savoiardo
Supporter

Grazie mille a tutti!

Ribaltero' le informazioni al possessore della moneta..

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stuyvesant

ciao a tutti manca la linea sopra la A..o è consunta?

il mir da due var. b oppure z, ma la zeta ha la X sotto la linea...

Edited by stuyvesant
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savoiardo
Supporter

la linea non c'è....

cambia qualcosa??

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grigioviola

A integrazione di quanto detto la A all'esergo identifica l'officina della zecca di Roma che ha battuto l'esemplare in questione.

Nella fattispecie A = prima officina.

Con Gallieno si assiste alla seconda notevole impennata del numero delle officine della zecca di Roma che passarono da 6 a 12 (oltre che alla creazione di altre zecche in altre zone dell'impero). Precedentemente, durante il regno di Gordiano III (238-44) o forse di Filippo I (244-49), il numero delle officine della zecca di Roma salì da tre a sei.

Con Gallieno (sole reign = unico imperatore senza coreggenti), come detto, si ebbe il vero e proprio exploit dell'atelier in questione. Exploit evidenziato con le monete identificate da Besley e Bland (in Cunetio Treasure, 1983) come appartenenti alla quinta emissione che iniziarono a presentare quali marche di officina le lettere dalla A alla N (per le officine dalla 1 alla 9) e le marche da D a XII (per le officine dalla 4 alla 12).

La commistione di lettere latine con lettere greche e numeri romani, fece ritenere ad alcuni autori che la serie in questione fosse in realtà da ricondurre a due differenti emissioni (unitamente al fatto che le legende al dritto presentano prima la forma breve GALLIENVS AVG e poi la lunga IMP CAES GALLIENVS AVG oltre che ad altre alterazioni al rovescio). Gobl infatti ipotizza una fase di passaggio intermedia (cui corrispondono due distinte emissioni) che vede il salire prima a 9 delle officine e poi una seconda impennata a 12.

In realtà successivi studi di altri autori (Dolly e O' Donovan, The 1961 Beachy Head hoard) si sono spinti nella visione "combinata" di queste emissioni in un'unica emissione e non in due distinte con un leggero slittamento temporale della produzione nelle officine dalla 10-12 rispetto la produzione delle altre (testimoniato dalla minor presenza di monete di queste officine nell'hoard studiato).

Quanto esposto è il frutto di una sintesi (e traduzione) tratta da Aspects of the relationship between the central and Gallic empires in the mid to late third century ad with special reference to coinage studies di Bourne, Richard John.

Edited by grigioviola
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