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      Aggiornamento   15/10/2017

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      Comunicherò successivamente con un topic in sezione news tutte le novità.  
Nikko

Cancro del bronzo?

Risposte migliori

Nikko

Ho qualche dubbio sulla natura di queste piccole aree turchesi.

Credo e spero che possa trattarsi di azzurrite, ovvero di patina...ma ho anche il timore che possano essere focolai di cancro del bronzo.

Che ne dite?

Grazie in anticipo ;)

@@centurioneamico

post-6706-0-44001900-1391021003_thumb.jp

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mariov60

Sulla base di quello che si vede mi sembra che la moneta sia stata pulita in modo abbastanza energico.

Se le tracce azzurre si sono formate negli ultimi tempi e comunque dopo il precedente intervento di pulizia, queste possono riguardare aree della moneta giunte a contatto con l'ambiente esterno dopo secoli di isolamento ed essersi quindi attivate in modo potenzialmente pericoloso.

Io proverei a tastarne la natura (se polverulenta) e, per sicurezza, procederei con un passaggio in soluzione di alcool etilico puro e benzotriazolo al 6% per 24 ore; soccessivo lavaggio in alcool etilico puro e periodo di osservazione finale.

ciao

Mario

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Nikko

Salve Mario, la moneta conserva una delicata patina verde chiaro e pertanto vorrei evitare un trattamento con benzotriazolo, che sono certo la comprometterebbe, solo sulla base di un sospetto...

No noto nette e profonde tracce di corrosione, piuttosto appare come un secondo strato di patina. Inoltre sembra abbastanza compatto...ma ci potrebbe essere anche frutto del fatto che sia stata cerata.

post-6706-0-26854200-1391023423_thumb.jp

Modificato da Nikko

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mariov60

Il benzotriazolo lascia intatti colore e patina della moneta. Aggiungo che normalmente si ha l'impressione che proprio non abbia agito su nulla, nemmeno sull'area a cui è destinato, proprio perchè non ne muta l'aspetto. L'efficacia del benzotriazolo è legata alla sua capacità di legarsi con il catione Cu+ del cloruro rameoso bloccando la reazione ciclica che porta alla formazione di altri cloruri ed idrossicloruri.

Se la moneta è stata ricoperta con cera microclistallina ne può essere ripulita con acquaragia, magari agendo solo sul punto incriminato (lasciando quindi cerate e protette le altre porzioni di superficie).

E' vero che per il momento l'area sembra circoscritta e poco invasiva per cui hai sicuramente il tempo per tenere sotto osservazione il fenomano.

Per esperienza ritengo comunque che non avresti conseguenze negative da questo tipo di trattamento....ma la scelta rimane solo tua.

Restiamo in attesa di eventuali evoluzioni.

ciao

Mario

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Nikko

Ciao Mario, grazie ancora una volta per il tuo interessamento.

Per il momento la terrò qualche giorno immersa nell'acqua distillata. Vi terrò aggiornati ;)

Modificato da Nikko

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Nikko

Dopo averla tenuta immersa in acqua distillata non ho notato alcun cambiamento......a questo punto dubito seriamente che sia cancro del bronzo :)

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mariov60

Dopo averla tenuta immersa in acqua distillata non ho notato alcun cambiamento......a questo punto dubito seriamente che sia cancro del bronzo :)

L'acqua distillata, da sola, non può avere alcun effetto sul cancro del bronzo (che è una reazione autocatalitica innescata dalla presenza di cloruri); ben che vada lo lascia tal quale ma di sicuro non lo rimuove. Inoltre, se la moneta, come hai scritto sopra, è stata anche protetta con uno strato di cera, l'acqua non ha nemmeno lambito l'incrostazione azzurra sottostante....per cui, a mio parere, sei semplicemente tornato al punto di partenza.

Ti consiglio comunque di tenerla sotto stretto controllo, se fosse cancro del bronzo, una volta reinnescata la reazione, gli effetti sarebbero gravi.

un saluto

Mario

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centurioneamico

Quota gli ottimi consigli di Mario. Dalle foto dire che si tratta di una corrosione localizzata ma non del tipo "pitting" considerato ben più pericoloso e difficile da disinnescare. Un trattamento con inibitore benzotriazolo sarebbe sicuramente consigliato ma affinché possa avere effetto sarebbe necessario rimuovere accuratamente gli eventuali protettivi. È infatti bene ricordare che un trattamento di inibizione eseguito in maniera non adeguata, non soltanto non offre la protezione desiderata ma potrebbe aggravare la corrosione la cui autoalimentazione sarebbe potenziata. Soprattutto in caso di pitting é fondamentale arrivare con l'inibitore al cuore della caverna scavata dalla corrosione.

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Nikko

Grazie mille per i vostri preziosi pareri :)

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Afranio_Burro

Approfitto di questa discussione per fare una domanda: potrebbe essere consigliabile conservare i bronzi in oblò in via preventiva? Un po' per impedire l' innesco del processo di corrosione e un po' per impedire il "contagio"

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Nikko

Approfitto di questa discussione per fare una domanda: potrebbe essere consigliabile conservare i bronzi in oblò in via preventiva? Un po' per impedire l' innesco del processo di corrosione e un po' per impedire il "contagio"

Caro Collega :P al di la del fatto che risulterebbe esteticamente aberrante credo che sia praticamente inutile.

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Afranio_Burro

Caro Collega :P al di la del fatto che risulterebbe esteticamente aberrante credo che sia praticamente inutile.

Esimio, se servisse rinuncerei all' estetica! Come disse un uomo famoso: "Il bronzo val bene una capsula" :P Modificato da Afranio_Burro

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mariov60

Approfitto di questa discussione per fare una domanda: potrebbe essere consigliabile conservare i bronzi in oblò in via preventiva? Un po' per impedire l' innesco del processo di corrosione e un po' per impedire il "contagio"

Il cancro del bronzo si può formare sia in superfice, evidenziato dalle ormai famose incrostazioni polvurelente di colore verde-azzurro, che al di sotto della patina superficiale sigillante, con formazione di bolle che, una volta aperte/rimosse, evidenziano profondi crateri.

La reazione può essere quindi in fase aerobica (vedi primo esempio), che in fase anaerobica (secondo esempio); umidità e presenza di ossigeno possono essere fattori favorenti ma il fattore scatenante è la presenza di cloruri. La reazione una volta innescata è autocatalitica e non viene fermata nemmeno dalla sigillatura con cere o olii (se non in soluzione con benzotriazolo). L'unica sicurezza è proprio "sequestrare" i cloruri ed interrompere la reazione.

Da quanto detto sopra è evidente che le capsule non possono impedire la reazione se i fattori scatenanti sono già presenti sulla moneta. Possono sicuramente essere utili per isolare e/o mantenere in quarantena le monete in cura o in osservazione.

Ciao

Mario

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Afranio_Burro

Il cancro del bronzo si può formare sia in superfice, evidenziato dalle ormai famose incrostazioni polvurelente di colore verde-azzurro, che al di sotto della patina superficiale sigillante, con formazione di bolle che, una volta aperte/rimosse, evidenziano profondi crateri.

La reazione può essere quindi in fase aerobica (vedi primo esempio), che in fase anaerobica (secondo esempio); umidità e presenza di ossigeno possono essere fattori favorenti ma il fattore scatenante è la presenza di cloruri. La reazione una volta innescata è autocatalitica e non viene fermata nemmeno dalla sigillatura con cere o olii (se non in soluzione con benzotriazolo). L'unica sicurezza è proprio "sequestrare" i cloruri ed interrompere la reazione.

Da quanto detto sopra è evidente che le capsule non possono impedire la reazione se i fattori scatenanti sono già presenti sulla moneta. Possono sicuramente essere utili per isolare e/o mantenere in quarantena le monete in cura o in osservazione.

Ciao

Mario

Grazie per la spiegazione,

Ciao

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Nikko

@@mariov60

ho il sospetto che questa rara moneta presenti al dritto tracci di cancro del bronzo, cosa ne pensi?

Ti ringrazio in anticipo,

N.

post-6706-0-98617400-1396560645_thumb.jp

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centurioneamico

Si, sono corrosioni attive. Sono però assai ridotte quindi credo che si possano passivare definitivamente senza troppi sforzi.

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snam

@@Nikko

Ciao,

spesso si usa il metodo della "nonna"per piccoli focolai come il tuo......passare con una matita sul punto della corrosione. Qualcuno mi potrebbe confermare questo procedimento? la graffite dovrebbe inibire la reazione. Oppure fa solo un'azione di asportazione?

Ciao

Modificato da snam

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Nikko

@@Nikko

Ciao,

spesso si usa il metodo della "nonna"per piccoli focolai come il tuo......passare con una matita sul punto della corrosione. Qualcuno mi potrebbe confermare questo procedimento? la graffite dovrebbe inibire la reazione. Oppure fa solo un'azione di asportazione?

Ciao

Ciao Snam, ho sentito parlare di questo metodo, ma penso che non abbia una base scientifica.

Si, sono corrosioni attive. Sono però assai ridotte quindi credo che si possano passivare definitivamente senza troppi sforzi.

Grazie Centurione, ho anche l'impressione che la moneta sia già stata trattata una prima volta col benzotriazolo..

15 minuti in benzotriazolo al 3% in alcol etilico possono andare bene?

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centurioneamico

Dovresti cercare di rimuovere il piú possibile i depositi azzurri in modo da far penetrare il più possibile il benzotriazolo. Dovresti prima rimuovere eventuali strati di cera. Poi puoi lasciare in benzotriazolo anche per alcune ore in modo da dare il tempo alla soluzione alcolici di andare piú in profondità.

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cippal
Supporter

Dovresti prima rimuovere eventuali strati di cera. Poi puoi lasciare in benzotriazolo anche per alcune ore in modo da dare il tempo alla soluzione alcolici di andare piú in profondità.

Qual é un metodo efficace per rimuovere lo strato di cera?

Grazie.

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mariov60

Qual é un metodo efficace per rimuovere lo strato di cera?

Grazie.

Dipende dalla tipologia di cera. La cera microcristallina e tutte quelle a base di paraffine sono facilmente rimovibili con trementina, acquaragia, trielina ma vedo che sono efficaci anche l'alcool etilico e l'acetone. Trementina ed acquaragia sono più oleose e lasciano un odore abbastanza persistente; gli altri prodotti sono più volatili e in genere non interferiscono con le patine.

Per tutti (alcool a parte) valgono le regole delle buone prassi d'uso: in ambiente aperto e ben ventilato, uso di guanti, evitare il contatto con pelle, occhi, non inalare, etc.etc.

ciao

Mario

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Nikko

@@mariov60

ho il sospetto che questa rara moneta presenti al dritto tracci di cancro del bronzo, cosa ne pensi?

Ti ringrazio in anticipo,

N.

attachicon.gifJw45cWo65WLfJKd7Me98mQC8Er2dx3.jpg

Buona sera, nel tentativo di rimuovere i piccoli focolai di cancro dalla superficie di questo follis l'ho tenuta un paio di giorni in H2O in attesa che mi arrivasse il benzotriazolo....

Purtroppo, ho notato che parte della "patina" (evidentemente artificiale) si è dissolta per cui la moneta appare orrendamente maculata...

Sto, quindi, provando a rimuovere del tutto la patina artificiale, ma con l'acetone puro non ho ottenuto risultati significativi.

Cos'altro potrei utilizzare? Avevo pensato all'isopropanolo....

Grazie in anticipo,

N.

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mariov60

@@Nikko

Non è da escludere che la patinatura volesse nascondere proprio la maculatura che ora hai scoperto.

Se la patina artificiale si è in parte dissolta in acqua forse puoi continuare con lo stesso sistema e successive spazzolature...ma prima di tutto valuta accuratamente se quello che resta della patina è anch'esso artificiale o se è invece è il residuo della patina naturale...

I solventi più comunementi utilizzati per rimuovere "vernici" e resine sono: l'acool etilico, l'acetone, la trielina e l'acquaragia....per ripatinature con ossidi o sali di metalli vari la cosa diventa più complicata...

facci sapere

ciao

Mario

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grigioviola

Mi accodo per chiedere.

Ho una moneta in rame, un antoniniano di Carausio del III secolo che presenta una patina nerastra che ritengo artificiale visto che con semplice acqua demineralizzata si discioglie lasciando annerito il panno con cui la asciugo.

Ho letto che l'acetone è un solvente utilizzabile per la rimozione di patine artificiali.

Si tratta del comune solvente per smalti per unghie, giusto? Non arreca danni alla moneta?

Grazie per le dritte perchè sarei intenzionato a proseguire nella rimozione di questa patina nerastra che poco ha a che fare con la moneta.

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mariov60

Mi accodo per chiedere.

Ho una moneta in rame, un antoniniano di Carausio del III secolo che presenta una patina nerastra che ritengo artificiale visto che con semplice acqua demineralizzata si discioglie lasciando annerito il panno con cui la asciugo.

Ho letto che l'acetone è un solvente utilizzabile per la rimozione di patine artificiali.

Si tratta del comune solvente per smalti per unghie, giusto? Non arreca danni alla moneta?

Grazie per le dritte perchè sarei intenzionato a proseguire nella rimozione di questa patina nerastra che poco ha a che fare con la moneta.

Purtroppo le ripatinature artificiali sono molto più frequenti di quanto si creda...ma fortunamente spesso sono anche facili da rimuovere (spesso, ma non sempre)

Puoi utilizzare senza controindicazioni sia l'acetone (è il solvente per unghie...e lo si riconosce dall'odore aromatico....ma meglio non annusarlo troppo) che l'alcool etilico puro (quello per liquori...perchè quello denaturato può lasciare un alone rosato). Entrambi i prodotti non intaccano le patine naturali ed hanno anche la caratteristica di accellerare l'asciugatura delle monete dopo il bagno in acqua distillata.

Se la patina artificiale fosse particolarmente persistente puoi provare anche con la trielina; per quest'ultimo prodotto, come per l'acetone, raccomando l'utilizzo di guanti impermeabili e l'uso in ambiente ben areato.

ciao

Mario

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