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TARAS

SI Inediti al museo Mandralisca di Cefalù?

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TARAS

Salve a tutti,

apro questa discussione per condividere una curiosità.

In una pubblicazione dell'Archivio storico Messinese (anno I, fasc.1-2, 1900), è possibile trovare un catalogo descrittivo delle monete siceliote conservate al Museo Mandralisca di Cefalù.

Pare che il compilatore abbia descritto alcuni tipi inediti (o almeno, io non sono riuscito a trovarne di simili su alcun altro corpus o repertorio che ho consultato, in primis il CNAI), in particolare delle zecche di Aetna, Agyrium e Alaisa.

Allego le pagine in questione con le monete descritte evidenziate in rosso.

Ho scritto alla fondazione Mandralisca chiedendo lumi, e possibilmente delle foto (pagando, si intende) da pubblicare su POTAMIKON, sempre che esistano davvero. Purtroppo vivo a più di 1500 km da Cefalu, altrimenti andrei volentieri di persona a controllare, e dopo mi mangerei pure un enorme cannolo, di cui sono particolarmente ghiotto! :D

Vi terrò aggiornati su eventuali sviluppi.

Saluti :)

Nico

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acraf

Sono curioso di sapere se ti risponderanno, considerando anche che in effetti nel Museo Mandralisca di Cefalù esiste una discreta collezione numismatica (sembra che ci sia anche un bel decadramma siracusano di Euainetos), che però ha subito diversi gravi furti, che poi determinarono la chiusura del museo nel 1969 e per alcuni anni.....

Non conosco la situazione attuale e non so ci sia pure un responsabile per le monete ivi custodite....

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diodoro

Sono curioso di sapere se ti risponderanno, considerando anche che in effetti nel Museo Mandralisca di Cefalù esiste una discreta collezione numismatica (sembra che ci sia anche un bel decadramma siracusano di Euainetos), che però ha subito diversi gravi furti, che poi determinarono la chiusura del museo nel 1969 e per alcuni anni.....

Non conosco la situazione attuale e non so ci sia pure un responsabile per le monete ivi custodite....

Gentile Taras, ho avuto modo di visionare la collezione del Mandralisca pochi mesi orsono: posso confermare che, nel caso dei bronzi di Agyrion, si tratta di una palese imprecisione dal momento che i due bronzi appartengono alla notissima serie con testa giovanile del dio fluviale Palagkaios al D/ e protome taurina al R/ .

Edited by diodoro

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acraf

Ringrazio Diodoro. In effetti il vecchio catalogo del museo Mandralisca, del 1900, era risultato non molto preciso nelle descrizioni (mannaggia che non riesco a ricordare dove ho letto una vecchia recensione che evidenziava i non pochi errori) e quindi servirebbe una diretta ricognizione al locale medagliere. In confronto era molto più preciso il Gabrici nel suo libro sui bronzi della Sicilia.

Sicuramente Diodoro è qualificato a testimoniare l'effettiva consistenza del materiale custodito nel museo. Mi piacerebbe sapere se è previsto un completo catalogo della collezione numismatica.

Il museo dovrebbe essere comunale e curato dalla Fondazione Mandralisca, in base al testamento del famoso barone Mandralisca, che morì nel 1864 donando la sua vasta raccolta, dai quadri ai minerali, e quindi è formalmente indipendente dal Ministero dei Beni Culturali, che ha ben pochi poteri a livello comunale e regionale.

So che nel medagliere del museo comprende fra l'altro una vasta collezione di monete della vicina Lipari, almeno 250 esemplari, e lo stesso barone aveva commissionato dei disegni per un suo progetto di catalogo, che non potè essere completato.

Ecco una tavola delle sue incisioni:

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Sarebbe bello che qualcuno si offra (Diodoro ?) con un progetto ben definito di catalogare gratuitamente e il Comune potrebbe pensare di curare una bella pubblicazione su queste monete.

Purtroppo so che il Museo fu vittima di diversi furti.... e solo con una accurata catalogazione e buone fotografie le monete possono ritenersi al sicuro.....

Basterebbe la serie di Lipari per dare lustro a un simile catalogo...

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diodoro

Ringrazio Diodoro. In effetti il vecchio catalogo del museo Mandralisca, del 1900, era risultato non molto preciso nelle descrizioni (mannaggia che non riesco a ricordare dove ho letto una vecchia recensione che evidenziava i non pochi errori) e quindi servirebbe una diretta ricognizione al locale medagliere. In confronto era molto più preciso il Gabrici nel suo libro sui bronzi della Sicilia.

Sicuramente Diodoro è qualificato a testimoniare l'effettiva consistenza del materiale custodito nel museo. Mi piacerebbe sapere se è previsto un completo catalogo della collezione numismatica.

Il museo dovrebbe essere comunale e curato dalla Fondazione Mandralisca, in base al testamento del famoso barone Mandralisca, che morì nel 1864 donando la sua vasta raccolta, dai quadri ai minerali, e quindi è formalmente indipendente dal Ministero dei Beni Culturali, che ha ben pochi poteri a livello comunale e regionale.

So che nel medagliere del museo comprende fra l'altro una vasta collezione di monete della vicina Lipari, almeno 250 esemplari, e lo stesso barone aveva commissionato dei disegni per un suo progetto di catalogo, che non potè essere completato.

Ecco una tavola delle sue incisioni:

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Sarebbe bello che qualcuno si offra (Diodoro ?) con un progetto ben definito di catalogare gratuitamente e il Comune potrebbe pensare di curare una bella pubblicazione su queste monete.

Purtroppo so che il Museo fu vittima di diversi furti.... e solo con una accurata catalogazione e buone fotografie le monete possono ritenersi al sicuro.....

Basterebbe la serie di Lipari per dare lustro a un simile catalogo...

Purtroppo la Fondazione si trova in gravi difficoltà e pochi mesi orsono solo a prezzo di non pochi sforzi si è riusciti a scongiurare la chiusura del Mandralisca. Mi viene in mente il caso della prestigiosa collezione Alessi di Enna non più fruibile dopo la chiusura dell'omonimo museo

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Edited by diodoro

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acraf

E' il destino comune a non pochi piccoli Musei civici in Siiclia (e anche altrove) e hai fatto bene a ricordare la prestigiosa collezione Alessi di Enna.

Sono molto preoccupato della loro chiusura e si sa bene cosa succede quando non si sa niente e al chiuso.....

Servirebbe uno scatto di reni e attivare una rete di seri volontari di provata esperienza per almeno recuperare la memoria e la testimonianza attraverso cataloghi (adesso un catalogo elettronico non avrebbe neppure i costi tipografici).

Lo stesso Portale Numismatico dello Stato sta producendo monografie al ritmo quasi mensile e sono cataloghi rigorosamente online e quindi con costi molto bassi, praticamente solo per fotografie, e con l'aiuto gratuito di vari esperti.

Per la serie dedicata alla zecca di Milano ho saputo che, in via eccezionale, il Museo Nazionale Romano ha ottenuto i fondi per la pubblicazione della copia cartacea e sapete per quante copie : 50 !! ovviamente non destinate al pubblico, ma solo per le principali biblioteche.

In ogni caso il gratuito catalogo online rende ugualmente fruibile a tutti gli studiosi e senza costi.

Quindi, in ultima analisi, basterebbe che un piccolo museo civico, come Mandralisca di Cefalù oppure l'Alessi di Enna, dia l'autorizzazione a fotografare e immettere online le proprie collezioni numismatiche!

Mi piacerebbe sapere con quale biglietto da visita ci presentiamo al mondo numismatico tra poco più di un anno in occasione del Congresso Internazionale di Numismatica e ci sono diversi laureati e dottorandi in numismatica che potrebbero lavorare, anche a tempo per semplici progetti....

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acraf

Aggiungo che pure la raccolta numismatica del Museo Cordici (pure essa depauperata da furti), è stata chiusa e immessa nel deposito.....

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TARAS

Grazie a tutti dei chiarimenti, da quanto leggo nei vostri post mi aspetto di non ricevere risposta dalla Fondazione.

Certo che fa male al cuore sentire di un patrimonio culturale inaccessibile per la cecità di chi amministra, e a rischio dispersione per la disonestà di chi dovrebbe custodirlo. Di fronte a questa evidenza lo Stato dovrebbe promuovere il collezionismo privato (magari regolamentandolo un po', es. liste delle collezioni private presso soprintendenze da aggiornare annualmente), non perseguitarlo.

Personalmente più che collezionare io le studio le monete antiche, ma se, per ipotesi, fossi proprietario di una grossa e importante collezione e volessi un giorno donarla ad un museo, non mi sognerei mai di donarla al mio Paese, piuttosto la donerei ad un museo tedesco o statunitense. E' triste che io debba pensare così, ma bisogna essere realisti, al di là di nazionalismi o campanilismi... lo Stato Italiano non sa conservare e valorizzare ciò che ha di bello, quindi secondo me non merita neanche di possedere ciò che ha di bello.

Mi sembra anche molto ingiusto che ci si debba affidare al lavoro volontario e gratuito di giovani disoccupati o precari per poter stilare dei cataloghi. Perché bisogna affidarsi ai giovani "schiavi" per fare ciò che migliaia di funzionari regolarmente assunti e stipendiati dovrebbero saper e dover fare? Forse non sanno usare i computer perché per trent'anni hanno solo scaldato le sedie (come se un medico non sapesse cos'è una P.E.T. perché si è laureato prima che la tecnologia si diffondesse!)? Allora aggiorniamoli, e se dopo non sono in grado di stare al passo coi tempi, licenziamoli e assumiamone di più giovani e motivati.

Questa tendenza tutta Italiana al volontarismo esasperato, in ogni campo lavorativo, è dannosa sia dal punto di vista della dignità delle persone sia dal punto di vista della qualità del Lavoro, che tende a livellarsi sempre più al ribasso.

Scusate lo sfogo, ma questi temi mi danno molta rabbia. Per sdrammatizzare, a proposito di "progetti senza budget", vi consiglio la visone di queste chicche:

Saluti :)

Nico

Edited by TARAS
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Vincenzo

Mi piacerebbe sapere con quale biglietto da visita ci presentiamo al mondo numismatico tra poco più di un anno in occasione del Congresso Internazionale di Numismatica e ci sono diversi laureati e dottorandi in numismatica che potrebbero lavorare, anche a tempo per semplici progetti....

E' una battuta?

Fino a quando ci saranno funzionari che considerano i beni archeologici e numismatici come un bene privato e tendono a non fornire risposta alle richieste di studio, neanche a loro colleghi, ci sarà solo un continuo degrado.

Ma non bisogna esimerci dalle nostre responsabilità!

L'unica cosa che possiamo fare è denunciarli nelle nostre pubblicazioni, distinguendo i "buoni dai cattivi", per un fatto di correttezza.

E bisogna farlo con nomi e cognomi e non genericamente e, soprattutto, non temendo future rivendicazioni. Soprattutto se si è dalla parte del diritto e si hanno i requisiti curriculari per svolgere un determinato lavoro.

Mi sembra anche molto ingiusto che ci si debba affidare al lavoro volontario e gratuito di giovani disoccupati o precari per poter stilare dei cataloghi. Perché bisogna affidarsi ai giovani "schiavi" per fare ciò che migliaia di funzionari regolarmente assunti e stipendiati dovrebbero saper e dover fare? Forse non sanno usare i computer perché per trent'anni hanno solo scaldato le sedie (come se un medico non sapesse cos'è una P.E.C. perché si è laureato prima che la tecnologia si diffondesse!)? Allora aggiorniamoli, e se dopo non sono in grado di stare al passo coi tempi, licenziamoli e assumiamone di più giovani e motivati.

Questa tendenza tutta Italiana al volontarismo esasperato, in ogni campo lavorativo, è dannosa sia dal punto di vista della dignità delle persone sia dal punto di vista della qualità del Lavoro, che tende a livellarsi sempre più al ribasso.

Pienamente d'accordo! Ma la loro epoca sta giungendo a termine! ;)

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acraf

Ovviamente la mia era una battuta ironica.... Non voglio promuovere lo schiavismo, costringendo in qualche misura i laureati in numismatica a lavorare gratis, anche se so che alcuni sarebbero pure disposti a farlo al solo fine di agevolare l'emersione del nostro patrimonio pubblico.

Purtroppo la situazione è questa e l'unica vera soluzione iniziale è quella di sensibilizzare i vari responsabili al sentimento del bene comune e quindi alla condivisione delle conoscenze. E' vero che molti lavorano in condizioni veramente difficili e senza alcuna soddisfazione professionale, ma ci sono quelli che "dormono".....

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numa numa
...

Mi sembra anche molto ingiusto che ci si debba affidare al lavoro volontario e gratuito di giovani disoccupati o precari per poter stilare dei cataloghi. Perché bisogna affidarsi ai giovani "schiavi" per fare ciò che migliaia di funzionari regolarmente assunti e stipendiati dovrebbero saper e dover fare? Forse non sanno usare i computer perché per trent'anni hanno solo scaldato le sedie (come se un medico non sapesse cos'è una P.E.T. perché si è laureato prima che la tecnologia si diffondesse!)? Allora aggiorniamoli, e se dopo non sono in grado di stare al passo coi tempi, licenziamoli e assumiamone di più giovani e motivati.

Questa tendenza tutta Italiana al volontarismo esasperato, in ogni campo lavorativo, è dannosa sia dal punto di vista della dignità delle persone sia dal punto di vista della qualità del Lavoro, che tende a livellarsi sempre più al ribasso.

.....

Piu' che giusto Taras

ma la situazione attuale non credo permetta di cambiare improvvisamente mentalità a migliaia di funzionari che a volte, pur "volendo" fare sono vittime essis stessi (non tutti naturalmente) di un sistema burocratico che paralizza o disincentiva le iniziative miranti alla valorizzazione stessa del patrimonio.

Esistono ottimi funzionari, alcuni preparati, altri ricchi di spirito imprenditoriale, piu' raramente dotati di ambedue le cose, che si danno da fare per valorizzare il nostro patrimonio.

In molti altri casi pero' vince il lassisimo, o ladagiarsi sulla mancanza di mezzi. Non so quanti di noi, animati da religioso fervore su queste colonne, non si troverebbero poi in difficioltà se sedessimo su quelle pèoltrone a vessimo una capacità di manovra limitata.

Acraf ha segnalato solo un "granello" dell'immensa sabbia che pervade gli ingranaggi della complessa macchina pubblica: Come si puo' dare la facoltà ad un museo/medagleire impegnato in un progetto molto importante e complesso come la catalogazione/pubblicazione della collezione Reale, di poter stampare solo 50 copie di bollettini che serviranno a tutto il mondo, compresi i commercianti, come riferimento. Chi dovrebbe farsi carico , per regolamento interno, della pubblicazione di questi testi, ovvero il Poligrafico dello Stato non ha interesse a pubblicarli in quanto ritiene la Numismatica di interesse secondario per il vasto pubblico e siccome all'interno di quell'organismo vigono criteri ritenuti a torto "aziendalistici" si perseguono iniziative ove si crede di avere un ritorno economico assicurato. Orientamento di grande miopia in quanto questi bollettini hanno una domanda considerevole vista l'utilità di testi preparati con rigore scientifico che illustrano la collezion di gran lunga maggiore (per ciascuna zecca!) rispetto alle altre conosciute (con poche eccezioni).

Questo è solo un esempio. Ma tornando a bomba se la situazione dell'apparato burocratico (e mi fermo a cosnisderare solo le Belle Arti) è tale come si puo' pretendere che , anche su sollecitazione, un funzionario impugni database e PC e soi metta solerte a classificare cio' che guaceva immemore e sconosciuto dai tempi di suo nonno ?

Ci possiamo indignare, scrivere lettere di protesta e ... poi ?

Facile dire che queste attività sono e debbono essere di competenza del funzionario di turno, è altrettanto facile dire che uno Stato dovrebbe garantire il pareggio di Bilancio e non promuovere sprechi di risorse. Sappiamo tutti che la realtà è un'altra. Alcune volte sconfina nell'irreversibile (speriamo di no ma in alcune istanze la vedo davvero dura) e allora ci dobbiamo scandalizzare se il cittadino onesto (Intellettualmente e culturalmente) stufo marcio di vedere il nostro bel patrimonio mantenuto in cosi degradanti condizioni di curatela culturale, ci dobbiamo scandalizzare se prendesse l'iniziativa e dicesse adesso vi do una mano io ?

Con questo non dico che ognuno di noi possa fare cio' che vuole , bensi che in situazioni attentamente analizzate, con volontari ben qualificati e soprattutto con un "progetto"

ben articolato e "condiviso" con la parte Pubblica si mettesse a collaborare per colmare i "buchi " nel frattempo che la rivoluzione copernicana del funzionario pubblico si compiesse

facendogli cambiare mentalità, stimolandolo a fare quello che fino è stato realizzato troppo lentamente o addirittura mai in certe realtà.

Comprendo appieno i sentimenti dei veri "professionisti" che si ritengono scavalcati da certe inizitative o addirittura si sentano "impotenti" di fronte al MOloch pubblico che non li sfrutta a divere o addirittura non gli permette nemmeno di prestare la loro opera, pero' di fronte ad un perpetuarsi del nulla quasi quasi mi metto dalla parte di chi cerca di fare rispettando, per quanto possibile, gli ambiti degli addetti ai lavori.

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giuseppep

Condivido perfettamente la rabbia di Taras....purtroppo siamo in Italia dove è in atto una vera e propria "caccia alle streghe" ...

Tutto questo è ridicolo...basti pensare al commercio liberamente esercitato all'estero con materiale che viene per gran parte dalla nostra terra e che va ad arricchire i grandi commercianti svizzeri, tedeschi,inglesi, americani,ecc....mentre qui da noi, lo Stato italiano non ha i soldi per mantenere aperti i musei, ripulire dalle erbacce i siti archeologici, per trovare gli spazi necessari ad esporre importanti collezioni numismatiche come quella del medagliere di Palermo da sempre chiusa in cassaforte (o così mi dicono ogni volta che vado a visitare il Museo Archeologico Salinas)!!!

Sono Stato più volte ad Imera, Morgantina, Alesa, ecc e le aree archeologiche sono una vera indecenza...piene di erbacce a tal punto che non riesci a vedere dove metti i piedi rischiando di romperti il collo...!!! Perchè non viene mobilitato una parte del materiale stipato nei magazzini anzichè tenerlo chiuso rischiando di perderne le tracce nel corso degli anni...! Così facendo si potrebbero ottenere i fondi per tenere i musei aperti (anche quelli più piccoli), rendere più accessibili e meglio sorvegliate le aree archeologiche, ecc.

Siamo in Europa, perchè l'Italia non si adegua anche in questo campo.....Ma qui le cose vanno e chissà per quanto ancora andranno così....!!!

Tornando al museo Mandralisca, ci sono stato più volte, anche di recente....é un museo da vedere, molto vario, in cui si spazia dai mobili e quadri antichi, alla ceramica greca, alla numismatica, alle conchiglie, ecc

Per quanto riguarda le monete, ci sono diverse monete di Lipari, ma non tantissime...forse molte si sono smarrite nei vari furti. Tra queste spicca una bellissima litra di Lipari (ovviamente in bronzo) molto difficile da poter ammirare in altri musei, due tetradrammi di Naxos, il già citato decadramma di Siracusa, un tetradramma di Imera, ecc

Dubito che quelli del Museo risponderanno...tranne se qualche volontario se ne prenda la briga....qui le belle monete del barone Mandralisca sono abbandonate a loro stesse...basti pensare che da anni alcuni pezzi sono stati collocati per sbaglio (forse durante la pulizia delle bacheche) assieme a monete appartenenti ad altre zecche e nessuno si è ancora accorto o si è preso la briga di posizionarle di nuovo al loro posto....

Spero vivamente che il bel museo Mandralisca possa salvarsi dalla chiusura....

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Vincenzo

Piu' che giusto Taras

ma la situazione attuale non credo permetta di cambiare improvvisamente mentalità a migliaia di funzionari che a volte, pur "volendo" fare sono vittime essis stessi (non tutti naturalmente) di un sistema burocratico che paralizza o disincentiva le iniziative miranti alla valorizzazione stessa del patrimonio.

Esistono ottimi funzionari, alcuni preparati, altri ricchi di spirito imprenditoriale, piu' raramente dotati di ambedue le cose, che si danno da fare per valorizzare il nostro patrimonio.

In molti altri casi pero' vince il lassisimo, o ladagiarsi sulla mancanza di mezzi. Non so quanti di noi, animati da religioso fervore su queste colonne, non si troverebbero poi in difficioltà se sedessimo su quelle pèoltrone a vessimo una capacità di manovra limitata.

Acraf ha segnalato solo un "granello" dell'immensa sabbia che pervade gli ingranaggi della complessa macchina pubblica: Come si puo' dare la facoltà ad un museo/medagleire impegnato in un progetto molto importante e complesso come la catalogazione/pubblicazione della collezione Reale, di poter stampare solo 50 copie di bollettini che serviranno a tutto il mondo, compresi i commercianti, come riferimento. Chi dovrebbe farsi carico , per regolamento interno, della pubblicazione di questi testi, ovvero il Poligrafico dello Stato non ha interesse a pubblicarli in quanto ritiene la Numismatica di interesse secondario per il vasto pubblico e siccome all'interno di quell'organismo vigono criteri ritenuti a torto "aziendalistici" si perseguono iniziative ove si crede di avere un ritorno economico assicurato. Orientamento di grande miopia in quanto questi bollettini hanno una domanda considerevole vista l'utilità di testi preparati con rigore scientifico che illustrano la collezion di gran lunga maggiore (per ciascuna zecca!) rispetto alle altre conosciute (con poche eccezioni).

Questo è solo un esempio. Ma tornando a bomba se la situazione dell'apparato burocratico (e mi fermo a cosnisderare solo le Belle Arti) è tale come si puo' pretendere che , anche su sollecitazione, un funzionario impugni database e PC e soi metta solerte a classificare cio' che guaceva immemore e sconosciuto dai tempi di suo nonno ?

Ci possiamo indignare, scrivere lettere di protesta e ... poi ?

Facile dire che queste attività sono e debbono essere di competenza del funzionario di turno, è altrettanto facile dire che uno Stato dovrebbe garantire il pareggio di Bilancio e non promuovere sprechi di risorse. Sappiamo tutti che la realtà è un'altra. Alcune volte sconfina nell'irreversibile (speriamo di no ma in alcune istanze la vedo davvero dura) e allora ci dobbiamo scandalizzare se il cittadino onesto (Intellettualmente e culturalmente) stufo marcio di vedere il nostro bel patrimonio mantenuto in cosi degradanti condizioni di curatela culturale, ci dobbiamo scandalizzare se prendesse l'iniziativa e dicesse adesso vi do una mano io ?

Con questo non dico che ognuno di noi possa fare cio' che vuole , bensi che in situazioni attentamente analizzate, con volontari ben qualificati e soprattutto con un "progetto"

ben articolato e "condiviso" con la parte Pubblica si mettesse a collaborare per colmare i "buchi " nel frattempo che la rivoluzione copernicana del funzionario pubblico si compiesse

facendogli cambiare mentalità, stimolandolo a fare quello che fino è stato realizzato troppo lentamente o addirittura mai in certe realtà.

Comprendo appieno i sentimenti dei veri "professionisti" che si ritengono scavalcati da certe inizitative o addirittura si sentano "impotenti" di fronte al MOloch pubblico che non li sfrutta a divere o addirittura non gli permette nemmeno di prestare la loro opera, pero' di fronte ad un perpetuarsi del nulla quasi quasi mi metto dalla parte di chi cerca di fare rispettando, per quanto possibile, gli ambiti degli addetti ai lavori.

Caro Numa Numa, mi dispiace, ma a questo discorso generalista mi oppongo con fermezza!

Le condizioni in cui si lavora sono precarie per tutti i funzionari, per tutti i direttori, per tutti i dipendenti museali.

Ma per correttezza di chi va oltre il proprio stipendio, oltre il proprio orario di lavoro, per la loro infinita gentilezza, bisogna evitare di "sparare alla cieca".

E per questo motivo bisogna fare i solleciti e bisogna rivendicare il proprio diritto allo studio(se si è in possesso dei requisiti curriculari)! E pubblicare eccellenze e inadempienze, con Nome e Cognome!

Proprio per rispetto verso chi a questo lassismo si oppone dall'interno e si suda quotidianamente quel poco che lo Stato gli garantisce.

Troppo semplice nascondersi nel gruppo e "parlare bene" in conferenze, simulando quello che nei fatti non si è e non si è fatto.

Edited by Vincenzo

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