apollonia Inviato 28 Aprile, 2014 Supporter #126 Inviato 28 Aprile, 2014 Questo è un esempio dei colori che si possono sviluppare nel tempo sulla superficie di un tetradramma suberato di Alessandro Magno. Alexander the Great fourree tetradrachm, 13.9g (compared with about 17.0g for authentic specimens), copy of posthumous tetradrachm from Amphipolis, Macedonia, c. 315-294 BC, M.J. Price 486. Le ampie fratture nella placcatura d'argento, esponendo il sottostante nucleo di rame/bronzo, rivelano la natura del pezzo. Questo suberato è particolarmente interessante in quanto mostra i tre strati di un suberato d’argento: l'arancione è il nucleo di rame, mentre il verde è lo strato di "eutettico" che separa la placcatura d'argento dal nucleo di rame. L’eutettico è una miscela costituita da circa 72% d’argento e 28% di rame, caratterizzata da un punto di fusione più basso di quelli delle miscele alle altre composizioni e che si comporta alla fusione come un composto puro. Non è chiaro se lo strato di eutettico fosse una saldatura d'argento e rame applicata per consolidare il rivestimento d'argento al sottostante nucleo di rame oppure si fosse formato quando il tondello rivestito d’argento è stato riscaldato, parzialmente fuso e quindi è diffuso all’interno del rame. In entrambi i casi il rivestimento si pensa sia stato applicato prima che la moneta fosse coniata, dato che in altro caso i dettagli del disegno sarebbero stati compromessi. apollonia 3 Cita
andreagcs Inviato 3 Maggio, 2014 #127 Inviato 3 Maggio, 2014 (modificato) Ottima risposta, Apollonia, chiara e accessibile anche ai non addetti ai lavori, ossia a chi come me mastica molto poco di chimica :) Mi sa che proverò la tecnica del tuorlo d'uovo frantumato di uovo sodo su vecchie monete d'argento da 500 lire della repubblica, tanto per vedere cosa accade... Un saluto e ancora complimenti ;) Modificato 3 Maggio, 2014 da andreagcs Cita
apollonia Inviato 7 Maggio, 2014 Supporter #128 Inviato 7 Maggio, 2014 Ottima risposta, Apollonia, chiara e accessibile anche ai non addetti ai lavori, ossia a chi come me mastica molto poco di chimica :) Mi sa che proverò la tecnica del tuorlo d'uovo frantumato di uovo sodo su vecchie monete d'argento da 500 lire della repubblica, tanto per vedere cosa accade... Un saluto e ancora complimenti ;) Grazie Andrea. Puoi evitare la frantumazione dell’uovo usando come ‘laboratorio’ una scatola di cartone con coperchio come quelle delle calzature, non necessariamente grande come quelle delle nostre scarpe ma ad es. di 17 x 12 cm e alta 7 cm. Nella scatola metti la moneta (un 500 Lire Caravelle va benissimo) su un supporto che la tenga in posizione verticale al centro, con le facce parallele al lato corto delle scatola. Tagli l’uovo sodo sgusciato in due e deponi ciascuna metà con il tuorlo rivolto verso l’alto accanto a ciascuna faccia della moneta. Metti il coperchio e aspetti una decina di minuti, tempo che dovrebbe essere sufficiente affinchè la moneta prenda un po’ di colore. Naturalmente puoi prolungare il tempo di esposizione sulla stessa moneta rimettendola nella scatola. Sarebbe ideale disporre di una contenitore di materiale trasparente come il Plexiglass perché così puoi seguire in tempo reale il processo di ‘abbronzatura’ della moneta. apollonia 2 Cita
apollonia Inviato 13 Maggio, 2014 Supporter #129 Inviato 13 Maggio, 2014 Questo è il risultato di una 'patina uovo in scatola'. Non ho riportato la foto della moneta prima del trattamento perchè dell'usuale color argento. apollonia Cita
apollonia Inviato 13 Maggio, 2014 Supporter #130 Inviato 13 Maggio, 2014 P.S. Purtroppo non è che le vele abbiano cambiato direzione per effetto del trattamento come avrei sperato! apollonia 1 Cita
apollonia Inviato 16 Maggio, 2014 Supporter #131 Inviato 16 Maggio, 2014 Patina naturale e patina artificiale Già che siamo in argomento colgo l’occasione per rispondere a chi mi ha chiesto qual è la differenza tra patina naturale e patina artificiale. A mio parere la patina naturale è la colorazione che si sviluppa sulla superficie di una moneta nelle normali condizioni di conservazione, quindi una colorazione che si forma spontaneamente nel tempo, per dirla alla Scajola, ‘a nostra insaputa’. La patina artificiale è invece una colorazione indotta ad arte, intenzionalmente, conservando o trattando la moneta in condizioni che accelerano il processo chimico responsabile della patina naturale. Ad es., nell’album delle 500 Lire Caravelle ho alcune monete ancora del colore dell’argento iniziale accanto ad altre che si sono più o meno inscurite (patina naturale di solfuro nell’atmosfera). Dopo 24 h nella scatola con l’uovo sodo, una moneta che aveva il colore dell’argento si è inscurita ancor più intensamente di quelle con patina naturale (patina artificiale da solfuro prodotto per decomposizione degli aminoacidi proteici contenenti zolfo, precisamente cistina e cisteina, presenti nell’uovo). Un’altra domanda è se anche le patine iridescenti o ‘arcobaleno’ dell’argento possono essere naturali. La risposta è affermativa, come dimostra la patina ‘rainbow’ dei dollari Morgan conservati per lungo tempo in sacchetti di tela caricata di zolfo di cui s’è detto in precedenza. Il trattamento della tela aveva lo scopo di evitare che fosse rosicchiata dai topi e il fatto che le monete più vicine o a contatto con essa avessero sviluppato quella patina per il continuo e prolungato ‘bombardamento a tappeto’ ad opera dello zolfo è stato casuale. Sappiamo infatti che l’argento può potenzialmente sviluppare in superficie tutti i colori dello spettro visibile e scomporre la luce bianca nelle radiazioni che la compongono attraverso l’interferenza differenziale operata dai sottili strati superficiali di diverso spessore del solfuro d’argento, come quelli che si sono formati nell’ambiente ‘intra-sacchetto’. Naturalmente si può riprodurre questo effetto cromatico ricoprendo p. es. la superficie di un dollaro Morgan con un impasto di vaselina e zolfo e lasciare così la moneta per una settimana o un mese, ma in tal caso la patina è intenzionale e quindi artificiale. apollonia 2 Cita
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