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Legio II Italica

Il Sepolcro di Caio Poblicio Bibulo

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Legio II Italica

All’ ombra della possente bianca costruzione dell’ Altare della Patria , in Piazza Venezia , sul lato sinistro per chi guarda dal davanti l’ Altare , si nota quasi defilato e solitario , nell’ aiuola dedicata , ignorato e snobbato da quasi tutti i passanti che hanno occhi solo per il grande Monumento a Vittorio Emanuele II e per gli altri importanti e grandiosi monumenti romani dell’ epoca imperiale che sorgono ai lati di Via dei Fori Imperiali , si nota , dicevo , un piccolo rudere risalente ai primi anni del I secolo a.C. ; e’ questo un monumento funebre , dedicato a Caio Poblicio Bibulo . In epoca repubblicana questo monumento funebre di Bibulo , insieme all’ altro Sepolcro dei Claudii , che era sul lato opposto ma oggi non piu’ esistente , si trovavano entrambi in prossimita’ della Porta Ratumena oppure della Porta Fontinalis , non e’ chiara la posizione esatta delle due porte che potrebbe essere la stessa ma con due nomi diversi , posta alle falde dell’ Arx del Campidoglio , cioe' la parte ad oriente del colle , che immetteva poi nella Via Flaminia .
Il sepolcro di Bibulo , l’ unico dei due attigui superstite , si presenta ai giorni nostri alquanto scarno , forse per questo motivo non e’ molto attraente verso chi non ne conosce la storia non accorgendosi della dedica alla base quasi completa , posta sul basamento ormai semi interrato ; la facciata in foto e’ lunga quasi 7 metri e alta circa 5 .
Interessante notare che il sepolcro di Bibulo e quello di rimpetto dei Claudii , ai lati della Porta Ratumena o Fontinalis , erano appena fuori del Pomerium , perimetro entro il quale diverse cose erano vietate fare , tra cui seppellire i morti , al solo Traiano la cui Tomba/Colonna a poche decine di metri ad oriente da quella di Bibulo , fu concesso farlo , per i suoi altissimi meriti verso la Res Publica .
Il sepolcro in materiali dell’ epoca era fatto in travertino e tufo e doveva probabilmente essere costituito da una grande cella di forma rettangolare , di cui ne rimane solo un lato ; il basamento che attualmente e’ visibile , e’ la parte alta , in quanto il resto e’ sepolto sotto diversi metri nel terreno .
Quella che sul davanti sembra una porta , doveva essere forse quella di ingresso al sepolcro preceduta da una scalinata oppure una finestra con statua , mentre come architetture e’ rimasto visibile ben poco : ghirlande , bucrani e rosette ; fortunatamente l’ iscrizione quasi completa , invisibile , nel senso che si nota poco , ci ricorda a chi apparteneva questo sepolcro , ma del personaggio qui sepolto , non sappiamo altro oltre a quello della scritta , che cosi’ recita :

C Poplicio Bibulo ead pl honoris….. virtutisque caussa Senatus….. consulto populique iussu locus…… monumento quo ipse postereique…… eius inferrentur publice datus est

A Caio Poblicio Bibulo edile della plebe in riconoscimento della sua virtu’ (o valore) ? (e dei suoi meriti) ? per decisione del Senato e del popolo è stato concesso a spese pubbliche un terreno per il sepolcro affiche’ egli e i suoi discendenti vi siano sepolti .

Si tratta quindi di un sepolcro pubblico concesso a spese del Senato e del Popolo , sicuramente per particolari meriti compiuti in vita da Poblicio verso la Repubblica , un personaggio sicuramente famoso alla sua epoca , del quale sfortunatamente non si sono tramandate le imprese o meriti , civili o militari ; possiamo solo ipotizzare che il nostro personaggio fosse un Magistrato monetario oppure figlio o parente di questo , perche’ dei Poblicii batterono monete tra il 92 e il 79 a.C. , date che ben si allineano con quella di realizzazione del monumento . Probabilmente il nostro personaggio visse ed opero’ civilmente o militarmente , o entrambi , in un periodo storico molto complesso per Roma , compreso tra l’ epoca di Marco Livio Druso , Licino Crasso , quando si discuteva circa la possibilita’ o meno di concedere la cittadinanza romana agli Italici e la tragica rivalita’ tra Mario e Silla con la Dittatura di quest’ ultimo , anni tremendi per la Repubblica , carichi di conseguenze per il futuro .
Evidentemente C Poblicio Bibulo era scarso pero’ di un patrimonio personale che gli permettesse alla sua morte un degno funerale e un sepolcro a proprie spese , insomma un novello Menenio Agrippa , Console nel 503 a.C.
Non era prassi rara , anzi relativamente comune , in Roma antica e specialmente in epoca repubblicana , provvedere alle spese funerarie e del sepolcro , a cura del Senato e del Popolo , nei confronti di quei cittadini particolarmente benemerenti verso la Res Publica , ma di scarso patrimonio privato ; altri esempi , oltre a quello gia' citato di Menenio Agrippa , furono quelli a favore di Valerio Poblicola , di Postumio Tuberto , di Caio Fabricio , forse di Appio Claudio Cieco e probabilmente di altri personaggi storici non noti , orgogliosi di aver servito la Res Publica , pur non arricchendo , al punto di avere perfino scarse risorse economiche tali da non permettergli alla loro morte un funerale e sepolcro degno del loro impegno civico , militare o di entrambi ; uomini eccezionali , se visti con gli occhi moderni , ma dai comportamenti normali se riferiti a quella eroica e famosa epoca repubblicana ; qualita’ morali e civiche che andarono man mano declinando di pari passo , con il declino della Repubblica romana .

Aggiunta recente : di Caio Poblicio , soltanto una cosa risulta un po' "strana" e poco confacente con la sua dedica posta nel sepolcro , cioe' il Cognomen : Bibulo , che dovrebbe significare "bevitore , bevone" . Evidentemente gli antichi soprassedevano ai vizi e difetti delle persone , riconoscendo indispensabili ed utili allo Stato le sole qualita' morali e civiche .

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Legio II Italica

Ho recentemente fatto delle ricerche in merito a Caio Poblicio Bibulo ed e' venuto fuori questo Denario della Gens Poblicia emesso da un monetiere omonimo appartenente a questa Gens tra il 92 e il 79 a.C. , al dritto Roma elmata con scritta ROMA e una X o K , al rovescio Ercole che lotta con il Leone Nemeo , a lato C. Poblicio Q.F. (fuori conio nel primo esemplare) , chissa' se fu emesso dal nostro personaggio , figlio di Quinto .

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Rapax

Per prima cosa complimenti, ci regali sempre degli approfondimenti estremamente interessanti!

Fatta questa doverosa premessa veniamo al nocciolo della questione. Per quanto riguarda il sepolcro esistono due differenti teorie, una propone una datazione al I secolo a.C. mentre un'altra chiama in causa una riedificazione databile al I secolo di un monumento funebre edificato nel secolo precedente. Conseguentemente anche le teorie riguardanti l'identificazione del titolare del sepolcro sono differenti.

La teoria della riedificazione lo mette in riferimento all'edile della plebe in carica nel 209 e citato da Livio (27.20) ma secondo Attilio Degrassi (ILLRP 357) il titolare del monumento funebre sarebbe un omonimo edile della plebe, presumibilmente in carica nel periodo sillano. Egli ritiene che sia il Bibulo vissuto nel periodo annibalico che la sua famiglia furono "troppo poco importanti per giustificare la ricostruzione del monumento in un periodo successivo" (citazione riportata dal Broughton, The Magistrates of the Roman Repubblic, Vol. III: Supplement).

Venendo al magistrato monetario penso proprio che non ci sia modo di identificarlo con l'edile della plebe in quanto quest'ultimo appartiene al ramo dei Bibuli mentre la titolatura del responsabile dell'emissione suggerisce la non appartenenza al ramo degli "ubriaconi" :D. In aggiunta il titolare del sepolcro secondo il Broughton è C. Poplicius L.f. Bibulus, dunque figlio di Lucio e non di Quinto.

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Legio II Italica

Ciao @@Rapax e grazie per le belle parole espresse nei miei confronti ; nel mio piccolo cerco soltanto di approfondire particolari argomenti di carattere storico archeologico , allo scopo di sollecitare interesse e dibattiti , quest' ultimi purtroppo pochi , presso gli utenti di questa sezione del Forum , ma senza voler insegnare nulla a nessuno in quanto la mia e' solo passione ultra decennale verso la storia romana , null' altro .
Venendo alla tua risposta devo dirti che non conoscevo la teoria della riedificazione del Sepolcro al I secolo della nostra era , come vedi nei dibattiti si impara sempre per questo sono utili e necessari , in effetti l' uso del travertino e di alcuni fregi sembra coerente con l' epoca del I secolo d.C. , in questo caso sarebbe importante sapere , ma difficilmente , se la base con dedica al personaggio e' coeva o precedente alla ricostruzione del Sepolcro , in quanto sembrerebbe di notare un diverso stile tra le due fasi di architettura ; altra caratteristica inusuale della dedica e' la mancanza del nome del padre del personaggio sepolto L.F. o Q.F. o forse potrebbe piu' semplicemente essere un "adottato" dai Poblici , originario della Gens dei Bibuli , ma in questo caso nella dedica avremmo dovuto leggere Bibuliano , ma forse , non ricordo bene , in questa epoca la desinenza ....ano/ani non era ancora in uso .

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Flavio

In questa pagina web

http://www.romeartlover.it/Vasi35a.htm

ecco come appariva il sepolcro in una vecchia, vecchissima veduta di piazza di Macel de'Corvi.

Stendhal, nelle sue passeggiate romane, ebbe ancora la fortuna di vederne qualche pezzo in più di adesso.

Grazie Legio II Italica per proporre all'attenzione degli amici del forum questi "spicchi" di Roma antica poco noti e, a volte, anche un pò dimenticati.

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