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Legio II Italica

Il Tevere , l'Eldorado dell'Archeologia romana

Risposte migliori

Legio II Italica

Esiste un luogo a Roma , anomalo nel suo genere , che sicuramente conserva come in uno scrigno segreto e nascosto agli occhi degli uomini antichi e moderni , innumerevoli tesori in oggetti e marmi in generale che furono a lui affidati o presi di prepotenza dalla sua natura a volte distruttrice , come ad un vecchio padre premuroso , affiche’ li conservasse preservandoli dagli effetti nocivi di assedi , saccheggi e distruzioni quali Roma dovette ripetutamente subire dal V secolo della nostra era fino al XIX secolo . Partono fin dal Medio Evo le notizie vere o false , del ritrovamento nel letto del fiume Tevere , l’antichissimo Albula , poi Thibris o Rumon , di incredibili tesori , quali ad esempio il fantasioso ritrovamento del candelabro a sette braccia il cui destino è tuttora oscuro , era fatto interamente d'oro massiccio di un sol blocco, venne con molta probabilità portato a Roma quando Tito conquistò Gerusalemme nel 70 , come testimoniato da una raffigurazione scultorea nella volta interna dello stesso Arco che sovrasta la sommita’ della via Sacra . Secondo alcune testimonianze non confermate, il candelabro è rimasto a Roma fino al sacco di Roma ad opera di Genserico , finendo poi , dopo alterne vicissitudini a Costantinopoli , da qui in poi se ne perdono le tracce (sotto un disegno)
Tornando al nostro argomento , Rodolfo Lanciani ci tramanda che in occasione dei dragaggi del letto del fiume nel 1877 per la costruzione dei possenti muraglioni , che incanalano il Tevere impedendogli di nuocere alla Citta’ con le frequenti inondazioni invernali , ma snaturandone l’ antica bellezza , vennero portati alla luce una incredibile quantita’ di oggetti di valore , dalle statue di bronzo che ornavano sia la Citta’ sia i parapetti degli antichi ponti , capolavori del’arte antica , affinche’ non cadessero in mani nemiche , fino ai piccoli oggetti di valore , di uso personale .
A dimostrazione della ricchezza storica conservata nel Tevere , furono incredibilmente trovate anche punte di frecce preistoriche , fino alle armi da fuoco usate dai Romani per scacciare i Francesi da Roma nel 1849 . Occorre precisare che tutti questi ritrovamenti furono solo occasionali e superficiali , cioe’ furono rinvenuti senza cercare , ma solo in conseguenza della grande opera ingegneristica dei muraglioni , le draghe non andarono in profondita’ nel letto del fiume Tevere che al massimo raggiunsero la profondita’ di circa 2,70 metri , se invece per cercare volutamente reperti si raggiungesse la profondita’ sotto il letto del fiume di 8/10 metri , chissa’ quali tesori dell’antichita’ tornerebbero alla luce del Sole e a rallegrare gli animi . Veramente sempre Lanciani ci racconta che solo in due occasioni si raggiunse la profondita’ di oltre 10 metri sotto il letto del Tevere , esattamente a Ponte Garibaldi e a Ponte Sisto , in entrambe le occasioni fu raccolta una ingente quantita’ opere d’arte e di oggetti antichi . Praticamente tutti gli oggetti grandi e piccoli e di qualsiasi natura , recuperati dal Tevere sono in uno buono stato di conservazione , essendo l’ acqua dolce molto meno nociva di quella marina , inoltre il seppellimento veloce dovuto al limo e all’ argilla presenti nel letto , faceva si che gli oggetti caduti nel fiume non si allontanassero molto a causa della corrente del fiume dal luogo di caduta , fu calcolata al massimo una distanza di 500 metri che rapportata a circa 2000 anni e’ irrisoria , inoltre questi due elementi del letto isolano sia il metallo sia il marmo dalla ossidazione e corrosione preservandone anche il colore , tipiche sono le monete in bronzo trovate nel fiume , specialmente i grandi sesterzi , che non assumendo patina , mantengono il colore quasi originario dell’oricalco , oggi chiamata “patina fiume” forse tra le piu’ rare , ricercate e affascinanti . Tra le opere statuarie in marmo recuperate in quella occasione , forse la migliore fu una statua di Apollo arcaico che oggi e’ esposta in una sala del Museo delle Terme di Diocleziano a Roma ( sotto la foto ) , per le statue in bronzo la piu’ bella e affascinante recuperata fu quella di Bacco , anch’essa conservata nello stesso Museo ( sotto la foto )
In prossimita’ di Ponte Sisto o in antico Ponte di Agrippa o di Valentiniano e Valente dopo il restauro da loro eseguito nel 367 , uno dei ponti antichi che unisce il Gianicolo Trastevere al Campo Marzio , furono trovati sulla sponda sinistra resti di un’ Arco trionfale eretto nel 367 d.C. in onore degli Imperatori Valentiniano e Valente insieme a frammenti di una colossale statua in bronzo che ornava l’Arco ; inoltre fu trovata una iscrizione datata al tempo di Vespasiano ed un’altra del tempo di Valentiniano e Valente in cui descriveva il Ponte essere stato ricostruito tra il 366/367 da L.Aurelio Aviano Simmaco prefetto della Citta’ ; furono trovate anche monete , terrecotte , frammenti di statue , bassorilievi in marmo , pezzi di una enorme iscrizione che in origine doveva essere lunga quanto il Ponte , circa 100 metri , insieme a pezzi architettonici del Ponte . Successivamente in occasione della costruzione del piu' recente Ponte Garibaldi , poco piu’ a valle di Ponte Sisto , fu trovata una splendida statua in bronzo rappresentante Bacco , gia’ menzionata sopra , a 11 metri sotto il letto del fiume , in piu’ una Patera in bronzo del diametro di 60 centimetri lavorata a sbalzo che probabilmente doveva fare parte di un' altra enorme statua in bronzo li' giacente o nelle vicinanze del Ponte e inoltre una grande quantita’ di monete antiche romane e medaglie antiche papali .
Una cosa e’ certa , in base alle varie migliaia di testimonianze relative ai meravigliosi ritrovamenti archeologici avvenuti in tutte le epoche , alle testimonianze degli antichi storici relativi ai monumenti che ornavano la Citta’ e ai poeti antichi che decantavano le bellezze dell’ Urbe al massimo del suo splendore nel IV e V secolo , possiamo credere a quel personaggio storico , di cui pero' non ricordo il nome , che scriveva Roma essere popolata da Dei , non da uomini , tanto era lo splendore , la bellezza e la ricchezza dell’ Urbe di cui noi oggi non possiamo immaginare praticamente nulla .
Per concludere questa brevissima esposizione dei tesori del Tevere , si comprende bene quali e quanti tesori siano ancora nascosti sotto il letto del fiume in quanto le grandi quantita' di oggetti trovati nel passato furono solo occasionali , non cercati , semplice conseguenza di lavori eseguiti negli argini del fiume ; chissa’ mai se un giorno si decidera’ di dragare sistematicamente almeno il tratto cittadino del fiume , sicuramente il costo dell’opera verrebbe ripagato abbondantemente dal valore archeologico e artistico dei reperti recuperati dal "Padre Tevere" , andando ad arricchire le collezioni dei Musei cittadini e il patrimonio nazionale .

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Legio II Italica

Uno splendido Sesterzio di Adriano della serie Liberalitas , tratto dalle rete , con una stupenda "patina fiume" chiamata in gergo anche "patina Tevere" che dona alla moneta una luce e un fascino particolare che in foto non rende bene l' effetto , impossibile a vedersi nelle normali patine multicolori , anche la lieve porosita' del dritto non nuoce alla bellezza di questo Sesterzio fiumarolo . Questo effetto di un Sesterzio "appena coniato" e' dovuto al seppellimento veloce nel limo del fiume che lo ha rapidamente sottratto all'aria e agli acidi presenti nel terreno di superficie .

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massi75rn

grazie legio per questo splendido racconto che ho letto tutto di un fiato,continua cosi' ad appagare la nostra sete di informazione non solo storica,ma anche attuale,visti i ritrovamenti(magari si decidessero a dragare),e anche un po sognatrice,quanto darei per fare una passeggiata a roma nel v secolo...

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Legio II Italica

Ciao @@massi75rn e grazie , se un giorno' riusciro' a costruire la macchina del tempo :yahoo:, sarai invitato , appuntamento davanti il Tempio della Pace , poi faremo un giro per Roma antica , pero' in vestiti d' epoca e senza portare oggetti attuali , altrimenti ci dedicano un Tempio o ci buttano nell' arena del Colosseo :D

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simonesrt

Complimenti x il racconto. Mi ha portato a sognare cosa potrebbe esserci sotto....

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Legio II Italica

Ciao @@simonesrt , dubito che un giorno si decidera' di dragare in profondita' il Tevere ad opera degli organi competenti , almeno nel tratto del centro storico attraversato dal fiume , forse per assurdo e' piu' facile che il Tevere venga deviato nel suo percorso fuori da Roma , come 2000 anni fa progetto' Giulio Cesare per evitare le disastrose inondazioni invernali della Citta' .

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eliodoro
Supporter

A proposito del sesterzio, oltre alla ricercata patina Tevere, con Adriano abbiamo la "liberalitas", a differenza degli Imperatori precedenti in cui appariva il congiarium.

Adriano, per rendersi nuovamente amica la cittadinanza romana nell'occasione in cui non volle condannare a morte 4 senatori di rango consolare, concesse un doppio congiarium pari a 3 aurei per ogni cittadino.

Ecco un sesterzio di Nerone con il congiarium.

673208.m.jpg

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Legio II Italica

Ciao @@eliodoro , bellissimo anche questo sesterzio (autentico ?) con patina terrestre , Congiarium di Nerone , entrambi vere opere d' arte in miniatura .

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eliodoro
Supporter

Ciao @@Legio II Italica...il sesterzio non è mio, quindi non mi pongo il problema sulla sua autenticità. Io tendo a prenderli brutti ma buoni, come quei biscotti della provincia toscana.

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Legio II Italica

Hai ragione @@eliodoro , oltre che principalmente per motivi economici , quando integre come quella da te postata il che e' rarissimo , oggi e' alquanto sospetto , viste le abilita' estreme raggiunte dai conservatori e restauratori di monete antiche , acquistare monete estremamente belle e ben conservate ; meglio affidarsi a esemplari non espressamente brutti , ma comunque vissuti e circolati che mostrano tutto il tempo trascorso , come un bel volto rugoso carico di anni ; ma ora meglio fermarsi altrimenti finiamo fuori post .

Per i biscotti brutti , ma buonissimi , ne esistono in tutte le regioni d'Italia , ciao :D

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eliodoro
Supporter

MI complimento per il bellissimo tema che hai trattato, anche se alla fine lascio volentieri ai futuri italiani la scoperta dei tesori che nasconde il Tevere

In questi tempi, il loro recupero non servirebbe a niente, i ritrovamenti, soprattutto monetari, finirebbero per anni a giacere nei magazzini dei musei solo per la loro catalogazione.

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Legio II Italica

Sono d'accordo con te , anche se , visti i tempi odierni , non saprei proprio se saranno Italiani ancora interessati al proprio passato .

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Legio II Italica

Ciao @@eliodoro , a seguito di sopra , non so se hai seguito la vicenda di alcui archeologici che hanno favorito , prendendo mazzette , interessi edilizi .

Mazzette per dare i nullaosta edilizi arrestata archeologa ...


www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/tangenti_mazzette_nulla_osta_sopr

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eliodoro
Supporter

Ciao @@eliodoro , a seguito di sopra , non so se hai seguito la vicenda di alcui archeologici che hanno favorito , prendendo mazzette , interessi edilizi .

Mazzette per dare i nullaosta edilizi arrestata archeologa ...

www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/tangenti_mazzette_nulla_osta_sopr

nel nostro pese succede di tutto, si passa da sequestri a stupidotti che acquistano monete romane da pochi euro sulla baia, ad archeologi che prendono mazzette per favorire il rilascio di autorizzazioni edilizie.

Per questo, penso sia meglio che lasciamo tutto sotto terra.

Saluti

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Legio II Italica

Una notizia trovata in rete di qualche anno fa , che comunque fa ben sperare in una campagna esplorativa futura .

ROMA: Colonne e porti romani ritrovati nel Tevere ...


www.archeomedia.net/archeologia-subacquea/34719.html

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