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Legio II Italica

19 Agosto del 14 d.C.

Risposte migliori

Legio II Italica

Il 19 Agosto del 14 , a Nola , moriva Augusto , ricorre quindi domani il II millennio della morte del primo Imperatore romano , uomo per tanti aspetti controverso , ma comunque di levatura eccezionale le cui riforme dello Stato durarono per circa tre secoli . Ricchissima la serie monetale emessa che ne consacra la divinita’ , sotto alcuni tipici esemplari , molti furono emessi postumi dai successivi Imperatori , credo fino agli Antoniniani di Traiano Decio . La moneta in foto , sesterzio , che rappresenta il funerale di Augusto seduto idealmente su un carro e trasportato da quattro elefanti e’ di carattere simbolico ed allegorico in quanto l’ elefante rappresenta l’ Aeternitas ; il reale funerale di Augusto e’ tramandato da Svetonio , nella Vita di Augusto , eccone in particolare alcuni passi :

Tomi XCIX e C : “……….prima di spirare diede un unico segno di alterazione mentale , quando , con un improvviso terrore , si lamento’ che quaranta giovani lo stavano trascinando via . Ma anche questo fu piu’ un presagio che un’ attenuazione della coscienza , perche’ tanti furono i soldati pretoriani che portarono la salma all’ aperto . Mori’ nella medesima camera in cui era morto suo padre Ottavio , sotto il consolato dei due Sesti , Pompeo e Appuleio , il quattordicesimo giorno prima delle calende di Settembre , all’ ora nona , trentacinque giorni prima di compiere settantasei anni . I Decurioni dei municipi e delle colonie trasportarono il cadavere da Nola a Boville di notte a causa della stagione , depositandolo fra una tappa e l’ altra nella basilica di ciascuna citta’ o nel massimo tempio cittadino . Da Boville lo prese in consegna l’ ordine equestre che lo porto’ nell’ Urbe e lo pose nel vestibolo della sua casa ……….posto pero’ un limite alle onoranze , ricevette due volte l’ elogio funebre davanti al tempio del Divo Giulio , da Tiberio , e davanti ai vecchi rostri , da Druso , figlio di Tiberio , quindi la salma fu portata al Campo Marzio sulle spalle dei Senatori e li fu cremata . Non manco’ un ex Pretore che giuro’ di averne visto l’ immagine dopo la cremazione mentre saliva in cielo . I primi dell’ ordine equestre , vestiti con la sola tunica , senza cintura e a piedi nudi , ne raccolsero i resti e li deposero nel suo Mausoleo……..”

Accanto alla figura di Augusto , e’ giusto ricordare anche due importanti e fedeli uomini che furono di aiuto determinante e costante ad Augusto nel corso di tanti anni , fino alla loro morte e con il loro supporto , oltre alle innate capacita’ politiche di Augusto , contribuirono al successo del lungo percorso storico e politico del figlio adottivo di Cesare ; questi furono Marco Vipsanio Agrippa , principalmente per la parte militare e successivamente architettonica di Roma , morto il 12 a.C. e Caio Cilnio Mecenate , per quella politica e culturale , morto l’ 8 a.C. ; la figura storica di Mecenate e’ forse quella meno conosciuta , di Vipsanio Agrippa al contrario sappiamo tanto ed e’ superfluo qui ricordarlo , in merito a Mecenate , credo sufficiente ricordare il commento di lui fatto dallo storico Velleio Patercolo , che lo descrive e lo sintetizza , come :

“insonne nella vigilanza e nelle emergenze , lungimirante nell'agire , ma nei momenti di ritiro dagli affari più lussuoso ed effeminato di una donna”.

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eliodoro
Supporter

Ciao @@Legio II Italica,

la città di Nola, ad oggi, onora la figura di Augusto con una statua dell'Imperatore, presumo originale, posta al centro della Piazza Duomo.

Per notizie interessanti sull'argomento:

http://www.conteanolana.it/uomini%20illustri%20libro%20R-Z/Statua%20di%20Ottaviano%20Augusto.htm.

Tra le monete di consacrazione,:

Denario di Caligola:

2016375.m.jpg

Antoniniano di Traiano Decio:
498778.m.jpg

Sesterzio Tiberio:

584057.m.jpg
Saluti Eliodoro

Modificato da eliodoro

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ARES III

Grazie @@Legio II Italica per aver aperto questa discussione, perché mi stavo scordando della data: eppure me l'ero anche segnata.

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Legio II Italica

Ciao @@eliodoro , no purtroppo quella in foto non e' una statua originale , e' una copia dell' "Augusto di Prima Porta" trovata nella Villa di Livia , a Prima Porta a Roma , nel 1863 , rappresenta Augusto con la corazza da parata , riccamente adornata ; l' originale e' alta metri 2,04 ed ora arricchisce i Musei Vaticani .

Comunque iniziativa veramente notevole quella del Comune di Nola , immagino che domani ci saranno congressi e iniziative atte a ricordare l' evento .

Ciao

Claudio

Sotto un incisione dell' epoca a ricordo della scoperta e la statua originale di Augusto di Prima Porta

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Modificato da Legio II Italica
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Legio II Italica

Postate , postate , qualunque notizia relativa all' evento bimillenario contribuisce nel nostro piccolo , al ricordo di Augusto .

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conrad59

presso il museo di Santa Giulia a Brescia si tiene una mostra di reperti augusti intitolata "Divus Augustus - tracce di Augusto a Brescia"

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Legio II Italica

L' antica Brixia romana , se puoi , vai a visitarla , cosi' dopo ci racconti e forse puoi fotografare qualcosa , ciao .

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Saturno

Nel frattempo che scorre il bimillenario di Augusto, qui a Roma, il mausoleo funebre (appunto) di Augusto è ridotto a un gabinetto pubblico:

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_17/bimillenario-d-augusto-rifiuti-barboni-mausoleo-dimenticato-c927f4d2-2609-11e4-9b50-a2d822bcfb19.shtml

davvero bravi, bravi....

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Legio II Italica

Ciao @@Saturno , hai ragione , al Comune importa solo il centro storico con il Colosseo e i Fori Imperiali , come se questi fossero i soli monumenti di Roma antica , ma evidentemente sono quelli che portano piu' soldi , il resto e' quasi in abbandono , poi vuoi mettere il fascino e la sacralita' del Mausoleo di Augusto e dei suoi successori fino a Nerva con ad esempio il Colosseo ? luogo di massacri di uomini e animali ? e' vero che dentro il Mausoleo c'e' poco da vedere , ma lo stesso e' per il Colosseo , anche qui ben poco o nulla da vedere , ma d' altra parte italiani e stranieri sono "addomesticati" da film , guide turistiche e depliant vari , quando poi li' vicino c'e' il Circo Massimo ancora in gran parte da scavare e che forse cela qualche importante scoperta ; senza sapere magari di altri magnifici angoli e monumenti nascosti di Roma antica . Mi hai incuriosito perché e' un po' di tempo che non passo al Mausoleo , domani vado , controllo e scatto qualche foto .

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Saturno

Ciao @@Saturno , hai ragione , al Comune importa solo il centro storico con il Colosseo e i Fori Imperiali , come se questi fossero i soli monumenti di Roma antica , ma evidentemente sono quelli che portano piu' soldi , il resto e' quasi in abbandono , poi vuoi mettere il fascino e la sacralita' del Mausoleo di Augusto e dei suoi successori fino a Nerva con ad esempio il Colosseo ? luogo di massacri di uomini e animali ? e' vero che dentro il Mausoleo c'e' poco da vedere , ma lo stesso e' per il Colosseo , anche qui ben poco o nulla da vedere , ma d' altra parte italiani e stranieri sono "addomesticati" da film , guide turistiche e depliant vari , quando poi li' vicino c'e' il Circo Massimo ancora in gran parte da scavare e che forse cela qualche importante scoperta ; senza sapere magari di altri magnifici angoli e monumenti nascosti di Roma antica . Mi hai incuriosito perché e' un po' di tempo che non passo al Mausoleo , domani vado , controllo e scatto qualche foto .

Il Circo Massimo è un altro scandalo clamoroso: invece di scavare e restaurarlo per dare una visione della sua maestosità, ci fanno i concerti e comizi politici, riducendolo un immondezzaio. In quale altra parte del mondo questo accade? Davvero ci meritiamo questo ? Degli antichi non c'è memoria che sia rispettata e onorata. Il Colosseo, vanto e orgoglio, profanato da bancarellari, guide abusive, falsi figuranti di antichi romani, bibitari vari e borseggiatori.

Se hai un pò di tempo, vieni vedere l'acquedotto Alessandrino, ridotto a spartitraffico a Vle Togliatti e praticamente interrato nel resto del percorso, alcove di prostituzione e degrado.

Roma è ridotta un lerciume

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Legio II Italica

@@Saturno , sono d'accordo , ma non e' solo Roma in queste condizioni , taccio , altrimenti lo sfogo porterebbe lontano , la lista dei "massacri" e' lunga , se ti va leggi il mio post sul Fornaio Eurisace di qualche giorno fa a proposito delle condizioni in cui versa Porta Maggiore , ciao .

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Legio II Italica

Ciao @@massi75rn , la colorazione antica dell' Ara Pacis non e' sicura , ma e' molto probabile , perché abbiamo altre testimonianze di colorazioni degli antichi monumenti , come ad esempio la Colonna Traiana .

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Legio II Italica

ho votato la discussione

Grazie @@odjob , piu' tardi carichero' le foto eseguite questa mattina presso il Mausoleo di Augusto , corredandole con brevi commenti .

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ARES III

In virtù del giorno ci dovremmo chiedere, o forse meglio rispondere, all'ultimo quesito [naturalmente a quello che riportano le nostre ben amate fonti] se "Lo spettacolo è piaciuto?"

Con questa domanda Ottaviano voleva sapere se il suo operato potesse avere una qualche approvazione dei posteri.

Secondo me si:

1-non solo ha dato pace e prosperità a Roma dopo decenni di conflitti intestini e guerre civili;

2-non solo ha riordinato l'assetto istituzionale, militare ed economico dello Stato;

3-non solo ha trasformato una città di "mattoni" in una di marmo [cioè ha elaborato e ricostruito l'Urbe, arricchendola con monumenti, templi, aree pubbliche con materiali pregiati];

4-non solo ha contribuito alle arti e alla letteratura sovvenzionando il circolo di Mecenate;

5-ma anche creato il mito di Cesare, facendo in modo che non fosse dimenticato dai posteri.

Cesare, Roma e la Storia, per non dire anche noi oggi, debbono molto ad Augusto.

Modificato da ARES III
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Legio II Italica

In virtù del giorno ci dovremmo chiedere, o forse meglio rispondere, all'ultimo quesito [naturalmente a quello che riportano le nostre ben amate fonti] se "Lo spettacolo è piaciuto?"

Con questa domanda Ottaviano voleva sapere se il suo operato potesse avere una qualche approvazione dei posteri.

Secondo me si:

1-non solo ha dato pace e prosperità a Roma dopo decenni di conflitti intestini e guerre civili;

2-non solo ha riordinato l'assetto istituzionale, militare ed economico dello Stato;

3-non solo ha trasformato una città di "mattoni" in una di marmo [cioè ha elaborato e ricostruito l'Urbe, arricchendola con monumenti, templi, aree pubbliche con materiali pregiati];

4-non solo ha contribuito alle arti e alla letteratura sovvenzionando il circolo di Mecenate;

5-ma anche creato il mito di Cesare, facendo in modo che non fosse dimenticato dai posteri.

Cesare, Roma e la Storia, per non dire anche noi oggi, debbono molto ad Augusto.

Hai ben sintetizzato le Res Gestae di Augusto

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Legio II Italica

Eccomi qui , come promesso ieri , questa mattina sono andato al Mausoleo di Augusto per rendermi conto della situazione in occasione del bimillenario della sua morte ; sotto il mio personale commento , spero pero' in altri pareri , specialmente da chi del Forum risiede a Roma e forse trovera' nei prossimi giorni un po' di tempo per andare a vedere :

Dopo vari decenni di immobilismo , finalmente , ma recentemente , sono iniziati i lavori di sistemazione del Mausoleo di Augusto , non solo archeologica ma anche di decoro del luogo . Purtroppo i lavori in Italia durano come sappiamo , come le calende greche e nonostante oggi ricorra il II millennio dalla morte di Augusto i lavori sono lontani dal termine , peccato una occasione persa . Attualmente la zona e’ tutta recintata e non e’ possibile l’accesso , almeno esterno , al grande Sepolcro , anche per il motivo che tutta la parte destra del grande tamburo , guardando l’ ingresso dal davanti , e’ allagata da circa 30 cm. di acqua , non piovana ma di falda . Sono stati eseguiti degli scavi intorno al Mausoleo e stranamente sono emersi ruderi antichi tutti intorno al Sepolcro , ma potrebbero essere medievali , questo fatto contrasta con le fonti storiche dell’ epoca di Augusto , infatti queste ci hanno tramandato che tutta la zona intorno al Mausoleo era circondata da odorosi boschi e nelle immediate vicinanze del Mausoleo immersi nel bosco , erano presenti soltanto l’ Ara Pacis , l’ Ustrinum e la grande platea dell’ Orologio solare ; evidentemente , come avviene anche ai giorni nostri , gia' nei secoli successivi alla morte di Augusto , il bosco venne urbanizzato con nuove costruzioni e i ruderi che sono usciti fuori , intorno al Sepolcro , ne sono la prova evidente . Questa la descrizione visiva del Mausoleo che fece Strabone al suo tempo contemporaneo di Augusto , quando il Sepolcro era appena costruito , nella sua opera “Geografia” , libro V , tomo 3,8 :

“Il più notevole (monumento) è il cosiddetto Mausoleo , grande tumulo che sorge su un'alta base di marmo bianco nei pressi del fiume (Tevere) coperto ovunque , dalla sommità , di alberi sempreverdi . Sulla sommità si trova una statua in bronzo di Cesare Augusto , mentre sotto il tumulo ci sono le tombe dello stesso imperatore , dei suoi parenti e degli amici più intimi . Dietro c'è un grande bosco sacro che offre splendide passeggiate . Nel mezzo del campo c'è un recinto , sempre di marmo bianco , costruito intorno al crematorio di Augusto (Ustrinum) che ha una balaustra circolare in ferro ed all'interno ci sono dei pioppi”

Per concludere , alcune notizie generali del Mausoleo prese dalla rete : il monumento , devastato da secoli di saccheggi e definitivamente liberato dagli scavi solo nel 1936 , non ha tuttora una pianta ben definita . La complessa struttura a piani sovrapposti è determinata da un basamento in travertino alto 12 metri e forse terminato in alto da un fregio dorico a metope e triglifi , sul quale poggia l'edificio circolare composto da sette anelli concentrici , collegati tra loro da muri radiali . Altre due linee di muri formavano una seconda serie di concamerazioni . Vi era infine il primo ambiente praticabile , al termine del lungo corridoio d'ingresso : un settore ad arco di cerchio , fronteggiato in origine da un muro di grande altezza e spessore rivestito di travertino , nel quale si aprivano due ingressi . Questo muro , conservato in piccola parte , costituisce certamente la sostruzione di un tamburo che doveva emergere dal tumulo , creando un secondo ripiano : siamo quindi di fronte ad una struttura complessa , a piani sovrapposti . Al di là del muro un corridoio anulare praticabile reggeva la cella anch'essa circolare , munita di un ingresso assiale e di tre nicchie simmetriche , in corrispondenza degli assi . Al centro un grande pilastro conteneva una stanzetta quadrata , che dovrebbe corrispondere alla tomba di Augusto , in significativa corrispondenza con la statua bronzea dell'imperatore che sorgeva alla sommità del pilastro .
Davanti all'ingresso furono posti i due pilastri con affisse le tavole bronzee sulle quali era incisa l'autobiografia ufficiale dell'imperatore (Res gestae Divi Augusti) la cui copia , incisa sul tempio di Augusto e di Roma ad Ankara e in edifici di altre province , è giunta fino a noi .
I due obelischi in granito , portati dall'Egitto per ornare l'ingresso del mausoleo , sono stati successivamente riutilizzati e si trovano tuttora nella Piazza del Quirinale al centro dei Dioscuri e in quella dell'Esquilino , nella Piazza , dietro l' ingresso principale della Basilica di Santa Maria Maggiore .

Sotto la probabile ricostruzione del Mausoleo in base alla testimonianza di Strabone , i due obelischi che in antico ornavano l’ ingresso del Mausoleo . Seguono le foto prese questa mattina dove si intravedono tra l' altro anche l’ Ara Pacis dentro l’ “orribile” , parere oersonale , costruzione moderna e sotto la costruzione l’ Iscrizione delle Res Gestae , poi la vicina Chiesa di San Lorenzo in Lucina sotto la quale sono presenti i resti della Platea dell’ Orologio Solare di Augusto , infine l’ Obelisco di Augusto meridiana dell’ Orologio , come gia’ postati nel mio precedente post sull’ Orologio di Augusto .

Divido le foto perché non entrano nello stesso post . Spero di aver fatto cosa gradita .

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Legio II Italica

Dimenticavo , questa mattina alle ore 9,15 circa , davanti il cancello del cantiere al Mausoleo , c'erano gia' tante persone che chiedevano di entrare , oltre a cameramen con cineprese forse di qualche TV e personale del Comune ; se i lavori di restauro fossero iniziati in tempo , oppure conclusi in tempo , oggi sarebbe stata per Augusto una giornata memorabile , almeno davanti al suo Sepolcro . Seguono altre foto :

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ARES III

Hai fatto un ottimo lavoro...non è che sei un giornalista?

Non voglio aprire nuove polemiche [visto che sono ultimamente una fonte di produzione proficua] però hai ragione @@Legio II Italica, i lavori dovevano essere terminati in tempo: ma si sa le ricorrenze per alcuni sono cose frivole e che non hanno valore, quindi a tutte queste persone faccio i miei migliori auguri di Buona Pasqua , tanto per loro è uguale.

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eliodoro
Supporter

Bravo Claudio, bellissimo reportage.

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Legio II Italica

Ciao e grazie a tutti . Rispondo in ordine prima ad @@ARES III , no non sono un giornalista .....magari ! , sono solo un "maltrattato" :bash: (dal governo) neo pensionato , proveniente da una Societa' privata nel settore tecnico , da sempre pero' appassionato di storia romana in generale . Tornando ad oggi , quello che mi ha disturbato , diciamo cosi' garbatamente , e' di aver visto il Mausoleo coperto in gran parte di erbacce e sterpaglie , come ben si vedono dalle foto , potevano almeno dare questa precedenza di pulitura della struttura , vista la ricorrenza , prima di altri lavori . Come ben dici , non facciamo altri commenti , ma limitiamoci ad esporre i fatti . @@eliodoro , grazie per il commento , quasi da consumato "giornalista" .

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Legio II Italica

Chi ne ha voglia ed interesse a leggerle ecco le Res Gestae , il testamento di Augusto , un addio alla vita in pompa magna con la descrizione delle opere da lui compiute nei quarantaquattro anni di governo . Il testo delle Res Gestae doveva essere inciso su tavole di bronzo da porre davanti al suo Mausoleo , mentre l'originale manoscritto era stato consegnato alle Vestali un anno prima della morte .

A conclusione della Giornata .


« Narrazione dei fatti del divino Augusto attraverso i quali sottomise tutto il mondo al potere del popolo romano, e del denaro che spese per la Repubblica e per il popolo romano, come sta scritto in due stele di bronzo a Roma »

« 1. A 19 anni[7], di mia iniziativa e con spesa privata, misi insieme un esercito, con il quale vendicai la Repubblica oppressa nella libertà dalla dominazione di una fazione. In quel nome, essendo consoli Gaio Vibio Pansa e Aulo Irzio (43 a.C.), il Senato mi incluse nel suo ordine per decreto onorifico, dandomi assieme il rango consolare e l'imperium militare. La Repubblica mi ordinò di provvedere, essendo io propretore, insieme ai consoli che nessuno potesse portare danno. Nello stesso anno il Popolo romano mi elesse console[8] e triumviro per riordinare la Repubblica, poiché entrambi i consoli erano stati uccisi in guerra. »

« 2. Mandai in esilio quelli che trucidarono mio padre punendo il loro delitto con procedimenti legali[9]; e muovendo poi essi guerra alla repubblica li vinsi due volte in battaglia.[10] »

« 3. Combattei spesso guerre civili ed esterne in tutto il mondo per terra e per mare; e da vincitore lasciai in vita tutti quei cittadini che implorarono grazia. Preferii conservare i popoli esterni, ai quali si poté perdonare senza pericolo, piuttosto che sterminarli. Quasi cinquecentomila cittadini romani in armi sotto le mie insegne; dei quali inviai più di trecentomila in colonie o rimandai nei loro municipi, compiuto il servizio militare; e a essi (tutti) assegnai terre o donai denaro in premio del servizio. Catturai 600 navi oltre a quelle minori per capacità alle triremi. »

« 4. Due volte ebbi un'ovazione trionfale e tre volte celebrai trionfi curuli e fui acclamato ventun volte imperator, sebbene il senato deliberasse un maggior numero di trionfi, che tutti declinai. Deposi l'alloro dai fasci in Campidoglio, sciogliendo così i voti solenni che avevo pronunciato per ciascuna guerra. Per le imprese per terra e per mare compiute da me o dai miei legati, sotto i miei auspici, cinquantacinque volte il senato decretò solenni ringraziamenti agli dèi immortali. I giorni poi durante i quali per decreto del senato furono innalzate pubbliche preghiere furono ottocentonovanta. Nei miei trionfi furono condotti davanti al mio carro nove re o figli di re. Ero stato console tredici volte quando scrivevo queste memorie ed ero per la trentasettesima volta rivestito della podestà tribunizia. »

« 5. Non accettai la dittatura che sotto il consolato di Marco Lello e Lucio Arrunzio mi era stata offerta, sia mentre ero assente sia mentre ero presente nell'Urbe, e dal popolo e dal senato. Non mi sottrassi invece, in una estrema carestia ad accettare la sovrintendenza dell'annona, che ressi in modo tale da liberare in pochi giorni dal timore e dal pericolo l'intera Urbe, a mie spese e con la mia solerzia. Anche il consolato, offertomi allora annuo e a vita, non accettai. »

« 6. Sotto il consolato di Vinicio e Lucrezio e poi di Publio Lentulo e Gneo Lentulo e ancora di Fabio Massimo e Tuberone nonostante l'unanime consenso del senato e del popolo romano affinché io fossi designato unico sovrintendente delle leggi e dei costumi con sommi poteri, non accettai alcuna magistratura conferitami contro il costume degli antenati. E allora ciò che il senato volle che fosse da me gestito, lo portai a compimento tramite il potere tribunizio, di cui chiesi ed ottenni dal senato per più di cinque volte consecutive un collega. »

« 7. Fui triumviro per riordinare la Repubblica per dieci anni consecutivi. Fui Princeps senatus fino al giorno in cui scrissi queste memorie per 40 anni. E fui pontefice massimo, augure, quindecemviro alle sacre cerimonie, settemviro degli epuloni, fratello arvale, sodale Tizio, feziale. »

« 8. Durante il mio quinto consolato accrebbi il numero dei patrizi per ordine del popolo e del senato. Tre volte procedetti a un'epurazione del senato. E durante il sesto consolato feci il censimento della popolazione,[11] avendo come collega Marco Agrippa. Celebrai la cerimonia lustrale dopo quarantadue anni. In questo censimento furono registrati quattromilionisessantatremila cittadini romani. Poi feci un secondo censimento[12] con potere consolare, senza collega, sotto il consolato di Gaio Censorio e Gaio Asinio, e in questo censimento furono registrati quattromilioni e duecentotrentamila cittadini romani. E feci un terzo censimento[13] con potere consolare, avendo come collega mio figlio Tiberio Cesare, sotto il consolato di Sesto Pompeio e Sesto Apuleio; in questo censimento furono registrati quattromilioni e novecentotrentasettemila cittadini romani. Con nuove leggi, proposte su mia iniziativa, rimisi in vigore molti modelli di comportamento degli avi, che ormai nel nostro tempo erano caduti in disuso, e io stesso consegnai ai posteri esempi di molti costumi da imitare. »

« 9. Il senato decretò che venissero fatti voti per la mia salute dai consoli e dai sacerdoti ogni quattro anni. Il seguito a questi voti spesso, durante la mia vita, talvolta i quattro più importanti colleghi sacerdotali, talvolta i consoli allestirono giochi. Anche i cittadini, tutti quanti, sia a titolo personale, sia municipio per municipio, unanimemente, senza interruzione, innalzarono pubbliche preghiere per la mia salute in tutti i templi. »

« 10. Il mio nome per senatoconsulto fu inserito nel carme Saliare e fu sancito per legge che fossi inviolabile per sempre e che avessi la potestà tribunizia a vita. Rifiutai di diventare pontefice massimo al posto di un mio collega ancora in vita, benché fosse il popolo ad offrirmi questo sacerdozio, che mio padre aveva rivestito. E questo sacerdozio accettai, qualche anno dopo, sotto il consolato di Publio Sulpicio e Gaio Valgio, morto colui che ne aveva preso possesso approfittando del disordine politico interno, e confluendo ai miei comizi da tutta l'Italia una moltitudine tanto grande quanta mai a Roma si dice vi fosse stata fino a quel momento. »

« 11. Il senato deliberò al mio ritorno la costruzione dell'altare della Fortuna Reduce, davanti ai templi dell'Onore e della Virtù, presso la porta Capena, e ordinò che su di esso i pontefici e le vergini Vestali celebrassero un sacrificio ogni anno nel giorno in cui, sotto il consolato di Quinto Lucrezio e Marco Vinicio, ero tornato a Roma dalla Siria, e designò quel giorno Augustalia, dal mio soprannome. »

« 12. Per decisione del senato una parte dei pretori e dei tribuni della plebe con il console Quinto Irzio Lucrezio e con i cittadini più influenti mi fu mandata incontro in Campania, e questo onore non è stato decretato a nessuno tranne che a me[14]. Quando, sotto consolato di Tiberio Nerone e Publio Quintilio, tornai a Roma dalla Spagna e dalla Gallia, dopo aver portato a termine con successo i programmi prestabiliti[15], il senato decretò che per il mio ritorno dovesse essere consacrato l'altare della Pace Augusta vicino al Campo Marzio, e ordinò che su di esso i magistrati, i sacerdoti e le vergini Vestali facessero ogni anno un sacrificio. »

« 13. Il tempio di Iano Quirino, che i nostri antenati vollero che venisse chiuso quando fosse stata partorita la pace con la vittoria per tutto l'impero Romano per terra e per il mare, prima che io nascessi, dalla fondazione della città fu chiuso in tutto due volte, sotto il mio principato per tre volte il senato decretò che dovesse essere chiuso.[16] »

« 14. I miei figli, che la sorte mi strappò in giovane età, Gaio e Lucio Cesari, in mio onore il senato e il popolo romano designarono consoli all'età di quattordici anni, perché rivestissero tale magistratura dopo cinque anni. E il senato decretò che partecipassero ai dibattiti di interesse pubblico dal giorno in cui furono accompagnati nel Foro. Inoltre i cavalieri romani, tutti quanti, vollero che entrambi avessero il titolo di principi della gioventù e che venissero loro donati scudi e aste d'argento[17]. »

« 15. Alla plebe di Roma[18] pagai in contanti a testa trecento sesterzi in conformità alle disposizioni testamentarie di mio padre[19], e a mio nome diedi quattrocento sesterzi a ciascun provenienti dalla vendita del bottino delle guerre, quando ero console per la quinta volta[20]; nuovamente poi, durante il mio decimo consolato[21], con i miei beni pagai quattrocento sesterzi di congiario a testa, e console per l'undicesima volta[22] calcolai e assegnai dodici distribuzioni di grano, avendo acquistato a mie spese il grano in grande quantità e, quando rivestivo la potestà tribunizia per la dodicesima volta[23], diedi per la terza volta quattrocento nummi a testa. Questi miei congiari non pervennero mai a meno di duecentocinquantamila uomini. Quando rivestivo la potestà tribunizia per la diciottesima volta ed ero console per la dodicesima volta[24]diedi sessanta denari a testa a trecentoventimila appartenenti alla plebe urbana. E ai coloni che erano stati miei soldati, quando ero console per la quinta volta, distribuii a testa mille nummi dalla vendita del bottino di guerra; nelle colonie ricevettero questo congiario del trionfo circa centoventimila uomini. Console per la tredicesima volta diedi sessanta denari alla plebe che allora riceveva frumento pubblico; furono poco più di duecentomila uomini[25]. »

« 16. Pagai ai municipi il risarcimento dei terreni che durante il mio quarto consolato[26] e poi sotto il consolato di Marco Crasso e Gneo Lentulo Augure[27] assegnai ai soldati. E la somma, che pagai in contanti, per le proprietà italiche ammontò a circa seicento milioni di sesterzi e fu di circa duecentosessanta milioni ciò che pagai per i terreni provinciali. E a memoria del mio tempo compii quest'atto per primo e solo fra tutti coloro che fondarono colonie di soldati in Italia o nelle province. E poi sotto il consolato di Tiberio Nerone e Gneo Pisone e nuovamente sotto il consolato di Gaio Antistio e Decimo Lelio e Gneo Calvisio e Lucio Pasieno e di Lucio Lentulo e Marco Messalla e Lucio Caninio e Quinto Fabrizio[28]ai soldati che, terminato il servizio militare, feci ritornare nei loro municipi, pagai premi in denaro contante, e per questa operazione spesi circa quattrocento milioni di sesterzi. »

« 17. Quattro volte aiutai l'erario con denaro mio, sicché consegnai centocinquanta milioni di stesterzi a coloro che sovrintendevano l'erario. E sotto il consolato di Marco Lepido e Lucio Arrunzio trasferii l'erario militare[29], che fu costituito su mia proposta perché da esso si prelevassero i premi da dare ai soldati che avessero compiuto venti o più anni di servizio[30], centosettanta milioni di sesterzi prendendoli dal mio patrimonio. »

« 18. Dall'anno in cui furono consoli Gneo e Publio Lentulo[31], scarseggiando le risorse dello Stato, feci donazioni in frumento e in denaro ora a centomila persone ora a molte più, attingendo dal mio granaio e dal mio patrimonio. »

« 19. Ho fatto la Curia[32] e ciò che contiene il Calcidico e il Tempio di Apollo[33] sul Palatino con i portici, il tempio del divino Giulio, il Lupercale, il portico nei pressi del circo Flaminio che tollerai che venisse chiamato Ottavio con il nome di quello che aveva fatto il precedente in quello stesso luogo, il Pulvinar al Circo Massimo, i templi sul Campidoglio di Giove Feretro e Giove Tonante, il tempio di Quirino, i templi di Minerva e di Giunone Regina e di Giove Liberatore sull'Aventino, il tempio di Lar sulla sommità della via sacra, il tempio dei Penati sulla Velia, il tempio dei giovani e il tempio alla Grande Madre »

« 20. Restaurai il Campidoglio e il Teatro di Pompeo, l'una e l'altra opera con grande spesa, senza apporvi alcuna iscrizione del mio nome. Restaurai gli acquedotti cadenti per vetustità in parecchi punti, e raddoppiai il volume dell'acqua detta Marcia con l'immissione nel suo condotto di una nuova sorgente. Terminai il Foro Giulio e la basilica fra il Tempio di Castore e il Tempio di Saturno, opere iniziate e quasi ultimate da mio padre, e dopo averne ampliato il suolo, iniziai a ricostruire la medesima basilica, che era stata divorata da un incendio intitolandola al nome dei miei figli, e stabilii che, se non l'avessi terminata io da vivo, fosse terminata dai miei eredi. Console per la sesta volta[34], restaurai nell'Urbe, per volontà del senato, ottantadue templi degli dèi, e non ne tralasciai nessuno che in quel tempo dovesse essere restaurato. Console per la settima volta[35], rifeci la Via Flaminia dall'Urbe a Rimini e tutti i ponti, tranne il Milvio e il Minucio[36]. »

« 21. Su suolo privato costruii il Tempio di Marte Ultore e il Foro di Augusto col bottino di guerra.[37] Presso il Tempio di Apollo su suolo comprato in gran parte da privati costruii un teatro, che volli fosse intitolato a mio genero, Marco Marcello. Consacrai doni ricavati dal bottino di guerra nel Campidoglio, e nel Tempio del Divo Giulio, e nel Tempio di Apollo, e nel tempio di Vesta[38], e nel tempio di Marte Ultore: essi mi costarono circa cento milioni di sesterzi. Console per quinta volta[39], restituii trentacinquemila libbre di oro coronario[40] ai municipi e alle colonie d'Italia che lo donavano per i miei trionfi, e in seguito, tutte le volte che fui proclamato imperator, non accettai l'oro coronario, anche se i municipi e le colonie lo decretavano con la medesima benevolenza con cui lo avevano decretato in precedenza. »

« 22. Tre volte allestii uno spettacolo gladiatorio a nome mio e cinque volte a nome dei miei figli o nipoti; e in questi spettacoli combatterono circa diecimila uomini. Due volte a mio nome offrii al popolo spettacolo di atleti fatti venire da ogni parte, e una terza volta a nome di mio nipote[41]. Allestii giochi a mio nome quattro volte, invece al posto di altri magistrati ventitré volte. In nome del collegio dei quindecemviri, come presidente del collegio, avendo per collega Marco Agrippa, durante il consolato di Gaio Furnio e Gaio Silano, celebrai i Ludi Secolari[42]. Durante il mio tredicesimo consolato[43] celebrai per primo i Ludi di Marte che in seguito e di seguito negli anni successivi, per decreto dl senato e per leggi, furono celebrati dai consoli. Allestii per il popolo ventisei volte, a nome mio o dei miei figli e nipoti, cacce di belve africane, nel circo o nel foro o nell'anfiteatro, nelle quali furono ammazzate circa tremilacinquecento belve. »

« 23. Allestii per il popolo uno spettacolo di combattimento navale al di là del Tevere, nel luogo in cui ora c'è il bosco dei Cesari[44], scavato il terreno per un lunghezza di milleottocento piedi e per una larghezza di milleduecento; in esso vennero a conflitto trenta navi rostrate triremi o biremi, e, più numerose, di stazza minore; in questa flotta combatterono, a parte i rematori, circa tremila uomini. »

« 24. Nei templi di tutte le città della provincia d'Asia ricollocai, vincitore, gli ornamenti che , spogliati i templi, aveva posseduto a titolo privato colui al quale avevo fatto guerra.[45] mie statue pedestri ed equestri e su quadrighe, in argento, furono innalzate nell'Urbe in numero di ottanta circa, ma io spontaneamente le rimossi e dal denaro ottenuto ricavai doni d'oro che collocai nel tempio di Apollo a nome mio e di quelli che mi tributarono l'onore delle statue. »

« 25. Stabilii la pace sul mare liberandolo dai pirati[46]. In quella guerra catturai circa trentamila schiavi che erano fuggiti dai loro padroni e avevano impugnato le armi contro lo Stato, e li consegnai ai padroni perché infliggessero una pena. Tutta l'Italia giurò spontaneamente fedeltà a me[47] e chiese me come comandante della guerra in cui (poi) vinsi presso Azio; giurarono parimenti fedeltà le province di Gallia, delle Spagne, di Africa, di Sicilia e di Sardegna. I senatori che militarono allora sotto le mie insegne furono più di settecento , tra essi, o prima o dopo, fino al giorno in cui furono scritte queste memorie, ottantatré furono eletti consoli, e circa centosettanta sacerdoti. »

« 26. Allargai i confini di tutte le province del popolo romano, con le quali erano confinanti popolazioni che non erano sottoposte al nostro potere. Pacificai le provincie delle Gallie e delle Spagne[48], come anche la Germania nel tratto che confina con l'Oceano, da Cadice alla foce del fiume Elba[49]. Feci sì che fossero pacificate le Alpi[50], dalla regione che è prossima al mare Adriatico fino al Tirreno, senza aver portato guerra ingiustamente a nessuna popolazione. La mia flotta navigò l'Oceano dalla foce del Reno verso le regioni orientali fino al territorio dei Cimbri, dove né per terra né per mare giunse alcun romano prima di allora[51], e i Cimbri e i Caridi e i Sennoni e altri popoli germani della medesima regione chiesero per mezzo di ambasciatori l'amicizia mia e del popolo romano. Per mio comando e sotto i miei auspici due eserciti furono condotti, all'incirca nel medesimo tempo, in Etiopia e nell'Arabia detta Felice[52], e grandissime schiere nemiche di entrambe le popolazioni furono uccise in battaglia e conquistate parecchie città. In Etiopia arrivò fino alla città di Nabata, di cui è vicinissima Meroe. In Arabia l'esercito avanzò fin nel territorio dei Sabei, raggiungendo la città di Mariba. »

« 27. Aggiunsi l'Egitto all'impero del popolo romano.[53] Pur potendo fare dell'Armenia maggiore una provincia dopo l'uccisione del suo re Artasse, preferii, sull'esempio dei nostri antenati, affidare quel regno a Tigrane, figlio del re Artavaside e nipote di re Tigrane, per mezzo di Tiberio Nerone, che allora era mio figliastro[54]. E la medesima popolazione che in seguito cercava di staccarsi e si ribellava, domata per mezzo di mio figlio Gaio, affidai da governare al re Ariobarzane, figlio di Artabazo re dei Medi, e dopo la sua morte a suo figlio Artavaside[55]. E dopo che questi fu ucciso, mandai su quel trono Tigrane, discendente della famiglia reale armena. Riconquistai tutte le province che al di là del mare Adriatico sono volte a Oriente[56], e Cirene, ormai in gran parte possedute da re, precedentemente, la Sicilia e la Sardegna, occupate nel corso della guerra servile[57]. »

« 28. Fondai colonie di soldati in Africa, in Sicilia, in Macedonia, in entrambe le Spagne, in Acaia, in Asia, in Siria, nella Gallia Narbonense, in Pisidia. L'Italia poi possiede, fondate per mia volontà, ventotto colonie, che durante la mia vita furono assai prosperose e popolose[58]. »

« 29. Recuperai dalla Spagna e dalla Gallia e dai Dalmati, dopo aver vinto i nemici, parecchie insegne militari perdute da altri comandanti. Costrinsi i Parti a restituirmi spoglie e insegne di tre eserciti romani e a chiedere supplici l'amicizia del popolo romano[59]. Quelle insegne, poi, riposi nel penetrale che è nel tempio di Marte Ultore. »

« 30. Le popolazioni dei Pannoni, alle quali prima del mio principato l'esercito del popolo romano mai si accostò, sconfitte per mezzo di Tiberio Nerone, che allora era mio figliastro e luogotenente, sottomisi all'impero del popolo romano, estesi i confini dell'Illirico fino alla riva del Danubio. E un esercito di Daci, passati al di qua di esso, sotto i miei auspici fu vinto e sbaragliato, e in seguito il mio esercito, condotto al di là del Danubio, costrinse la popolazione dei Daci a sottostare ai comandi del popolo romano. »

« 31. Furono inviate spesso a me ambascerie di re dall'India, non viste prima di allora da alcun comandante romano. Chiesero la nostra amicizia per mezzo di ambasciatori i Basrani, gli Sciti e i re dei Sarmati che abitano al di qua e al di là del fiume Tànai[60], e i re degli Albani, degli Iberi e dei Medi . »

« 32. Presso di me si rifugiarono supplici i re dei Parti Tiridate e poi Fraate, figlio del re Fraate, e Artavaside re dei Medi, Artassare degli Adiabeni, Dumnobellauno e Tincommio dei Britanni, Melone dei Sigambri, Segimero dei Marcomanni Svevi. Presso di me in Italia il re dei Parti Fraate, figlio di Orode, mandò tutti i suoi figli e nipoti, non perché fosse stato vinto in guerra, ma perché ricercava la nostra amicizia con il pegno dei suoi figli. E moltissime altre popolazioni sperimentarono, durante il mio principato, la lealtà del popolo romano, esse che in precedenza non avevano avuto nessun rapporto di ambascerie e di amicizia con il, popolo romano. »

« 33. Da me le popolazioni dei Parti e dei Medi, che me ne avevano fatto richiesta per mezzo di ambasciatori che erano le persone più ragguardevoli di quelle popolazioni, ricevettero i loro re: i Parti Vonone, figlio del re Fraate e nipote del re Orode; i Medi Ariobarzane, figlio del re Artavasde e nipote del re Ariobarzane. »

« 34. Nel mio sesto e settimo consolato, dopo aver sedato l'insorgere delle guerre civili, assunsi per consenso universale il potere supremo, trasferii dalla mia persona al senato e al popolo romano il governo della repubblica[61]. Per questo mio atto, in segno di riconoscenza, mi fu dato il titolo di Augusto per delibera del senato e la porta della mia casa per ordine dello Stato fu ornata con rami d'alloro, e una corona civica fu affissa alla mia porta, e nella Curia Giulia fu posto uno scudo d'oro, la cui iscrizione attestava che il senato e il popolo romano me lo davano a motivo del mio valore e della mia clemenza, della mia giustizia e della mia pietà. Dopo di che, sovrastai tutti per autorità, ma non ebbi potere più ampio di quelli che mi furono colleghi in ogni magistratura. »

« 35. Quando rivestivo il tredicesimo consolato, il senato, l'ordine equestre e tutto il popolo Romano, mi chiamò padre della patria[62], decretò che questo titolo dovesse venire iscritto sul vestibolo della mia casa, e sulla Curia Iulia e nel Foro di Augusto sotto la quadriga che fu eretta a decisione del senato, in mio onore. Quando scrissi questo, avevo settantasei anni.

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massi75rn

scusate se e' poco per il passaggio 19/20/21,grande augusto

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Modificato da massi75rn
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Legio II Italica

Volevo aggiungere la segnalazione di un libro su Augusto , intitolato come il personaggio , pubblicato lo scorso anno 2013 , proprio in occasione del bimillenario della morte ricorrente nel 2014 ; non e' il solito libro su Augusto di cui ne esistono molteplici pubblicazioni , questo e' scritto da un gruppo di Autori vari , ognuno specialista della sua professione , tra cui una ricca parte e' dedicata alla numismatica del periodo , quindi copre professionalmente tutti gli aspetti sociali , politici , letterari , militari , urbanistici , ecc. , del lungo periodo storico di Augusto ed e' riccamente illustrato . Il libro e' edito dalla Electa Mondadori .

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