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417sonia

VENEZIA Bastagi alla Dogana da Mar

Risposte migliori

417sonia
Supporter

Buona Domenica

Continua il mio “reportage” dall'Alta Val Brembana.

Questa volta, sempre prendendo spunto dal Quaderno Brembano nr. 9 2010-2011, edito dal Centro Storico Culturale Valle Brembana, vi porto a conoscenza di alcuni aspetti commerciali e monetari vigenti nella Serenissima alla fine del 1600, che riguardano i “bastagi” (facchini) bergamaschi, che operavano nella Dogana di Mare a Venezia.

Pagina 62 del volume che allego in link

http://www.valbrembanaweb.it/centroculturale/QUADERNI-BREMBANI-9.pdf

Come quasi sempre accade in questi casi, l'estensore del pezzo ha privilegiato gli aspetti storici e quindi, per noi appassionati di monetazione veneziana e che sappiamo quale confusione si può generare quando si parla di valute veneziane, restano tanti dubbi in proposito alla tipologia di monete richiamate nell'articolo.

Gli importi citati dovranno intendersi in moneta di conto o in moneta reale in corso in quel periodo? :pardon:

Siamo a Venezia al tempo del dogato di Francesco Morosini (1688-1694) e ciò che mi ha colpito maggiormente è il valore che veniva attribuito al posto nella Compagnia o Confraternita dei Bastagi.

La Signora Faustina cede il posto ad Antonio Piccoli degli Astorri per 4.030 lire venete, oltre a ciò, richiede 48 ducati all'anno vita natural durante, da frazionarsi in 4 ducati al mese! :shok:

Inoltre, alla morte della “cedente” Signora Faustina, l'Antonio Piccoli degli Astorri "acquirente" avrebbe dovuto far celebrare due messe di suffragio settimanali in perpetuo. :shok: :shok:

Ebbene, in questo periodo correva il ducato di nuovo tipo (ducatello) e questo aveva un valore di Lire 6 e Soldi 4, pari a 124 soldi (diventeranno Lire 7 e Soldi 2 nel 1704).

Se tralasciamo per praticità i 4 Soldi, vuol dire che Lire 4.030 corrispondono a quasi 672 ducatelli … Kg. 15,72 di monete; non c'è che dire.... posizione molto ambita e ben valutata; certamente era difficile far parte della Corporazione, ma una volta “dentro”, non se la passavano male a retribuzione.

Saluti

luciano

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prtgzn

Grazie Luciano. Ho scaricato il precedente "quaderno" e ho trovato cose molto interessanti. Anche questo che hai citato penso abbia interessanti argomenti. Effettivamente, riuscire a capire bene come era il cambio della monetazione veneziana è un'impresa ardua.

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417sonia
Supporter

Ciao e grazie!

E' infatti un problema non da poco; problema che si ripercuote praticamente durante gran parte della vita della Serenissima e qualche esempio l'ho già dato in passate discussioni.

Solo a citare il ducato in testi non prettamente numismatici, crea tanti dubbi: ducato da 124 soldi? Ducatello? Ducato mozzo? Lo stesso vale per lo scudo e tante altre denominazioni di monete, correnti o di conto o di banco.

Saluti

Luciano

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