Questo è un post popolare dizzeta Inviato 4 Settembre, 2014 Questo è un post popolare #1 Inviato 4 Settembre, 2014 (modificato) E’ un raccontino piuttosto elementare ma, credo, possa dare qualche spunto interessante, è esposto al “MUSE”, il nuovo museo di Trento progettato da Renzo Piano, e racconta come si procedeva da quelle parti all’epoca del grosso della zecca trentina. I minatori medievali erano vestiti di una tunica con il cappuccio e poco altro. Per raggiungere il minerale prezioso, nel nostro caso l’argento, scavavano dei pozzi in cui si calavano con le corde. Lavoravano per lo più con un martello e uno scalpello immanicato sul lato lungo, che sarebbero diventati il simbolo stesso dei minatori. Gli scalpelli si consumavano e si rompevano facilmente durante il giorno, per questo i minatori ne portavano a tracolla un kit di ricambio. Una volta trovato il giacimento lo seguivano ovunque, senza preoccuparsi di lavorare in cunicoli stretti o labirintici. Scavavano solo dove serviva, per estrarre tutto l’argento possibile. Raccoglievano il minerale in sacchi o vaschette di legno che trascinavano con una corda. Una volta raggiunta la base di un pozzo versavano il minerale nelle ceste che venivano sollevate con una carrucola e portate all’esterno. Da qui iniziava il viaggio che l’avrebbe trasformato in argento. All’imbocco della miniera si trovavano degli addetti alla cernita e all’arricchimento del minerale, che selezionavano il materiale più ricco in argento e lo riducevano in piccoli pezzi, più facili da trasportare. Un’ulteriore selezione si otteneva nelle laverie, in cui l’acqua incanalata di un torrente lavava il minerale e faceva depositare i frammenti più pesanti contenenti il metallo. Da qui il materiale veniva trasferito con delle carriole ai forni. Il minerale estratto era per lo più galena argentifera, un solfuro di piombo che contiene l’argento come impurità. Per ricavarne il metallo prezioso servivano due fasi di lavorazione. Nel primo forno dalla galena si estraevano piombo e argento, nel secondo forno l’argento veniva separato dal piombo con un processo detto cappellazione. Il piombo fuso ossidava e veniva asportato dalla superficie fino a che non appariva il metallo prezioso depositato sul fondo: il cosiddetto lampo d’argento. Dall’argento prodotto nei forni si ottenevano lingotti che venivano trasportati alla zecca cittadina, il luogo in cui si coniavano le monete. Qui l’argento veniva raffinato e si saggiava la sua qualità. Il metallo migliore veniva ridotto in tondini piatti sui quali una sorta di timbro inciso (il conio), battuto con un martello, imprimeva l’effige del vescovo o del re e il nome della città. Dalle viscere della terra l’argento finiva così nelle tasche dei cittadini di tutta Europa. Modificato 4 Settembre, 2014 da dizzeta 11 Cita Awards
numa numa Inviato 5 Settembre, 2014 Supporter #2 Inviato 5 Settembre, 2014 argomento interessantissimo Dizzeta e sono contento che ti sia piaciuto il MUSE uno dei musei piu' innovativi , come concezione didattica, che abbiamo in Italia Per chi vuole approfondire le tematiche di archeo-metallurgia e della lavorazione e approvvigionamento dei metalli per la produzione di monete segnalo questa interessante conferenza che si terrà domani con due esperti del settore. CNT conferenza Trivulzio.pdf 2 Cita
dizzeta Inviato 13 Settembre, 2014 Autore #3 Inviato 13 Settembre, 2014 (modificato) argomento interessantissimo Dizzeta e sono contento che ti sia piaciuto il MUSE uno dei musei piu' innovativi , come concezione didattica, che abbiamo in Italia Verissimo, questa era la quarta volta che lo visitavo e quest'ultima volta ho avuto la grande soddisfazione di scoprire un "mistero" che mi incuriosiva da qualche anno. Di questo "enigma" avevo chiesto a molti trentini ma nessuno mi aveva dato la risposta, addirittura avevo chiesto ad una guida del Museo Diocesano (che è davanti al posto che vado a descrivervi) e, non credendo alla mia descrizione, aveva voluto l'accompagnassi sul posto per verificare, una volta verificato e tornato al museo, cercò anche in un paio di libri sulla storia di Trento ma non trovò la soluzione ... Questo era l'enigma: Avevo notato sulla facciata del Duomo che dà sulla piazza Duomo (una volta era l'ingresso principale oggi hanno cambiato l'entrata) tre righe scolpite sulla pietra ad altezza d'uomo con a fianco incise alcune lettere, secondo me erano segni medievali, ma cosa volevano rappresentare? (provo a lasciare la domanda in sospeso per vedere se qualcuno ...l'azzecca) Modificato 13 Settembre, 2014 da dizzeta Cita Awards
dizzeta Inviato 13 Settembre, 2014 Autore #4 Inviato 13 Settembre, 2014 ...in effetti le righe incise sono 6, 3 lunghe a sinistra e 3 corte a destra tutte diverse tra loro ... Cita Awards
Nakona Inviato 13 Settembre, 2014 #5 Inviato 13 Settembre, 2014 Secondo me, campioni ufficiali di antiche misure lineari. Ad esempio, come queste di Senigallia. Ne abbiamo, comunque, in molte altre città d'Italia 1 Cita
dizzeta Inviato 13 Settembre, 2014 Autore #6 Inviato 13 Settembre, 2014 Esattamente, ecco la spiegazione che ho trovato al MUSE, però non dice niente delle tre incisioni più piccole sulla destra ...ma c'è tempo per scoprire a quali misure si riferivano ....proseguirò le "indagini" alla prima occasione. Sappiamo che la piazza antistante era la piazza del mercato (e lo è tuttora in alcuni giorni fissi ogni settimana) ed evidentemente l'acquirente poteva così verificare che il mercante non avesse "sbagliato" la misura ...ovviamente a suo sfavore ...come sovente capitava nella confusione dei mercati. 1 Cita Awards
scacchi Inviato 13 Settembre, 2014 #7 Inviato 13 Settembre, 2014 @@Nakona bella foto ricordo che da ragazzi ci facevamo uno stupido gioco Cita Awards
Nakona Inviato 13 Settembre, 2014 #8 Inviato 13 Settembre, 2014 @@scacchi, quale? Mi incuriosisci! Cita
miroita Inviato 13 Settembre, 2014 #9 Inviato 13 Settembre, 2014 (modificato) Faccio una scommessa. Vediamo se ci indovino. Penso sia quella di Senigallia !!!!! Modificato 13 Settembre, 2014 da miroita Cita
Ramossen Inviato 14 Settembre, 2014 #10 Inviato 14 Settembre, 2014 Temo di aver indovinato :blush: Cita
scacchi Inviato 14 Settembre, 2014 #11 Inviato 14 Settembre, 2014 non so ma era veramente stupido si faceva misurare con la propria mano per vedere la misura ad un malcapitato compagno e mentre questo ingenuamente lo faceva il resto dei monelli gli sputava sulla mano vi avevo avvisato :pardon: Cita Awards
Risposte migliori
Unisciti alla discussione
Puoi iniziare a scrivere subito, e completare la registrazione in un secondo momento. Se hai già un account, accedi al Forum con il tuo profilo utente..