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Littore

Il nuovo stemma dell'Esercito Italiano

Risposte migliori

Littore

In data 25 settembre 2014, nella Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha presentato il nuovo stemma araldico che va a sostituire quello in vigore dal 1991(Scudo sannitico di color rosso alla granata d'oro, infiammata al naturale, attraversante i due cannoni di bronzo al naturale, decussati e abbassati, con la culatta all'ingiù. Cannoni e granata attraversano il trofeo d'armi, formato da: due lance nere decussate, con le punte d'argento all'insù e con i puntali dello stesso, munite di banderuola bifida svolazzante azzurra; da due sciabole d'argento con impugnatura nera e con le punte all'ingiù, decussate; da due fucili d'argento, con la cassa nera e con le baionette all'insù, decussati; da due saette d'argento, poste sopra le asce e sotto la volata dei cannoni; da due asce d'argento, con i manici neri, poste orizzontalmente, con le lame all'ingiù.

Lo scudo è timbrato dalla corona turrita, d'oro, murata di nero, formata da un cerchio, rosso all'interno, con due cordonate a muro sui margini, sostenente otto torri di cui cinque visibili. Le torri hanno foggia rettangolare, munite di barbacane e di dieci merli alla guelfa (quattro dei quali angolari); sono munite di una porta e di una sola finestra e sono riunite da cortine di muro, ogni porzione della cortina finestrata di nero).

http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/Pagine/Lo-Stemma-Araldico-dell-Esercito.aspx

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Corbiniano

La creazione di un nuovo stemma è sempre un evento che va accolto positivamente.

Specialmente in un Paese come il nostro, dov'è evento poco frequente e limitato ad alcune categorie pubbliche di titolari.

Ciò non significa che ogni nuova creazione debba essere accolta acriticamente.

Nel caso in esame, sorgono interrogativi numerosi, ad esempio:

- il precedente stemma dell'Esercito fu creato nel 1991: dopo 23 anni è già diventato obsoleto?

- di solito, uno stemma viene modificato quando il titolare vive una nuova condizione, o un mutamento di stato: ciò è accaduto, in questo caso?

- un "nuovo stemma" di norma comporta che le novità grafiche prevalgono (per quantità o per natura) sulle parti che sono rimaste invariate: in questo caso appare invece il contrario;

- ogni novità estetica trova solitamente adozione successiva in altri ambiti grafici: in questo caso, viceversa, nel nuovo stemma sembra ribaltarsi il generico trofeo d'armi presente da più decenni sugli accessori del vestiario militare (come bottoni e fibbie).

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petronius arbiter
- di solito, uno stemma viene modificato quando il titolare vive una nuova condizione, o un mutamento di stato: ciò è accaduto, in questo caso?

Sugli altri punti non mi pronuncio, non avendo sufficienti conoscenze in materia, e forse sto dicendo comunque una sciocchezza, ma credo che una nuova condizione e un mutamento niente affatto secondario si siano verificati con l'abolizione della leva obbligatoria e l'apertura dell'Esercito alle donne, a tutti i livelli di carriera.

Forse però è un mutamento che ha avuto sì grandi effetti pratici, ma che non significa nulla per l'araldica, per la quale sono di altro genere i mutamenti da prendere in considerazione.

petronius :)

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uzifox

La prima cosa che mi viene da pensare quando leggo queste cose è il costo che comporta al bilancio dello Stato all'atto pratico un giochino grafico del genere......

Saluti

Simone

Modificato da uzifox
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Corbiniano

Sugli altri punti non mi pronuncio, non avendo sufficienti conoscenze in materia, e forse sto dicendo comunque una sciocchezza,

Carissimo Petronius, ogni riflessione pacata e motivata non è affatto sciocchezza. :good:

Casomai di sciocchezze posso averne scritte io nel post #2.

Sono consapevole che l'araldica è specchio dei tempi, quindi non dovrei più meravigliarmi di nulla.

Ma quando vedo uno stemma "nuovo", da vecchio fissato dell'araldica, penso subito a una cosa.

All'esigenza primaria cui rispondevano gli stemmi più antichi: farsi riconoscere.

Ossia: farsi vedere bene, da lontano, e da tutti (oggi s'è aggiunto il mantenere visibilità allo stemma anche in proporzioni minuscole).

Quindi: colori vivi, figure grandi, contenuti semplici.

Aggiungo una sciocchezza alle mie precedenti: mi chiedo se il nuovo stemma dell'Esercito soddisfa a quest'esigenza.

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ma credo che una nuova condizione e un mutamento niente affatto secondario si siano verificati con l'abolizione della leva obbligatoria e l'apertura dell'Esercito alle donne, a tutti i livelli di carriera.

Giusto.

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Forse però è un mutamento che ha avuto sì grandi effetti pratici, ma che non significa nulla per l'araldica, per la quale sono di altro genere i mutamenti da prendere in considerazione.

petronius :)

L'araldica è specchio dei tempi, dicevamo.

Qualsiasi mutamento di status che il titolare intenda evidenziare è degno di avere riflessi araldici.

La domanda allora diventa: qual è la motivazione ufficiale di questo cambiamento di stemma?

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Corbiniano

La prima cosa che mi viene da pensare quando leggo queste cose è il costo che comporta al bilancio dello Stato all'atto pratico un giochino grafico del genere......

Saluti

Simone

Ciao Simone, bella :drinks: domanda...

L'operazione "creativa" della modifica, in sè, è praticamente a costo zero: il cambiamento è stato curato (a quanto so) direttamente dall'apposito Ufficio del cerimoniale di Stato e per le onorificenze (così appellato dal recente Dpcm del 21.6.2012) preposto fra l'altro "alla concessione di emblemi araldici" (cfr. http://www.governo.it/Presidenza/onorificenze_araldica/normativa.html)

Che poi da questa modifica scaturisca la necessità di dover sostituire lo stemma ovunque compaia (dalla carta intestata alle divise), è altro conteggio... :mega_shok:

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uzifox

Che poi da questa modifica scaturisca la necessità di dover sostituire lo stemma ovunque compaia (dalla carta intestata alle divise), è altro conteggio... :mega_shok:

Infatti mi riferivo proprio a questo aspetto (E non oso/voglio immaginare)

Ad esempio questa recente "disputa cromatica" tra corpi dello Stato alla fine pare ci sia costata decisamente cara.

http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_27/finanza-uniforme_2ceb6904-5854-11e0-8955-c490be50f429.shtml

(Piccola aggiunta all'articolo: da un' occhiata in giro mi sembra che il cambio colore poi non abbia riguardato solo le divise ma anche i mezzi di servizio... )

Comunque meglio lasciar perdere che sono già andato off topic.... :P

Saluti

Simone

Modificato da uzifox

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Littore

Riporto, per completezza, le pagine del sito dell'EI contenenti le motivazioni che hanno dettato il cambiamento dello stemma.

http://www.esercito.difesa.it/comunicazione/pagine/il-ministro-pinotti-alla-presentazione-del-nuovo-stemma-araldico-dell-esercito-140925.aspx

http://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Presentazione-nuovo-stemma-araldico-dell-Esercito-italiano-140925.aspx

A mio avviso, non sono molto convincenti, ma posso sbagliarmi...

In particolare si vorrebbe sottolineare l'elemento umano, introducendo due elementi artificiali quali la lorica e l'elmo (che vedrei meglio, ad es. nello stemma dei Corazzieri) e sono state eliminate le sciabole, simbolo di conflittualità (ma anche attributo di sottoufficiali e ufficiali), come se i cannoni, le asce, le lance e i moschetti non lo fossero.

Infine, mi pare, sia stato eliminato il cordone dell'OMI.

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Corbiniano

(...)

A mio avviso, non sono molto convincenti, ma posso sbagliarmi...

(...)

Condivido!

:hi:

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sandokan
Supporter

Da appassionato di Militaria e interessato all'Araldica, condivido in pieno le osservazioni di Corbiniano riguardanti il "nuovo" stemma dell'Esercito.

In Araldica la tradizione non è un elemento di poco conto : sarebbe interessante sapere se l'Esercito ha adottato un nuovo stemma per motivi sostanziali riguardanti ciò che raffigura, oppure solo per motivi "estetici" : ma in questo anno i mutamenti potrebbero essere infiniti e a brevi intervalli temporali, a scapito appunto della tradizione.

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