CiroAversano Inviato 19 Ottobre, 2014 #1 Inviato 19 Ottobre, 2014 Salve a tutti, ho recentemente acquistato questo denario, ma che non riesco in alcun modo ad identificare. Penso si tratti di Caracalla, sperando non si tratti di un falso. Il peso è di 2,89 grammi, il diametro di 20 mm. Ringrazio tutti anticipatamente!Ciro. Cita
Exergus Inviato 19 Ottobre, 2014 #2 Inviato 19 Ottobre, 2014 Mmmmm..... questa moneta non è citata dal RIC, l'unico denario con questa legenda al dritto è il RIC 345, zecca di Laodicea, ma al rovescio c'è Geta... Se devo essere sincero, giudicando solo dalle foto, l'aspetto non è rassicurante. Cita
CiroAversano Inviato 19 Ottobre, 2014 Autore #3 Inviato 19 Ottobre, 2014 A primo impatto non ho avuto dubbi sul l'autenticità, ma guardandola più a lungo anche a me sono sorti dei dubbi. Cita
Exergus Inviato 19 Ottobre, 2014 #4 Inviato 19 Ottobre, 2014 Come sospettavo purtroppo, si tratta di un falso già censito da Prokopov. Benchè la forma del tondello sia diversa, non credo ci siano dubbi sul fatto che provengano dallo stesso stampo, probabilmente non è fusa, ma battuta o pressata, purtroppo sempre falsa resta... mi dispiace. Cita
CiroAversano Inviato 19 Ottobre, 2014 Autore #5 Inviato 19 Ottobre, 2014 Grazie mille @@Exergus, purtroppo i sospetti erano fondati... Cita
MIGLIOR RISPOSTA Giuseppe Carzedda Inviato 21 Ottobre, 2014 MIGLIOR RISPOSTA #6 Inviato 21 Ottobre, 2014 (modificato) Buon giorno,Ho osservato con attenzione l'esemplare e per quanto possa essere ben fatto, esso è falso. Chi ha prodotto questa ingannevole copia è certamente preparato, ma non abbastanza. Ora, non volendomi soffermare sulle non corrispondenze recto-versus e relativi rimandi, sui tratti pertinenti del volto, che con una guancia sovradimensionata da orecchioni e l'arcata sopraciliare fanno apparire Caracalla figlio di Caligola(!) e una Concordia a cui manca solo il calumet della pace per essere uguale a Toro Seduto, preferisco attirare la vostra attenzione su un aspetto che ad uno studioso della monetazione antica non deve mai sfuggire, ossia le linee di fuga presenti su qualunque flan battuto. Esse irradiandosi nella direzione delle forze impresse al momento del colpo e trovando sfogo spesso nelle piccole e grandi crepe ai margini, sono l'inconfutabile prova di un nominale ottenuto con coniazione tradizionale. Le linee di fuga talvolta seguono a raggera tutti i margini del tondello (naturalmente partendo dal centro) talaltre solo una parte, ma comunque sono presenti e ben riscontrabili un po' ovunque, campi compresi.Tutto ciò premesso, osservate adesso con attenzione come le uniche "linee di fuga" siano presenti al recto solamente a h 15 e al versus a h 18, naturalmente si tratta di un 'tratteggio' inciso intenzionalmente sulle matrici con le comprensibili finalità fraudolente. Infatti i campi sono lisci e privi di una qualsiasi imperfezione...quasi fossero il prodotto di una modernissima pressa idraulica.Ah quasi dimenticavo...non fatevi trarre in inganno dalle screpolature ai margini, sono facilmente ottenibili pressando un tondello lasciato sfreddare un po', ossia avente una temperatura più alta al centro (che più morbido accoglie bene l'impronta) e una più bassa ai margini (che essendosi irrigiditi favoriscono così la formazione di crepe).Spero di essere stato d'aiuto,cordialmenteG. Carzedda Modificato 21 Ottobre, 2014 da Giuseppe Carzedda 4 Cita
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