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gpittini

Bronzetti di Mesia Inferiore e Tracia.

Risposte migliori

gpittini
Supporter

DE GREGE EPICURI

Vorrei proporre un po' a tutti questo tema, su cui credo ci sia ancora molto da capire.  Sappiamo bene che le più piccole monete di rame (o altra lega? non so bene) di queste province balcaniche sono piuttosto abbondanti, varie come rovescio e non molto documentate nei cataloghi; ad esempio il Sear le ignora. L'impressione è che il maggior numero provenga da Nicopoli, e che siano in prevalenza dell'epoca dei Severi; ma se ne trovano da Antonino Pio a Gordiano 3°.

Il peso oscilla da 2 g. (qualche volta anche meno) a 3-3,5 g. Esistono poi monete, secondo me meno comuni, di 4-5 g., che però sembrano rappresentare un altro numerale. Il primo problema quindi è metrologico: di che nominale si tratta? A naso, potrebbero corrispondere ai quadranti della monetazione imperiale, ed essere perciò 1/4 di assarion. Ma è solo un'ipotesi.

Ho cercato un po' di bibliografia, per ora non in modo sistematico, senza trovare quasi nulla. Nell'introduzione al 1° volume di RPC,  che speravo contenesse una introduzione generale alle monete provinciali, in realtà si parla quasi solo del 1°secolo. Ora, nel 1° secolo esiste qualche moneta di queste dimensioni (ad esempio a Creta, Sardi e forse Smirne), per tutto il periodo giulio-claudio; ma tutte le monete che mi è capitato di vedere sembravano di oricalco. Quindi: altra parrocchia.

Vorrei sapere anzitutto se avete qualche idea in più, e soprattutto dei riferimenti bibliografici, tanto per cominciare. Anche nella collezione Winseman-Falghera,se ben ricordo, queste monetine sono poco rappresentate; ma devo controllare.

Modificato da gpittini

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gpittini
Supporter

DE GREGE EPICURI

Visto che mancano contributi, mi sono dato da fare personalmente. Ho in collezione attualmente 37 di questi bronzetti,di cui: 30 di Nicopoli sull'Istro, 4 di Marcianopoli, 1 di Adrianopoli,1 di Olbia,1 di zecca incerta,forse asiatica.  Le ho pesate, ed ecco i risultati.

- Nicopoli: monete da Antonio Pio ad Elagabalo, peso variabile da 2,0 g. a 3,8 g.  Media dei pesi: 2,78 g.

- Marcianopoli: monete da S.Severo a Gordiano 3°,peso da 2,4 g. a 3,8 g., media dei pesi: 2,87 g.

- Adrianopoli: Caracalla, 2,6 g.

- Olbia, S.Severo, 3,4 g.

- Zecca incerta: Geta,1,5 g.

 

La media generale è di 2,77 g.

In questi giorni ho sfogliato la collezione Lindgren, ed ho notato che contiene molte monete con questo range di peso; ma si tratta di monete greche più antiche, e in ogni caso si tratta di monete asiatiche. 

Roberto, mi dai una mano?  So che tu ne hai non poche.

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AlfaOmega

GianFranco anch'io ne ho parecchie, confermo quello che tu hai scritto. La monetazione di questi luoghi aveva solo circolazione locale, solo Viminacium estendeva la sua circolazione oltre i suoi confini.

Non credo che si possa confrontare il valore di queste monetine con quello romano coevo, anzi avevo letto che seguivano una logica preromana esistente. Io non sono mai riuscito a capire come certi imperatori avessero una produzione così varia di soggetti e nominali, magari a fronte di periodi di regno relativamente brevi, per me rimane un mistero.

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gpittini
Supporter

DE GREGE EPICURI

Grazie Roberto. Posso aggiungere che Wildwinds invece riporta un gran numero di questi bronzetti, sia a Nicopoli che a Marcianopoli. Però la scheda non sempre riferisce il peso. Nelle collezioni "classiche" (SNG Copenaghen, Winseman-Falghera, Evelpidis...) non abbondano.

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AlfaOmega

Per Nikopolis e Markianopolis ilVarbanov ne edita parecchie, anche con le varianti, ma ne spunta sempre qualcuna non catalogata.

Nel FAC americano, per queste cittá è stata aperta una sezione definita "adenda" cioè tutte le monete non presenti nel Jurokova ect. Se guardi lì, vedrai che c'è nè una moltitudine non catalogata.

Mi rimane sempre la curiositá di sapere perchè ne sono state coniate una infinità?

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gpittini
Supporter

DE GREGE EPICURI

Non so rispondere. Però mi viene una considerazione: il periodo prevalente di produzione di questi bronzetti (da Antonino Pio a Gordiano 3°, con un picco massimo per i Severi) è quello stesso che vede, sul Limes,la produzione dei c.d. denari del Limes, o denari di bronzo. Questi ultimi hanno, su per giù,quasi lo stesso peso, o forse pesano solo leggermente di più. Ci potrebbe essere un legame fra queste due produzioni? In fondo, i territori di emissione non sono molto lontani,anzi...

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AlfaOmega

Non conosco i denari del Limes, bisognerebbe vedere che circolazione hanno avuto per estensione, presumo su tutto il Limes. Invece le monete delle cittá, avevano quasi sempre circolazione autoctona.

Ora bisogna capire se in quel periodo necessitava di circolante minuto in quantitá esorbitante, ma anche se fosse così, non capisco la moltitudine di rovesci e legende, sarebbe stato più ovvio produrne di più come quantitá di quelli giá coniati in precedenza. I rovesci delle provinciali, hanno come le imperiali, significato di propaganda dell' imperatore alle divinitá associate, cioè responsabili e adepti a quei culti, oppure trasmissione di messaggi con rovesci simbolici. Non conosco bene la storia di questi imperatori, potrebbe essere stato che nel periodo finale del loro regno, quando il potere stava traballando non cercassero attraverso questa forma, la riaffermazione del loro prestigio? Purtroppo non mi pare aver trovato mai una data certa del periodo di coniazione di questi, sarebbe utile per confrontarla con quanto detto.

Sono sono pensieri, non suffragati da nessuna certezza storica, ma ho il presentimento che questo tema non sia mai stato dibattuto .

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