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grigioviola

Postumo: suberato, ufficiale o imitativo?

Risposte migliori

grigioviola

3 grammi, 20 mm

Postumo, FIDES MILITVM, RIC 59

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È da un bel po' che guardando questa moneta, regolarmente proveniente da commerciante francese, mi domando se si tratta di un pezzo suberato, se l'argentatura altro non era che una imbiancatura superficiale qui rovinata, se si tratta di un pezzo ufficiale o, come descritto dal venditore, imitativo.

Voi che impressioni avete?

Non dico le mie per non influenzari!

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vandalo85

Per me suberato io ne ho una di adriano uguale con i stessi sintomi....anzi ti dirò a mio pareri erano suberati ufficiali

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Illyricum65

Ciao,

delle varie io lo darei come suberato. Ma questo è solo un dato tecnico, se vogliamo. Quindi lo battezzerei "non ufficiale". Imitativo? Diciamo che come tutti insuberati "imita" un conio ufficiale. Ma chi lo ha emesso? È il solito tarlo sui suberati... ;)

Ciao

Illyricum

:)

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grigioviola

Tarlo in questo caso doppio... Trattandosi di impero gallico!

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grigioviola

Era qua che vi volevo... Suberato lo è di sicuro, ma chi lo ha emesso? L'usurpatore o i falsari? Perché con Postumo a mio avviso è ancora lecito parlare di falsi...

Modificato da grigioviola

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Illyricum65

Ciao,

Era qua che vi volevo... Suberato li è di sicuro,a chi lo ha emesso? L'usurpatore o i falsari? Perché con Postumo a mio avviso è ancora lecito parlare di falsi...

ovvero

  • emesso dall'autorità centrale
  • emesso magari dall'esercito?
  • emesso da falsari?

Torna il tarlo di cui prima... :)

 

Ciao

Illyricum

:)

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grigioviola

Esattamente. Erano proprio questi i dubbi che avevo io e che non volevo esporre in apertura, ma ormai siamo arrivati al nodo della questione.

Nella prima fase dell'impero gallico, ancora non si può parlare di moneta imitativa di massa, ma abbiamo comunque testimonianza sia di monete non ufficiali che di centri di produzione di un certo rilievo organizzati anche in più officine.

Come inquadrarli?

Opera di "semplici" falsari? Il guadagno economico con Postumo c'era essendo i suoi antoniniani di buona lega con un fino superiore rispetto ai contemporanei antoniniani dell'impero c'entrale.

Emissioni per l'esercito? I soldati necessitavano di grossi quantitativi di moneta per la paga e per essere fidelizzati. Emissioni all'uopo dedicate, potevano benissimo essere strutturate nella forma del suberato (massimo guadagno con massimo risparmio).

Infine, anche la Zecca ufficiale pur volendo mantenere alti standard aveva il suo vantaggio nell'operazione "suberato".

Insomma capite bene che se è complesso inquadrare il suberato nel quadro delle emissioni dell'impero centrale, lo è ancor di più per quello gallico.

Modificato da grigioviola

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grigioviola

girovagando per la rete ho trovato questo esemplare:

 

post-8339-0-77655300-1429540910_thumb.jp

 

21 mm, 2,31 grammi.

 

Diametro simile, ma peso leggermente minore che però potrebbe essere compensato dalla mancanza di parte della lamina superficiale argentata al rovescio (almeno giudicando dalla foto).

I due esemplari sono quindi paragonabili sia per peso/dimensione che per stile e tipologia di diritto/rovescio.

 

La monetazione imitativa di Postumo è generalmente qualitativamente superiore rispetto quella che prende a prototipi gli imperatori successivi, tuttavia è chiaro che non si tratta di moneta ideata da atelier ufficiali.

Di contro ritengo anche che non possa essere imputata a officine locali improvvisate bensì che sia da ricondurre a centri di un certo rilievo come il celeberrimo sito di Châteaubleau (Seine-et-Marne) che vedeva appunto una zecca clandestina che nei momenti di massima produzione era organizzata in ben tre officine e che produceva sia moneta di bronzo che moneta d'argento (antoniniani).

Gli antoniniani usciti da questo atelier e aventi come tipologia di imperatore Postumo, sono tutti di alto livello e a prima vista poco distinguibili dagli ufficiali. Il lucro in questa produzione è evidente: le emissioni di Postumo avevano un titolo di fino superiore alle monete contemporanee dell'impero centrale, quindi il vantaggio è indiscutibile. Altrettanto chiaro è il perché del buon aspetto e della elevata qualità che questi pezzi hanno: dovevano essere "credibili" e non destare sospetti, segno che la circolazione monetaria non era ancora "infetta" dalla massa di moneta imitativa che era in arrivo.

Di fatto con Postumo, il problema maggiore con le imitative si ha con la monetazione bronzea dove a sesterzi e doppi sesterzi ufficiali non tardano ad affiancarsi, anche in massa, tutta una serie di produzioni imitative e semi-ufficiali sia coniate che fuse.

Sembra quasi che in questo primo periodo dell'impero gallico ci sia una sorta di doppio canale di falsificazione: uno più rozzo e sbrigativo che interessava il bronzo (spesso e volentieri le monete di questa categoria si presentano estremamente lontane dai canoni ufficiali sia per peso che per aspetto) e uno più accurato che interessava l'argento.

Perché questa duplice modalità di produzione?

E' probabile che inizialmente il sesterzio (e il doppio sesterzio) fosse quasi l'unica moneta appannaggio della gente comune per gli scambi quotidiani? O forse aveva già assunto un valore quasi esclusivamente fiduciario? Questo secondo aspetto sembrerebbe contrastare con la realtà dei fatti che vede proprio il naufragio della riforma di natura fiduciaria apparentemente messa in atto con Postumo con l'introduzione del doppio sesterzio (ammesso che sia corretta l'interpretazione data a questa riforma e alla relativa produzione monetaria). Quali altre motivazioni potrebbero esserci alla base di questa situazione?

 

Scusate se questi spunti sono in parte abbozzati e non approfonditi, considerateli come semplici appunti. Personalmente non ho certezze, ma molte domande. La materia è sì studiata, ma mancano lavori omogenei ed esaustivi. 

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