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Legio II Italica

I Quintilii e la loro Villa

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Legio II Italica

Siamo nel corso dell’ Impero di Commodo , nell’ anno presumibile del 182/183 , anno della congiura contro Commodo ordita dalla sorella maggiore Lucilla con la complicita’ di Umidio Quadrato e forse del Prefetto del Pretorio Tarrutenio Paterno . L’esecuzione materiale dell’uccisione di Commodo fu affidata a Claudio Pompeiano , secondo marito di Lucilla , ma questi nel momento di uccidere Commodo con il pugnale , incautamente esclamo’ : “Il Senato ti manda questo pugnale” ma non ebbe la forza o il coraggio di portare a termine la congiura , che di conseguenza falli’ . Da questa situazione , come possibile vittima , Commodo prese spunto per iniziare una epurazione di molti alti personaggi implicati o presunti tali , nella congiura , tra questi presunti complici ci furono i ricchissimi fratelli Quintilii , approfittando dell’ occasione a lui favorevole per impossessarsi tramite confische e omicidi , dei loro beni .

Da Cassio Dione , Storia Romana , libro LXXII , Tomo V , 3-4

“ ( Commodo ) Uccise anche i due Quintili , Condiano e Massimo , poiche’ godevano di grande fama e cultura , esperienza militare , concordia e ricchezza . Fu proprio a causa delle loro doti , infatti , che furono sospettati di essere scontenti della situazione di allora , sebbene in realta’ non avessero meditato nessuna ribellione . E cosi’ , essi che vissero insieme , ugualmente insieme morirono , e con loro l’ unico figlio di uno dei due ; si amarono in modo piu’ che esemplare e non ci fu mai un solo momento in cui si separarono , neppure durante l’esercizio delle magistrature . Divennero inoltre ricchissimi e non solo governarono insieme , ma si diedero anche reciproca assistenza”

Storia Augusta , Vita di Commodo , Tomo IV

“Nella stessa occasione fu sterminata l’ intera famiglia dei Quintilii , perche’ si sospettava che Sesto , figlio di Condiano , avesse fatto diffondere la notizia della propria morte per poter partecipare alla congiura

Questo Sesto , figlio di Condiano o di Massimo , nominato anche da Cassio Dione nel Libro LXXII , Tomo V , 6 , al tempo dei fatti pare si trovasse in Siria come consolare e per sfuggire alla sentenza di morte da parte di Commodo , si finse morto e spari’ dalla circolazione , finche’ dopo la morte di Commodo , si presento’ un tale che si professava essere Sesto Quintilio , comparve e reclamo’ a Pertinace il patrimonio familiare perduto , sembra pero’ mentendo , in quanto non aveva ne’ la cultura ne’ la fama che ci si sarebbe aspettata da un Quintilio ; Pertinace succeduto a Commodo prese a cuore la questione , ma non si giunse mai ad appurare la vera identita’ di questo Sesto , presunto Quintilio ; di certo e’ che con l’epurazione di Commodo la famiglia dei Quintilii si estinse . Le prime notizie storiche di questa famiglia risalgono al periodo di Nerva , nel 97 , quando sappiamo che il primo Quintilio storico conosciuto : Sesto Quintilio Valerio Massimo , era nativo di Alessandria Troade , nella Troade in Asia Minore , citta’ che accolse i legionari veterani italici di Cesare e Ottaviano , costui ricopri la carica di Questore di Ponto e Bitinia , Pontefice , Duoviro , Praefecto Fabrum ( Ufficiale del Genio militare ) e fu anche onorato con ornamenti sacerdotali .
Non sembra esserci stato nessun legame familiare con il famoso oratore e retore Marco Fabio Quintiliano , nato a Calagurris Iulia Nassica , in Spagna nel 35 circa d.C. e morto a Roma nel 96 , anche se il cognomen Quintiliano farebbe pensare ad un esponente della famiglia dei Quintili , adottato dalla famiglia dei Fabii .
Le notizie storiche certe della Famiglia iniziano quindi solo nel 97 e terminano con l’ estinzione , nei primi anni del 180 , forse nel 183 .
Anche Erodiano accenna ai Quintilii per il fatto che entrambi i fratelli , prima della loro uccisione , si dimisero dalla attivita’ pubblica di funzionari dello Stato e si ritirarono a vita privata , forse per contrarieta’ verso il modo di governare di Commodo , avendo vissuto in precedenza come magistrati dello Stato a stretto contatto con suo padre Marco Aurelio . Queste in breve le poche notizie storiche sulla famiglia dei Quintilii , vediamo ora di trovare qualche notizia storico archeologica circa la loro famosa Villa suburbana di Roma .
La Villa dei Quintilii e’ di proprietà dello Stato soltanto da circa 30 anni , essendo stata in precedenza di proprieta’ della famiglia romana dei Torlonia ; il nucleo originario del complesso apparteneva ai fratelli Quintilii , Consoli nel 151 d.C. ed è stato poi ampliato quando la villa è divenuta proprietà imperiale ad iniziare da Commodo che la ebbe in “eredita’” , in seguito ai fatti sopra narrati . Questa Villa si estende tra la vecchia Appia Antica al V miglio e la moderna Via Appia Nuova al VII chilometro . La parte edilizia esistente maggiormente conservata è quella composta dagli ambienti personali dei proprietari e quelli per la servitù , composti da un edificio circolare , una serie di stanze e due grandi aule termali del calidario e del frigidario alte entrambe circa quattordici metri , con grandi finestre e rari marmi policromi . Il grande complesso monumentale della Villa ha come scenario la campagna romana , offrendo un panorama unico al mondo che ha ispirato nel tempo molti celebri artisti italiani e stranieri .
La Villa era conosciuta nei secoli passati con il nome di “Roma Vecchia” , forse a causa della sua grande estensione ; importanti e numerosi furono i ritrovamenti archeologici , tra clandestini e regolari , avvenuti nei secolari scavi della Villa , tra i piu’ noti una statua di Ercole fanciullo che strozza i serpenti e un busto attribuito a Filippo l’ Arabo , entrambi al Museo dell’ Ermitage di San Pietroburgo ; seguono una serie di statuaria sparsa un po’ in diversi Musei , tra le piu’ belle un Putto che gioca con un’oca . Molto belli anche alcuni tratti di pavimentazioni a mosaico delle Terme .

In foto i ruderi della Villa e una piccolissima selezione dei pezzi attualmente conservati nei Musei e riconosciuti come sicuramente provenienti dagli scavi archeologici della Villa dei Quintilii .

 

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Veridio

Quanto doveva esser bella Roma ai tempi dell'Impero!!

Credo che nessuna città l'abbia mai eguagliata... forse Venezia ai suoi tempi d'oro, forse Firenze ai tempi dei Medici... forse..

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Legio II Italica

Quanto doveva esser bella Roma ai tempi dell'Impero!!

Credo che nessuna città l'abbia mai eguagliata... forse Venezia ai suoi tempi d'oro, forse Firenze ai tempi dei Medici... forse..

 

Ciao @@Veridio , possiamo solo immaginare , ma sarebbe comunque ben inferiore alla realta' , come si presentava Roma al massimo del suo splendore , le ricostruzioni moderne al computer riguardano i probabili aspetti degli edifici , ma quello che abbiamo perso per sempre sono i contenuti che abbellivano Templi , Terme , Biblioteche , insomma tutti gli Edifici pubblici e privati di Roma antica .   

Interessante e' quanto scrisse Cassiodoro nel VI secolo rivolgendosi al Re Teodorico per la cura di Roma,  a cui il buon Teodorico teneva molto : "Se persino le abitazioni serrate e munite vengono insidiate dalle tristissime brame dei ladri , quanto maggiore sara' l'attrazione per i medesimi ladri che vorranno rubare quel che c'e di prezioso a portata di mano nelle piazze , all' aperto , della citta' di Roma ? Occorre percio' custodire con la massima attenzione questo copiosissimo popolo di statue , questa foltissima schiera di gruppi equestri ......." , a questa considerazione di Cassiodoro va ricordato che Roma aveva gia' subito le devastazioni di Alarico e quella ben piu' grave e tremenda di Genserico che duro' secondo i cronisti 14 giorni , contro i soli tre di Alarico , oltre alla successive invasioni e saccheggi .

Per esempio Plinio ci scrive che il solo Agrippa eresse 300 statue e che Augusto trasferi' nel Campo Marzio molte delle statue che ormai ingombravano il Colle Capitolino .

I Cataloghi regionari , guida di Roma risalenti al V secolo , tra le varie cose descritte , ricordano : 23 grandi statue equestri in bronzo (forse dorate) , 80 statue d'oro , 84 statue di avorio , 3875 statue di bronzo (forse dorate) , non vengono citate le statue di marmo perché sarebbe stato impossibile contarle , forse non esagereremmo se quelle esistenti in marmo fossero state ben oltre le 100.000 statue .

Quello che possiamo ammirare nei Musei italiani ed esteri e' forse 1% di quello che offriva Roma agli occhi del IV secolo .

Per fare un esempio attualmente si contano a Roma "soltanto" 8.000 colonne in marmo antico e in altri materiali di epoca romana , conservate principalmente nelle antiche Chiese , oltre che in altri luoghi ; pensiamo quante infinite potevano essere in origine .

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Legio II Italica

I Cataloghi regionari , come li conosciamo oggi , sono due “guide di curiosita”’ di Roma usati dai pellegrini nel medioevo per muoversi all' interno della Citta’ di Roma , purtroppo incomplete ed un po’ diverse tra loro , facenti parte di un originario catalogo delle 14 Regioni della Roma di Augusto . Il primo catalogo e’ chiamato “Curiosum urbis Romae regionum XIIII” , mentre il secondo e’ conosciuto come “Notitia urbis Romae”. Entrambi i testi derivano da un unico testo originale e consistono in un elenco di monumenti ed altro , suddiviso per le XIIII regioni augustee suddivisi in ordine topografico .
La datazione del Catalogo originario e’ incerta , forse la prima versione fu compilata gia’ all' epoca di Diocleziano , grande riformatore dello Stato , oppure di Costantino , nel 315-316 circa , invece l’ ultima versione , probabilmente un aggiornamento della prima , la data dovrebbe essere posteriore e varia tra il 334 e il 357 , forse un aggiornamento del primo catalogo , queste date diverse in base ad alcuni monumenti citati nei “due” cataloghi che inducono a pensare ad un aggiornamento successivo alla prima edizione .
Probabilmente il Catalogo , o due Cataloghi per successivo aggiornamento , furono redatti per soli scopi amministrativi di Roma , citando i vari monumenti per delimitare territorialmente tra loro le XIIII Regioni ; furono poi usati nel medioevo come “guida” di Roma per i pellegrini che vi giungevano dall’Italia e dall’ estero assumendo forse in questo periodo i due nomi distinti di “Curiosum” e “Notitia” .

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