gpittini Inviato 18 Giugno, 2015 #1 Inviato 18 Giugno, 2015 DE GREGE EPICURI Sto leggendo in questi giorni il bel volume "Le monete romane provinciali della collezione De Sanctis-Mangelli", attualmente nel Museo Nazionale Romano. E' il n.51-52 del Bollettino di Numismatica del Ministero, uscito nel 2014 presso il Poligrafico dello Stato. Il volume è curato da Dario Calomino, che ha anche classificato e descritto tutta la collezione; per ora è uscita la prima parte, dalla Hispania alla Tracia. Volume molto ben fatto e molto aggiornato. La collezione è stata acquistata dallo Stato nel 1930, e in passato era stata studiata parzialmente e non a fondo. Non ho capito però se le monete siano ora visibili, almeno in parte. Ma volevo toccare un argomento specifico,di cui avevamo qui discusso più volte: quello della corrispondenza e del cambio fra monete provinciali e imperiali. Schematicamente, ecco che cosa viene detto: -Assarion:corrisponde all'asse romano, e ad 1/16 di denario. -Emiobolo: vale 1/12 di dracma (come da sempre nel mondo greco) ed equivale all'asse. -Dracma:vale 3/4 di denario. -Obolo: 2 assi, quindi un dupondio. -Il denario vale 1/3 di cistoforo e 1/4 di tetradrammo. -Sesterzio: furono fatti diversi tentativi, secondo Calomino, di introdurre dei grossi bronzi in ambito provinciale, ma per lo più la cosa non riuscì ed ebbe durata breve,salvo alcune città specifiche, ed alcuni intervalli temporali.Solo ad alessandria le dracme di metallo vile, di dimensioni simili ai sesterzi del 1° secolo, ebbero lunga durata. Le equivalenze di cui sopra si accompagnavano ad una circolazione a volte "mista", a volte molto meno, quanto a presenza di monete provinciali e imperiali; in molte zone la moneta argentea era solo quella imperiale,in altre no (Cappadocia,Siria ecc.) Calomino sottolinea anche come sia a volte impossibile definire i "nomi" con cui venivano indicate le monete bronzee provinciali e coloniali. 5 Cita
gpittini Inviato 22 Giugno, 2015 Autore #2 Inviato 22 Giugno, 2015 DE GREGE EPICURI A parte la bontà delle 770 foto, anche nella parte di testo introduttiva alle diverse sezioni ci sono molte cose interessanti. Cito un po' a caso: -un piccolo numero di falsi, specie di c.d. medaglioni. -la presenza di die-sharing sia nella stessa zecca per monete diverse, che anche fra zecche diverse. E sembra dimostrato che i migliori incisori girassero fra una zecca e l'altra, specie in Tracia (ma anche in Asia). -la collezione comprende grossi numeri di monete per zecche spesso poco presenti nelle collezioni: Corcyra e Nicopolis (in Epiro), Dium (in Macedonia), Aegina e Sicione (in Achaia), Bizya (in Tracia). Inoltre ci sono moltissime monete di Patrae o Patras (Patrasso) e Corinto. -viene discussa la grossa presenza di truppe in Tracia e Moesia fra la fine del 2° e la prima parte del 3° secolo; monete di queste aree sono state trovate in oriente, a causa delle campagne partiche. -viene discussa e aggiornata la produzione monetale della Cirenaica. -si sottolinea che alcune serie (per Cirenaica e per l'oriente) vennero coniate a Roma e poi trasportate nelle Province. Cita
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