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Caio153

Ma che monogramma è?

Risposte migliori

Caio153

Ciao,

ieri su ebay hanno battuto questa moneta a ben 126 euro....

http://www.ebay.it/itm/252005706644?_trksid=p2060353.m1438.l2648&ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT

il monogramma mi ha incuriosito. Ed evidentemente non solo me....

post-43481-0-90243100-1436118175.png

 

(tra l'altro non so neanche da che parte si debba guardarlo)

I monogrammi come episema delle monete con scudo macedone che io sappia sono 3:

Pirro, LIAMPI M18

Demetrio (Poliorcete o II non si sa bene), LIAMPI M 16

Antigono. LIAMPI M 24-26

Quello di Demetrio è differente....

post-43481-0-07324300-1436122066_thumb.p

Sul rovescio di una moneta della mia collezione c'è questo...

post-43481-0-98061400-1436122049_thumb.p

SNG ALPHABANK 1006,

SNG COP 1222

A me paiono molto simili. Nel catalogo ALPHABANK il monogramma è dato come Sigma iniziale. Boh... io ci vedo un Demetrio pure qui.....

Qualcuno ne sa qualcosa? Grazie Mille.

Davide

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apollonia
Supporter

In effetti l’emblema regale al centro dello scudo non corrisponde a nessuno di quelli dei tre sovrani Demetrio Poliorcete, Antigono e Pirro.

Orientato in questo modo, si potrebbe trovare qualche analogia con l’emblema di Pirro.

 

post-703-0-68732200-1437339821_thumb.jpg

 

Forse il bronzo è stato sovraconiato a un altro producendo questa emblema ibrido.

 

 

apollonia

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Caio153

Boh, in effetti a me sembra un incrocio tra un Antigono storto e un Pirro sbilenco :unknw: ...

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apollonia
Supporter

Dall’accostamento del diritto del bronzo orientato come in figura con il rovescio di un tetradramma di Seleuco I Nicatore, l’emblema a centro scudo sembra formato dalla sovrapposizione dei monogrammi nel campo a sinistra e sotto al trono.

 

post-703-0-09941900-1437403342_thumb.jpg

 

 

apollonia

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Caio153

Io non lo avrei mai notato...che occhio... coincidenza o cosa? Forse mi sta venendo la sindrome del falso, ma non è che potrebbero aver preso una moneta vera un pò rovinata e creato un monogramma innovativo e potenzialmente con maggiore appeal?

Mi affascinano molto i monogrammi, ma spesso non so che significano... non esiste una roba tipo corpus monogrammarum?

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King John
Supporter

Ciao,

ieri su ebay hanno battuto questa moneta a ben 126 euro....

http://www.ebay.it/itm/252005706644?_trksid=p2060353.m1438.l2648&ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT

il monogramma mi ha incuriosito. Ed evidentemente non solo me....

attachicon.gifmon.PNG

 

(tra l'altro non so neanche da che parte si debba guardarlo)

I monogrammi come episema delle monete con scudo macedone che io sappia sono 3:

Pirro, LIAMPI M18

Demetrio (Poliorcete o II non si sa bene), LIAMPI M 16

Antigono. LIAMPI M 24-26

Quello di Demetrio è differente....

attachicon.gifDEM.PNG

Sul rovescio di una moneta della mia collezione c'è questo...

attachicon.gifANT.PNG

SNG ALPHABANK 1006,

SNG COP 1222

A me paiono molto simili. Nel catalogo ALPHABANK il monogramma è dato come Sigma iniziale. Boh... io ci vedo un Demetrio pure qui.....

Qualcuno ne sa qualcosa? Grazie Mille.

Davide

I monogrammi all'interno dello scudo macedone sulle prime due monete postate da Caio153 (quelle recanti l'elmo al rovescio) sono certamente delle cifre che in greco venivano espresse con le stesse lettere dell'alfabeto. Sia sulla prima che sulla seconda moneta viene indicata, sia pure in modi diversi, la stessa cifra di tre milioni (sottinteso di dracme) che corrisponde al taglio dell'emissione. 

Sulla prima moneta  sono riconoscibili la H (100 nel sistema di numerazione attico), la delta (10 nel sistema di numerazione ionico) e la T (300 nel sistema di numerazione ionico): queste tre cifre, moltiplicate tra loro, danno il risultato di 300.000 che è una cifra espressa in decine, in greco dekades, e che quindi corrisponde a 3.000.00(0).

Che questa conclusione sia giusta è confermato dalla seconda moneta, appartenente ad altra emissione, che indica in maniera alternativa la tiratura: al diritto è riconoscibile la A (1.000 nel sistema numerale di Andania) che moltiplica T (300 nel sistema di numerazione ionico) che moltiplica I (10 nel sistema di numerazione ionico) con il risultato tondo, tondo di 3.000.000 che è la tiratura espressa in dracme dell'emissione.

Le indicazioni numeriche sulle monete greche sono molto varie e vanno interpretate dopo aver ricostruito in maniera quanto più completa possibile l'emissione a cui appartengono. Si noti, ad esempio, come la cifra riportata al diritto della seconda moneta postata da Caio153 assomigli a quella riportata al rovescio di questa tetradracma di Alessandro Magno.

post-37078-0-81686400-1442566412.jpg

Modificato da King John

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King John
Supporter

In effetti l’emblema regale al centro dello scudo non corrisponde a nessuno di quelli dei tre sovrani Demetrio Poliorcete, Antigono e Pirro.

Orientato in questo modo, si potrebbe trovare qualche analogia con l’emblema di Pirro.

 

attachicon.gifAE scudo macedone confronto Pirro.jpg

 

Forse il bronzo è stato sovraconiato a un altro producendo questa emblema ibrido.

 

 

apollonia

L'intuizione di Apollonia è giusta: la moneta va orientata in questo modo e sembrerebbe indicare la cifra di 800.000 dracme per mezzo di 4 diverse cifre da moltiplicare consecutivamente fra loro: P greco (5 nel sistema di numerazione attico),  H (8 nel sistema di numerazione ionico), Y (400 nel sistema di numerazione ionico) e N (50 nel sistema di numerazione ionico). Per cui 5 x 8 = 40 x 400 = 16.000 x 50 = 800.000. La moneta, quindi appartiene ad un'emissione del valore complessivo di sole 800.000 dracme.

post-37078-0-16004500-1442585578.jpg

Modificato da King John

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Caio153

Penso che la convinzione nel sostenere le proprie idee sia cosa ammirabile, ma per parafrasare il buon Ranuccio Bianchi Bandinelli le conseguenze di uno scavo archeologico sono nefaste quando non si opera obiettivamente, ma al fine di dimostrare una tesi prestabilita. Questa concezione è indubbiamente applicabile al campo della ricerca teorica.

Non sono un esperto di economia, anzi ne so veramente poco, ma ritengo assai plausibile che in epoca ellenistica le emissioni monetali avessero una quantità prestabilità. Detto questo non necessariamente doveva essere espressa, si tratta di una possibilità, ma non certo l'unica.

Nel caso delle monete macedoni in bronzo con scudo al dritto sono convinto che il monogramma al centro dello scudo stesso non sia un dato numerico, ma indichi il nome del sovrano. Faccio l'esempio di Pirro, anche lui per breve tempo, eh si, e per ben due volte signore di Macedonia.

post-43481-0-18287100-1442605780_thumb.j      post-43481-0-44587600-1442605883_thumb.j      post-43481-0-31634400-1442606011.jpg

Le prime due sono state probabilmente coniate in Epiro (o forse Magna Grecia). Sono sostanzialmente analoghe salvo che la prima presenta la legenda in forma estesa BASILEOS PYRROY e la seconda contratta B monogramma PYR, il medesimo monogramma che si ritrova al centro dello scudo coniato in Macedonia (moneta 3). Chiaramente non si tratta di una notazione numerica.

Non sempre, ma anche in esemplari di scudi macedoni originali attorno all'immagine centrale era il nome del sovrano.

post-43481-0-17337700-1442607370_thumb.j    post-43481-0-02866600-1442607414_thumb.j

BASILEOS ALEXANDROY e PTOLEMAIOY. Le monete sono chiaramente una stilizzazione di ciò.

Detto questo le ultime due monete al post 1 presentano al centro dello scudo al dritto i monogrammi di Antigono e Demetrio. Su questo non c'è dubbio. Quanto ai monogrammi al rovescio possiamo discuterne...

Quanto alla moneta non identificata, ammesso sia completamente genuina, nelle intenzioni dell'incisore il monogramma doveva essere quello di un sovrano.

Pur non avendo (ancora) letto il libro mi vengono spontanee alcune critiche alle tue affermazioni.

1-la fusione di sistemi numerali differenti mi pare molto strana. Attico, Ionico.... Andania poi? Perchè andare a pescare in un ignoto paese della Messenia? Forse un matematico avrebbe potuto conoscere tutti i sistemi numerali del mondo greco, non certo un comune cittadino.

2-in base a quale criterio poi aggiungi ai tuoi risultati un numero variabile di zeri?

3-a che pro nel tetradramma riportare due volte la medesima tiratura?

Ribadisco, la tua mi sembra un'ipotesi molto interessante e plausibile, ma non credo vada applicata in modo indiscriminato ad ogni contesto...

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King John
Supporter

@@Caio153 Tutte le tue critiche sono più che legittime e proverò a fugare tutti i tuoi dubbi. Innanzitutto il monogramma di Pirro è fuori discussione: Pirro ha certamente fatto uso del monogramma ma non è altrettanto certo che i re macedoni abbiano fatto altrettanto. Infatti, le due monete che posto si ritiene comunemente che rechino al diritto il monogramma di Demetrio Poliorcete ma, allora, perchè differiscono? Perchè nella prima oltre alla delta e alla H è riportata anche la Y (o K non vedo bene) e nella seconda oltre alla Delta e alla H è riportato P? 

post-37078-0-90990600-1442621076_thumb.j

post-37078-0-79058900-1442621090.jpg

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King John
Supporter

La notazione numerica che fonde H e D era molto diffusa nel mondo greco.  A SECONDA DEI CASI il D può indicare il numero 10 del sistema attico o il numero 4 del sistema ionico. Osserviamo, ad esempio, questa emissione di stateri d’oro di Mitridate VI re del Ponto. La moneta n.1 è orientata a raggiungere la tiratura  AP= 80.000 dracme oro; la mon.n.2, quindi,  appartiene allo scaglione  successivo  proiettato  verso le 98.000 dracme oro (14[DI] per 70[O]= 980[00]): ciò è dimostrato con certezza dalla circostanza che le due monete provengono dallo stesso conio del diritto e, quindi, sono consecutive.

La moneta che appartiene allo scaglione successivo al milione di dracme è la n.3 con tiratura HPA = 100(H) x 100(P)+1(A) =100.00(0)+1; la tiratura ancora successiva è quella della mon.n.4  in cui ritroviamo H (100) legato con  D (4) con il risultato di 400 che va poi moltiplicato per Y (400) con il  risultato di 160.000 dracme. Che l’interpretazione proposta delle cifre riportate sulle monete n.3 e 4 sia esatta è  dimostrato dal fatto che entrambe le monete provengono dallo stesso conio del diritto: ciò significa che le due monete si susseguono proprio come i numeri riportati sul loro rovescio.

Questa emissione, poi, ci rivela una cosa molto importante: le cifre, a volte, venivano congegnate in modo da richiamare, se intese come lettere, la parte iniziale di un nome: così la tiratura DIO allude a Zeus (il cui genitivo è DIOS) ed è un omaggio a Zeus perchè è come se si dicesse "moneta di Zeus"; mentre HPA allude al genitivo di Era, moglie di Zeus, conferendo alla notazione numerica, INTESA COME PAROLA, il senso di "moneta di Era". Quindi i greci aveva il gusto di esprimere le cifre in modo da richiamare un nome e questo è il motivo per cui sotto Demetrio Poliorcete (e gli altri re macedoni) ritroviamo notazioni numeriche che possono ricordare vagamente il suo nome.

post-37078-0-94391900-1442622345_thumb.j

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King John
Supporter

N.B.: Si può cliccare sull'immagine precedente per ingrandirla e leggerla meglio

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King John
Supporter

L'utilizzo contemporaneo delle lettere-numeri del sistema ionico e dei simboli numerici del sistema attico è attestato in molti ritrovamenti ed iscrizioni. In aggiunta  a questi due diversi sistemi di numerazione, poi,  venivano utilizzati anche simboli derivanti da sistemi di numerazione  minori adottati nelle tante poleis indipendenti e che risentivano dell’influenza delle varianti degli alfabeti locali: anche se originari di una determinata polis, infatti, alcuni di questi simboli avevano una larghissima diffusione. Questo non lo dico io ma i numerosi testi specialistici che ho consultato. I più significativi sono T. Heath, A history of Greek Mathematics, Dover Publications, New York 1981  e  M.N.Tod, Ancient Greek Numerical Systems, Ares Publishers, Chicago 1979. 

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King John
Supporter

Le cose, poi, erano ulteriormente complicate dal fatto che, sia nel linguaggio corrente che nelle notazioni numeriche, le cifre venivano espresse in decine (dekades), centinaia (hekatontades), migliaia (chiliades), decine di migliaia (myriades) e centinaia di migliaia (dekakismyriades): così, ad esempio, Platone (Fedro 257) per indicare la cifra di 9.000 anni usa l’espressione “ennea chiliades etōn”, vale a dire “nove migliaia di anni”; nel Libro di Daniele il profeta ha una visione di  Dio in cui “mille migliaia (chiliai chiliades) lo servivano e diecimila miriadi (myriai myriades) lo assistevano” (Dn 7,10). Mille migliaia corrispondono ad un milione (1.000x1.000=1.000.000) mentre diecimila miriadi  è  il  prodotto  di 10.000 per  10.000 che  è uguale  a 100 milioni. Come  si vede, in entrambi i casi il numero finale che

si vuole indicare viene espresso in modo più macchinoso ed indiretto rispetto a ciò che avviene nel nostro attuale sistema di numerazione: per capire qual è il numero globale indicato, infatti, è necessario fare una moltiplicazione (1.000x1.000 nel primo caso, 10.000x10.000 nel secondo caso), un po’ come avviene attualmente nella lingua francese in cui il numero 80 si pronuncia quatre-vingts.

Nelle notazioni numeriche, quindi, poteva accadere che una cifra era espressa, in modo sottinteso, in decine (dekades), centinaia (hekatontades), migliaia (chiliades), decine di migliaia (myriades) o centinaia di migliaia (dekakismyriades). Così, ad esempio,  la cifra ULB (432), ad esempio, poteva corrispondere a 4.32(0) se espressa in decine, a 43.2(00) se espressa in centinaia, a 432.(000) se espressa in migliaia, a 4.32(0.000) se espressa in decine di migliaia e a 43.2(00.000) se espressa in centinaia di migliaia. Solo l’esame approfondito del contesto in cui è riportata una data notazione numerica può chiarire se si tratta di una cifra finita o di una cifra espressa in decine, centinaia, migliaia, decine di migliaia o anche centinaia di migliaia e secondo quale sistema di numerazione va interpretata.

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King John
Supporter

Ultima tua domanda: perchè indicare due volte la stessa tiratura sulla stessa moneta? Ogni zecca seguiva modalità proprie: c'è chi indicava una sola tiratura fissa, chi due tirature fisse, chi la tiratura finale dell'emissione ed un progressivo, etc. Lo facevano per chiarezza: non dimentichiamo che "è indubbio che fosse necessario tenere il conto, e quindi controllare il numero delle monete emesse. L’esigenza era profondamente sentita nell’antichità, come testimonia l’accordo tra Focea e Mitilene  della fine del V sec. a.C. Il trattato, che prevedeva che le due città emettessero ad anni alterni monete che godessero di libera circolazione in entrambe, comminava la pena di morte al magistrato che si fosse reso reo  di non rispettare il peso e la lega del metallo impiegato per le coniazioni" (affermazione della Professoressa Maria Caccamo Caltabiano nella prefazione al mio libro).

Guardate ad esempio questa tetradracma ateniese già da me proposta nella discussione I NUMERI SVELATI, nella sezione bibliografia numismatica di questo sito. Più chiaro di così...

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King John
Supporter

Concludendo: è indubbio che alcuni segni sulle monete sono solo ed esclusivamente dei numeri. Guardate questa tetradracma di Alessandro: nel campo tra il ginocchio e la mano destra di Zeus è visibile il numero 50 espresso secondo il sistema di numerazione attico o acrofonico

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King John
Supporter

Al di sotto delle zampe del cavallo raffigurato al rovescio di questa tetradracma di Filippo II di Macedonia,  invece, figura il simbolo  P con un puntino in mezzo che  nel sistema numerale di Epidauro indicava la quantità di 5 dracme mentre nel Chersoneso Taurico segnalava la quantità di 50.000 dracme. Si tratta di un numero e solo di un numero

post-37078-0-92829800-1442624242.jpg

Modificato da King John

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Caio153

Trovo questa discussions molto stimolante da un punto di vista intellettuale e invito anche altri a parteciparvi. Molto interessante la possibilità di duplice valore nominale e numerale... Per quanto riguarda la moneta di apertura del topic e' un unicum. Penso si tratti o di un lifting moderno o come suggerito da Apollonia di un qualche errore di produzione. Di Demetrio al centro dello scudo ce n'è solo 1. Concordo con la citazione della Caltabiano. I quantitativi emessi erano definiti e registrati, ma che lo fossero anche sulle monete stesse e' un altro paio di maniche.... Non concordo con la metodologia. Sembri partire dall'aprioristica certezza che si tratti di numeri, prendi simboli vari da differenti sistemi numerali, li moltiplichi per un numero a tua scelta ed ottieni un risultato in linea con le tue aspettative quantitative.... Sul tetradramma io vedo una pi e un delta. Stesso segno usato altrove come numerale va bene. Non è detto che sulla moneta avesse lo stesso significato... Non credo che la cosa si possa dimostrare con assoluta certezza, anche se penso sia una possibilità...

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King John
Supporter

Non parto da nessuna convinzione aprioristica: nel libro ricostruisco intere emissioni per dimostrare la fondatezza della mia ipotesi. Però non voglio diventare antipatico e passare per quello che vuole avere ragione a tutti i costi. Dico solo che in una discussione come questa non c'è la possibilità di esporre in maniera organica e approfondita una tesi. Nemmeno le critiche, però, devono essere aprioristiche e arrivare a mettere in dubbio cose certe che io mi sono limitato a prendere da dati obiettivi e da libri non scritti da me. Ad esempio il tagli delle emissioni variava da zecca a zecca, all'interno della stessa zecca variava a seconda del momento storico, delle contingenze e del fabbisogno, non era un dato sempre uguale ed immutabile. Altro esempio: i numeri del sistema attico o acrofonico esistevano nel mondo della realtà e non sono una mia invenzione: come non riconoscere su questa tetradracma di Alessandro il numero 50? Nel libro, poi, tante altre argomentazioni e la ricostruzione di intere emissioni con la disamina dei numeri via via crescenti che si susseguono e che non possono essere altro che numeri (non monogrammi di magistrati monetali o segni di zecca: quanti ce n'erano su una stessa emissione???) confermano la tesi. 

post-37078-0-24278400-1442646679.jpg

post-37078-0-79417300-1442646738_thumb.j

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King John
Supporter

 Sul tetradramma io vedo una pi e un delta. Stesso segno usato altrove come numerale va bene. Non è detto che sulla moneta avesse lo stesso significato... 

Quando si ricostruisce l'intera emissione a cui appartiene la moneta che riporta il delta ed il pi e si capisce qual era il suo taglio ed il numero complessivo di pezzi coniati, l'ipotesi appare dimostrata. Ma questo viene fatto nel libro, non posso certo proporlo a pezzetti su questo forum: ne risulterebbe un qualcosa di disarticolato ed incomprensibile. Ti dico solo che prima di uscire allo scoperto ho fatto le mie brave verifiche. Un'ultima cosa e concludo, non voglio più tediarti. Tu dici "Sul tetradramma io vedo una pi e un delta. Stesso segno usato altrove come numerale va bene. Non è detto che sulla moneta avesse lo stesso significato". Io ti dico che nel libro fornisco molti altri esempi di segni che possono essere solo dei numeri.e non lettere, come ad esempio il simbolo delle 100 dracme riportato al diritto di  un triemiobolo coniato ad Argo. Si tratta di un simbolo numerico e non di altro: continua ad avere lo stesso valore anche sulla moneta. Se però aprioristicamente non si vuole accettare questa evidenza alzo le mani....

post-37078-0-82429000-1442647821_thumb.j

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skubydu

anche io avrei da chiedere alcuni chiarimenti, ma prima preferisco acquistare il volume . Quando ho tempo provvederò..

 

Grazie

 

skuby

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King John
Supporter

anche io avrei da chiedere alcuni chiarimenti, ma prima preferisco acquistare il volume . Quando ho tempo provvederò..

 

Grazie

 

skuby

 

Grazie a te. Sono a disposizione.

La professoressa Caltabiano nella prefazione al mio volume scrive:

"Sono sicura che dinanzi ad ipotesi nuove si abbia il dovere di non rifiutarle a priori, e ci si debba aprire ed impegnare nell’accertamento delle stesse. D’altro canto sono queste le modalità con cui la cultura umana è riuscita a progredire, non rifiutando le novità e ricercando pazientemente verifiche  e conferme alle nuove ipotesi che vengono formulate. E, a proposito della Numismatica, sono ancora tante le scoperte e le verifiche  da fare".

 

Se tutti noi appassionati di numismatica lavoriamo assieme per l'accertamento di questa nuova ipotesi, il progresso delle nostre conoscenze che ne risulterà, nel caso di sua definitiva conferma, sarà un nostro patrimonio comune e condiviso.  

Modificato da King John

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Caio153

Se mi stessi tediando di certo non risponderei... Penso poi che se uno non è disposto a ricevere critiche tanto meglio che le sue idee le tenga per te.

"Se tutti noi appassionati di numismatica lavoriamo assieme per l'accertamento di questa nuova ipotesi, il progresso delle nostre conoscenze che ne risulterà, nel caso di sua definitiva conferma, sarà un nostro patrimonio comune e condiviso". Giustissimo, ma se dico qualcosa che non ti va bene, tu mi rispondi che non vuoi più tediarmi e alzi le mani in segno di resa mi sembra un atteggiamento un pò infantile e forse dalla tua frase dovresti togliere nel caso di sua definitiva conferma, visto che hai già deciso che è così.

Detto questo dico aprioristico e ti faccio un esempio. Parlando della moneta di apertura della discussione tu hai detto che sicuramente il monogramma corrisponde a una tiratura di 800.000 dracme. Io ti ho dimostrato che nell'episema c'è il monogramma del sovrano. Provo a ricostruire il tuo ragionamento:"I monogrammi sono numeri quindi P x H X Y X N=800.000". Se usi tutti i sistemi numerali esistenti probabilmente queste stesse lettere potrebbero avere anche valori differenti, ma a parte questo che presuppone che la tua interpretazione sia corretta qui avremmo una mezza unità (se vogliamo chiamarla così). Non ho idea di quanto sia il cambio rispetto alla dracma e se qualcuno lo sappia, ma ipotizziamo 1 a 5, ma forse anche di più. Ne avrebbero coniate 4 milioni?? Sono mesi che mi occupo di scudi macedoni ed è il primo che vedo con questo monogramma al dritto... Ho già detto cosa penso di questa moneta. Tu appena l'hai vista basandoti sulla tua teoria hai detto:"800.000 dracme".

Sullo scudo di Antigono tu dici A x T x I = 3,000,000 per il monogramma in campo alto sinistro. Seguendo il ragionamento di prima=15.000.000 di monete????E quello sotto? Sul rovescio poi di questa tipologia monetale ne sono presenti molti altri. Quante altre decine di milioni ce ne sarebbero? Non so molto di studi quantitativi, ma sinceramente mi paiono cifre un pochino alte.

RIBADISCO: penso fermamente che in ALCUNI casi lettere e monogrammi possano essere numeri, ma non bisogna generalizzare. Per quanto riguarda la tiratura penso si tratti di un esercizio abbastanza futile, dato che non si avrà mai una controprova certa. Quanti sistemi di numerazione differenti ci saranno nell'oikumene greco. Prendi tre lettere greche qualsiasi ed un numero non primo un pò alto e vedrai che si riesce ad ottenere moltiplicando quelle lettere. Perchè poi proprio dracme e non tetradracme o unità in bronzo o misure di peso varie? Più potenzialmente fruttuosa mi pare invece la questione delle emissioni successive. Un pò come P, S, T,Q sulle monete romane tarde...

Se ho capito bene asserisci che sul tetradrammo il numero 50 corrisponderebbe alla 50a emissione. Scusa, ma quanti miliardi di monete avrebbero coniato? Non potrebbe piuttosto essere il numero del conio (pura ipotesi)? Ammesso siano numeri quindi come si fa a dire esattamente a cosa corrispondano e farlo dicendo che è certamente così? Si probabilmente è 50, ma 50 cosa come si fa a dirlo con certezza? Un approccio più possibilistico sarebbe a mio avviso più appropriato e un pò meno arrogante. Detto questo le mie critiche alla tua teoria non sono personali, non vedo perchè offendersi. Non avevo mai preso in considerazione la possibilità dei numeri, ho semplicemente espresso le mie opinioni basandomi sulle mie (non molte) conoscenze e sulla logica.

Dici di spiegare tutto nel tuo libro. Lo leggo e se vuoi poi ne riparliamo, magari ti do ragione in toto.

Ciao,

Davide

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King John
Supporter

 ma se dico qualcosa che non ti va bene, tu mi rispondi che non vuoi più tediarmi e alzi le mani in segno di resa mi sembra un atteggiamento un pò infantile

 

Ho alzato le mani in segno di resa nel caso in cui si fosse negato l'evidenza che il simbolo su questa moneta sia una cifra 

post-37078-0-24203100-1442669236.jpg

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King John
Supporter

Se ho capito bene asserisci che sul tetradrammo il numero 50 corrisponderebbe alla 50a emissione. 

 

 

Non ho ho mai affermato ciò, ho solo detto che su quella moneta viene riportato il numero 50: ricostruendo poi l'intera emissione si comprende qual era la tiratura complessiva di essa, di quanti pezzi si componeva

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King John
Supporter

 Un approccio più possibilistico sarebbe a mio avviso più appropriato e un pò meno arrogante. Detto questo le mie critiche alla tua teoria non sono personali, non vedo perchè offendersi. 

Io non mi sono offeso ma mi trovo nella difficoltà di dover dare in questa discussione delle informazioni sommarie senza poter contare su tutta una serie di cose esposte in precedenza, come si fa in un libro: per questo a te sembrano aprioristiche le cose che dico e il mio atteggiamento arrogante. D'altra parte se un editore ha accettato di investire dei soldi per pubblicare sta roba che ho scritto qualcosa di buono ci avrà visto....

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