gpittini Inviato 25 Luglio, 2015 #1 Inviato 25 Luglio, 2015 (modificato) DE GREGE EPICURI. Parto da un paio di monete, per toccare il tema dei "sesterzi di barra", di cui abbiamo parlato diverse volte, ma forse solo genericamente. Il primo sesterzio è di Filippo Figlio: pesa 18,4 g., ha dimensioni di 24-27 mm a seconda del lato, essendo un rettangolo un po' arrotondato. Al D.:M IVL PHILIPPUS CAES, al rovescio PRINCIPI IUVENT-SC, Filippo in abiti militari, verso sinistra, con globo scettro. E' il RIC 256a. Alle foto del D e del R aggiungo una foto di uno dei lati più lunghi, che non risultano "arrotondati", mentre quelli brevi lo sono. Modificato 25 Luglio, 2015 da gpittini Cita
gpittini Inviato 25 Luglio, 2015 Autore #2 Inviato 25 Luglio, 2015 Rovescio. Colloco appositamente la moneta in modo che i due "lati lunghi", cioè della barra, siano orizzontali. Cita
gpittini Inviato 25 Luglio, 2015 Autore #3 Inviato 25 Luglio, 2015 Ecco il bordo di un lato lungo (di barra). Cita
gpittini Inviato 25 Luglio, 2015 Autore #4 Inviato 25 Luglio, 2015 La seconda moneta è un sesterzio di Gallieno, che pesa19,0 g. e misura 22-25 mm. Al diritto,IMP CP LIC GALLIENUS AUG. Al rovescio, VIRTUS AUGG: il Valore con elmo e scettro nella sinistra, in abiti militari; poggia la destra su uno scudo. E' la RIC 248. Anche qui vi mostro due foto del lato lungo (non molto ben riuscite...) Cita
gpittini Inviato 25 Luglio, 2015 Autore #8 Inviato 25 Luglio, 2015 (modificato) Dunque, dal tempo degli Antonini si comincio' a produrre i tondelli dei sesterzi (ma non sempre!) in questo nuovo modo. Non più alberi di fusione, o altri metodi basati comunque sulla fusione, bensì produzione di barre di oricalco, di sezione rettangolare, larghe fra 22 e 25 mm. mediamente. Questa modalità era evidentemente più rapida e meno costosa, e nel 3° secolo si impose definitivamente; nell' ultimo periodo quasi tutti i sesterzi venivano prodotti così. Si incidevano poi sulla barra dei segmenti verticali, a distanza di circa 25 mm. l'uno dall'altro; probabilmente si approfondivano un po' con la lima, infine si spezzava la barra con lo scalpello in tanti segmenti, corrispondenti ai tondelli. Questi lati ottenuti a scalpello risultavano un po' più irregolari, e quasi sempre venivano poi arrotondati a colpi di martello. Il tondello veniva poi più o meno riscaldato e coniato. A. Finetti nel suo noto lavoro " Numismatica e tecnologia" (NIS,1987) fa presente che questo sistema, naturalmente adattato, venne usato per tutto il Medio Evo per la monetazione argentea; ovviamente la lamina d'argento, molto più sottile, veniva spianata martellandola, e poi ritagliata a cesoia. Non è chiarissimo invece se durante il 3° secolo il sistema "barra" sia stato usato solo per i sesterzi (come sembra) o anche, a volte, per numerari di bronzo più piccoli. Sicuramente, questa modalità è documentata in Gallia per certi radiati imitativi. Il tema per ora è illustrato genericamente, ci sarebbero molte cose da dire e,credo, varie domande senza risposta... Spero che abbiate esempi da postare! Modificato 26 Luglio, 2015 da gpittini 3 Cita
eliodoro Inviato 26 Luglio, 2015 #9 Inviato 26 Luglio, 2015 (modificato) @@gpittini Ciao Gianfranco Ecco un mio sesterzio di barra, chiaramente III° secolo RIC IV 126a, gr. 23,28 mm 31,60, Treboniano Gallo, di nascita umbra, se non erro, ultimo imperatore di origine italica. Patina nera da tenorite.. La tenorite è un minerale tipico delle zone di ossidazione dei depositi di rame, oltre che di zone vulcaniche come il Vesuvio... Bruttino, ma particolare per le caratteristiche prima accenate.... Saluti Eliodoro Modificato 26 Luglio, 2015 da eliodoro Cita
Ianva Inviato 26 Luglio, 2015 #10 Inviato 26 Luglio, 2015 Do anche io il mio piccolo contributo con questo mio sesterzio di Faustina. Non ha i "lati" in linea retta quanto i vostri, ma ha una certa regolarità. Scusate la qualità delle foto ma è difficile fotografare questa patina verde. Sesterzio, emissione 141 d.C., D/ DIVA FAUSTINA, Busto laureato rivolto a destra, R/ IVNO, Zecca di Roma, R.I.C. III 1144 Cita
Legio II Italica Inviato 26 Luglio, 2015 #11 Inviato 26 Luglio, 2015 Ciao @@eliodoro , molto bello per conservazione il tuo nero Sesterzio , anche per l' alto peso piuttosto raro per il periodo , la patina nera forse e' una delle piu' belle specialmente se poco opaca , da un senso di antico . Si , Treboniano Gallo forse era umbro , pare nativo di Perugia , i Vibii erano una ricchissima famiglia perugina , tanto che all' epoca si era usi dire "vorrei un decimo della ricchezza dei Vibii" , ma l' Imperatore Treboniano era un Vibio forse per adozione , in quanto la sua famiglia di origine era con molta probabilita' quella dei Trebonii o Trebanii , dei quali si ignora l'origine , forse laziale . Cita
aureliotiburzio Inviato 26 Luglio, 2015 #12 Inviato 26 Luglio, 2015 Davvero interessante. Non sapevo di questa tecnica. Complimenti per la conoscenza. Cita
mariov60 Inviato 26 Luglio, 2015 #13 Inviato 26 Luglio, 2015 (modificato) Premettendo che la monetazione romana è 800 - 1000 anni lontana dai miei interessi numismatici posso dire che questa discussione da' una risposta a un mio atavico quesito. Di seguito un esemplare che per me rimane ancora privo di attribuzione ma, a quel che vedo, con buona probabilità "di barra". Peso di 11,64 g, diametro (meglio dire lato) 23,56 mm x 22,81 mm, spessore 3,95 mm; il colore reale è verde scurissimo (quasi nero) ma il fondo "mogano" esalta le tinte verdi e rosse (cuprite) a occhio nudo praticamente impercettibili. A voi l'onere di eventuali commenti... un saluto Mario Modificato 26 Luglio, 2015 da mariov60 Cita
eliodoro Inviato 26 Luglio, 2015 #14 Inviato 26 Luglio, 2015 (modificato) Premettendo che la monetazione romana è 800 - 1000 anni lontana dai miei interessi numismatici posso dire che questa discussione da' una risposta a un mio atavico quesito. Di seguito un esemplare che per me rimane ancora privo di attribuzione ma, a quel che vedo, con buona probabilità "di barra". Peso di 11,64 g, diametro (meglio dire lato) 23,56 mm x 22,81 mm, spessore 3,95 mm; il colore reale è verde scurissimo (quasi nero) ma il fondo "mogano" esalta le tinte verdi e rosse (cuprite) a occhio nudo praticamente impercettibili. A voi l'onere di eventuali commenti... barra dr.JPG barra vr.JPG un saluto Mario Ciao @@mariov60 a me sembra Volusiano sesterzio RIC 244, al rovescio Volusiano in toga Saluti P.s: a conferma di quanto detto da Gianfranco... riguardo i denari angioni medievali, Carlo I° D'Angiò stabilì che 1 libbra ( 320,758999 gr) di denari doveva contenere 7 1/2 trappesi ( gr. 6,6824775) d'argento e che, dalla stessa, se ne tagliavano 420 pezzi.. per cui ciascun denaro pesava circa 0.76 g. con un contenuto di fino pari solo a 0.015 g.. a titolo di esempio ne posto uno Modificato 26 Luglio, 2015 da eliodoro 1 Cita
elettro-matic Inviato 26 Luglio, 2015 #15 Inviato 26 Luglio, 2015 (modificato) Salve a tutti Vorrei chiedere se i sesterzi "di barra" valgono meno (o più) dei sesterzi provenienti dagli alberi di fusione. Grazie a chi mi risponderà. Modificato 26 Luglio, 2015 da elettro-matic Cita
fabietto83 Inviato 26 Luglio, 2015 #16 Inviato 26 Luglio, 2015 Bellissima discussione,nemmeno io ero a conoscenza di questa tecnica di coniatura con le barre di oricalco,mi piacerebbe approfondire questo argomento Cita
eliodoro Inviato 26 Luglio, 2015 #17 Inviato 26 Luglio, 2015 (modificato) Salve a tutti Vorrei chiedere se i sesterzi "di barra" valgono meno (o più) dei sesterzi provenienti dagli alberi di fusione. Grazie a chi mi risponderà. Ciao...il fatto di essere di barra o meno non influisce sul valore di mercato. Eccetto per Gallieno..i sesterzi del III° d.c. hanno prezzi molto inferiori a quelli del I e II° sec. d.c. Saluti Modificato 26 Luglio, 2015 da eliodoro Cita
Illyricum65 Inviato 26 Luglio, 2015 #18 Inviato 26 Luglio, 2015 Ciao, vi segnalo per integrazione questa discussione sul tema datata 2006 http://www.lamoneta.it/topic/16706-sesterzi-di-barra/ Si tratta di una tecnica molto utilizzata dagli Antonini in poi (come detto da Gianfranco), questi tre sesterzi ne sono un risultato (con vari gradi di evidenza). http://www.lamoneta.it/topic/107781-identificazione-sesterzi-imperiali/ Ciao Illyricum ;) Cita
Druso Galerio Inviato 26 Luglio, 2015 #19 Inviato 26 Luglio, 2015 Ciao...il fatto di essere di barra o meno non influisce sul valore di mercato, eccetto per Gallieno..i sesterzi del III° d.c. hanno prezzi molto inferiori a quelli del I e II° sec. d.c. Saluti Ciao Eliodoro, scusa l'ignoranza, ma perchè nel caso di Gallieno la differenza produce un valore diverso? Cita
eliodoro Inviato 26 Luglio, 2015 #20 Inviato 26 Luglio, 2015 (modificato) Ciao Eliodoro, scusa l'ignoranza, ma perchè nel caso di Gallieno la differenza produce un valore diverso? Non ti so dire...se vedi nelle aste...i sesterzi di Gallieno hanno prezzi più alti di Traiano Decio o Treboniano Gallo, o Volusiano o Valeriano I°...penso che dipenda esclusivamente dalla richiesta dei collezionisti... Modificato 26 Luglio, 2015 da eliodoro Cita
Druso Galerio Inviato 26 Luglio, 2015 #21 Inviato 26 Luglio, 2015 Capisco. Avevo ipotizzato qualche palese differenza nei metodi di produzione, che rendesse più preziosi eventuali esemplari....grazie del chiarimento! :-) Cita
Illyricum65 Inviato 26 Luglio, 2015 #22 Inviato 26 Luglio, 2015 (modificato) Ciao, Non ti so dire...se vedi nelle aste...i sesterzi di Gallieno hanno prezzi più alti di Traiano Decio o Treboniano Gallo, o Volusiano o Valeriano I°...penso che dipenda esclusivamente dalla richiesta dei collezionisti... Gallieno va arriva anche suoi 3000 € http://www.coinarchives.com/a/results.php?search=gallienus+sestertius&s=0&results=100 Traiano Decio con i suoi "doppi sesterzi" raggiunge comunque questi valori http://www.coinarchives.com/a/results.php?search=decius+sestertius&s=0&results=100 Treboniano invece resta su valori ben più bassi http://www.coinarchives.com/a/results.php?search=gallus+sestertius&s=0&results=100 Forse la considerazione vale comunque per i sesterzi più "comuni". Gallieno è più noto e i suoi sesterzi (tranne il tentativo di Postumo) sono gli ultimi ad essere prodotti. Forse questi due dati alzano la richiesta e quindi un po' la quotazione. Ciao Illyricum ;) Modificato 26 Luglio, 2015 da Illyricum65 Cita
eliodoro Inviato 26 Luglio, 2015 #23 Inviato 26 Luglio, 2015 Ciao, Gallieno va arriva anche suoi 3000 € http://www.coinarchives.com/a/results.php?search=gallienus+sestertius&s=0&results=100 Traiano Decio con i suoi "doppi sesterzi" raggiunge comunque questi valori http://www.coinarchives.com/a/results.php?search=decius+sestertius&s=0&results=100 Treboniano invece resta su valori ben più bassi http://www.coinarchives.com/a/results.php?search=gallus+sestertius&s=0&results=100 Forse la considerazione vale comunque per i sesterzi più "comuni". Gallieno è più noto e i suoi sesterzi (tranne il tentativo di Postumo) sono gli ultimi ad essere prodotti. Forse questi due dati alzano la richiesta e quindi un po' la quotazione. Ciao Illyricum ;) Hai ragione per il doppio sesterzio di Traiano Decio, ad averlo :D :D Diciamo anche che i rovesci dei sesterzi del III° secolo d.c. non raggiungono la bellezza di quelli del I° e II° secolo Cita
Legio II Italica Inviato 26 Luglio, 2015 #24 Inviato 26 Luglio, 2015 A quanto pare gli ultimi sesterzi ? o doppi sesterzi ? (mancano le SC) per peso (17,70 grammi) , perché come tipologia sembrano piu' dei grossi Antoniniani , emessi a Roma risalgono ad Aureliano :Sale: CNG 67, Lot: 1747.Closing Date: Wednesday, 22 September 2004.Estimate $750 Sold For $900AURELIAN, with SEVERINA. 270-275 AD.Æ Double Sestertius (17.70 gm). Rome mint. Struck 274 AD.IMP AVRELIANVS AVG, Radiate and cuirassed bust ofAurelian rightSEVERINA AVG, Diademed and draped bust of Severinaright, set on crescent.RIC V 1; MIR 47, 143e; Cohen 1. VF,mottled green and brown patina, minor smoothing on reverse. Rare. ($750)From the Michael Weller Collection.With permission of cngcoins.comJuly 2009 Cita
gpittini Inviato 26 Luglio, 2015 Autore #25 Inviato 26 Luglio, 2015 (modificato) DE GREGE EPICURI Quelli di Aureliano e Severina sono definiti sesterzi, se pesano come i precedenti, o assi (se molto più leggeri),ma non credo esistano "di barra". Come pure, credo di non aver mai visto (neppure nel libro di Bastien) dei bronzi "di barra" di Postumo. I sesterzi di Gallieno invece sono "di barra" al 90 o 95%, ma alcuni a mio avviso non lo sono. Secondo me, a volte la barra era prodotta con scarsa accuratezza, ad esempio troppo spessa, ben oltre i 3,5 mm, fino a 4-5 mm. o più. Allora, per non produrre tondelli (o meglio...quadrelli!) troppo pesanti, il che sarebbe stato anti-economico, si tagliavano dei segmenti particolarmente corti. Ma così finiva che buona parte delle iscrizioni non entrava nella moneta,come si è visto dagli esemplari che abbiamo postato. Anche per questo i sesterzi di barra sono esteticamente meno gradevoli di quelli circolari. Modificato 26 Luglio, 2015 da gpittini Cita
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