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cabanes

esagono nella rosetta

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ho frugato per un po' di tempo nel forum, usando la parola di ricerca "esagono", ma non sono riuscito a trovare risposta alla mia curiosità. Spero quindi di non apparire banale nel rivolgere a cotesto inclito forum la domanda che mi assilla: ma l'esagono entro le rosette poste sul bordo degli scudi della Real Casa a che accidenti serviva?
Visto che come decorazione è pressochè invisibile (facendo un paio di conti risulta avere un apotema di ca. 0,27 mm) mi vien da pensare che potrebbe essere stato una specie di contrassegno anti contraffazione (un po' come la filigrana delle banconote?) ma il bancario, per non dire il semplice bottegaio, non credo fosse attrezzato di lente di ingrandimento pronta a questa evenienza; eppoi, quando la moneta era sporca? La rosetta è il ricettacolo ideale per ogni porcheria.
E giacchè ci sono, un'altra curiosità: l'esagono era presente anche sulle monete da 2 e 1 lira? Ho un paio di tali monete ma, pur tirando lo scanner al massimo ingrandimento, non sono riuscito a vedere niente, nè esagoni, nè cerchi, nè quant'altro.
Grazie per ogni info riusciate a darmi

PS:l'immagine allegata è la rosetta di uno scudo VEII.
 

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@@cabanes, l'esagono all'interno della rosetta serviva (e serve tuttora)come segno di genuinità della moneta, (come i FERT).

Moltissimi falsi ne sono privi poichè i falsari non lo riproducono.

Nelle monete da1 e 2 lire, non c'è.

Nell'immagine che allego ci sono un pò di FERT fasulli e rosette approssimative.

Saluti

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@Saturno: "l'esagono all'interno della rosetta serviva (e serve tuttora)come segno di genuinità della moneta"

ciò che scrive è ragionevole, immagino che non sia facile per un falsario produrre un esagono così piccolo e così preciso. Ma è ragionevole solo per noi contemporanei, che spacchiamo il capello in quattro per stabilire se una moneta storica è buona o meno. Ma quante volte controlliamo che la filigrana o l'olografia del biglietto da 50 Euro che stiamo usando sia quella giusta? Lo togliamo dalla tasca, o ce lo infiliamo dentro dandogli solo un'occhiata "de sbianso" (di sfuggita: lessico veneziano).
Scusi se sono pedante, ma continuo a ritenere che l'esagono, nel 1860, non potesse avere quella funzione, era troppo scomodo da usare per un controllo al volo, durante una compravendita. (alla fin fine 5 lire dell'epoca avevano il potere d'acquisto di circa 25 Euro attuali, quindi credo che girassero nelle tasche abbastanza velocemente).

Grazie per l'info sulle 2 e 1 lira: almeno ora smetto di rovinarmi gli occhi alla ricerca di un inesistente esagono!

Spero di sentire altre opinioni, il bello della numismatica è anche cercare di calarsi nei panni di chi quelle monete le usava dal vivo
 

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Diciamo che le monete da 5 lire non erano usate per gli acquisti quotidiani del popolo; è fuorviante paragonare gli euro odierni con il loro potere di acquisto di oggi con queste monete d'argento , le quali circolavano assai poco nelle tasche della gente comune, poiché valevano molto di più del corrispettivo in euro di oggi. Più frequenti nelle classi agiate, per esempio notabili o professionisti, che potevano permettersi certi lussi, ma si tratta di elite, non certo il popolo contadino che era la maggioranza e che usava prelaventemente monete di rame, al massimo qualche pezzo da 1 o 2 lire. Questo lo vediamo ancora oggi, che troviamo esemplari da 5 o 10 centesimi praticamente massacrati , oppure monete da 1 lira di VE2 completamente .lisce.

Inoltre aggiungo che per una prova "al volo" si vedeva il  peso della moneta, che , come ben sai, deve essere 25 grammi.

E' noto che monete sottopeso (aldisotto della tolleranza ammessa) venivano ritirate dalla circolazione.

Infine, ti dico, che già mia nonna (classe 1905, che ora non c'è più) non aveva mai maneggiato nemmeno i famosi "aquilini" d'argento, emessi tra il 1927 e 1930; non li aveva mai visti.

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