chievolan Inviato 2 Marzo, 2016 #26 Inviato 2 Marzo, 2016 In queste icone si vede come il mantello copra spesso la spalla sinistra del Cristo, ma non ha nodi. Nella seconda e terza icona si vede come le ciocche ricadano più lunghe a sin. o a destra del volto. Nella quarta (icona di S. Teodoro) si vede un nodo. Cita
chievolan Inviato 2 Marzo, 2016 #27 Inviato 2 Marzo, 2016 Curioso il fatto che se, come pare, qualche incisore veneziano non sapeva a cosa si riferisse quel segno, e lo posizionava, se lo faceva, quasi a caso, ... ciò avveniva anche nell'incisione di monete bizantine. Se avete ancora sulla scrivania l'ultimo numero di Monete antiche, guardate ad esempio il follis di Michele VII a pag 34, qui il punto sembrerebbe proprio il nodo del mantello. In altre monete il segno lo si vede sul collo e si comprende che in realtà è una ciocca di capelli. Cita
Eolo Inviato 3 Marzo, 2016 #28 Inviato 3 Marzo, 2016 Curioso il fatto che se, come pare, qualche incisore veneziano non sapeva a cosa si riferisse quel segno, e lo posizionava, se lo faceva, quasi a caso, ... ciò avveniva anche nell'incisione di monete bizantine. Se avete ancora sulla scrivania l'ultimo numero di Monete antiche, guardate ad esempio il follis di Michele VII a pag 34, qui il punto sembrerebbe proprio il nodo del mantello. In altre monete il segno lo si vede sul collo e si comprende che in realtà è una ciocca di capelli. Salve, E' possibile che il talento artistico ed artigiano nella creazione dei conii non si traducesse necessariamente nella presenza di una conoscenza di base con spirito critico. Magari non si trattava di artisti (come ad esempio gli incisori dell'Antica Grecia) ma di semplici operai che avevano il compito di replicare meccanicamente un lavoro fatto da altri. L'ipotesi potrebbe estendersi anche ai loro superiori, interessati più alla qualità tecnico fisiologica delle monete che non quella artistica. Stiamo parlando pur sempre del buio medioevo. Sarebbe interessante conoscere il salario di queste persone per capire come si posizionavano nel contesto sociale del tempo. Saluti A. Cita
fabry61 Inviato 3 Marzo, 2016 #29 Inviato 3 Marzo, 2016 (modificato) Gli incisori dei conii erano preferibilmente orafi. Abbiamo delle interessanti storie su alcuni di questi. Vedi la discussione sul viso realistico del Venerio. http://www.lamoneta.it/topic/136819-grosso-di-antonio-venier/?hl=%2Bvenier+%2Bgrosso In questa discussione si parla dei Da Sesto. Altra famiglia erano gli Albizio Indubbiamente i primi incisori avevano dei riferimenti come ad esempio gli Histamenon di Romano III. Che fossero o meno del motivo di alcuni particolari non ci è dato da sapere. Gli Albizio avevano un salario annuale di lire 100. Il figlio già addestrato era assunto con salario di lire 40. Lo stipendio di Leonardo Albizio fu portato a 100 lire e nel 1327 a 130 lire. Lo stesso diventando capo intagliatore ebbe lo stipendio aumentato a 160 lire probabilmente in seguito alla morte del padre. Altri intagliatori erano i Quintavalle che nel 1332 ebbe l'aumento da 130 a 160 lire. Ti ricordo che esistevano 2 intagliatori ai coni dell'oro on modo che se fosse a mancare 1, avevano il sostituto. Queste notizie le trovi in "La zecca di Venezia" dello Stahl. Modificato 3 Marzo, 2016 da fabry61 3 Cita Awards
417sonia Inviato 3 Marzo, 2016 Supporter Autore #30 Inviato 3 Marzo, 2016 (modificato) Buona serata Vero quello che dice Fabrizio; in zecca lavorarono dei veri artisti (e non solo incisori di monete o medaglie); è vero anche che in taluni periodi ci fu penuria di incisori "provetti" ed anche con esperienza. Epidemie, guerre, decessi, potevano causare grossi problemi nella gestione delle persone in zecca e spesso assurgevano al ruolo di incisori persone tutt'altro che preparate ed anche prive di esperienza. Può essere che in questi frangenti una certa "scuola" venisse a mancare; non solo, ci vedrei come concausa anche la tipica rotazione degli incarichi, propria della Serenissima. Massari che si alternavano nel ruolo, certo non facilitavano la trasmissione delle conoscenze. E' peraltro singolare che, anche nel "Capitolar dalle Broche" (Il capitolare che veniva redatto dai massari e che raccoglieva tutte le disposizioni che si dovevano osservare in zecca, comprese quelle che derivavano dalle magistrature che ne avevano la supervisione), si fanno pochissimi accenni (e molto fugaci) di come doveva essere l'iconografia delle monete ed in genere si rimanda a quanto deciso dalle magistrature. Le indicazioni sulle monete sono per lo più specifiche per le sue caratteristiche circa la lega, il peso e le dimensioni. saluti luciano Modificato 3 Marzo, 2016 da 417sonia 2 Cita
Eolo Inviato 3 Marzo, 2016 #31 Inviato 3 Marzo, 2016 Buona serata Vero quello che dice Fabrizio; in zecca lavorarono dei veri artisti (e non solo incisori di monete o medaglie); è vero anche che in taluni periodi ci fu penuria di incisori "provetti" ed anche con esperienza. Epidemie, guerre, decessi, potevano causare grossi problemi nella gestione delle persone in zecca e spesso assurgevano al ruolo di incisori persone tutt'altro che preparate ed anche prive di esperienza. Può essere che in questi frangenti una certa "scuola" venisse a mancare; non solo, ci vedrei come concausa anche la tipica rotazione degli incarichi, propria della Serenissima. Massari che si alternavano nel ruolo, certo non facilitavano la trasmissione delle conoscenze. E' peraltro singolare che, anche nel "Capitolar dalle Broche" (Il capitolare che veniva redatto dai massari e che raccoglieva tutte le disposizioni che si dovevano osservare in zecca, comprese quelle che derivavano dalle magistrature che ne avevano la supervisione), si fanno pochissimi accenni (e molto fugaci) di come doveva essere l'iconografia delle monete ed in genere si rimanda a quanto deciso dalle magistrature. Le indicazioni sulle monete sono per lo più specifiche per le sue caratteristiche circa la lega, il peso e le dimensioni. saluti luciano Salve, La mia teoria, prontamente e superbamente smentita da @@fabry61 potrebbe rimanere maldestramente in piedi nella parte in cui si dava chiaramente piú importanza alla sostanza piuttosto che all'apparenza.p (considerando anche la quantitá di esemplari coniati) Sicuramente i grossi del primo tipo rimangono esemplari pieni di fascino, monete a cavallo tra periodi storici. A. Cita
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