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La prima Americana


petronius arbiter

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Come probabilmente saprete, Benjamin Franklin, scienziato, inventore, uomo politico, co-estensore della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti, è conosciuto anche con il titolo di "Primo Americano" (The First American), per la sua infaticabile campagna per l'unità delle tredici colonie originarie.

Il suo paese lo considera tra i suoi Padri Fondatori, e lo ha giustamente e più volte omaggiato, anche con la numismatica. Tutti conoscete il mezzo dollaro col suo profilo, coniato dal 1948 al 1963, e molti di voi lo avranno sicuramente in collezione, così come tutti sapete che è il ritratto di Franklin quello che campeggia sulla banconota più prestigiosa attualmente prodotta dalla Federal Reserve, il biglietto da 100 dollari

franklin dollars.jpg

Ma vi siete mai chiesti se, oltre a un "Primo Americano", è esistita anche una "Prima Americana"? Ebbene sì, e anche lei ha avuto la sua moneta...altrimenti non sarei qui a parlarne :rolleyes:

petronius oo)

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Tutto inizia nel 1584, quando una spedizione inglese guidata da Sir Walter Raleigh, all'epoca favorito (leggi: amante) della regina Elisabetta I, sbarca su un'isola al largo delle coste di quella che oggi è la Carolina del Nord.

Raleigh, era l'organizzatore e il principale finanziatore della spedizione, ispirata dal Dottor John Dee, "mago di corte" di Elisabetta, ma, anche, uno dei più grandi cartografi dell'epoca: sembra sia stato lui a coniare l'espressione "Impero Britannico". Dee sosteneva che, secondo certi antichi testi, il Nuovo Mondo non era stato scoperto da Colombo, bensì, secoli prima, nientemeno che dal leggendario Re Artù.  

Nulla di particolarmente nuovo, storie e leggende sugli scopritori dell'America prima di Colombo circolavano già allora, e circolano ancora oggi, e anche noi ne abbiamo parlato, questo però, secondo Dee, legittimava la colonizzazione del Nordamerica da parte dell'Inghilterra, nonostante la spartizione del continente tra Spagna e Portogallo sancita dal Trattato di Tordesillas.

Raleigh e i suoi, approdano dunque su quest'isola, che i suoi abitanti, una tribù di indiani algonchini con cui gli inglesi instaurano rapporti cordiali, chiamano Roanoke. L'esito favorevole dell'impresa convince Elisabetta a fondare una colonia sull'isola, e l'anno successivo viene inviata una nuova spedizione, che costruisce un forte intitolato a Raleigh, il quale, il 6 gennaio 1586, viene fatto cavaliere e nominato "Lord" della terra che lui aveva battezzato Virginia, in onore della "Regina Vergine" :rolleyes:

La vita di questa prima colonia è però breve. Francis Drake, che la visita, trova che i coloni sono stati decimati dalla fame e dagli scontri coi nativi, nati dopo che, a seguito di un furto, il governatore della colonia aveva fatto uccidere il capo degli indiani. Drake lascia 15 uomini a protezione dell'insediamento, mentre Raleigh pianifica un'altra spedizione. John White, responsabile della nuova spedizione, parte con 117 persone tra le quali sua figlia Eleanor, incinta, e suo genero Annanias Dare, e il gruppo approda a Roanoke il 22 luglio 1587: dei 15 uomini lasciati da Drake erano rimaste solo le ossa.

Il 18 agosto 1587, Eleanor (o secondo alcune grafie, Ellinor) White dà alla luce una bambina alla quale è imposto il nome di Virginia...Virginia Dare, la prima persona di razza bianca (e perdipiù, anglosassone e protestante, una vera WASP :D) a nascere sul continente Nordamericano...la Prima Americana :)

Virginia Dare Baptism.jpg

                                       Il battesimo di Virginia Dare

petronius oo)

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La vita dei coloni però, non è facile, i rapporti con gli indiani peggiorano sempre più, e quando, tre anni dopo, una nave proveniente dalla madrepatria visita la colonia, trova un'amara sorpresa. L'insediamento è stato abbandonato, sono spariti tutti, uomini, donne e bambini, e le ricerche effettuate non portano ad alcun risultato. L'Inghilterra in quel momento è impegnata nella guerra con la Spagna, e si disinteressa ben presto della colonia di Roanoke, che da allora e per sempre, sarà conosciuta come "The Lost Colony", la Colonia Perduta.

Tra gli scomparsi, naturalmente, anche Virginia Dare, che ha solo tre anni :(

Della colonia perduta, e delle ipotesi che si sono fatte e si continuano a fare su di essa, parlerò più avanti, ora, con un balzo nell'iperspazio degno del Millennium Falcon :D piombo nel 1937, a Philadelphia, sede della principale zecca degli Stati Uniti. Che in quell'anno, 350° Anniversario dell'insediamento di Roanoke, conia un mezzo dollaro d'argento commemorativo dell'evento.

La bella moneta, disegnata da William Marks Simpson, di Baltimora, mostra al dritto il profilo di Sir Walter Raleigh volto a sinistra, mentre al rovescio Ellinor Dare, mostrata a figura intera, di fronte, con due navi sullo sfondo, tiene in braccio la piccola Virginia. La legenda recita:

"The Colonization of Roanoke Island - North Carolina - The Birth of Virginia Dare 1587-1937"

Roanoke half dollar1937GO-PCGSMS67.jpg

petronius :)

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Il 5/4/2016 alle 19:26, petronius arbiter dice:

Della colonia perduta, e delle ipotesi che si sono fatte e si continuano a fare su di essa, parlerò più avanti

L'unico indizio trovato dagli inglesi dopo la scomparsa dei coloni è la parola "CROATOAN" incisa su una palizzata, e le lettere "CRO" su un albero vicino. Questo fece pensare che i coloni si fossero spostati a sud di Roanoke, in una località chiamata Croatoan, dove risiedeva il capo Manteo: si tratterebbe dell'odierna Hatteras Island. Ma prima che si potessero fare ricerche più approfondite, un violento uragano danneggiò le navi, e alla fine gli inglesi decisero di fare rotta verso la madrepatria.

Quella dell'integrazione pacifica con una tribù di indiani è la tesi oggi più accreditata dagli storici, che troverebbe riscontro in innumerevoli segnalazioni, iniziate già nel 1607, dell'esistenza nella zona di una tribù di indiani dalla pelle chiara. Una spiegazione semplice e razionale, che non ha però impedito che sulla "colonia perduta" e, soprattutto, su Virginia Dare, nascessero numerose leggende.

Si incomincia nel 1840, con tale Cornelia Tuthill che in un articolo sul Southern Literary Messenger, fa di Virginia, ovviamente sopravvissuta in una tribù di nativi amichevoli, una sorta di dea Diana americana (o di Katniss Everdeen ante litteram :D), che vestita in pelle di daino scorrazza tra foreste misteriose, lanciando le sue frecce mortali.

katniss.jpg

Dopo la Guerra di Secessione, la "colonia perduta" viene legata simbolicamente da alcuni scrittori sudisti, alla "causa persa".

E' il caso di Calvin H. Wiley, ex-sovrintendente di una scuola nel North Carolina (stato secessionista), che in un racconto del 1866 dal titolo "Roanoke, or, Where is Utopia?", fa vivere i discendenti dei primi coloni dell'isola in una terra dove " il demone selvaggio e inquieto del progresso non ha ancora esalato...il suo fiato rovente sul fogliame verde della natura, e dove sono praticate la reverenza filiale, la tenerezza dei genitori, la fedeltà coniugale, la gentilezza del vicinato, e l'integrità patriottica."

Nel 1875, un anonimo M.M., pubblica, su Our Living and Our Dead, una rivista del North Carolina dedicata alla nostalgia Confederata, una storia in cui Virginia Dare, trasformata dalla magia indiana in un daino bianco, percorre per oltre un secolo le terre del Sud, testimoniando "l'estinzione degli indiani, e la sottrazione del loro patrimonio perduto, da parte della superiore (detto con disprezzo) razza anglosassone e dei loro servi africani."

Secondo M.M., Virginia Dare avrebbe anche profetizzato la Guerra Civile come un disastro nazionale...e non finisce qui ;)

petronius oo)

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All'inizio del XX secolo, le cose cambiano: Virginia Dare non è più l'eroina di una parte, ma diventa uno dei simboli dell'intera nazione, senza distinzioni politiche, quasi una "Founding Mother".

Una rivistazione in versi, "The White Doe" (Il Daino Bianco), spiega che la storia della giovane Virginia lascia presagire "la luce scintillante del Progresso", che segna la strada per la civiltà, la libertà, la fratellanza, e la prosperità. 

Poi, con la fine della frontiera e delle guerre di espansione interna, diventa una moda nata per adottare i resti della cultura dei nativi americani. Ernest Thompson Seton, che ha co-fondato i Boy Scouts in America, ha scritto una serie di libri che invitano i ragazzi americani ad andare alla ricerca della storia e delle tradizioni dei nativi.

Nel lungo poema di Henry Randolph Latimer “Virginia Dare, or the Lost Colony of America”, l'immaginario protettore indiano dei coloni, il capo Croatoan, è il primo capo scout del continente, che "ha insegnato ai ragazzi anglo-sassoni" il nuoto, la pesca, a seguire le tracce degli animali, preparare trappole per catturarli, e tirare con l'arco.

Ma l'opera sicuramente più nota, è il dramma sinfonico "The Lost Colony" di Paul Green, che dal 1937 viene ininterrottamente messo in scena ogni estate sull'isola di Roanoke, attirando folle di turisti da tutti gli Stati Uniti: quest'anno si incomincia il 26 maggio, potete già acquistare il biglietto :D (nella foto, il cast dell'edizione 2008).

The Lost Colony2008.jpg

Bisogna proprio riconoscere che nel 1937, il 350° Anniversario della "colonia perduta" fu degnamente celebrato: un'opera teatrale, una moneta e, non poteva mancare, un francobollo...da 5 cents, intitolato a Virginia Dare, ovviamente ;)

Roanoke5cents1937.jpg

petronius oo)

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Ah petronius... :D . Stavo solo pensando di distacco questo stesso francobollo Virginia Dare, insieme a un bufalo ‘37 nichel che l'avrei comprata.

 

Faccio notare che per inviare una cartolina all'interno degli Stati Uniti nel 1937 (sesquicentennial anno della Costituzione), il francobollo che ci serviva era un verde di 1-cent—abitata in quei giorni che Ben Franklin. (Washington avrebbe rilevato il verde di 1-cent in ’38, e Franklin—fedele alla sua immagine come fondamento americano—vorrei assumere il suo posto sul valore della nuova serie presidenza ½ cent.)

 

É una tradizione dispari ma vecchia nell'iconografia di francobolli e monete americane—il più basso è il valore, più è alto l'onore.

 

;) v.

 

---------------------------------------------------------------

 

Ah petronius…. :D . I was just thinking of posting this same Virginia Dare postage stamp, along with a ’37 Buffalo nickel that would have bought it.

 

I note that to send a postcard within the U.S. in 1937 (sesquicentennial year of the Constitution), the postage stamp that was needed was a one-cent green—inhabited in those days by none other than Ben Franklin. (Washington would take over the 1-cent green in ’38, and Franklin—true to his image as American bedrock—would assume his place on the ½-cent value of the new Presidential series.)

 

It’s an odd but old tradition in the iconography of American coins and postage stamps—the lower the value, the higher the honor.

 

;) v. 

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Il 9/4/2016 at 05:55, villa66 dice:

It’s an odd but old tradition in the iconography of American...postage stamps—the lower the value, the higher the honor.

In Italy there is no rule, anyway, our postage stamps of the last 15-20 years are of atrocious ugliness, so maybe it's better not to be, than to be on them :rolleyes:

petronius :)

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Non conoscevo la storia del mezzo dollaro commemorativo associato a questa discussione, avevo soltanto vaghi ricordi della colonia perduta...grazie per l'affascinante narrazione..;)

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Virginia Dare, la "prima Americana", appartiene ormai a pieno titolo alla tradizione e al folklore del suo paese, accanto ai Padri Pellegrini del Mayflower, al tacchino del Giorno del Ringraziamento, e alla Apple Pie, la mitica torta di mele :D

apple pie.jpg

Nemmeno la pubblicità si è fatta sfuggire un simile personaggio, e dai primi del Novecento il nome e il volto (ovviamente di fantasia) di Virginia Dare, iniziano a comparire su diversi prodotti, in particolare bottiglie di vino del North Carolina, terra d'origine della ragazza, che era all'epoca uno dei principali stati produttori degli Stati Uniti. Con l'arrivo del proibizionismo non ci si scompone più di tanto, il nome passa dal vino a una linea di bevande analcoliche, e nel 1929, quando il proibizionismo ha termine, il Virginia Dare Wine è il primo vino americano a ritornare sul mercato.

A produrlo, la Garrett & Co., che arrivò a essere, anche grazie a questo vino, una delle principali aziende vinicole statunitensi, prima di chiudere i battenti negli anni '50 (dopo il proibizionismo non era più riuscita a tornare ai fasti di un tempo). Se questa azienda è ricordata ancora oggi, e non solo dagli amanti del vino e delle tradizioni, lo si deve a un'etichetta, comparsa sulle bottiglie prodotte negli ultimi anni '40

Virginia Dare Wine.jpg

La ragazza che avrebbe fatto da modella per Virginia Dare, era destinata a diventare famosa almeno quanto lei :rolleyes: Si tratterebbe infatti, secondo alcuni rumors, di una giovanissima, e ancora sconosciuta, Marilyn Monroe :wub:

Prosit... brindisi.gif

petronius oo)

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Ecco il mio

 

Ma che meraviglia questo mezzo dollaro, complimenti! In altissima conservazione e con un lustro di conio veramente notevole...posso chiederti la sua provenienza?

Modificato da vathek1984
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Moneta meravigliosa!! Sto valutando di fare una collezione tipologica americana, per ora sono orientato solo sulla monetazione britannica

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Ma che meraviglia questo mezzo dollaro, complimenti! In altissima conservazione e con un lustro di conio veramente notevole...posso chiederti la sua provenienza?

Grazie è una delle mie preferite

Questa moneta l' ho acquistata direttamente dagli States.

E' in slab PCGS  MS65

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