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caiuspliniussecundus

Considerazioni sul mercato e proposte commerciali

41 risposte in questa discussione

Apro questa discussione solo per avvertire gli interessati che nel mese di novembre verranno messi all'asta una grande quantità di monete d'argento della repubblica romana, per la gioia dei collezionisti. Inasta propone circa 350 denari repubblicani, di cui parecchi rari (anche se non segnalati come tali nel catalogo) in conservazione accettabile e prezzo di partenza molto buono. Nomisma (asta postale del 15 nov) una novantina, Negrini propone 336 monete, di qualità eccellente ed alcune veramente molto rare, purtroppo manca nel periodo imperatoriale. Varesi in compenso propone anch'egli molti denari repubblicani, tra cui alcuni dei classici di fine repubblica (Cesare, Antonio, Cleopatra, Pompeo ecc ecc).

Chiaramente sono molto contento di una sì vasta scelta (ci vorrebbero 4 o 5 stipendi :( ) ma sorgono alcune domande:

- non è che c'è un po' troppo materiale in giro??? <_<

- come si giustificano prezzi comunque alti, quando in un mese vanno all'incanto pezzi a migliaia?? <_<

- quanto sono rare veramente le monete d'argento della repubblica romana? Del denario di Calpurnio Pisone Frugi ne sono messi all'asta: 22 esemplari da Negrini, 5 da Inasta e uno ciascuno da Varesi e Nomisma. Non credo che il mercato riesca ad assorbirli tutti d'un botto, Dove andranno a finire secondo voi?? <_<

- da un colloquio privato avuto con un commerciante questa settimana, emergerebbe che il mercato delle monete romane è in forte crescita :huh: . Pare ci siano persone molto facoltose che razzolano tutto, dagli aurei ai denari comuni del II secolo. Mi è sembrato un po' strano. <_< Potrebbero essere voci messe in giro artatamente per scaldare il clima e spingere la gente ad acquisti forsennati.

Caius

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Caius,

non è che potrebbe essersi riversata sul mercato una intera collezione ?

pensa che la collezione del mio bisnonno, certo una delle più vaste che sia mai esistita, si componeva di non meno di 600 denari romani repubblicani e quando è stata venduta (una trentina di anni or sono), tre dei cinque eredi l'hanno fatto insieme.

Fin'ora dei pezzi "rari", accuratamente descritti nel suo libro, in giro non ne ho visti!!! :)

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Pare ci siano persone molto facoltose che razzolano tutto, dagli aurei ai denari comuni del II secolo. Mi è sembrato un po' strano.  <_<  Potrebbero essere voci messe in giro artatamente per scaldare il clima e spingere la gente ad acquisti forsennati.

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Storiella vecchia quanto il mondo! Il commerciante cerca di vendere al meglio le proprie monete, è normale. Certo che tutto questo materiale che gira da qualche anno fa pensare che queste fantomatiche persone facoltose non esistano o perlomeno non siano così numerose, ho forse esistono ancora qualche zecca “romana” che conia ancora!!!

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Io personalmente sto notando un aumento vertiginoso dei prezzi a cui non credo corrisponda una reale domanda. Mi viene da pensare che, avendo per molto tempo la numismatica repubblicana fatto la parte della "Cenerentola",qualcuno abbia deciso che era ora di cambiare registro...; Del resto si trovano spesso prezzi quantomeno anomali,possibile che un esercito di collezionisti o speculatori si sia formato così di colpo? era mia intenzione partecipare all'asta di Inasta ma se ne avrò tempo credo che andrò anche a quella di Varesi, se non altro per rendermi conto di chi è che effettivamente acquista.Se saranno le solite facce ne trarrò la convinzione che il mio sospetto di cui sopra era corretto...

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Certo che tutti questi denari in vendita fanno pensare di tutto, poi ultimamente con le tecniche per fare i falsi d'argento che sembrano quasi uguali è un problemone. :(

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Io onestamente, non voglio giudicare le ditte sopra segnate serie ed oneste, però penso che sia il numero di falsi ben fatti che aumenti sempre più di giorno in giorno. quindi lungi da critiche le case d'asta indicate da te Caius, rispondo con una domanda: ma secondo te/voi ci sono falsi nelle vendite di monete all'asta?Io so che spesso accade.Se ci sono in che quantità percentuale potrebbero essere?

Io ricordo ancora che c'è un falsario bulgaro che riproduce monete identiche alle originali, ma spiccicate ed usa addirittura le tecniche di coniazione dell'epoca che falsifica. Immagino quante di queste vengano riversate nel mercato internazionale. A me hanno detto addirittura che ono spesso le case d'asta a commissionare monete da costui.

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Inviato (modificato)

ma secondo te/voi ci sono falsi nelle vendite di monete all'asta?

Può succedere; vedi, ad esempio, il lotto n.85 asta Gorny&Mosch n.151 del 9 Ottobre 2006..........ritirato perchè falso..........Tanti altri esempi possono essere addotti (in altre aste intendo)

A me hanno detto addirittura che ono spesso le case d'asta a commissionare monete da costui.

Se fosse vero, sarebbe davvero inquietante........... :blink:  :blink:  :blink:

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Modificato da 15x60

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Io non credo che il problema sia quello dei falsi, i falsi sono sempre esistiti e da essi ci si difende con lo studio e condividendo le proprie esperienze, come su questo forum. Inoltre ritengo che le case d'asta succitate siano oneste, nel senso che un falso può sfuggire, ma inconsapevolmente.

Secondo me invece il problema nostro è quello della speculazione. Cioè di chi vuole a tutti costi far salire i prezzi del mercato per aumentare i guadagni delle monete che ha in stock di vendita. Visto l'effetto sui sesterzi e sugli aurei, perché non attaccare la placida monetazione repubblicana?? Un po' snobbata dagli investitori, ma pur sempre nobile. Allora fa gioco mettere in giro voci su fantomatici investitori russi (adesso tocca ai ricchi russi che devono riciclare i soldi della mafia) che comprano tutto senza guardare che cosa mettono via.

A fronte di questo pericolo devo però osservare che l'offerta è davvero considerevole, di monete in giro ce ne sono una montagna. Che comprano repubblicane in questo forum siamo una decina, più ovviamente anche gli altri che fanno la collezione imperiale ma che non disdegnano una "sveltina" ogni tanto con qualche denarietto repubblicano. Mi chiedo come fanno a salire i prezzi con un numero così esiguo di compratori. Certo che non ci siamo solo noi dieci, ma il rapporto è sempre quello 10 collezionisti imperiali 3 repubblicane, come da passati sondaggi in questo forum. Dovrebbero avere una due terzi di invenduti, stiamo a vedere, oppure, come suggerisce Fontus, se le ridistribuiscono tra loro, facendo intanto salire i prezzi.

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Io sono rimasto letteralmente stupito dall'ultima asta di Gorney e Monsch dove nel catalogo delle monete antiche venivano presentati lotti con centinaia di pezzi.

Ad esempio cerano almeno 3 lotti con 50 dracme di Alexander III cadauno, stessa cosa x le repubblicane.

A questo punto non posso che pensare che si tratti di speculazioni di mercato.

lele

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Io sono rimasto letteralmente stupito dall'ultima asta di Gorney e Monsch dove nel catalogo delle monete antiche venivano presentati lotti con centinaia di pezzi.

Ad esempio cerano almeno 3 lotti con 50 dracme di Alexander III cadauno, stessa cosa x le repubblicane.

A questo punto non posso che pensare che si tratti di speculazioni di mercato.

lele

165063[/snapback]

quelli sono lotti per commercianti, che poi raddoppiano i prezzi. sempre speculazio è.

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Io ridico per l'ennesima volta....smettere di comperare. Vediamo "venire fuori" tutti questi investitori stranieri con i milioni facili da buttare qua e là.....certo che se si appoggia tutte le volte il gioco dei "commercianti speculatori" sarà dura frenare queste escalation. Gioco forza è proprio la "crisi da astinenza" del collezionista, che come un invasato non riesce a controllare l'impulso dell'offerta a tutti i costi....e così il gioco è fatto. Unica cosa positiva che già ribadivo....dall'ingresso dell'euro (gioite gioite) anche tutte le vostre collezioni hanno raddoppiato il loro valore.....per poi comunque ritornare a boomerang sui futuri eventuali acquisti. Morale : signori come in mare a volte....purtroppo SI BALLA.....volenti o nolenti non siamo noi quelli che "governano i movimenti di mercato".....dimenticavo.......speriamo che il "godimento del collezionista" di tenere in mano un denario romano con tutto il suo peso di storia...sia reale, sarebbe alquanto deludente poi scoprire di aver sognato ad occhi aperti reggendo nelle mani una moneta coniata nella periferia di Sofia nel 2004......

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Io sono rimasto letteralmente stupito dall'ultima asta di Gorney e Monsch dove nel catalogo delle monete antiche venivano presentati lotti con centinaia di pezzi.

Ad esempio cerano almeno 3 lotti con 50 dracme di Alexander III cadauno, stessa cosa x le repubblicane.

A questo punto non posso che pensare che si tratti di speculazioni di mercato.

lele

165063[/snapback]

quelli sono lotti per commercianti, che poi raddoppiano i prezzi. sempre speculazio è.

165080[/snapback]

Altro che speculazio, la prossima volta ci mettiamo assieme, offriamo e poi spartiamo equamente, alla facciaccia degli speculatio.

lele

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Why not? si può fare.... ;)

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L'idea è buona.Teoricamente se si facesse a tutte le aste e le persone che lo facessero sarebbe tante, gli standard di prezzo ad asta terminata scenderebbero un bel pò.

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mi aggancio alla discussione per raccontarvi un fatto che mi è capitato poco tempo fa e che mi ha turbato molto... Durante un mio recente viaggio in umbria mi sono imbattuto casualmente in un laboratorio artigianale di maioliche e affini, per chiedere informazioni stradali, entrato nel negozio la mia attenzione è stata attratta da una serie di lucerne romane in via di preparazione posate su un banco poco lontano da un metal detector; l'artigiano, una di quelle persone un po' sole a cui piace tanto parlare, avendo notato il mio interesse ha iniziato un discorso sul tema "falsi archeologici", infatti mi ha ingenuamente raccontato che le lucerne, assieme ad altri manufatti di varie epoche, gli vengono periodicamente commissionati dalla germania, (ho subito ricollegato la questione a tutto quel materiale che si vede continuamente in vendita su e-bay e sui siti di quei negozi di antiquariato specializzati in archeologia che pullulano soprattutto in germania).

Il discorso è andato avanti spostandosi anche sulla numismatica e mi ha confidato di un suo conoscente che avendo collaborato in passato con la sovrintendenza, in relativa sicurezza setaccia l'Italia con il metaldetector, accumula reperti archeologici in una specie di collezione privata di cui fanno parte anche moltissime monete e fin qui tutte cose già sentite, ma quel senso di disgusto che già mi stava prendendo è diventato orrore quando un po' fra i denti mi ha raccontato che; mentre le monete "buone" restano nella sua ormai enorme collezione, quelle di più bassa conservazione vengono fuse per ottenere metallo originale antico per creare nuove monete o statuette votive da immettere sul mercato. Io non avevo parole, sapevo che esistono queste pratiche ma avere delle conferme così dirette mi ha proprio angosciato e mi è venuto l'atroce dubbio che la maggior parte delle monete in circolazione sulle aste, etc... possa essere falso, tanto più che col crescere delle quotazioni è sempre più conveniente per i falsari investire in tecniche di falsificazione sempre più costose e sofisticate e così, più cresce la domanda, più aumentano i falsi sul mercato e più questi falsi sono ben fatti! (con il laser è addirittura possibile riprodurre in maniera credibile le stirature del conio su argento e oro).

Purtroppo ormai ho preso questa "malattia" delle monete classiche anche se per fortuna mi sono fatto coinvolgere di più dallo studio che dagli acquisti, però comincio a sentire questa mia passione più come un problema, qualcosa che tuttosommato era meglio non avere... ma vi sembra giusto???

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Inviato (modificato)

La pratica è di usare tondelli antichi (di regola sesterzi e tetradrammi ) i stato di conservazione miserevole e riutizzarli con coni moderni di monete antiche.

Se ne parlava già agli inizi del 900.

Falsi in giro ? Tanti

Ma una cosa è indicare chiaramente quali sono i falsi (vedi ultima asta gorny con la moneta di naxos) un'altra cosa è sparare nel mucchio.

A parole ci scandalizziamo quando sentiamo storie di monete distrutte ma nei fatti quando viene proposto un sesterzio MB chi vende chiede le stelle chi compra vuole pagare il meno possibile. Si chiama mercato

Le speculazioni avvengono solo quando c'è un mercato che crede in un futuro rialzo dei prezzi.

Miliardari Russi che comprano denari romani di 100 euro per riciclare miliardi di dollari-euro etc etc?

Perkè no ! lo sapete che anche zio paperone ha deciso insieme con rokerduck di entrare nel settore numismatico ?

I commercianti ci provano perchè molti comprano attratti dalle monete come investimento fregandosene del valore storico artistico, fregandosene se si sta comprando x, y z, tanto tra tre mesi rivendono....

Basta trovare dei tonni come nell'ultima asta Nomisma....con monete vendute a Londra a 14 E rivendute a S.Marino a 25, 10000 euro (+-) in pochi mesi è un'investimento.

Modificato da luigi78

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mi è venuto l'atroce dubbio che la maggior parte delle monete in circolazione sulle aste, etc... possa essere falso, tanto più che col crescere delle quotazioni è sempre più conveniente per i falsari investire in tecniche di falsificazione sempre più costose e sofisticate e così, più cresce la domanda, più aumentano i falsi sul mercato e più questi falsi sono ben fatti! (con il laser è addirittura possibile riprodurre in maniera credibile le stirature del conio su argento e oro).

Ne sono sempre stato convinto.

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Può essere che gran parte delle monete in giro sia falsa, ma se così fosse, ne avremmo ampie testimonianze da parte dei concorrenti che perdono clienti, dovremmo quindi credere che i commercianti si siamno affiliati come in una setta segreta e mantengano in silenzio il segreto della falsificazione del mercato?? Mi sembra strano, la teoria del complotto è sempre affascinante ma molto poco credibile.

La cosa che credo invece è che le collezioni messe in asta vengano vagliate frettolosamente, nel senso che ci si fida anche troppo del collezionista. Questo comporta errori di classificazione e il non riconoscimento del falso presente inconsapevolmente nella collezione. Si pensa prima agli aspetti commerciali poi a quelli storici. Del resto, quando vanno in asta 6000 (leggasi seimila) monete alla volta, non mi sembra possibile che ognuna venga vagliata e soppesata con la dovuta attenzione, o posseggono uno stuolo di esperti ai loro ordini, oppure (come accade) si fidano di chi le vende.

Comunque la storiella che tutti i reperti dei collezionsiti sono falsi (monete, come qualsiasi altro reperto di antiquariato, classico e rinascimentale, tutto, quadri compresi) è vecchia come il mondo. Fa parte di quel qualunquismo irritante tipico del mondo accademico, che incapace di accettare la presenza di un mercato antiquario al di fuori dei musei, lo squalifica come falso prima e ne chiede poi la messa al bando da parte delle autorità.

Caius

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La cosa che credo invece è che le collezioni messe in asta vengano vagliate frettolosamente, nel senso che ci si fida anche troppo del collezionista. Questo comporta errori di classificazione e il non riconoscimento del falso presente inconsapevolmente nella collezione. Si pensa prima agli aspetti commerciali poi a quelli storici. Del resto, quando vanno in asta 6000 (leggasi seimila) monete alla volta, non mi sembra possibile che ognuna venga vagliata e soppesata con la dovuta attenzione, o posseggono uno stuolo di esperti ai loro ordini, oppure (come accade) si fidano di chi le vende.

Non c'è dubbio che la preparazione delle aste sia spesso frettolosa, è evidente dai molti errori di classificazione che si trovano perfino nei cataloghi delle case d'aste più prestigiose... immaginiamoci i falsi...

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Non credo al falso metodico, onestamente proprio no. Che ci siano falsi mirati di alcuni conii, questo è certo ma non tale da influenzare il mercato.

Vorrei invece sottoporre la Vostra attenzione sulla smisurata produzione di denari della Repubblica, del lungo periodo di coniazione, circa 200 anni, del fatto che era sostanzialmente l'euro del mondo conosciuto.

Per tipologia e affezione non sono stati poi rifusi in tempi moderni.

Recuperando vecchi cataloghi d'asta, parlo fine '800 ci si rende conto di quale massa mostruoso di coniato fosse ancora vergine al mercato numismatico, parliamo di lotti di centinaia e centinaia di pezzi, non descritti. Continuano i ritrovamenti, da pochi anni si è aperto il mercato dell'est, non tanto per le immissioni più che altro per le emissioni da questi territori.

Vecchi numismatici parlano di un ritrovamento immenso fine anni '60 primi anni '70 di denari repubblicani, circa 40 o 80.000, da qualche parte saranno pur finiti. Al tempo non penso fossero in azione falsari "bulgari".

Per la fluttuazione dei prezzi, il denaro repubblicano a lungo è stato abbastanza stabile, da qualche anno invece è in aumento. Va a periodi, d'altronde la maggior parte di coloro che si avvicinano alla numismatica classica, passano dal denario repubblicano, per costi, facilità di comprensione della moneta, affinità e varietà tipologica, e l'idea di poter possedere un piccolo pezzo della nostra storia. All'estero, grandi studiosi ne hanno fatto opera di proselitismo (Babelon e Crawford in primo luogo e da molti decenni), quindi è ben conosciuto e studiato. Infine il grande proliferare di aste non fa altro che mettere in luce parte dello stock di commercianti, altrimenti inarrivabili se non con un contatto individuale.

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Da come si sta mettendo la discussione ne viene fuori un quadro in cui nelle aste pullulano i falsi; su questo non sono d'accordo.

E' vero che spesso si trovano errori di catalogazione ed anche assegnazione corretta del tipo, ma d'altra parte relativamente alla questione dell'autenticità va considerato che le aste propongono le immagini di tutte o quasi tutte le monete in vendita, le monete sono a disposizione per la visione diretta e sono vagliate dagli interessati e non, comunque spesso esperti in materia: può accadere che ci sia qualche esemplare falso o dubbio ma in questo caso passa parecchi esami (e penso che se riconosciuto tale venga di norma ritirato).

Se la presenza di falsi in una specifica casa d'aste fosse così copiosa credo sarebbe inevitabile che prima o poi la cosa venga risaputa un pò da quasi tutti e questo significherebbe anche in pratica la chisura della "ditta" e quindi penso che chi di dovere prenda, nei limiti del possibile, le sue precauzioni.

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Inviato (modificato)

Mi permetto di estendere il discorso a tutta la monetazione romana. Io non credo a questi falsari Arsenio Lupin che sommano alla capacità di usare macchine complesse, come l'elettroerosione e il laser, una conoscenza delle monete antiche tanto profonda da fabbricare il falso perfetto.

Non credo nemmeno a quello che dicono i commercianti, per cui ogni moneta, per il fatto stesso di essere romana, è rara.

La grande coniazione di denari, in termini di volumi e di serialità, avvenne quando la repubblica dovette affrontare le enormi spese del confronto bellico con Cartagine; anche pochi anni or sono la guerra fredda comportò spese enormi e anche oggi vediamo lo stesso fenomeno in Iraq. Le guerre costano e quindi i denari coniati furono davvero un numero enorme.

Non parliamo poi della monetazione imperiale, se pensiamo alle spese per mantenere l'enorme apparato militare e burocratico dell'impero. Le monete coniate furono milioni. Molti milioni.

Il fatto è che oggi, se si vuole comprare una moneta romana, si deve per forza andare alle aste dei "soliti noti" che detengono il mercato.

Sappiamo tutti che comprare su ebay è sinonimo di "sòle" quando va bene, di grane con lo Stato quando va male.

E veniamo allo Stato, con la sua ferrea e incomprensibile legislazione. Il risultato è che ben pochi commerciano monete romane. Basta vedere quante monete romane sono esposte nei negozi di Milano: un pugno.

Così ci si trova stretti in una tenaglia, da una parte lo Stato e un certo accademismo, che vorrebbero le monete solo nei musei, dove nessuno le va a vedere. Dall'altro i commercianti, che, forti di un mercato praticamente privo di concorrenza, fanno il bello e il brutto tempo, speculando a più non posso e rendendo di fatto impossibile o quasi, per chi vive di stipendio, collezionare monete romane.

E pensare che spesso osservo davanti alle vetrine dei numismatici dei ragazzi, che osservano incuriositi i dollari, le once e gli scudi d'argento del secolo scorso.

Se ci fosse qualche moneta romana non sarebbero altrettanto incuriositi? Non farebbero magari il sacrificio di scaricare qualche suoneria in meno per comprare e possedere un piccolo pezzo di storia vecchio di 2000 anni? E non studierebbero il latino e la storia con maggiore passione?

Ma non è lecito porsi queste domande. Le monete devono essere oggetto di studio dei dipartimenti e dei loro topi, materiale per riempire le cantine dei musei, pretesto per fare notizia in caso di sequestro e materia di scambio con i famosi "facoltosi clienti" che possono spendere grandi cifre a cuor leggero, magari perchè hanno evaso il fisco.

In tutto questo non rimane alcuna traccia della cultura e dell'interesse per il passato e per l'arte. Unico vero motivo che dovrebbe spingere a collezionare.

Modificato da Newton

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Da come si sta mettendo la discussione ne viene fuori un quadro in cui nelle aste pullulano i falsi; su questo non sono d'accordo.

E' vero che spesso si trovano errori di catalogazione ed anche assegnazione corretta del tipo, ma d'altra parte relativamente alla questione dell'autenticità va considerato che le aste propongono le immagini di tutte o quasi tutte le monete in vendita, le monete sono a disposizione per la visione diretta e sono vagliate dagli interessati e non, comunque spesso esperti in materia: può accadere che ci sia qualche esemplare falso o dubbio ma in questo caso passa parecchi esami (e penso che se riconosciuto tale venga di norma ritirato).

Se la presenza di falsi in una specifica casa d'aste fosse così copiosa credo sarebbe inevitabile che prima o poi la cosa venga risaputa un pò da quasi tutti e questo significherebbe anche in pratica la chisura della "ditta" e quindi penso che chi di dovere prenda, nei limiti del possibile, le sue precauzioni.

165413[/snapback]

In effetti!

http://www.lamoneta.it/index.php?showtopic=14504

lele

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Un Saluto a Tutti

vorrei dare un piccolo contributo alla discussione, ci si chiede da dove saltano fuori tutte queste monete romane , la risposta può essere nella storia ... Augusto portò il numero dei legionari a 160.000 ai quali corrispondevano 255 denari all' anno a cranio, il totale fa 38.250.000 denari coniato solo per le paghe annue dei legionari senza considerare le normali transazioni che i nostri avi normalmente compivano ogni giorno, e per le quali necessitavono di contante, proprio come noi oggi, Augusto poi dichiarò che per il TFR dei legionari spese la cifra di 860 milioni di sesterzi, una cifra MOSTRUOSA fatta di 860milioni di opere d'arte, ho letto che il buon Giulio Cesare al ritorno da una delle sue tante campagne belliche licenziò l'esercito con 996 denari e 4 aurei cadauno, mi pare di ricordare che erano qualcosa come 80.000 legionari...fate un pò voi i conti di quanto sborsò il Divo Giulio e via così .....insomma di monete c'è nè sono davvero Tante ma tante e ancora tante il problema è che la legislazione italiana non lo sà.....

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Colpiscono molto le note di Newton prima e di Meja poi. I collezionisti (ed i venditori) nel mondo non sono poi tanti da assorbire tutte le monete che sono state coniate nei secoli. Se poi si pensa che molti ormai raccolgono monete "solo" di particolari periodi, le persone sono ancor meno. E se in più si pensa che i venditori debbono pur vivere, che hanno un capitale investito, ecco che saltano fuori i prezzi. Ecco che salta fuori la persona onesta ("ha prezzi onesti) e la persona che ha maggior bisogno (colui che "spinge" la vendita in su o in giù).

Che dire ancora ? le solite cose ! E' impressionante comunque quanto materiale nostro sia finito all'estero (sia pur legalmente) e quanto poco venga offerto nel nostro Paese.

Bisognerebbe che i nostri politici - senza l'influsso di spinte particolari - si decidessero se l'Italia fa veramente parte della Comunità Europea anche per la numismatica, nel qual caso il comportamento dovrebbe essere identico (e con tanto vantaggio di tutti) oppure ne faccia parte solo per le cose di sua convenienza.

Bisognerebbe dunque che i politici si decidessero una buona volta - insisto: senza ascoltare interferenze altrui - se è meglio che un'opera d'arte sia messa a disposizione di tutti nei vari musei del mondo - che aumenterebbe ancor più la "notorietà" italiana - oppure che restino nei nostri ammuffiti musei, nelle cantine, nei sotterranei, in attesa di un'alluvione di cui abbiamo già avuto le prove.

La Gioconda, venduta da Leonardo e comperata da un Re francese si trova giustamente al Louvre, ma è un'opera italiana che fa stimare grandemente l'opera nostra, non quella presso coloro cui si trova.

Voi che ne dite?

roth37

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