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Treviso, San Liberale e Giorgione


gigetto13
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San Liberale, martire cristiano nato ad Altino (VE), morto nel V secolo nella laguna veneta (precisamente ad Ammiana, una delle isole scomparse), figura emblematica al pari di san Giorgio, anche se meno fortunato storicamente, ma leggendario.

Patrono di Castelfranco Veneto (TV), città del pittore Giorgione che lo immortalò nella Pala di Castelfranco, ancora presente nel duomo della città, viene sempre raffigurato come un soldato. L'opera di Giorgione viene da tutti considerata come uno dei primissimi esempi del rinascimento veneziano.

Bagattino veneziano anonimo per Treviso , legge del 1492, R.

002.JPG

Giorgione_-_Pala_di_Castelfranco.jpg

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Buonasera 

Una moneta davvero carica di storia, la cui rarità è disinteressata dai cataloghi.

A mio avviso R3, vediamo il rovescio! 

Doge92 

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beh R3 forse è un po' troppo, daipo! :) però sono d'accordo sul fatto che non se ne vedono poi tante in giro, chi ce l'ha se la tiene. Ringrazio il mio fornitore di fiducia.

ecco il rovescio, solito leoncino in moecha. Che dici, @doge92, arriva al MB?

003.JPG

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2 minuti fa, gigetto13 dice:

ahah andre, è lei ;)

ma va!:P

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Ciao!

Trovare queste monetine in conservazione superiore al MB è impresa ardua. Monete di poco conto che non venivano tesaurizzate, ma spese quotidianamente; passavano di mano in mano e poi, alla fine, ritirate e rifuse.

Qualcuna si è persa ....... e si è salvata :search:

Complimenti.

luciano

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Moneta mal conservata ( quasi MB ) ma con una bella storia alle spalle. Grazie per la spiegazione. Verissimo se ne vedono pochissime, io in 7-8 anni ne ho viste se non ricordo male 2-3, decisamente migliori di questa. La richiesta era intorno ai 200-250€ se non sbaglio, saluti.

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Il 9/9/2016 at 23:48, Doge92 dice:

Ecco Ak72 che svela la conservazione "certificata" :D

Anche per me B/MB 

Doge92 

In effetti è considerata R ma se ne vedono veramente poche. Tanto per fare un esempio si vedono più gazzette da 3 e queste vengono considerate R3.

Perciò non ha tutti i torti Doge92 . La mia è stata acquistata da Lanz per una stupidata ed è in BB

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  • 6 months later...

riconducendomi ad una discussione fatta con @417sonia, il colore giallino del pezzo (non sono stati alterati i colori) mi spingerebbe ad escludere che il metallo sia rame, più probabile che sia ottone o comunque una lega di rame con zinco e/o altro. Idee?

a fine '400 - inizi '500 non sono pochi gli esempi di utilizzo di questa lega nei piccoli nominali veneziani (ricordiamo alcuni bagattini per Antivari, il bagattino per Traù e, pare, il bagattino per Padova, vado a memoria ma ce ne saranno ben altri). Ricordiamo che a Venezia non si usava il bronzo ma sempre rame puro - o quasi - quindi questi pezzi devono aver avuto una loro motivazione, che mi sfugge.

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Buona giornata

esperimenti? Parrebbe banale, ma forse è proprio così, tentativi che, forse, ogni tanto sono stati fatti e che non hanno avuto il gradimento  del mercato.

Non trovo altri motivi per queste emissioni estemporanee, fatte in metalli non "usuali" :pardon:

saluti

luciano

 

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Si, è plausibile che emissioni di prova (con circolazione delle monete e verifica del gradimento e dello stato di usura delle stesse) non fossero fatte nelle emissioni "tipiche" ma nelle emissioni "periferiche" e totalmente nuove.

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  • 1 month later...

Essendo trevigiano, San Liberale è prima di tutto il patrono di Treviso :), ed è per quello che è rappresentato nel bagattino per Treviso.

Se non sbaglio sarebbero stati i trevigiani, mandati a fondare il castello di quella che sarebbe poi diventata Castelfranco Veneto, a "portarselo" come patrono; anche se l'immagine di Giorgione è quella che poi tutti conosciamo ed a cui ci riferiamo.

Qui sotto ecco la mia...  

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Uno spunto di discussione : la figura guerriera della pala del Duomo di Castelfranco Veneto è messa da molti in discussione sul fatto che si tratti proprio di san Giorgio piuttosto che di san Liberale.

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Buona giornata

Situazione tutt'altro che sporadica nella monetazione veneziana.

Era una situazione ricorrente che quando Venezia forniva le città del Dominio e delle Colonie di una specifica monetazione, ad uso locale per le piccole transazioni (quasi sempre bagattini o quattrini), concedere che su un lato di quella moneta trovasse spazio l'effige del Santo protettore della città.

Così possiamo trovare S. Giorgio sui bagattini per Lesina, S. Michele su quelli per Sebenico, S. Doimo su quelli per Spalato, S. Lorenzo su quelli per Traù, ecc. ecc.

Lo stesso vale per S. Liberale effigiato sui bagattini di Treviso, S. Apollinare sul quattrino per Ravenna o S. Bellino su quello per Rovigo (monete di grandissima rarità le ultime due).

Riguardo al metallo, confermo l'esistenza di un bagattino per Padova a nome del doge Leonardo Loredan, coniato in ottone; moneta che da poco è entrata nella mia collezione, grazie ad un regalo fattomi da un Amico.

Lo potete trovare censito nel CNI tra le varianti emesse a nome di questo doge, altre sono in rame .... ma questa è un'altra storia. 8)

Esperimenti dicevo .... ma d'altra parte non è questo il periodo giusto? Vi ricordate delle prove emesse sotto questo doge per coniare bagattini costituiti da due metalli? ;)

saluti

luciano

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Ciao Luciano, ci sono vari dogi sotto cui vengono coniate varie prove o monete di tipo diverso. Uno di questo è proprio il Loredan di cui dobbiamo anche ricordare l'unica moneta quadrata per Venezia, il famoso mezzanino.

venezia quadrato.JPG

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9 ore fa, sixtus78 dice:

Uno spunto di discussione : la figura guerriera della pala del Duomo di Castelfranco Veneto è messa da molti in discussione sul fatto che si tratti proprio di san Giorgio piuttosto che di san Liberale.

In realtà l’attribuzione del santo a sinistra nella Pala di Castelfranco di Giorgione presente nella cappella Costanzo del duomo di Santa Maria Assunta e San Liberale a Castelfranco nel corso dei secoli ha avuto non pochi problemi. Il Ridolfi, nel 1648, scriveva “Dipinse poi a’ Tutio Costanzo, condottiere d’huomini d’armi, la tavola di nostra Donna con nostro Signore Bambinetto per la Parrocchiale di Castelfranco, nel destro lato (rispetto alla Madonna) fece San Giorgio …”, forse per l’aspetto molto simile al modo in cui si rappresentava San Giorgio in armatura. Tuzio Costanzo, messinese, era un guerriero celeberrimo, giunto in Veneto verso il 1488, fu al servizio di Caterina Corner a Cipro e fu come i più famosi Gattamelata e Colleoni un mercenario per la Repubblica veneziana.

Suo figlio Matteo, morto a soli 23 anni nel 1499 in battaglia, era la causa per cui Tuzio volle acquistare e far decorare la cappella del duomo di Castelfranco per potergli dare sepoltura. La pala fu commissionata a Giorgione da Tuzio stesso, coinvolgendo (evidentemente aveva molte possibilità economiche per il suo mestiere di cavaliere) anche altri artisti tra cui il famosissimo scultore e architetto di origine levantina Pirgoteles.

Il quadro rappresenta sulla sinistra un santo in armatura che è stato oggetto di svariate interpretazioni: San Giorgio, appunto, San Liberale (titolare del duomo della città), san Floriano e solo in ultimo, negli anni ’70 del 900, grazie al lavoro della Anderson, San Nicasio. Sulla base di molte ricerche archivistiche pare che sia proprio quest’ultimo il soggetto rappresentato, in quanto di origine messinese come Tuzio, e perché fu come quest’ultimo cavaliere di San Giovanni di cui regge il vessillo che non ha alcun collegamento invece con gli altri santi ipotizzati.

Quindi non San Giorgio (di cui peraltro non riporta nessun collegamento se non l’armatura che però è comune nell’agiografia di molti altri santi), e nemmeno, forse San Liberale (in questo caso l’abbaglio potrebbe essere stato dovuto dall’intitolazione della chiesa). La storia di questa cappella, che ha un fascino davvero fuori dal tempo e che suggerisco a tutti di visitare almeno una volta nella vita, rappresenta in modo esemplare il rapporto che Venezia aveva con i suoi “benefattori” – tra cui ovviamente anche i guerrieri più o meno mercenari – ai quali concedeva spazi per le sepolture loro e dei loro parenti (previo pagamento si intende, come capitava ai Frari o a San Zanipolo nella città lagunare). Con il coinvolgimento spesso impagabile di autori di primissimo piano.

a meraviglia della cappella Costanzo, miracolosamente rimasta identica oggi dopo 5 secoli, sta lì a testimoniarlo.

 

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