Questo è un post popolare acraf Inviato 10 Gennaio, 2017 Questo è un post popolare #1 Inviato 10 Gennaio, 2017 (modificato) Più volte in varie discussioni si era fatto cenno all'importanza di una corretta e accurata analisi metallografica di monete antiche. Colgo l'occasione delle recente comparsa di uno studio che fornisce ulteriori elementi sul passaggio dai quadrigati ai denari. Premetto che lo studio è stato fatto dal prof. Francis Alberède, capo del Laboratorio di Geologia dell'Università di Lione (Francia). Albarede et al 2016 isotopes in coins.pdf Grazie a un metodo, non distruttivo, di analisi degli isotopi dell'argento (oltre a quelli del piombo e del rame), egli e la sua équipe hanno potuto rilevare come l'argento usato per coniare i quadrigati era di sicura provenienza spagnola e facilmente spiegabile con le pesanti indennità pagate dai Cartaginesi dopo la conclusione della prima guerra punica e della guerra mercenariale in Sardegna (i dettagli sono contenuti nell'articolo). Infatti le ricche miniere di argento dislocate in Spagna, soprattutto nella regione di Carthago Nova (Cartagene), in grado di produrre circa 35 tonnellate di argento all'anno, erano esclusivamente in mano punica e bisogna attendere il 209 a.C. per la loro definitiva conquista romana, ad opera di Scipione Africano. Le indennità pagate dai Cartaginesi non furono tali da minare pericolosamente la loro economia. A partire dal 235 a.C., sei anni dopo la conclusione della pace e contestualmente alla chiusura del tempio di Giano confluirono a Roma i quantitativi di argento cartaginese (appunto di origine spagnola): 2.200 talenti, ossia circa 66 tonnellate, suddivisi in rate annuali per 10 anni, ai quali bisogna aggiungere ancora 1.000 talenti (circa 30 tonnellate) dopo la conquista romana della Sardegna. Praticamente i Cartaginesi hanno "perso" solo circa 2 anni di produzione del metallo prezioso a favore di Roma. Di contro i denari, emessi con la riforma sestante, presentano una composizione isotopia dell'argento che è diversa da quella dei quadrigati e che quindi il metallo doveva avere diversa origine e non dalla Spagna. Per i primi anni, quando Roma ancora non poteva contare su grossi bottini di guerra, il metallo potrebbe essere stato donato in parte dal fedele amico Tolomeo IV Eupatore, che già nel 217 a.C. aveva vittoriosamente concluso la guerra contro il re seleucide Antioco III con la battaglia di Rafiah, con conseguente annessione all'Egitto della Cesasiria. Ma il grosso dei denari romani della guerra annibalica fu coniato dopo il 211 a.C., dopo la presa di Siracusa e di Capua e ancora nel 210 a.C., con la conquista di Agrigento e nel 209 a.C. con la presa di Taranto, tutte conquiste che hanno fornito abbondante bottino e anche metallo argento. Gli studi in corso ormai stanno delineando un quadro abbastanza chiaro della produzione denariale, con emissioni inizialmente in Sicilia e poi, con il trasloco di Marcello nel 210 a.C. sul più impegnativo fronte apulo, la maggior parte delle nuove emissioni di denari devono essere prodotte soprattutto in Apulia (così se i denari RRC 44 sono in genere siciliani, quelli RRC 53 sono pugliesi....). L'esimio prof. Albarède si è appassionato al problema di definire le vie dell'argento usato per coniare le monete antiche e ha recentemente presentato un progetto di ricerca con finanziamento europeo, della durata di 60 mesi. Allego il testo della proposta di ricerca, nella speranza che venga accolta dagli organismi competenti. SILVER_Draft B1_v2.1.pdf ERC_AdG_2016_B2_en_V2.1.pdf E' un testo interessante, anche per capire i vari scopi della ricerca. Per rimanere a livello della monetazione romana repubblicana, è già stata messa a disposizione una intera raccolta numismatica per un approfondimento sulal composizione isotopica dei quadrigati e dei denari, con un campione più vasto e rappresentativo. Una analisi metallografica che va al dilà della semplice determinazione del titolo e composizione della lega. Approfitto per comunicarvi che io e Pierluigi Debernardi abbiamo già avviato ed è a buon punto la sistemazione del Corpus di tutta la serie aurea "marziale", con circa 450 esemplari, con identificazione dei conii e della loro sequenza relativa, di aurei sia anonimi sia con simboli. Stanno emergendo molti risultati interessanti e contiamo di completare lo studio entro questa estate, da pubblicare sotto forma di un volume (anche per accogliere l'intero catalogo descrittivo e illustrativo di tutti gli esemplari noti). Purtroppo non sarà agevole effettuare analisi isotopica sull'oro, dal momento che in questo metallo esiste un solo isotopo stabile. Si potrebbe valutare l'opportunità di analizzare alcuni aurei esaminando la piccola percentuale di argento (circa 1%) ivi presente (l'argento ha invece due distinti isotopi stabili, il cui rapporto varia con la diversa provenienza). A causa di questo impegno ho dovuto procrastinare la conclusione delle mie ricerche sull'ultima emissione di Bruto. Ormai sono maturi i tempi per superare gli inquadramenti proposti dal Crawford, grazie soprattutto al maggiore numero di monete e di ripostigli esaminati, anche se la sua teoria resta sostanzialmente valida. Modificato 10 Gennaio, 2017 da acraf 12 Cita
caiuspliniussecundus Inviato 10 Gennaio, 2017 #2 Inviato 10 Gennaio, 2017 Molto interessante. Finalmente si aggiunge qualcosa di peso scientifico che può contribuire a riordinare le datazioni delle prime monete argentee repubblicane. Cita
Afranio_Burro Inviato 10 Gennaio, 2017 #3 Inviato 10 Gennaio, 2017 Interessantissimo, grazie @acraf per la segnalazione! Appena avrò un po' di tempo, leggerò lo studio di Alberède. Aspetto con ansia il Corpus Cita
L. Licinio Lucullo Inviato 10 Gennaio, 2017 #4 Inviato 10 Gennaio, 2017 Molto, molto interessante. Correggetemi se sbaglio : lo studio, in sé, dimostra che quadrigati e denari sono stati coniati con metalli di diversa provenienza e, quindi, dovrebbero appartenere a due epoche storiche diverse separate (ancorché contigue). Nulla, però, indica che i quadrigati siano fatti proprio con l'argento fornito dai Cartaginesi, giusto? Facciamo ora un po' di speculazione : se invece i primi quadrigati risalissero al 269, di quali fonti minerarie poteva disporre allora Roma? Sarà interessante attendere approfondimenti dell'esame isotopico. Cita
acraf Inviato 10 Gennaio, 2017 Autore #5 Inviato 10 Gennaio, 2017 (modificato) Giusta domanda, ma molto probabilmente nel 269 a.C. i Romani non potevano disporre, almeno liberamente, di grosse quantità di argento estratto dalle miniere spagnole, che erano, a quanto pare, di esclusiva proprietà cartaginese. La produzione dei quadrigati fu veramente abbondante. Da uno studio preliminare di Debernardi su AIIN 60 del 2014, che allego volentieri pur non essendo reperibile in rete, emerge che furono allestiti ben 564 conii D e 546 conii R per i quadrigati con ROMA in incuso, 863 conii D e 803 conii R per ROMA in rilievo e 23 conii D e 22 conii R per i quadrigati coniati solo in Spagna dai fratelli Scipione (che sono stati oggetto di uno studio dettagliato a parte, che allego pur avendo già segnalato in altra discussione). Se si vuole optare per la famosa teoria dell'alta cronologia bisogna capire bene come ha fatto Roma a disporre allora di così alto quantitativo di argento, che a una preliminare analisi isotopica risulta essere di provenienza spagnola. Per i didrammi romano-campani, sicuramente coniati prima, almeno quasi tutti, della prima guerra punica, la produzione era molto più limitata e su questi manca ancora una accurata analisi isotopica dell'argento. In ogni caso la quantità di argento per queste monete era molto più limitata e quindi poteva essere reperita anche da altre fonti. Non dimentichiamo che pure in Grecia e in Asia Minore esistevano miniere d'argento e che potevano essere la fonte, per il tramite anche degli alleati di origine greca in Campania, ma in ogni caso non sembra che l'argento di origine orientale potesse essere la materia prima per coniare i quadrigati.... Ovviamente non esiste la diretta dimostrazione dell'equivalenza argento spagnolo = argento pagato dai Cartaginesi come indennità dopo la seconda guerra punica, ma la sua grande abbondanza usata dai Romani per coniare i quadrigati trova una adeguata spiegazione storica se si accetta la datazione "bassa" del quadrigato, con buona pace del prof. Coarelli, che aveva risollevato il problema della datazione alta del quadrigato in antitesi alla cosiddetta scuola inglese.... DeBernardi e Legrand 2014 Data del quadrigato AIIN60_DL.pdf Debernardi e Legrand 2015 RBN Serie quadrigati spagnoli.pdf Modificato 10 Gennaio, 2017 da acraf 3 Cita
Gallienus Inviato 11 Gennaio, 2017 #6 Inviato 11 Gennaio, 2017 9 ore fa, acraf dice: Giusta domanda, ma molto probabilmente nel 269 a.C. i Romani non potevano disporre, almeno liberamente, di grosse quantità di argento estratto dalle miniere spagnole, che erano, a quanto pare, di esclusiva proprietà cartaginese. La produzione dei quadrigati fu veramente abbondante. Da uno studio preliminare di Debernardi su AIIN 60 del 2014, che allego volentieri pur non essendo reperibile in rete, emerge che furono allestiti ben 564 conii D e 546 conii R per i quadrigati con ROMA in incuso, 863 conii D e 803 conii R per ROMA in rilievo e 23 conii D e 22 conii R per i quadrigati coniati solo in Spagna dai fratelli Scipione (che sono stati oggetto di uno studio dettagliato a parte, che allego pur avendo già segnalato in altra discussione). Se si vuole optare per la famosa teoria dell'alta cronologia bisogna capire bene come ha fatto Roma a disporre allora di così alto quantitativo di argento, che a una preliminare analisi isotopica risulta essere di provenienza spagnola. Per i didrammi romano-campani, sicuramente coniati prima, almeno quasi tutti, della prima guerra punica, la produzione era molto più limitata e su questi manca ancora una accurata analisi isotopica dell'argento. In ogni caso la quantità di argento per queste monete era molto più limitata e quindi poteva essere reperita anche da altre fonti. Non dimentichiamo che pure in Grecia e in Asia Minore esistevano miniere d'argento e che potevano essere la fonte, per il tramite anche degli alleati di origine greca in Campania, ma in ogni caso non sembra che l'argento di origine orientale potesse essere la materia prima per coniare i quadrigati.... Ovviamente non esiste la diretta dimostrazione dell'equivalenza argento spagnolo = argento pagato dai Cartaginesi come indennità dopo la seconda guerra punica, ma la sua grande abbondanza usata dai Romani per coniare i quadrigati trova una adeguata spiegazione storica se si accetta la datazione "bassa" del quadrigato, con buona pace del prof. Coarelli, che aveva risollevato il problema della datazione alta del quadrigato in antitesi alla cosiddetta scuola inglese.... DeBernardi e Legrand 2014 Data del quadrigato AIIN60_DL.pdf Debernardi e Legrand 2015 RBN Serie quadrigati spagnoli.pdf Davvero estremamente interessante, grazie per la condivisione dell'argomento. Attendo le prossime pubblicazioni! Cita
Claudio I Inviato 19 Gennaio, 2017 #7 Inviato 19 Gennaio, 2017 Davvero interessante. Grazie Davvero interessante. Grazie Cita
numa numa Inviato 20 Gennaio, 2017 Supporter #8 Inviato 20 Gennaio, 2017 Complimenti per aver segnalato questo interessante studio e soprattutto per l'eccellente ricerca in corso. Finalmente si potra' fare maggiore chiarezza su questo annoso problema della datazione del denario che contrappone da decenni la scuola inglese con datazioni basse alla scuola italiana fervente sostenitricedi datazioni alte . Negli annj il dibattito ha assunto toni da 'derby' senza presentare argomenti risolutivi ( tranne Morgantina?) mentre cio' di cui si sente il bisogno e' un'analisi rigorosa del materiale a disposizione con metodi di indagine scientifica prima non disponibili che possono tirare fuori evidenze che aiutino a fare chiarezza sulla questione Cita
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