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Vigno

Riforme monetarie (prospetto riassuntivo)

Risposte migliori

grigioviola

Devo rivedere (e studiare per l'ennesima volta!) le riforme citate, ma a prima vista mi sembra un buon compendio riassuntivo.

Grazie a nome di tutti i frequentatori di sezione!

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M@tti

Se non ricordo male Domiziano stravolse la riforma monetaria di Nerone riportando i valori delle monete a quelli sanciti dalla riforma augustea. Traiano poi riprese la riforma di Nerone che restò in vigore nel periodo degli imperatori adottivi fino a quella emanata in seguito  da Caracalla.

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Gallienus
17 ore fa, Vigno dice:

Ciao a tutti, pensando di far cosa gradita vi allego il prospetto che mi sono fatto per riordinarmi le idee riguardo le riforme monetarie dell'impero (d'occidente).

Dichiaro da subito che per arrivare a questa conclusione ho copiato a destra e a manca, online, libri e anche da post di questo forum, quindi spero che gli autori originari non me ne vogliano.

Sono arrivato a questo riassunto poichè ogni volta che leggevo di questo argomento ... come dire... sentivo sempre che mancava qualcosa ... ovviamente la questione più difficile da Costantino in poi (ma che difficile...sembra proprio impossibile da decifrare).

Gradirei sapere il vostro parere, ed eventuali correzioni (magari sostenute da prove, cosi mi convinco meglio), ad esempio il follis di Costantino quanto valeva in relazione alla siliqua? i pesi ? ho fatti errori macroscopici ?

saluti

Vigno

Riforme monetarie.pdf

Ciao, io aggiungerei un punto di domanda accanto all'equivalenza antoniniano = doppio denario nella riforma di Caracalla. Questa posizione tradizionale (che è anche di Crawford) è sempre meno credibile.

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Vigno

grazie M@tti  !!

bè, il discorso Domiziano/Traiano post Nerone a me sembra marginale, in sostanza non cambia (mi ero accontentato di citare che per qualche anno SOLO con nerone ci sono nominali piccoli in oricalco)

 

grazie Gallienus .... si , in effetti nel testo ho scritto "valore probabile di 2 denari" e nella tabella ero indeciso se metterci il punto interrogativo .... ho desistito poichè secondo me è credibile valesse 2 denari. Perchè sostieni sia sempre meno credibile ? puoi citarmi analisi al riguardo ?

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eliodoro
Supporter

Ciao @Vigno..lavoro molto interessante.. riguardo l'epoca teodosiana c'e' quest'interessantissima discussione di uno dei maestri del forum.. antvwaIa ...adesso impegnato in ricerche non attinenti alla numismatica

 

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Curcuas

Grazie @Vigno, ottima condivisione.

Unico appunto: la doppia maiorina non è un unicum di Giuliano II? Se ritenete la risposta affermativa, toccherebbe evidenziarlo rispetto alla riforma di Costante e Costanzo II.

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Gallienus
18 ore fa, Vigno dice:

grazie Gallienus .... si , in effetti nel testo ho scritto "valore probabile di 2 denari" e nella tabella ero indeciso se metterci il punto interrogativo .... ho desistito poichè secondo me è credibile valesse 2 denari. Perchè sostieni sia sempre meno credibile ? puoi citarmi analisi al riguardo ?

Ciao @Vigno, ti riassumo sinteticamente la questione del cambio dell'antoniniano.

L'opinione tradizionale è quella ottocentesca del Mommsen, che attribuisce all'antoniniano il valore di 2 denari sulla base della corona radiata, che in altri casi (dupondio/asse e binione/aureo) indica un nominale doppio.

In realtà Elio Lo Cascio ha dimostrato con il suo celebre studio del 1984 "Dall'antoninianus al 'laureato grande': l'evoluzione monetaria del III secolo alla luce della nuova documentazione di età dioclezianea" che questa supposizione iconografica non può essere sufficiente, né lo sono i parallelismi con il regno del Bosforo (in cui si ha una situazione per certi versi simile).

Le due ipotesi alternative sono quella che si basa sul rapporto ponderale (che porterebbe quindi a un rapporto 1,5:1) o quella - piuttosto trascurata ma difficilmente contestabile - di Hultsch (1,25:1) che si basa su un'interpretazione della sigla XXI e sulla testimonianza letteraria della Vita Probi che parla del cambio 1:5 tra antoniniano e sesterzio.

Il discorso di fondo è che un cambio 1:2 antoniniano:denario presupporrebbe un valore fiduciario del primo già nel momento della creazione del nominale che è davvero incredibile in un mondo in cui le riforme monetarie (vedi quella di Nerone) ruotavano intorno ad alterazioni ben meno percepibili del contenuto di fino.

Se bastavano ritocchi minimi per far scattare legge di Gresham e tesaurizzazione dei pezzi più pregiati, un sistema in cui una moneta di valore di poco superiore all'altra veniva tariffata al doppio avrebbe annientato istantaneamente la circolazione del denario e fatto implodere tutto il sistema monetario.

Ovviamente la situazione resta aperta - né temo potrà mai chiudersi definitivamente - e proprio per questo motivo ti invitavo a maggiore cautela nell'indicazione antoniniano = 2 denari. L'argomento peraltro è davvero affascinante, e il saggio di Lo Cascio lo consiglio a tutti. Stimola la riflessione, e ognuno si può fare un'idea propria.

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modulo_largo

però è strano che non sia rimasto nessun documento contabile del periodo che ne attesti il cambio in maniera netta e puntuale, i romani documentavano tutto...

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