khodni Inviato 12 Febbraio, 2017 #1 Inviato 12 Febbraio, 2017 Cari amici, Desidero condividere con voi una nuova moneta che ho aggiunto alla mia collezione. Trattandosi della prima moneta di questa tipologia, chiedo ai piu esperti di me, a cosa è dovuta quella escrescenza - altro non saprei come definirla) al dritto (sotto la S di Respubblica). Ringrazio fin d'ora per i contributi, e vi saluto. 2 Cita
Arka Inviato 13 Febbraio, 2017 #2 Inviato 13 Febbraio, 2017 L'escrescenza è dovuta ad un difetto del conio. C'era una mancanza di metallo che è stata riempita dal metallo della moneta al momento della coniazione. Arka Cita
417sonia Inviato 13 Febbraio, 2017 Supporter #3 Inviato 13 Febbraio, 2017 Buona giornata Se non ricordo male, di un caso simile si era già scritto; credo si trattasse proprio di un tallero per il levante (non ricordo però di quale doge). In quello l'escrescenza aveva la forma di un uccellino con le ali chiuse, tanto "reale" da sembrare un marchio fatto apposta! Probabilmente la frattura del conio era agli inizi ed il risultato sulla moneta era molto ben delineato. La causa però è sempre la stessa, come detto giustamente da @Arka Se ritrovo la discussione la posto volentieri. saluti luciano Cita
417sonia Inviato 13 Febbraio, 2017 Supporter #4 Inviato 13 Febbraio, 2017 Trovata .... mi sembrava .... (l'avevo aperta io) Proprio relativa ai talleri del Renier. Malauguratamente quasi tutte le foto, a distanza di tanto tempo, sono andate a farsi benedire .... ma siamo in presenza di un ennesima moneta che riporta lo stesso difetto. saluti luciano 1 Cita
khodni Inviato 26 Febbraio, 2017 Autore #5 Inviato 26 Febbraio, 2017 Grazie a tutti per la precisa risposta. Cita
fabry61 Inviato 4 Marzo, 2017 #6 Inviato 4 Marzo, 2017 Buonasera a tutti quanti. Vi posto un altro tallero con lo stesso difetto. A quanto pare ne abbiamo parecchi in giro del 1781 con questo bel difetto. Cita Awards
417sonia Inviato 5 Marzo, 2017 Supporter #7 Inviato 5 Marzo, 2017 Buona Domenica Già ..... avranno ritenuto, per risparmiare, di usare il conio fino allo "sfinimento", d'altra parte, il diffetto, nella misura reale della moneta, aveva dimensioni minuscole e tutto sommato accettabili. saluti luciano Cita
khodni Inviato 2 Aprile, 2017 Autore #8 Inviato 2 Aprile, 2017 Approfitto dell'intervento di Fabry, per articolare la discussione mettendo la foto di un ulteriore ingresso in collezione. Segue relativamente da poco questa tipologia (3 anni), e non sono mai riuscito a trovare/visionare un esemplare in buono/ottimo stato di conservazione (ad eccezione di uno, con valore di acquisto per me inarrivabile). Trattandosi di una moneta con una vita relativamente breve - se non erro è stata emessa solo dagli ultimi 4 dogi , nella seconda metà del settecento - e con un utilizzo reale abbastanza limitato (mi pare di aver letto questa affermazione nel forum ma non rintraccio la conversazione), non mi spiego perchè i migliori pezzi comunemente reperibili non vadano mai oltre lo SPL. E' possibile che questa moneta abbia avuto un uso anche successivamente alle ultime emissioni del doge Manin, come comune pezzo d'argento? Correggetemi se qualche ipotesi sopra indicata è errata. Un saluto a tutti. Cita
417sonia Inviato 2 Aprile, 2017 Supporter #9 Inviato 2 Aprile, 2017 53 minuti fa, khodni dice: Approfitto dell'intervento di Fabry, per articolare la discussione mettendo la foto di un ulteriore ingresso in collezione. Segue relativamente da poco questa tipologia (3 anni), e non sono mai riuscito a trovare/visionare un esemplare in buono/ottimo stato di conservazione (ad eccezione di uno, con valore di acquisto per me inarrivabile). Trattandosi di una moneta con una vita relativamente breve - se non erro è stata emessa solo dagli ultimi 4 dogi , nella seconda metà del settecento - e con un utilizzo reale abbastanza limitato (mi pare di aver letto questa affermazione nel forum ma non rintraccio la conversazione), non mi spiego perchè i migliori pezzi comunemente reperibili non vadano mai oltre lo SPL. E' possibile che questa moneta abbia avuto un uso anche successivamente alle ultime emissioni del doge Manin, come comune pezzo d'argento? Correggetemi se qualche ipotesi sopra indicata è errata. Un saluto a tutti. Buona Domenica e grazie per aver postato il tuo tallero; condizioni ottime per il tipo, perchè come hai giustamente osservato è impresa ardua trovarne uno fior di conio. Complimenti. La consunzione è tipica di queste monete, più accentuata sul viso della donna, che sul leone. Riguardo alla tua richiesta è così ed è cosa nota ..... allego uno dei link delle discussioni nelle quali se n'è parlato. Mi permetto però di farti notare che di discussioni sul tallero per il levante, ce n'è parecchie, basta che tu metta "levante" nella fincatura "cerca" ed inoltre, se non hai ancora avuto modo di leggere questo lavoro, si parla anche di un tallero MOLTO particolare che avvalora il fatto che fu una moneta che circolò ben oltre la caduta della Serenissima..... http://numismaticamente.it/collezionismo-numismatico/il-leone-di-venezia-storia-di-un-simbolo saluti luciano Cita
khodni Inviato 3 Aprile, 2017 Autore #10 Inviato 3 Aprile, 2017 Grazie per la risposta, come sempre molto precisa. Mi viene da dire che il Tallero per il Levante - come il successivo Tallero Italico del 1918, sembra non aver riscosso mai l'apprezzamento delle popolazione del Levante (Mediterraneo orientale e medio oriente), come pure dell'Africa orientale e della penisola Arabica. Evidentemente il Tallero di Maria Teresa si era già radicato come moneta di scambio internazionale. Fa pertanto abbastanza specie, che il Tallero Italico, che già sostituiva un precedente "fallimento" come il tallero di Umberto, avesse riprodotto la figura della "dogaressa" che già al tempo della Repubblica Veneta aveva dimostrato di non funzionare. Il tutto a discapito di un soggetto molto bello (almeno a mio parere), ma privo del famoso bottone sulla veste, che consentiva di valutare la consunzione dei talleri di Maria Teresa. Cita
MezzaPiastraPupillare Inviato 26 Maggio, 2017 #11 Inviato 26 Maggio, 2017 (modificato) Il 3/4/2017 at 07:50, khodni dice: Grazie per la risposta, come sempre molto precisa. Mi viene da dire che il Tallero per il Levante - come il successivo Tallero Italico del 1918, sembra non aver riscosso mai l'apprezzamento delle popolazione del Levante (Mediterraneo orientale e medio oriente), come pure dell'Africa orientale e della penisola Arabica. Evidentemente il Tallero di Maria Teresa si era già radicato come moneta di scambio internazionale. Fa pertanto abbastanza specie, che il Tallero Italico, che già sostituiva un precedente "fallimento" come il tallero di Umberto, avesse riprodotto la figura della "dogaressa" che già al tempo della Repubblica Veneta aveva dimostrato di non funzionare. Il tutto a discapito di un soggetto molto bello (almeno a mio parere), ma privo del famoso bottone sulla veste, che consentiva di valutare la consunzione dei talleri di Maria Teresa. Buona sera, da appassionato collezionista della monetazione del re Numismatico, e da cultore delle monete (anche veneziane) coniate per i commerci col Levante, mi permetto di intervenire. In effetti il tipo del D del tallero d'Italia 1918 è stato mutuato da Attilio Silvio Motti, Incisore Capo Regia Zecca Roma, dal tipo schabeliano della Serenissima, oggettivamente abbellendolo e rendendolo artisticamente di maggiore rilievo. Non sono, però d'accordo nel ricondurre il fallimento del tallero d'Italia presso le genti del Corno d'Africa all'assenza del fermaglio sulla spalla dx, come è nel tallero di Maria Teresa 1780. Questa è una leggenda bella e buona, a mio parere, ipotizzata senza basi concrete da Mario Lanfranco all'inizio degli anni Trenta del XX secolo...a ben vedere un fermaglio in tutto simile a quello del tallero asburgico è tra i capelli della figura femminile del D del tallero d'Italia. Dunque gli indigeni potevano benissimo tastarlo col pollice.... Modificato 26 Maggio, 2017 da MezzaPiastraPupillare Cita
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