lord-jon Inviato 23 Marzo, 2017 #1 Inviato 23 Marzo, 2017 (modificato) Ciao a tutti! :) volevo condividere con voi questa moneta di Postumo, e cercare di chiarirmi alcune idee... Antoninianus Obv: IMPCPOSTVMVSPFAVG - Radiate, draped and cuirassed bust right. Rev: PROVIDENTIAAVG - Providentia standing left, holding globe and scepter Peso: 4,5 g. Diametro: 21 mm Delle monete di Postumo mi è sempre piaciuto il fatto che in molte di esse, come in questo caso, il ritratto ricordi un po' quello di un satiro! ? Nel caso particolare poi anche il rovescio ha uno stile veramente particolare, un po' "grottesco", nel rappresentare la provvidenza... il collo, le mani che sembrano quasi dei rametti, il viso (sembra un piccolo elfo!) ? Mi chiedevo, è a causa di questo stile così particolare se viene attribuita alla zecca di Lugdunum? Se ho capito bene, le due zecche ufficiali dell'usurpatore gallico erano a Colonia Agrippinensis e Treveri; quella di Lione all'epoca era già presente da molto tempo essendo stata aperta ai tempi di Augusto, ma a quanto leggo sulla wiki: "La zecca chiude nel 78, per riaprire, ma solo temporaneamente, nel 197, sotto Clodio Albino. Bisognerà attendere la fine del III secolo sotto Aureliano, probabilmente nel 274, perché la zecca riprenda realmente il suo servizio". Anche come contenuto in argento mi sembra una moneta molto buona per l'epoca, anche considerando la migliore qualità generale delle monete dell'impero delle Gallie rispetto al potere centrale... In più una curiosità... guardando lo stile delle braccia "a rametto" pensavo: mi ricordo un altro post dove se ne parlava... il post era di Illyricum... perché non lo trovo nelle discussioni su Postumo?... perché era in una discussione su Carausio! La moneta era questa... può esserci una qualche correlazione tra questi "stili"? Braccia e mani così stilizzate me le aspetto da una imitativa britannica, ma dalla zecca di Lugdunum? Anche perchè il ritratto, le altre parti della moneta, la buona percentuale di metallo nobile, non fanno pensare sicuramente ad una diminuzione nella tecnica di incisione, o ad una zecca improvvisata o in forte declino... Modificato 23 Marzo, 2017 da lord-jon Cita
fabietto83 Inviato 23 Marzo, 2017 #2 Inviato 23 Marzo, 2017 Ciao lord-jon sono inesperto di questo periodo pero' facendo una controllatina su ac-search prendendone una decina in esame, hanno le mani proprio con quel stile pero' le attribuiscono tutte alla zecca di Treveri Cita
grigioviola Inviato 23 Marzo, 2017 #3 Inviato 23 Marzo, 2017 Una bella moneta. Sicuramente ufficiale. La mano a rametto è una mano resa prospetticamente dove il globo nasconde le altre due dita. A mio avviso è di un livello artistico superiore della mano normalmente presente negli altri esemplari di questo tipo. Quantomeno qui l'incisore ha avuto l'intuizione della prospettiva. L'attribuzione alla zecca è frutto di un incrocio tra stile del busto, legende del dritto e studio di grossi hoard (Cunetio in primis). E tutt'ora la parola fine non è ancora stata messa. Un buon saggio di Hollard e Gricourt fissa un buon riarrangiamento delle emissioni della seconda metà del regno di Postumo. Cita Awards
grigioviola Inviato 23 Marzo, 2017 #4 Inviato 23 Marzo, 2017 E comunque sì, è una emissione della zecca di Treviri, Serie III anni 263/265, Classificazione Elmer 337, RIC 80. A questo link potete trovare una tabella riassuntiva abbastanza esauriente per una prima sommaria classificazione dei tipi: https://www.academia.edu/2091941/Postumus_Laelianus_Marius_and_Divus_Victorinus 2 Cita Awards
lord-jon Inviato 23 Marzo, 2017 Autore #5 Inviato 23 Marzo, 2017 Grazie mille per le informazioni! ...mi sono accorto solo ora che mi ero dimenticato di scrivere che l'attribuzione alla zecca di Lugdunum era stata data dal venditore, ma guardando sul sito dirty old coins, ad esempio, non mi tornava la classificazione del RIC... Cita
grigioviola Inviato 23 Marzo, 2017 #6 Inviato 23 Marzo, 2017 Nel profilo Academia.edu che ti ho segnalato c'è anche la versione tradotta dell'Elmer che è stato il primo testo di base per la classificazione delle monete dell'impero gallico e la cui numerazione ancora viene utilizzata in abbinata al RIC Cita Awards
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