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PROVE E PROGETTI E RARITA' NUMISMATICHE STATO PONTIFICIO


elledi
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Ho finalmente avviato la stesura di questo nuovo volume dedicato a prove progetti e rarità numismatiche dello Stato Pontificio dal 700 al 1929 (Il Vaticano l'ho già trattato in AREA GEOGRAFICA ITALIANA).

Quasi terminata la prima fase relativa all'acquisizione della bibliografia, cosa di enorme difficoltà...sono passato alla creazione delle schede relative alle monete di interesse...il piano di lavoro prevede un volume non inferiore alle 600 pagine, tra prove, progetti e rarità numismatiche riconducibili a coniazioni evidentemente non destinate alla normale circolazione, secondo la mia personale impostazione di lavoro.

Una delle novità sarà l'inserimento nelle singole catalogazioni della indicazione alfanumerica adottata da LaMoneta sui cataloghi on line. Mi sembra doveroso vista la quantità di dati e notizie che possono essere attinti dai cataloghi presenti sul sito. Un punto di riferimento in più per il collezionista e ricercatore che frequenta i cataloghi LaMoneta.

Il quesito che mi pongo e che pongo a voi esperti di monetazione pontificia é:

SIETE TUTTI CONCORDI NELL'AFFERMARE CHE LA PRIMA MONETA VERA SIA ATTRIBUIBILE AD ADRIANO I?

Vi pongo il problema perchè il MUntoni, nel sui poderoso lavoro accenna a ipotetiche monete attribuibili a due predecessori, Zaccaria e Gregorio III, mentre io ho scovato uno studioso quasi dimenticato e poco citato che parla anche di una moneta attribuibile a GREGORIO II.

VOI che ne pensate?

Grazie per i preziosi contributi che vorrete fornire.

Edited by elledi
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Ellefi si avventura nella monetazione pontificia... aiuto! :)

 

scherzi a parte occorre 'ferrarsi' adeguatamente prima di affrontare lo sterminato ma estremamente affascinante territorio pontificio. 

Il denaro di Adriano I e' considerato il primo 'antiquiore' e una delle prime monete battute dell'autorità pontificale nel territorio di Roma.

 Siamo alla fine dell'VIII secolo e il territorio dello Stato della Chiesa e' ben diverso da quello che sara' nei secoli successivi.

il Muntoni ( e il Serafini - testo bellissimo e fondamentale per la numismatica pontificia)  riportano delle 'tessere' di papà Zaccaria che potrebbero essere state utilizzate come monete. 

Ma in realtà vi è' una classe di monete precedente molto più importante - sconosciuta a Muntoni sia a Serafini che è' rappresentata dalle cosiddette siliquae papali-bizantine, battute a Roma tra il VII è l'VIII secolo dal papà in associazione con gli imperatori di Bisanzio, sul piede monetale in uso all'epoca nell'impero d'Oriente, che precedettero i denari 'antiquiores' battuti sul piede della riforma carolingia. 

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elledi e non ellefi...papa e non papà...:)

Grazie delle precisazioni.

Puoi darmi a tal proposito dei testi di riferimento in merito a queste siliquae papali bizantine?

Edited by elledi
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Ciao Domenico

ti anticipo che nel primo volume del MIR sulla monetazione pontificia, curato da Alessandro Toffanin e di imminente uscita, è trattata anche la parte pontificio-bizantina che ha inizio verso la fine del VII Secolo d.C. 

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15 minuti fa, Alberto Varesi dice:

Ciao Domenico

ti anticipo che nel primo volume del MIR sulla monetazione pontificia, curato da Alessandro Toffanin e di imminente uscita, è trattata anche la parte pontificio-bizantina che ha inizio verso la fine del VII Secolo d.C. 

Grazie Alberto...."fonte anonima" mi aveva avvertito dell'evento giusto ieri:):)

Aspetto Verona....

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Caro Domenico,

ma tra rarità tipologiche, zecche e varianti diversamente considerate (armette ...) l'impresa potrebbe essere di notevolissimo impegno. Non era proponibile limitare il campo alla monetazione Pontificia più recente? (per es. da Urbano VIII o dal Settecento che, guarda caso, inizia da una Sede Vacante?

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Alberto mi ha preceduto 

( acc.. al correttore automatico... :))

oltre al MIR esiste credo solo una serie di articoli a cura di O' Hara - adesso non ho il riferimento- su Numismatic Circular, che sono poi stati ripresi su Monete Antiche n.6 in un articolo di Vecchi. 

1 ora fa, Giov60 dice:

Caro Domenico,

ma tra rarità tipologiche, zecche e varianti diversamente considerate (armette ...) l'impresa potrebbe essere di notevolissimo impegno. Non era proponibile limitare il campo alla monetazione Pontificia più recente? (per es. da Urbano VIII o dal Settecento che, guarda caso, inizia da una Sede Vacante?

Questa sarebbe un'ottima idea ... :)

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Grazie dei consigli...ma preferisco percorrere la strada che mi sono tracciato..

Vi rammento che io prendo in esame solo le grandi rarità numismatiche, quelle che parlano di uno cinque esemplari...e non perchè superstiti di rifusioni o perdite fisiologiche ma perchè coniate appunto in pochi esemplari...

mi spiego meglio...se sappiamo che una moneta è stata coniata in 500 esemplari o meno ancora...non possiamo parlare di coniazione per la circolazione....

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Il 4/4/2017 at 10:43, elledi dice:

Ho finalmente avviato la stesura di questo nuovo volume dedicato a prove progetti e rarità numismatiche dello Stato Pontificio dal 700 al 1929 (Il Vaticano l'ho già trattato in AREA GEOGRAFICA ITALIANA).

Azzzz. Che sfacchinata!!!

Buon lavoro..:blink:

M.

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1 ora fa, elledi dice:

Grazie dei consigli...ma preferisco percorrere la strada che mi sono tracciato..

Vi rammento che io prendo in esame solo le grandi rarità numismatiche, quelle che parlano di uno cinque esemplari...e non perchè superstiti di rifusioni o perdite fisiologiche ma perchè coniate appunto in pochi esemplari...

mi spiego meglio...se sappiamo che una moneta è stata coniata in 500 esemplari o meno ancora...non possiamo parlare di coniazione per la circolazione....

Attenzione a non fare un minestrone

se le prove e progetti hanno un senso nella produzione monetale piu' recente ( ultimi 100/150 anni) per il periodo precedente questilo assioma non è' valido perché non esisteva una produzione a fini 'numismatici'

( o meglio tale funzione poteva al limite essere equiparata quella svolt dalle medaglie celebrative - non dalle monete).

cosi ad esempio - restando in tema - uno scudo di Pio VIII divenne rarissimo - non volutamente/ perché si ruppe il conio proprio all'inizio della sua produzione e la tipologia venne sostituita integralmente. Ovvio che tale moneta successivamente divenne una eccezionale rarita' mentre all'inizio fu pensata come moneta assolutamente di corso normale. 

Per questi motivi un'analisu delle prove e progetti che estenda il suo campo di indagine pre-1800 a me pare non pertinente con la realtà' oggettiva delle emissioni monetali di queste epoche antecedenti. 

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Questione di opinioni. Rispetto il tuo punto di vista, in parte lo condivido.

Infatti le eccezionali rarità che tu indichi non fanno parte dei miei studi, a differenza invece di quelle di ostentazione.

Nessun minestrone, tranquilli.

Solo esternazione di punti di vista più o meno condivisibili.

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3 ore fa, numa numa dice:

Alberto mi ha preceduto 

( acc.. al correttore automatico... :))

oltre al MIR esiste credo solo una serie di articoli a cura di O' Hara - adesso non ho il riferimento- su Numismatic Circular, che sono poi stati ripresi su Monete Antiche n.6 in un articolo di Vecchi. 

Questa sarebbe un'ottima idea ... :)

M. D. O'Hara, A Find of Silver from the Mint of Rome for the Period 640-750, in collaborazione con I. Vecchi, in SNR 64 (1985) pp. 105-140.

 

Ma non solo O'Hara ha scritto di queste emissioni:

C. Morrisson e J.-N. Barrandon, La trouvaille de monnaies d’argent byzantines de Rome (VIIe-VIIIe s.): Analyses et chronologie, Revue Numismatique, 6e sèrie – Tome 30, pp. 149-165.

 

Saluti,

Antonio

 

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35 minuti fa, anto R dice:

M. D. O'Hara, A Find of Silver from the Mint of Rome for the Period 640-750, in collaborazione con I. Vecchi, in SNR 64 (1985) pp. 105-140.

 

Ma non solo O'Hara ha scritto di queste emissioni:

C. Morrisson e J.-N. Barrandon, La trouvaille de monnaies d’argent byzantines de Rome (VIIe-VIIIe s.): Analyses et chronologie, Revue Numismatique, 6e sèrie – Tome 30, pp. 149-165.

 

Saluti,

Antonio

 

Grazie Anto

si anche Vecchi, Ladich e forseancora  qualcun altro..

la cosa stupefacente e' che prima degli anni '80 nessuno sospettava l'esistenza di questa classe di monete..

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@numa numa a p. 58 del CNI vol. XV ci erano già arrivati che ci doveva essere una qualche sorta di emissione di collegamento tra le serie imperiali bizantine e quelle di denari antiquiores. [in nota alla pag. citata del Corpus trovate altre opere/studiosi che avevano tentato di approfondire l'argomento]

Poi è ovvio che dagli anni '80, complice il cospicuo ritrovamento andato venduto se non erro in quella che "doveva essere" la NAC 17 (doveva essere perchè il catalogo non riporta il numero) fornì una grandissima opportunità di studio di materiali.

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53 minuti fa, anto R dice:

@numa numa a p. 58 del CNI vol. XV ci erano già arrivati che ci doveva essere una qualche sorta di emissione di collegamento tra le serie imperiali bizantine e quelle di denari antiquiores. [in nota alla pag. citata del Corpus trovate altre opere/studiosi che avevano tentato di approfondire l'argomento]

Poi è ovvio che dagli anni '80, complice il cospicuo ritrovamento andato venduto se non erro in quella che "doveva essere" la NAC 17 (doveva essere perchè il catalogo non riporta il numero) fornì una grandissima opportunità di studio di materiali.

Parli della tessera di Zachariah ? 

Si è no. Si perche' si subodorava ci potesse essere altro, precedente, sulla scorta, ad esempio di quanto avveniva nell'Esarcato di Ravenna per quel periodo. A Roma la monetazione si fermava ai Goti a cavallo tra V e VI, poi vi è' stato Giustiniano con dei follis splendidi, sikiwueve fraz bronzei, nel VI secolo. 

E poi? I Longobardi non vi hanno mai coniato. I Carolingi nemmeno. Chi altro c'era in Italia in quel periodo, se non Bisanzio che occupava vaste aree d'influenza ? Il Senato romano era di la' da venire. 

Pero' prima del Tiber find queste monete erano totalmente sconosciute. Eccetto per la tessera quadrata precedente Adriano e pochissimo altro nessuno dei padri fondatori della numismatica pontificia ( Scilla, Venuti, di Molinet, Bonanni, etc ) hanno riportato queste monete nei loro studi ..

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No mi riferisco a monetine argentee (il Corpus li mette come silique e mezze silique) con al diritto un busto frontale con barba e abbozzo di legenda e al rovescio RM tra due simboli (croce, stelletta).

 

Mi scuso per l'off-topic bibliografico :)

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Ah si .. grandissimo Corpus

e' una vera miniera .. ( nonostante i detrattori...) 

credo sia stata l'unica fonte dell'epoca a riportare questi pezzi, sconosciuti agli autori precedenti. 

Edited by numa numa
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