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Venti di guerra

Risposte migliori

uzifox

Brios sei proprio simpatico :D 

 

 

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Brios
4 minuti fa, uzifox dice:

Brios sei proprio simpatico :D 

 

 

Grazie mille. Anche io amo sincero dibattito politico su la moneta.

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uzifox

Bravo @Brios ;) 

Saluti

Simone - Staff lamoneta.it

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Saturno
Il 16/4/2018 alle 10:04, Reficul dice:

Io sono d'accordo con chi afferma che il DOMINIO GLOBALE è la vera posta in gioco.

Questa è la mappa dei Paesi che ospitano basi USA con più di 1000 soldati:

Si può capire come mai la Russia si senta un pochino accerchiata.....

basi-militari-statunitensi.png

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giulira
Supporter

La Russia ha dimensioni tali che e' comunque 'accerchiata' dal resto del mondo, ovunque gli americani mettano truppe si puo' dire che accerchino la Russia suvvia. Ma questa  e' geografia non politica :)

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Saturno
41 minuti fa, giulira dice:

La Russia ha dimensioni tali che e' comunque 'accerchiata' dal resto del mondo, ovunque gli americani mettano truppe si puo' dire che accerchino la Russia suvvia. Ma questa  e' geografia non politica :)

Ti ricordi quando cadde il muro di Berlino? Il segretario di Stato americano di allora, promise che la NATO, mai avrebbe dislocato truppe nei Paesi ex-comunisti.

Bisogna ammettere che i Russi qualche motivo di risentimento, lo hanno.

Infine , la politica non prescinde dalla  geografia.

cordialmente :D

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Reficul
Staff

Questo articolo è interessante per capire i VERI motivi che stanno dietro la guerra in Siria:

Cita

La decisione americana e di conseguenza di tutto l’Occidente, Italia compresa, di iniziare una campagna contro il presidente siriano Bashar al Assad non cominciò, come si crede, nel 2011, contestualmente alle ben orchestrate dall’Occidente “primavere arabe”, tutte fallite, ma due anni prima, nel 2009, quando Assad pronunciò le parole che probabilmente ne avrebbero decretato la condanna, forse condanna a morte. Il Qatar, come è noto, è un forte produttore di gas naturale oltre che di petrolio. In Qatar si trovano le più grandi riserve di gas non associato al petrolio. Il Qatar è il secondo Paese al mondo (dopo il Lussemburgo) per reddito pro capite. Ma è anche uno stretto alleato degli Stati Uniti, che hanno qui la loro più grande base in Medio Oriente. Proprio nel 2009 il Qatar progettò la realizzazione di un gasdotto per il ricco e assetato mercato europeo che avrebbe dovuto attraversare Arabia Saudita, Giordania, Siria e Turchia. In questo modo tutti i Paesi del Golfo, per lo più dittature ereditarie, avrebbero guadagnato a spese della Russia, principale esportatrice di gas verso l’Occidente. E avrebbe fatto un favore agli Stati Uniti, che da sempre si sentono rivali di Mosca, comunismo o non comunismo. Ebbene, allora Assad rifiutò il progetto, sostenendo molto francamente che esso avrebbe danneggiato il suo alleato russo. Di qui si capisce l’accanimento di Washington contro la Siria e il sostegno incondizionato della Russia verso il suo leale alleato. Ci fu poi un altro fattore che esasperò ulteriormente gli animi non solo degli Usa ma anche del vicino Israele. L’intesa di Damasco con l’Iran per la realizzazione di un altro gasdotto che portasse il gas iraniano ai porti del Libano, e quindi in Europa, passando per l’Iraq e ovviamente Siria. Il progetto fu bocciato, probabilmente per via dell’Iraq, invaso dagli “alleati”, ma subito dopo la Casa Bianca con il sostegno di Qatar e Arabia Saudita, prima quindi che i rapporti tra queste due ultime nazioni si guastassero, iniziò a sostenere e finanziare le opposizioni siriane per far cadere Assad. Il resto lo conosciamo. E da questa seconda situazione comprendiamo perché l’Iran e anche gli Hezbollah libanesi stiano sostenendo Assad. Nel 2011, a rivolta siriana iniziata, alcuni Paesi del GOlfo promisero la fine delle manifestazioni in cambio della rottura dell’alleanza Damasco-Teheran. Al nuovo rifiuto del presidente Assad, l’Occidente gettò la maschera: gli ambasciatori americano e francese si recarono in Siria e incontrarono l’opposizione, mercenari prezzolati dall’estero e benedetti dall’allora segretario di Stato Usa Hillary Clinton oltre che dalla Turchia. Ankara infatti ha anche il vantaggio di colpire i suoi nemici curdi, alleati con la Siria. Così gli Stati Uniti hanno armato i tagliagole del cosiddetto Esercito libero siriano, di Al Nousra, ossia al Qaida, e quindi, dell’Isis. Si consideri che per tutti i Paesi in gioco la questione è vitale: il Qatar perché la sua produzione petrolifera è calata, quindi ha bisogno di commercializzare convenientemente il gas, l’Arabia perché trarrebbe profitto dai diritti di transito del gas nel suo Paese, l’Iran perché con le sanzioni ha nel gas la sua principale risorsa economica. Russia e Usa, infine, hanno sul tavolo da gioco molto più che soldi. Per questo la crisi siriana è destinata a un pericolosissimo crescendo. (Antonio Pannullo)

 

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rorey36
Supporter

Un tempo per ogni delitto con difficile ricerca del colpevole  si diceva "Cherchéz la femme".  Oggi,  cercare la "femme" è stato largamente superato dal "cherchéz l'argent".

Per far guadagnare a qualche stato del golfo un sacco di soldi si sono ammazzati milioni di siriani....e non è ancora finita. Pur di accusare il "regime" si inventano false notizie ( l'Irak di Saddam lo ricordiamo tutti).

Se Assad non avesse la protezione di "zio Vladimiro" (che ha la sua bella convenienza a proteggerlo) avrebbe già fatto la fine di Saddam e Gheddafi ( argent anche in quei casi).

Modificato da rorey36
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Cinna74
1 ora fa, rorey36 dice:

Un tempo per ogni delitto con difficile ricerca del colpevole  si diceva "Cherchéz la femme".  Oggi,  cercare la "femme" è stato largamente superato dal "cherchéz l'argent".

Per far guadagnare a qualche stato del golfo un sacco di soldi si sono ammazzati milioni di siriani....e non è ancora finita. Pur di accusare il "regime" si inventano false notizie ( l'Irak di Saddam lo ricordiamo tutti).

Se Assad non avesse la protezione di "zio Vladimiro" (che ha la sua bella convenienza a proteggerlo) avrebbe già fatto la fine di Saddam e Gheddafi ( argent anche in quei casi).

È evidente sia così. Non ricordo casi in cui non lo sia stato nella storia globale. L'unica domanda che dovremmo porci non riguarda cosa sia "giusto" ma piuttosto "a noi cosa conviene?". Non credo si possa pensare che questa situazione non ci riguardi. Le potenze hanno i loro interessi in questa parte del globo ma i flussi migratori che generano le loro azioni hanno un peso nella nostra vita. Quando e se avremo un governo, esso non potrà esimersi dal recitare una parte in questa "tragedia". Nel mio piccolo, a questo punto, spero il ruolo dell'Italia possa essere quello di mediare fra le parti. Vero è che l'Italia fa ancora parte della Nato ma è anche vero che gli Usa non si curano del danno che generano ai nostri interessi gli "effetti collaterali" delle loro azioni.

Buona serata.

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bizerba62
1 ora fa, Cinna74 dice:

Nel mio piccolo, a questo punto, spero il ruolo dell'Italia possa essere quello di mediare fra le parti.

Ciao Enzo.

Non so quanto l'Italia possa contare a livello internazionale...riterrei quanto il due di picche, quando la briscola è a cuori.....:crazy:

Probabilmente solo a questo fine sarebbe persino auspicabile non riuscire a formare un nuovo Governo....in questo caso avremmo la "scusa pronta" per disimpegnarci e non assumerci responsabilità in questa crisi internazionale ("scusate...ma non abbiamo ancora un nuovo Governo e non è opportuno che quello uscente prenda decisioni di politica estera così delicate....").:acute:Sarebbe un bell'esempio di "Real Politik" all'italiana...!

Poi, naturalmente, ci possiamo sempre schierare, a parole, dalla parte di chi è contro la guerra, di chi è per il dialogo, di chi è contro le ingiustizie sociali, a favore delle missioni diplomatiche, contro la droga, e chi più "buonismo" ha, ne metta....

M. 

 

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rorey36
Supporter

@bizerba62 @Brios @Cinna74

fatevi due risate.....(amare ?)

https://www.rischiocalcolato.it/2018/04/pianeta-dei-pazzi-approfondimento-e-pazziate.html

Ridentem dicere verum, quid vetat?

 

Modificato da rorey36
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ARES III

@bizerba62 scusa se ti disturbo, ma mi chiederei, naturalmente se non avevi già qualcosa da fare o di programmato, se potresti passare a Roma e accettare l'incarico di Presidente del Consiglio.

La tua soluzione mi sembra perfetta in ambito estero......finalmente qualcuno di concreto e che non ci fa fare figuracce.

Poi se proprio non puoi, almeno il ministro degli esteri quello ti tocca e non hai scuse.

 

 

 

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bizerba62
2 ore fa, ARES III dice:

@bizerba62 scusa se ti disturbo, ma mi chiederei, naturalmente se non avevi già qualcosa da fare o di programmato, se potresti passare a Roma e accettare l'incarico di Presidente del Consiglio.

Ciao.

Veramente....avrei già programmato una partita di calcetto con i compagni del liceo (e come ben comprenderai....ubi major....) e quindi, tra allenamenti, riunioni per stabilire le strategie e scelta delle maglie.... una trasferta romana in questo momento non sarebbe contemplata.

Peraltro, lo scenario politico attuale non mi sembra esattamente favorire la convergenza di una maggioranza verso il nome di qualcuno....

E comunque, attenderei prima che si "brucino" i nomi dei soliti "esploratori" istituzionali, che vengono buttati allo sbaraglio quando non si intravedono credibili soluzioni matematiche e per prendere (o perdere?) ancora un pò di tempo (non dimentichiamoci che siamo pur sempre in Italia.....e non si sa mai che "San Gennaro" faccia 'o miracolo...)..

Fosse per me, farei scegliere il P.d.C. ad un Computer, con un sorteggio rigorosamente random; tanto, fra le cose che dobbiamo comunque fare perché "ce lo chiede l'Europa", quelle che dobbiamo comunque fare perché "facciamo parte dell'Alleanza Atlantica" quelle che si devono fare "per pregressi ed irrinunciabili impegni già presi", gli spazi di manovra in autonomia sono così labili che potremmo metterci più o meno chiunque, che cambierebbe poco.

L'importante però è che il futuro P.d.C. sia simpatico e che indossi bene gli abiti da cerimonia.

Su queste cose non possiamo assolutamente transigere! :)

Saluti.

M. 

Modificato da bizerba62
orto-grafia

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ARES III

Concordo pienamente...... ecco perché ti avrei candidato.

 

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bizerba62

Ti ringrazio per la fiducia.....nell'eventualità (molto remota...) mi ricorderò di Te...per il dicastero dei ...Beni Culturali..con delega ai Fora di Numismatica.....:agree:.

M.

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ART

Chi vuole cercare di capire realmente qualcosa della situazione, qualunque sia la sua opinione sulle parti in causa, stia attento a questi articoli sparsi in giro, perchè moltissimo è solo propaganda: la faccenda è (ovviamente) molto più complessa di come la presentano gli adetti alle PSYOPS (Psychological operations) di forze armate e governi che inondano il web e gli articolisti politicizzati che amplificano.

"La guerra psicologica consiste nell'uso pianificato della propaganda ed altre azioni psicologiche allo scopo principale di influenzare opinioni, emozioni, atteggiamenti e comportamento di gruppi ostili in modo tale da favorire il raggiungimento degli obiettivi nazionali".

 

Quanto alla questione cloro, vedo che c'è ancora qualche dubbio. Come si capisce anche dal fatto che la Russia fa di tutto per ostacolare le ispezioni in Siria, gli ultras sfegatati della squadra russa nel campionato siriano si mettano il cuore in pace: sappiamo benissimo che quell'arma viene usata, e da un pezzo. Al-Assad utilizza armi non convenzionali perchè la situazione disastrosa in cui versa il suo paese da anni lo rende dipendente dalle milizie tribali sciite: questo è un grosso incentivo all'uso di armi come i famosi barili al cloro, ammoniaca e scarti industriali vari, per accorciare i tempi delle battaglie o stanare nemici arroccati in postazioni, cunicoli o bunker che sarebbe molto più costoso prendere alla maniera tradizionale. I ribelli a loro volta lanciano le stesse porcherie per rappresaglia o per provocare gli stessi effetti di shock che al-Assad cerca contro i ribelli più coriacei. Non è detto che siano state veramente usate anche a Douma, ma fatto sta che dopo questo finora presunto attacco al cloro a Douma gli ultimi irriducibili della coalizione islamista Jaish al-Islam si sono arresi.

 

Il 18/4/2018 alle 15:22, Reficul dice:

Questo articolo è interessante per capire i VERI motivi che stanno dietro la guerra in Siria:

In questo caso il petrolio centra poco: il problema sta nella frizione strategica fra USA e alleati (tutti quelli nell'area) contro Russia e alleati diretti o indiretti, e a livello più "locale" nell'eterna, feroce contrapposizione fra sunniti e sciiti in tutto il mondo islamico. Faccio anche un esempio di castroneria dell'articolo: "Così gli Stati Uniti hanno armato i tagliagole del cosiddetto Esercito libero siriano, di Al Nousra, ossia al Qaida, e quindi, dell’Isis." Questa è una delle classiche balle della disinformazione russa: a parte che al-Nusra si è staccata da al-Qaida ed è una delle sue fazioni rivali, come si vede particolarmente bene nello Yemen, l'ISIS non è mai stato finaziato dagli USA in quanto è stato messo in piedi dalle tribù sunnite dell'Iraq proprio per combattere il governo sciita di al-Maliki, che era retto dagli USA. Con questo non voglio dire che gli Stati Uniti non hanno mai finanziato nessuno o fatto idiozie, ma non è il caso dell'ISIS. Quest'ultimo è stato tirato in ballo perchè avendo fatto attentati e vittime in occidente è il miglior soggetto da tentare di attribuire in qualche modo agli USA, nella classica operazione della serie: "lo str***o più str***o di tutti deve risultare amico del tuo nemico".

 

Il 18/4/2018 alle 17:28, Cinna74 dice:

L'unica domanda che dovremmo porci non riguarda cosa sia "giusto" ma piuttosto "a noi cosa conviene?". Non credo si possa pensare che questa situazione non ci riguardi. Le potenze hanno i loro interessi in questa parte del globo ma i flussi migratori che generano le loro azioni hanno un peso nella nostra vita. Quando e se avremo un governo, esso non potrà esimersi dal recitare una parte in questa "tragedia". Nel mio piccolo, a questo punto, spero il ruolo dell'Italia possa essere quello di mediare fra le parti. Vero è che l'Italia fa ancora parte della Nato ma è anche vero che gli Usa non si curano del danno che generano ai nostri interessi gli "effetti collaterali" delle loro azioni.

Parole sante, non possiamo fregarcene, ma il fatto è che qui c'è in ballo molto più dei flussi migratori: si sta parlando degli assetti del medio oriente e dei rapporti di forza fra le potenze di mezzo mondo, che influiscono pesantemente anche sulla situazione generale di ogni settore in altre parti del pianeta, compreso il continente europeo. L'Italia da sola può fare poco, visto che in parte per sua stessa volontà e in parte per incapacità (e non perchè "ce lo chiede l'Europa" o balle simili buone come pretesti per ogni stagione) a livello internazionale conta assai poco. Inoltre non è per forza detto che  quello che deciderebbe di fare tornerebbe realmente a vantaggio generale del paese, vista la tendenza diffusa a sottovalutare se non proprio a negare il pericolo che il gioco russo in Europa costituisce per noi.

 

Il 19/4/2018 alle 10:19, rorey36 dice:

Ridentem dicere verum, quid vetat?

Dicere verum in guerra non esiste, e in ogni caso di certo non si trova nelle perle di (dis-)"informazione" dei siti strettamente di parte ideologica come questi. E' scontato che quelle russe o filo-russe devono presentare subito gli attacchi nemici come falliti, anche per il sollazzo dei tifosi.

______________________________________________________________________________________________________________________________

 

Per ora è difficile fare una battle damage assessment (valutazione dei danni di battaglia) complessiva ma si può fare un primo bilancio tecnico dell'attacco.

Le opposte propagande nel campionato siriano parlano di tutti i missili andati segno da parte della squadra USA e di molti abbattuti da parte della squadra russa. In particolare secondo il ministero della difesa americano la contraerea siriana avrebbe lanciato da 40 a 45 missili (tra S-125, S-200, Kub, Buk ed Osa) senza riuscire ad abbattere nemmeno un "cruise" nemico,  mentre secondo il ministero della difesa russo la contraerea siriana avrebbe abbattuto 71 missili, e sarbbero state colpite anche le basi aeree di Dumayr e Shayrat. Purtroppo nella realtà non è ancora dato sapere se / quanti missili siano stati eventualmente intercettati dalla contraerea e se / quanti di quelli al primo impiego operativo abbiano eventualmente avuto problemi. Comunque ad oggi risulta che:

76 missili (57 Tomahawk e 19 JASSM-ER) sono stati lanciati contro un centro di ricerca a Barzeh, nella periferia di Damasco. 22 missili (9 Tomahawk lanciati da navi USA, 8 Storm Shadow sganciati da Tornado GR4 e Typhoon britannici, 3 SCALP-N dalla fregata tipo FREMM francese Languedoc e 2 SCALP-EG lanciati dai Rafale francesi) hanno colpito una struttura di stoccaggio ad Him Shinshar, 24 km ad ovest di Homs. 7 SCALP-EG francesi hanno colpito una rete di bunker di Him Shinshar.

Le forze in campo:

Nel Mar Rosso incrociavano il cacciatorpediniere americano Laboon classe Burke, che ha lanciato 7 missili, e l'incrociatore Monterey classe Ticonderoga, che ne ha lanciati 30. Il cacciatorpediniere Higgins classe Burke ha lanciato 23 missili dal Golfo Arabico, mentre dal Mediterraneo orientale sono partiti 6 Tomahawk dal sottomarino Warner classe Vinginia e 3 SCALP-N dalla fregata francese Languedoc. Il cacciatorpediniere americano Cook e le altre navi francesi (le fregate FREMM Acquitaine e Auverge, la fregata antiaerea Jean Bart classe Cassard e una fregata antisom classe Leygues) non hanno preso parte all'azione.

La componente aerea partiva sia dal Medio Oriente che dall'Europa. Gli USA hanno impiegato 36 aerei di vario genere, fra cui due UCAV (aerei telecomandati da ricognizione) di stanza a Sigonella e 2 bombardieri strategici B-1B rischierati sulla base qatarina di al-Udeid, che hanno lanciato 19 JASSM-ER, scortati da gruppi di F-15C ed F-16C. La Francia ha utilizzato 5 Rafale che hanno lanciato 9 SCALP-EG, 4 Mirage 2000-5F, 2 AWACS (radar aeroportati) e 6 aerocisterne. La Gran Bretagna ha usato 4 Tornado GR4 che hanno lanciato 8 Storm Shadow su Him Shinshar e per la scorta 4 Typhoon, tutti decollati dalla base di Akrotiri a Cipro.

Modificato da ART

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rorey36
Supporter

In sostanza tutta questo schieramento di navi, sommergibili, aerei eccetera che avrebbe potuto distruggere Bashar e i suoi amici russi gli ha appena fatto il solletico.

8 ore fa, ART dice:

Dicere verum in guerra non esiste, e in ogni caso di certo non si trova nelle perle di (dis-)"informazione" dei siti strettamente di parte ideologica come questi. E' scontato che quelle russe o filo-russe devono presentare subito gli attacchi nemici come falliti, anche per il sollazzo dei tifosi.

C'è chi si sollazza con i siti strettamente di parte ideologica come quello che ho citato e chi preferisce sollazzarsi con i siti dell'altra parte ideologica del tipo "giornali cosiddetti mainstream che prendono soldi per scrivere tutti la stessa cosa.

Anche Israele ha ritenuto l'attacco un fallimento, ma questa è una non-notizia.

Ognuno si sollazza come gli pare.....de gustibus............

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ART
16 ore fa, rorey36 dice:

In sostanza tutta questo schieramento di navi, sommergibili, aerei eccetera che avrebbe potuto distruggere Bashar e i suoi amici russi gli ha appena fatto il solletico.

"Tutto questo schieramento" era il minimo indispensabile per agire in sicurezza e l'obiettivo non era distruggere al-Assad e i suoi amici russi.

 

16 ore fa, rorey36 dice:

C'è chi si sollazza con i siti strettamente di parte ideologica come quello che ho citato e chi preferisce sollazzarsi con i siti dell'altra parte ideologica del tipo "giornali cosiddetti mainstream che prendono soldi per scrivere tutti la stessa cosa.

Alludi a me? Spiacente ma io non prendo le notizie dai giornali o i loro corrispondenti Internet , nè i vostri nè "mainstream".

 

16 ore fa, rorey36 dice:

Anche Israele ha ritenuto l'attacco un fallimento, ma questa è una non-notizia.

Esatto, o per meglio dire una delle tante balle della squadra russa del campionato siriano.

Modificato da ART

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ART

Dall'esame dei siti di propaganda & disinformazione russa nei giorni post-attacco emerge un tentativo di spostare l'attenzione dal cloro di al-Assad (il cui utilizzo non viene più negato ma al massimo attribuito a complotti occidentali) al presunto fallimento del raid, col presunto abbattimento del "70%" dei missili lanciati verso la Siria.

Negli ultimi giorni è stata presa di mira soprattutto la Francia, con articoli russi o ripresi dai principali media collaborazionisti europei che parlano di problemi ai caccia o relativi missili aerolanciati, e soprattutto di fallimento di "due fregate francesi su tre" che non sarebbero riuscite a lanciare missili agli "inesistenti" obiettivi in Siria. Si mette l'accento su questo presunto fallimento con mancata partenza addirittura di 12 "costosissimi" missili su 15, in attacchi che sarebbero in realtà rivolti a dimostrazioni per il "marketing". Questo potrebbe essere segno che la squadra russa teme i legami di Macron con l'attuale principe ereditario saudita Mohamed Bin Salman, con possibile fornitura di armamenti di ultima generazione alle sue forze armate (peraltro già grandi utilizzatrici di sistemi d'arma europei).

Modificato da ART

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