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odjob

La gestione dei Musei è un flop!!

Risposte migliori

dux-sab

anni fa mi trovavo a Roma e decido per una visita a castel s. Angelo . appena entrato non credo ai miei occhi, mi trovo davanti il cratere di Eufronio. un capolavoro che da ex studioso di ceramica Attica non avrei mai pensato di riuscire a vedere, sapendo della sua esportazione illegale in America. non ero a conoscenza della sua avvenuta restituzione. non c'era un cane fermo a guardarlo, ignorato da tutti. so che in America c'era la coda per poterlo ammirare. forse siamo un popolo assuefatto all'arte o un popolo di ignoranti, chissà. 

secondo me, tornando al tema del post, bisognerebbe dimezzare il numero dei musei e raddoppiare il prezzo dei biglietti. il problema è che ogni paesello vuole il suo museo per esporre il vasetto trovato nel suo territorio senza poterselo permettere.

poi eliminare l'ingresso gratuito la prima domenica del mese.

Modificato da dux-sab

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rorey36

Qualche anno fa per tre volte ho provato a visitare a Capodimonte, Napoli, le sale dei dipinti dell'800.

La prima : il parco era aperto ma il museo era chiuso per lavori. La seconda : era chiuso pure il parco. La terza : Aperto sia il parco che il museo. Mi sono detto : finalmente. Poi però le sale che mi interessavano erano chiuse e ho chiesto a un addetto stravaccato su una sedia il perchè . Risposta : c'è lo sciopero e pure l'assemblea. 

Se ripasso da Napoli non andrò più a Capodimonte. 

Modificato da rorey36
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bizerba62
2 ore fa, rorey36 dice:

Qualche anno fa per tre volte ho provato a visitare a Capodimonte, Napoli, le sale dei dipinti dell'800.

La prima : il parco era aperto ma il museo era chiuso per lavori. La seconda : era chiuso pure il parco. La terza : Aperto sia il parco che il museo. Mi sono detto : finalmente. Poi però le sale che mi interessavano erano chiuse e ho chiesto a un addetto stravaccato su una sedia il perchè . Risposta : c'è lo sciopero e pure l'assemblea. 

Se ripasso da Napoli non andrò più a Capodimonte. 

:agree:

M.

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petronius arbiter
3 ore fa, dux-sab dice:

secondo me, tornando al tema del post, bisognerebbe dimezzare il numero dei musei e raddoppiare il prezzo dei biglietti.

E magari, già che ci siamo, raddoppiamo anche il prezzo del biglietto del cinema, così le sale torneranno a riempirsi :rolleyes: (di dimezzarne il numero non ce n'è bisogno, è già stato fatto).

3 ore fa, dux-sab dice:

il problema è che ogni paesello vuole il suo museo per esporre il vasetto trovato nel suo territorio senza poterselo permettere.

Il problema è che se chiudi i musei nei paeselli, gli abitanti degli stessi, se vorranno visitarne uno, dovranno macinare chilometri su chilometri, e i costi della benzina ed eventuale autostrada (o del treno, o dell'autobus), uniti al raddoppio del prezzo d'ingresso, non sono certo i migliori incentivi per incrementare le visite. 

Se lo scopo del raddoppio dei prezzi (e dell'eliminazione delle domeniche gratuite) è quello, pur condivisibile, di aumentare le risorse a favore dei musei, non mi pare sia comunque questo il modo migliore per ottenerlo.

petronius

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adelchi

In America se cade un masso fanno il museo del masso caduto,in Italia siamo proprietari del settanta per cento del patrimonio artistico mondiale e non sappiamo gestirlo o meglio i preposti non hanno interesse a farlo,vuoi per indolenza vuoi per ignoranza (tanto lo stipendio lo percepiscono ugualmente)lasciano tutto nell 'inerzia più totale,a volte basterebbe poco,una convenzione  con altre pro loco,piu contatti tra le realtà presenti sul territorio,comune ,diocesi,volontariato ,privati e istituzioni dovrebbero dialogare per fornire un pacchetto appetibile alla platea più vasta possibile.

La sete di bellezza  nella popolazione è più grande di quello che si crede,per questo ben vengano persone con capacita organizzative compatibili con il panorama culturale italiano,anche se straniere,purtroppo quando ciò avviene si creano attriti con situazioni di potere o privilegio preesistenti e che non hanno nessuna intenzione di mollare l'osso il tutto a discapito della pubblica fruizione dell'immenso bacino artistico-culturale italiano.

Per quanto riguarda la dislocazione dei piccoli musei sul territorio sono d'accordo nel mantenere i reperti o le opere d'arte nei luoghi d'origine,oggigiorno se vuoi spostarti lo puoi fare agevolmente ed un'eventuale ricaduta economica si avrebbe in più luoghi e non sempre nelle "solite" Roma,Venezia,Firenze ecc.penso ai bronzi di Cartoceto ,al museo di Campli tanto per citarne alcuni ma anche alla miriade di chiese,antiquarium,collezioni sparsi per il paese.

La materia prima c'è,forse manca quella grigia.

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ART
1 ora fa, adelchi dice:

in Italia siamo proprietari del settanta per cento del patrimonio artistico mondiale

Non vorrei sembrare scortese o bastian contrario, ma queste sono balle nazionaliste.

Intendiamoci bene: è innegabile che l'Italia abbia dato un inestimabile contributo alla cultura e l'arte planetarie, ma in generale dar credito a storielle astratte come queste è uno scollamento dalla realtà che rischia di essere sfruttato per evitare di guardarla, giustificandosi troppo facilmente quando salta fuori qualche problema.

 

https://www.finestresullarte.info/3n_favola-dell-italia--50-per-cento-del-patrimonio-artistico-mondiale.php

 

Modificato da ART

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adelchi

Sono d'accordo,ho abusato di una frase fatta che tra l'altro non ho mai condiviso,come si fa a dire cosa è arte e cosa non lo è .forse che una pittura rupestre australiana ha meno dignità artistica di un Tintoretto? E come si definisce quantitativamente l'arte?ho usato,a sproposito ,questo modo di dire,solo per sottolineare la grande quantità di risorse che non sappiamo sfruttare e valorizzare.

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odjob

Dobbiamo essere pratici:non farei tanto un discorso di quale paese ha più capolavori d'arte da mostrare,ma porterei il discorso su come" vendi" i capolavori artistici alle persone.Bisogna, proprio, creare prima la domanda e poi studiare l'offerta.In questo caso "creazione di domanda"e "vendita di offerta"sono deficitarie.

Salutoni

odjob  

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Saturno

Uno dei  problemi è la nostra incapacità di gestire il patrimonio culturale; l'altro è  che in italia c'è troppo materiale da gestire. Vero che non ci facciamo più caso alle antichità presenti sul nostro territorio, ci siamo, ormai, assuefatti a vederle tutti i giorni e non diamo importanza ai reperti archeologici o ai capolavori che ci hanno lasciato i nostri avi.

Io abito a Roma, in periferia. Nonostante questo abbiamo anche noi, nel nostro quartiere, reperti romani. Li vedo tutti i giorni.  Uno è l' Acquedotto Alessandrino, edificato da Alessandro Severo nel III sec dC; sconosciuto a molti, usato come spartitraffico e ancora interrato per un  lungo tratto...

Acquedotto-Alessandrino.jpg

9325834.jpg

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Saturno

Un'altra scoperta nel mio quartiere :

dal TEMPO del 26 maggio 2014

Dagli scavi spunta l’antica Prenestina

La scoperta durante i lavori per una bisteccheria. I residenti: un sito per valorizzare il quartiere

Galeotto fu uno scavo necessario per realizzare alcuni edifici a carattere commerciale .

L’antico tracciato della via Prenestina è emerso così dalle viscere della terra. È bastato uno scavo di 2,5 metri di profondità per riportare alla luce la sede stradale basolata, ottimamente conservata se non fosse per alcuni solchi profondi provocati dalle ruote dei carri romani.

L’eccezionale scoperta all’altezza di via di Tor Tre Teste.

La strada è lunga 50 metri, larga 4, fiancheggiata in entrambi i lati da ampi marciapiedi di circa 2 metri. La via di comunicazione doveva essere molto trafficata tra la fine del II secolo a. C. e la fine del II dopo Cristo, fase alla quale fanno riferimento le strutture rinvenute. Gli scavi propedeutici sono stati realizzati dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma. Il terreno è di proprietà della Road House Grill Italia srl, gruppo Cremonini spa.

«Su entrambi i lati, paralleli alla strada basolata, si presentano 22 mausolei monumentali, 11 su ciascun lato - ha annunciato Stefano Musco, archeologo responsabile dello scavo - I mausolei, fatta eccezione per uno di forma circolare, presentano una pianta quadrangolare ed il loro scavo ha evidenziato tracce di parziali profanazioni avvenute già in antico. Nessuna pavimentazione mentre l’architettura degli elevati è caratterizzata sia da mura in opera reticolata, sia – nel caso del mausoleo circolare - da grandi blocchi di tufo verdino e di peperino». Insomma una grande necropoli nella quale sono state rinvenute anche 105 tombe a fossa e diverse olle con resti di incinerazioni. Alcune di queste presentano anche il puntale d’anfora utilizzato come segnacolo. In uno dei mausolei rinvenuto il bustum cioè una fossa che serviva a bruciare i cadaveri. In altri due mausolei si sono rinvenuti circa 800 frammenti di osso e avorio riferibili a due letti funerari di differenti dimensioni, ritualmente bruciati e deposti unitamente alle ceneri dei defunti. Tra i frammenti alcuni decorati con volti umani in alcuni casi ornati da ghirlande composte da foglie di vite e grappoli d’uva.

L’area archeologica si estende per 5.000 metri quadrati. I residenti della zona sono molto interessati, c’è una notevole viavai di curiosi e le varie associazioni e comitati di quartiere premono affinchè tutta la zona venga monumentalizzata. Tutti vedono nella realizzazione di un sito archeologico a Tor Tre Teste un arricchimento per il quartiere.Anche la proprietaria dell’area la Road House Grill Italia srl, a sorpresa, si è dichiarata disponibile a sostenere economicamente il progetto di conservazione e valorizza- zione del complesso dei reperti venuti alla luce.

«Il rapporto tra archeologia e imprenditoria – secondo Mariarosaria Barbera, Soprintendente archeologo di Roma – può concretamente contribuire a riqualificare le periferie della Capitale. I cittadini dei non-luoghi nati dal sodalizio fra speculazione e abusivismo cercano un’identità che può emergere solo dal recupero del passato, della storia di ogni territorio». La Roma Imperiale (all’epoca di Augusto vi vivevano circa un milione di persone) si estendeva molto più lontano da quella attuale. Conclude la Barbera: «Una speranza per tutte le periferie. A patto che altri vogliano imitare il gruppo Cremonini, del quale voglio sottolineare la capacità di trasformare l’archeologia in opportunità di crescita. Una lezione per coloro che si ostinano a vedere nelle Soprintendenze un ostacolo per lo sviluppo».

Siamo amcora in attesa di decisioni.

Una scoperta cos', in un altro posto del mondo, cosa avrebbe comportato ? Almeno un parco archeologico, un museo a cielo aperto, visite guidate ecc....

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rorey36

Non solo i Musei ma tutta la gestione dei beni culturali è un flop. Pensiamo agli "affari nostri" :  le monete. 

La Collezione Dattari non dice niente ? e tutte le altre donate allo stato e poi nemmeno catalogate ? e tutte le monete dissotterrate e consegnate oppure frutto di sequestri che non si sa dove finiscono ?

Ho girato gli Stati Uniti e in molte cittadine c'è "Il museo dei pionieri" ( vecchie macchine da scrivere o da cucire, i rocchetti di filo, il centralino telefonico, lo sportello della banca stile FarWest.......E' curato dalle "Figlie dei Pionieri" ( sembrano più le"nonne dei pionieri" ). E' la loro Storia e loro ci tengono. 

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odjob

Oggi ne ho parlato con un amico:il British Museum si è fatto prestare, dal sito archeologico di Pompei ,dei reperti che non erano esposti al pubblico,ebbene,i curatori della mostra britannica hanno organizzato una serie di eventi in concomitanza con l'esposizione dei reperti pompeiani ed hanno incassato molto più di quanto si stimava e l'affluenza di visitatori è quadruplicata rispetto alle stime.Inoltre quanto fatto dai curatori britannici è stato oggetto di studio all'Università.  

Salutoni

odjob  

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Gaetano95
Il 5/26/2017 at 14:58, dux-sab dice:

anni fa mi trovavo a Roma e decido per una visita a castel s. Angelo . appena entrato non credo ai miei occhi, mi trovo davanti il cratere di Eufronio. un capolavoro che da ex studioso di ceramica Attica non avrei mai pensato di riuscire a vedere, sapendo della sua esportazione illegale in America. non ero a conoscenza della sua avvenuta restituzione. non c'era un cane fermo a guardarlo, ignorato da tutti. so che in America c'era la coda per poterlo ammirare. forse siamo un popolo assuefatto all'arte o un popolo di ignoranti, chissà. 

Ora si trova al museo di Cerveteri ed è ancora più ignorato purtroppo...

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Gallienus

Il confronto con i musei stranieri è annichilente, soprattutto per quei musei che dovrebbero essere la punta di diamante dei beni culturali italiani, ossia gli archeologici.

In Inghilterra, partendo da quelli che in confronto ai nostri siti sono (con tutto il rispetto) quattro sassi, hanno messo in piedi musei ben fatti, interessantissimi e - guarda caso - affollatissimi. Chi ha visitato per esempio i musei lungo il Vallo di Adriano sa di cosa parlo: ogni pezzo è valorizzato, spiegato e reso accessibile; in italia in 9 casi su 10 non si dice nulla di ciò che si ha di fronte (al di là del nome, e forse non tutti sanno cosa sia uno skramasax), si vede male e non viene contestualizzato in alcun modo (per non parlare dei famosi cartellini con scritto "moneta"... si poteva pure risparmiare la carta a questo punto).

E per quanto riguarda i fondi, c'è una sola parola su cui nel resto del mondo si fanno veramente i soldi e che da noi è invece snobbata come una fastidiosa seccatura: si chiama merchandising.

 

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odjob
Il ‎31‎/‎05‎/‎2017 at 13:45, Gallienus dice:

Il confronto con i musei stranieri è annichilente, soprattutto per quei musei che dovrebbero essere la punta di diamante dei beni culturali italiani, ossia gli archeologici.

In Inghilterra, partendo da quelli che in confronto ai nostri siti sono (con tutto il rispetto) quattro sassi, hanno messo in piedi musei ben fatti, interessantissimi e - guarda caso - affollatissimi. Chi ha visitato per esempio i musei lungo il Vallo di Adriano sa di cosa parlo: ogni pezzo è valorizzato, spiegato e reso accessibile; in italia in 9 casi su 10 non si dice nulla di ciò che si ha di fronte (al di là del nome, e forse non tutti sanno cosa sia uno skramasax), si vede male e non viene contestualizzato in alcun modo (per non parlare dei famosi cartellini con scritto "moneta"... si poteva pure risparmiare la carta a questo punto).

E per quanto riguarda i fondi, c'è una sola parola su cui nel resto del mondo si fanno veramente i soldi e che da noi è invece snobbata come una fastidiosa seccatura: si chiama merchandising.

 

"Sposi"quello che ho scritto :) 

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